Allergia ai pollini: prevenzione coi rimedi omeopatici

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Per contrastare l’allergia ai pollini con l’omeopatia, occorre preparare l’organismo a tollerare meglio l’allergene.
Prevenire l’allergia ai pollini significa riattivare gli organi responsabili dell’eliminazione di scorie e tossine, cioè fegato e reni, con un’azione drenante.
In pratica, un mese prima del probabile arrivo dell’allergene (polline), si inizia a “ripulire” l’organismo affinché, modulando la ritenzione di liquidi e tossine, risponda meglio alla nuova aggressione.

Chi vuole curarsi con l’omeopatia deve descrivere i sintomi dell’allergia con molta precisione.
Per esempio, in caso di rinite allergica, è importante specificare se la secrezione nasale è irritante o no, se la gola è interessata ed è rosa o rossa.
Affinché la cura sia efficace, è inoltre molto importante la frequenza dell’assunzione dei rimedi omeopatici: più acuti e forti sono i disturbi, più frequente deve essere la somministrazione dei rimedi omeopatici, che va diradata in presenza di miglioramento.

Prevenire l’allergia ai pollini con l’omeopatia

L’omeopatia offre soluzioni ottimali soprattutto in prevenzione dell’allergia ai pollini.
Ottimo il drenaggio epatico di tarassaco, fumaria, cardo mariano. Per un efficace drenaggio nella fase acuta, si può ricorrere a carciofo e bardana.

Per la sua azione sui processi infiammatori, il Ribes Nigrum è utile sia in fase acuta, sia in prevenzione: la sua attività stimolante sulla ghiandola surrenale aumenta i livelli di cortisolo e quindi di cortisone endogeno.
E’ consigliabile utilizzare il macerato glicerico alla prima diluizione decimale di Ribes Nigrum, anche per periodi prolungati, assumendo il rimedio in orari particolari: al mattino presto, nel pomeriggio intorno alle ore sedici, la sera intorno alle ore ventidue, proprio per la sua azione di rinforzo di un meccanismo antinfiammatorio già presente nel nostro organismo.

In caso di allergia è comunque sconsigliato il “fai da te”: è sempre bene rivolgersi ad un medico omeopata.

Un consiglio in più: evitate di soffiarvi il naso stringendo le narici; la pressione che esercitate spinge le secrezioni verso l’orecchio interno, con ristagno delle stesse e conseguenze molto fastidiose; soffiate nel fazzoletto a narici aperte ed effettuate lavaggi nasali ripetuti nella giornata.

Allergia ai pollini: farmaci di sintesi, fitoterapia e omeopatia

In caso di allergia ai pollini si può inoltre intervenire associando farmaci di sintesi (allopatici), fitoterapici e omeopatici, in un concetto di medicazione allargata, ma occorre sempre il supporto di medico e farmacista.

Soprattutto per quanto riguarda l’omeopatia, è indispensabile riconoscere i vari aspetti dei sintomi per scegliere il rimedio utile. In primo luogo vanno individuati gli allergeni in causa.
Per gli allergeni “inalati”, come nel caso dell’allergia ai pollini, è bene sapere il periodo di impollinazione delle piante responsabili, così da iniziare un mese prima il drenaggio: alleggerendo il sovraccarico tossinico, si ha una riduzione dell’entità dei sintomi.

Nella fase acuta, se si usano farmaci di sintesi, i sintomi non vanno repressi in modo drastico e prolungato, per non aumentare il sovraccarico tossinico.
È sempre importante il drenaggio. La fitoterapia è utile in prevenzione e cura, ma da sola non basta.





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