Anoressia: sintomi fisici e psicologici. L’ anoressia è una malattia psicosomatica. Come riconoscere l’ anoressia

anoressia-sintomi-fisici-e-psicologici-l-anoressia-e-una-malattia-psicosomatica-come-riconoscere-l-anoressiaNei casi di anoressia, le famiglie si ritrovano a lottare contro una malattia molto complessa e a volte fatale. L’ anoressia è un “demone” spietato in cui è il cibo ad aver dichiarato guerra in chi ne soffre.
Ma cosa s’ intende per anoressia mentale ? Quali sono i sintomi dell’ anoressia e come accorgersi che una figlia o un figlio sono malati ? L’ anoressia è un disturbo del comportamento alimentare: è una sindrome psicosomatica con sintomi sia di natura fisica che di natura psicologica.

SINTOMI FISICI DELL’ ANORESSIA

I sintomi fisici dell’ anoressia consistono in un progressivo dimagrimento (perdita di peso); si parla di anoressia quando la perdita di peso supera almeno il 25% del peso corporeo “normale”. Altri sintomi legati all’ anoressia sono una o più delle seguenti condizioni: amenorrea (interruzione del ciclo mestruale), iperattività e ipotermia (abbassamento della temperatura corporea).
L’ anoressia è una malattia psicosomatica che colpisce soprattutto le donne nel periodo preadolescenziale o adolescenziale: si tratta di giovani donne che, per raggiungere il peso “perfetto”, diminuiscono volontariamente l’ assunzione di cibo fino a ridursi a “vivere d’ aria” e che, per mantenere lo stato di magrezza ottenuto ricorrono spesso a sistematici sotterfugi (vomito autoindotto tipico della bulimia, abuso di lassativi o diuretici).

SINTOMI PSICOLOGICI DELL’ ANORESSIA

I sintomi psicologici dell’ anoressia comprendono il desiderio di dimagrire, la paura di acquistare peso, la negazione della fame, una distorta immagine corporea e uno sforzo di controllo.
L’ anoressia porta a una sorta di autodistruzione fisica e psicologica della persona che ne soffre; in realtà la ricerca accanita della magrezza è solo un tentativo di camuffare problemi di personalità nascosti. L’ anoressica soffre di una profonda insoddisfazione riguardo a se stessa e alla propria vita; insoddisfazione che, mediante un meccanismo di spostamento, l’ anoressica riversa su quell’ unico spazio che è sicura di poter controllare, disciplinare, dominare: il suo corpo.
A guidare il comportamento di chi soffre di anoressia è una profonda mancanza di autostima: l’ anoressica è convinta di avere dentro di sé qualcosa di imbarazzante e malvagio che le preclude l’ accesso alle “cose belle della vita”.
Chi soffre di anoressia spesso pensa di essere inadeguato, mediocre, inferiore e disprezzato dagli altri. L’ anoressica avverte che la gente intorno a lei la guarda dall’ alto in basso con disapprovazione, pronta a criticarla appena possibile.
Tutti gli sforzi che l’ anoressica fa per raggiungere il “peso perfetto” servono solo a nascondere la sua inadeguatezza di fronte al mondo.

CHI SOFFRE DI ANORESSIA CERCA CONTINUAMENTE L’ APPROVAZIONE DEGLI ALTRI

Chi soffre di anoressia sente che, per ottenere l’ approvazione degli altri, deve sempre assecondarne le richieste, anche quando queste sono in netto contrasto con le sue aspirazioni e le sue necessità. L’ anoressiaca si mostra seria, responsabile, servizievole, studiosa: è la classica “brava ragazza”.
I pensieri e i progetti di un’ anoressica sono continuamente influenzati da domande tipo: “Come la prenderanno gli altri ? Cosa si aspettano che io faccia ?“.
Chi soffre di anoressia ha bisogno che i suoi sentimenti siano confermati da altre persone per poter sapere che li sta provando. L’ anoressica fa esperienza di se stessa solo come riflesso di ciò che gli altri vedono in lei, continuando a sentirsi “vuota”, un “niente”, fino a diventare una marionetta nelle mani degli altri. Tutta la vita di un malato di anoressia è volta a soddisfare solo i desideri e i bisogni degli altri.
Nella vita di tutti i giorni, l’ anoressica mostra un volto sorridente e compiacente agli altri, ma nasconde una dolorosa infelicità sotto una facciata artificiale. Dato che i bisogni di un malato di anoressia passano sempre in secondo piano, un’ anoressica non si sente mai amata, compresa, desiderata. E non riesce ad acquistare fiducia in se stessa.

Accorgersi di chi è malato di anoressia è il primo modo per aiutare la persona a vincere la sua battaglia personale.





191 risposte

  1. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Carissima Jey, non sappiamo quanti anni hai, non sappiamo perchè sei “scappata di casa”, per quanto tempo sei stata via da casa, dove hai vissuto in quel periodo e dove sei tornata a vivere ora. Adesso vivi da sola o con i tuoi genitori? Non ci è dato saperlo!
    Di certo è evidente che sei molto confusa in questo periodo della tua vita. Cerchiamo quindi di fare chiarezza su quanto ci hai scritto.

    Per prima cosa è ovvio che sei fortemente sottopeso. Ecco il calcolo del tuo indica di massa corporea, la formula è la seguente:

    Peso in chili
    ———————
    (Statura in metri)2

    Cioè: il peso in chili va diviso per il calcolo della statura al quadrato. Il risultato del calcolo è il valore (indice) della tua massa corporea e va inserito nella tabella qui di seguito.

    TABELLA INDICE DI MASSA CORPOREA
    - Sottopeso: valore inferiore a 18,5 (magrezza eccessiva)
    - Normopeso: valore compreso tra 18,5 e 24,9 (peso normale: peso-forma)
    - Sovrappeso: valore compreso tra 25,0 e 29,9
    - Obesità classe I: valore compreso tra 30,0 e 34,9
    - Obesità classe II: valore compreso tra 35,0 e 39,9
    - Obesità classe III: valore uguale o superiore a 40

    Nel tuo caso:
    36: (1,54×1,54) = 36 : 2,3716 = 15
    In base alla tabella dei valori sei fortemente sottopeso.

    Il tuo peso forma ottimale era il precedente, come tu stessa ben sai.
    Infatti, quando pesavi 47 kg eri in perfetta forma fisica:
    47: (1,54×1,54) = 47 : 2,3716 = 19,8 (valore ottimale del peso forma).

    Chiarito questo aspetto, cioè che sei fortemente sottopeso, i sintomi fisici che accusi dipendono dalla tua attuale magrezza eccessiva: sei nervosa, senti freddo di continuo, ti senti sempre stanca e debole. Essere sottopeso indebolisce anche le difese immunitarie del tuo organismo e puoi ammalarti più facilmente (infatti hai la febbre da due settimane, da quanto scrivi).

    Per quanto riguarda invece il tuo rapporto col cibo, è cambiato nel tempo: non hai appetito, il cibo ti disgusta, non riesci a fare un pasto completo, appena ti siedi a tavola ti passa la fame, se pensi al cibo ti viene la nausea, non riesci più a mangiare davanti a qualcuno, dici bugie e menti agli altri (dici di aver mangiato e invece non è vero). In definitiva tu rifiuti il cibo e nascondi agli altri il tuo problema.
    Anche la percezione del tuo corpo e di te stessa è cambiata: hai paura del giudizio delle persone, non vuoi essere guardata, ti senti brutta, ti trovi mille difetti
    , sei sottopeso ma pensi di avere un po’ di pancia. La percezione del tuo corpo è completamente alterata.

    Se hai scritto qui, dentro di te sai benissimo cosa ti sta succedendo. Vuoi la conferma di quello che è già avvenuto? Sei caduta nell’anoressia, ecco quello che ti è successo. C’è un video dell’ associazione ABA che racconta la giornata “tipo” di un’anoressica: le immagini raccontano molto meglio delle parole e puoi riconoscere molti dei tuoi comportamenti in questo video. Ecco il link: A letto senza cena
    Guarda il video con attenzione, si intitola “A letto senza cena” e racconta le stesse angosce che vivi tu.

    Cosa fare adesso? Prendi atto del tuo problema (che è evidente) e rivolgiti a qualcuno: chiedi aiuto. Prova in un centro ABA: uno spazio accoglienza in cui puoi parlare e sentirti ascoltata. Trovi la lista dei centri a questo link: Centri ABA in Italia
    Se nella tua zona di residenza non è presente un centro ABA, parlane col tuo medico: ti saprà consigliare una ASL di zona in cui puoi trovare psicoterapeuti preparati nei disturbi del comportamento alimentare.

    Certamente solo tu puoi decidere cosa fare della tua vita: puoi finire in ospedale perchè sei troppo sottopeso, oppure puoi cercare di comprendere cosa ti ha portato a ciò che sei ora. Dietro l’anoressia c’è sempre un forte disagio interiore: spetta a te intraprendere la strada per capire quale malessere ti porti dentro.
    Un abbraccio sincero. Ti auguriamo che il 2017 sia l’anno della consapevolezza per te, cara Jey.

  2. Jey scrive:

    Ciao a tutti, io non capisco cosa succede al mio corpo. Non ho mai avuto la fissa di dimagrire, ma dopo essere scappata di casa mi è successo di smettere di mangiare, ero sola, non mi preparavo da mangiare per svogliatezza e saltavo colazione e pranzo, spesso anche la cena. Da lì ho iniziato. Ora sono un pò di mesi che sono tornata a vivere a casa e la situazione sta diventando sempre più seria. Mi è passato completamente l’appetito, non riesco a fare un pasto o un mezzo pasto, mi passa la fame appena mi siedo a tavola o appena penso a qualche cibo. Vado al supermercato e cerco qualcosa che mi piaccia ma non trovo niente, mi disgusta tutto, mi fa venire la nausea ma io non vomito, ho come lo stimolo spesso, ma non lo faccio.
    Se mangio per esempio un piatto di pasta, ho bisogno di sdraiarmi subito, come se mi mancassero le forze. Ora sono due settimane che la febbre non mi lascia e per questo ho dato di stomaco diverse volte. Avverto sempre un bruciore, una sensazione strana nel mio corpo quando penso al cibo, sono sempre stanca, muoio dal freddo e sono sempre nervosissima.
    Tratto male tutti e tutti trattano male me, mi assillano con questa storia dell’anoressia. Io non riesco più a mangiare davanti a qualcuno, ma ripeto io non ho mai avuto problemi sull’essere grassa, certo mentre dimagrivo mi sentivo meglio con il mio fisico. Io cosi magra mi piaccio, penso… non lo so, non mi capisco.
    So che sono stanca di sentirmi tutti contro, vorrei sapere cosa mi sta succedendo, vorrei che le persone la smettessero di giudicarmi, di contare ciò che mangio, di guardarmi.
    E’ un po di tempo che mi sento davvero brutta, mi trovo milioni di difetti che non esistono, non sto mai bene, mi sento sempre male, sempre debole, dico bugie che ho mangiato e non è vero.
    Io non so cosa fare, sono tutta spigolosa, brutta …prima pesavo 46-47 kg, sono alta 1,54 ed ora peso 36 kg. Massimo posso arrivare a 37 kg e questo calo sta succedendo circa da fine maggio. Io non stavo a guardare sempre il fisico, ma ultimamente sì, mi sento brutta e spigolosa ma penso di avere un pò di pancia. Prima ero davvero molto meglio, avevo i kg al posto giusto, ora no, ma non lo so perchè. Io mi faccio schifo ma allo stesso tempo mi piaccio… Che cosa mi sta succedendo?

  3. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Ciao Giorgia, per verificare il tuo indice di massa corporea la formula è la seguente

    Peso in chili
    ———————
    (Statura in metri)2

    Cioè: il peso in chili va diviso per il calcolo della statura al quadrato. Il risultato del calcolo è il valore (indice) della tua massa corporea e va inserito nella tabella qui di seguito.

    TABELLA INDICE DI MASSA CORPOREA
    Sottopeso: valore inferiore a 18,5 (magrezza eccessiva)
    – Normopeso: valore compreso tra 18,5 e 24,9 (peso normale: peso-forma)
    – Sovrappeso: valore compreso tra 25,0 e 29,9
    – Obesità classe I: valore compreso tra 30,0 e 34,9
    – Obesità classe II: valore compreso tra 35,0 e 39,9
    – Obesità classe III: valore uguale o superiore a 40

    Nel tuo caso:
    49: (1,67×1,67) = 49 : 2,7889 = 17,5
    In base alla tabella dei valori sei sottopeso.

  4. Giorgia scrive:

    Io peso 49 kg e sono 1 ,67 …non sono sicura che vada bene

  5. laura scrive:

    Buongiorno a tutti, sono una ragazza anoressica, purtroppo è così, sono malata da ormai due anni. Non avrei mai immaginato di ammalarmi di questa malattia, perché in fondo lo è… posso ritenermi fortunata da una parte perché negli ultimi mesi ho fatto grossi miglioramenti da sola, ho iniziato a mangiare un pò di tutto, ho il ciclo regolare, ho messo su un pò di peso e mi piaccio così, anche se sono ancora in sottopeso non grave.
    Purtroppo il cibo è il mio pensiero fisso dalla mattina alla sera, è una cosa automatica: l’anoressia cambia te stessa, cambia la tua vita, non sono più la stessa persona di due anni fa, sono cambiata, della gente non me ne frega niente, ho due amici, avevo un fidanzato, ho attorno persone che mi vogliono bene, non posso lamentarmi ma pagherei oro per riavere la mia vita di prima
    scusate non mi sono presentata, mi chiamo laura e ho 21 anni, comunque l’anoressia (è brutto da dire) oramai la considero come una mia amica, anche se è solo una… non voglio dire parolacce! Nonostante ho questo problema, vado avanti, non mollo, sorrido sempre agli altri, appaio come una ragazza normale, una normalissima ragazza.
    La gente non può immaginare minimamente quello che affronti ogni giorno, ma sono arrivata a una conclusione: ho fatto molti miglioramenti da sola senza l’aiuto di nessuno e ho imparato a conviverci con l’anoressia, col tempo forse riuscirò a mandarla via, perché lei di sicuro non se ne va… ho imparato a scrivere, mi sono fatta un diario e lì scrivo, scrivo, scrivo quello che mangio e anche quello che l’anoressia ti proibisce di mangiare, ma io provo certe volte a non ascoltarla e lo mangio lo stesso, anche se dopo mi sento in colpa, ma intanto l’ho mangiato.
    Quindi mi sento in dovere di darvi un consiglio: io certe volte il mio problema lo prendo sul ridere e, anche quando mangio qualcosa che non dovrei mangiare, invece di demoralizzarmi dopo mi faccio una bella risata, anche se mi sento in colpa. Ho imparato a sdrammatizzare un pò il mio problema, lo so magari dicendo queste cose sembro strana, però se stiamo tutti i giorni a demoralizzarci o a esser tristi non ne usciamo più.
    Io ho imparato a conviverci e ho anche imparato a prendere il mio problema un pò sul ridere e fa bene, fidatevi, fa solo bene. Spero che mi sono espressa abbastanza bene, non sono stata qui a scrivervi quanto pesavo, cosa mangiavo e tutte queste cose, ho voluto solo dirvi quello che vivo ogni giorno.
    A tutte le persone che hanno questo problema do un consiglio: non abbatetevi, andate avanti sempre con un sorriso, ma non fatelo solo davanti agli altri per camuffare il problema, sorridete a voi stesse che fa solo bene.
    Ciao a tutti

  6. antonella scrive:

    buongiorno a tutti, io soffro di anoressia da stress. Tale patologia non era nei miei pensieri, sapevo cos’era, ma non potevo mai immaginare che un giorno anche io ne sarei stata colpita. L’anoressia da stress è una patologia causata da eventi o problematiche. In un mese sono arrivata a pesare di colpo 38 kg, la mia mente era così assorbita dal problema da portare il resto del corpo ad una forte debilitazione fisica. La prima volta la patologia è stata molto aggressiva, da portarmi ad un ricovero ospedaliero, ma senza alcun risultato positivo: al sud su tale patologia, psichiatri, psicologi, ecc ecc, dovrebbero informarsi per capire che, se la mente non viene sbloccata con percorsi psicoterapeutici da persone esperte in tale campo, di sicuro si arriva alla morte.
    Io non volevo dimagrire, stavo bene, mangiavo, facevo sport per mantenere il fisico in ottime condizioni ma non per dimagrire. Per cui il tutto sta nella mente. Dire a un anoressico la parola ‘mangia’ senza alcun sostegno psicoterapeutico, non si arriva a nulla. Il mio cervello è rimasto sempre lucido, perfetto e consapevole di avere tale patologia. Tutto parte dalla mente, è la mente che guida tutto il corpo umano: sono stata in coma per 15 giorni per un incidente, con ferite contuse dalle quali sono guarita, ho avuto la cefalea a grappolo dalla quale sono uscita, ma l’anoressia rimane sempre, adesso è lei che comanda la mia mente e corpo.

  7. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Cara Elisa, sei perfettamente consapevole della tua malattia, ma non vuoi curarti perchè hai paura di ingrassare. Questa paura è alla base dell’ anoressia, così come la percezione distorta che hai del tuo corpo: tu stessa dici che non ti vedi come una ragazza che pesa 39 chili, ma ti vedi come una che pesa 50 chili. Anche con un peso di 50 chili, saresti comunque magra per la tua altezza! Ma tu ti vedi grassa anche se sei sottopeso e vivi con la costante ossessione di ingrassare.

    Hai rinunciato alla prima cura in ospedale, in cui ti hanno ricoverato perchè eri sottopeso, proprio per la paura di ingrassare: i medicinali potevano farti aumentare di peso, questo hai pensato. Controlli continuamente tutto ciò che mangi, elimini determinati cibi e pesi gli alimenti. Nonostante questo, ti senti in colpa ogni volta che mangi e di conseguenza ti provochi il vomito (che ormai è diventata una consuetudine per te). Il passaggio dall’ anoressia alla bulimia (vomito autoindotto) è infatti il decorso della malattia. Ti invitiamo a leggere questo articolo correlato in cui puoi ritrovare molto di quello che ti sta capitando (clicca su questo link): Anoressia-Bulimia-Disturbi del comportamento alimentare

    Questa, come tu ben sai, non è più vita per te: l’anoressia è il tunnel in cui sei caduta, l’anoressia non ti fa più vivere da ormai due anni, e tu lo sai bene.
    Il tuo fisico ti sta mandando dei segnali forti: non hai più il ciclo mestruale e, come tu stessa scrivi, ti stai uccidendo. Ovviamente il tuo umore è mutevole, sei nervosa e ti sfoghi con tua madre. Ma poi ti senti in colpa anche per questo e ti punisci ancora: non ti piaci, non ti piace il tuo aspetto fisico, non ti piace come ti comporti con tua madre, non ti piace come sei. E ti distruggi. Fondamentalmente non ti ami affatto: in te non c’è amore per te stessa, ti fai solo del male, ti odi. Tutto ciò che ti sta capitando fa parte della malattia in cui sei caduta. Tu non sei sbagliata, sei solo malata: sei anoressica. E i comportamenti di un’anoressica sono esattamente questi. Il male peggiore lo fai a te stessa, non lo fai agli altri. Chi ti sta vicino, come tua madre, vede solo una persona che si autodistrugge. Dietro alla tua non-fame, si nasconde in realtà una grande fame d’amore.

    Chi soffre di anoressia e bulimia smette un pò alla volta di uscire, perde gli amici, dà sempre meno importanza allo studio o al lavoro: niente conta quanto il disturbo alimentare e, un pò alla volta, niente esiste al di fuori dell’ anoressia. Questo è il decorso della malattia. Quando abbandoni qualsiasi cosa tranne la malattia, diventa poi molto più difficile decidere di guarire perchè non ti è rimasto niente tranne la malattia: togli l’ anoressia e rimane il vuoto.
    Per guarire, devi ricostruire la tua vita, desiderare di tornare a vivere. Per chi soffre di anoressia, tornare a vivere è uno sforzo che contrasta la tendenza naturale ad abbandonarsi alla malattia. Ma questo è il primo passo da fare.

    Anche adesso dici che vuoi curarti ma la paura principale è sempre la stessa: la paura di ingrassare. In realtà, la tua idea di andare in un centro di cura specializzato per l’anoressia è la scelta migliore che puoi fare per te stessa se vuoi tornare a vivere. Il percorso per uscire dall’anoressia è faticoso, ma è possibile se tu lo vuoi iniziare e percorrere. Parlane con la tua famiglia, perchè anche i tuoi genitori vanno coinvolti nel tuo percorso di cura: anche loro devono partecipare agli incontri con gli psicologi per capire come comportarsi con te, come modificare il loro rapporto con te, in modo da essere di reale aiuto alla tua guarigione: il tuo miglioramento e la tua guarigione passano attraverso una modificazione dei legami affettivi, è importante riuscire a comunicare il tuo dolore a tua madre.

    L’ anoressica, proprio attraverso l’espressione dei sintomi, vuole ridiscutere e modificare le relazioni familiari. L’ aiuto psicologico è quindi rivolto anche ai genitori e alla madre in particolare: i genitori devono essere aiutati dallo psicoterapeuta. La tendenza ad allontanare le ragazze e i ragazzi anoressici dalla propria famiglia, attraverso l’utilizzo di comunità terapeutiche, è solo l’ultimo approccio da tentare: solo quando è proprio necessario.

    Se senti la necessità di rivolgerti ad un centro di cura, facci sapere la tua zona di residenza: ti possiamo consigliare a chi rivolgerti.

  8. elisa scrive:

    Soffro di anoressia da ormai due anni, ho avuto una fase in cui ero arrivata a 33 kg per 1.60, sono stata ricoverata in ospedale, ho preso medicinali, ma non ho mai accettato “la guarigione” (del mio corpo). Così, convinta che i medicinali mi facessero ingrassare, ho smesso e da lì è ricominciata la ricaduta… anche se lenta, e ora da giugno non ho più il ciclo e questa mattina pesavo 39.4 kg per 1.60
    sono da ricoverare secondo lei? io non so più come uscirne, mi sembra un tunnel senza fine. L’aiuto del solo psicologo non serve, io da un lato ne vorrei uscire perchè psicologicamente la mia vita ruota attorno alla malattia, ma dall’altra ho paura… quando provo a mangiare di più è una crisi totale… lì per lì tutto va bene, sono convinta di uscirne, poi addio! non capisco più nulla, la malattia prende il sopravvento e io divento una persona nervosa alla massima potenza e quasi perfino poco umana, egoista, stronza.

    Mi odio così tanto… sto facendo del male a mia madre in un modo assurdo, la sto uccidendo così come sto facendo con me stessa. Ogni volta mangio sempre in modo anormale diciamo, non ho eliminato intere “classi” di cibo questa volta, cioè tipo per dire 10-15 grammi di pane -senza olio nell’impasto- a pranzo e cena li mangio; non mangio la pasta ovviamente, nè riso, magari a volte un cucchiaio di orzo ma cerco di evitarlo… cioè pensandoci ho eliminato tante cose -non le ho scritte tutte- ma non è un’ eliminazione drastica come la prima volta in cui ero a questo peso, una cosa che ho eliminato proprio è l’olio ormai da secoli. Ho ridotto le porzioni e peso tutto.

    Ma ogni volta che mangio penso “tanto poi vomito” (riesco a produrmi il vomito automatico solo con un pò d’acqua), ovvero tutte le volte che mangio. Non mi sopporto più neanche io, e boh sto considerando l’idea di andare in un centro di cura questa volta… anche se ripeto non ne sono pienamente convinta, la cosa mi spaventa alquanto. Ho paura di diventare una botte, anche perchè io fondamentalmente non mi vedo come una ragazza di 39 kg!! Mi sento di pesarne 50. Cosa posso fare? Consigli? Qualche buon posto dove curarmi? Esperienze?

  9. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Ciao Martina, per quanto riguarda il tuo peso attuale, la formula che di solito viene usata per valutare indicativamente lo stato di salute fisica è l’indice di massa corporea:

    Peso in chili
    ———————
    (Statura in metri)2

    Ovvero: il peso in chili va diviso per il calcolo della statura al quadrato.

    TABELLA INDICE DI MASSA CORPOREA
    - Sottopeso: valore inferiore a 18,5 (magrezza eccessiva)
    - Normopeso: valore compreso tra 18,5 e 24,9 (peso normale: peso-forma)
    - Sovrappeso: valore compreso tra 25,0 e 29,9
    - Obesità classe I: valore compreso tra 30,0 e 34,9
    - Obesità classe II: valore compreso tra 35,0 e 39,9
    - Obesità classe III: valore uguale o superiore a 40

    Nel tuo caso:
    47: (1,71×1,71) = 47 : 2,9241 = 16
    In base alla tabella dei valori sei sottopeso: magrezza eccessiva. Ma questo lo sai già.

    I rischi per la salute dovuti alla magrezza eccessiva possono essere diversi: disturbi digestivi, debolezza, fatica cronica, stress, ansia e disfunzione ormonale, solo per citarne alcuni. Di certo il tuo peso “non va bene” e se hai scritto qui sei preoccupata per te stessa. Il controllo del peso e l’ossessione della bilancia sono però solo effetti del tuo stato d’animo emotivo interiore: manifesti all’esterno il tuo disagio interiore attraverso varie forme di autolesionismo. Ti stai facendo del male, non ti ami e non accetti te stessa. Non esistono “voci” nella tua mente, sono solo i tuoi stessi pensieri ossessivi: sei tu stessa che non mangi, che ti tagli, che pensi al suicidio. Anche l’anoressia è una forma di autolesionismo. Sei tu stessa ad essere “cattiva, spietata e critica” con te: tu ti giudichi e ti condanni. La domanda che dovresti farti è: “perchè mi odio così tanto”? Depressione, anoressia e autolesionismo (i tagli che ti fai) sono tutte manifestazioni esterne del tuo disagio interiore. Non ami la vita, non ami te stessa e pensi che sia meglio farti male o morire per mettere fine al tuo dolore. Il dolore che provi è però la mancanza d’amore che hai nei tuoi confronti.
    Sull’autolesionismo leggi questo articolo per cercare di comprendere un pò te stessa e il male che ti stai facendo da sola, clicca qui: Autolesionismo, tagli e ferite

    Cara Martina, hai solo 17 anni, se da 3 anni ti stai facendo del male cerca aiuto: hai scritto qui perchè te ne rendi conto. I tuoi genitori vedono la tua situazione? Se non riesci a parlare con loro, cerca uno psicoterapeuta con cui parlare. Anche le Asl di zona mettono a disposizione servizi di questo tipo. Per uscire dallo stato in cui sei, devi imparare ad amarti: ti stai odiando profondamente. E’ importante esprimere quello che senti con una persona in grado di ascoltarti, lo psicoterapeuta può darti una guida. Vuoi iniziare a vivere oppure vuoi continuare in questo lento suicidio a cui ti sei condannata da sola? Pensaci e, se decidi di smetterla di farti del male, cerca aiuto e inizia un percorso diverso. Tutti possono cambiare, anche tu, basta volerlo. Ti auguriamo di iniziare a vivere e ad amarti. Un abbraccio sincero.

  10. Martina scrive:

    Salve! È da circa 3 anni che sono ossessionata dalla bilancia, continuo a guardarmi allo specchio e a vedermi grassa.
    Inizialmente mi abbuffavo, esageratamente, per poi sentirmi in colpa e mangiare pochissimo per i due giorni successivi… e via dicendo.
    Da quest’anno però, le cose stanno cambiando, e sento come delle voci nella mia testa, delle voci cattive, spietate, che criticano il mio aspetto, la mia personalità…
    Queste voci in realtà le sento da 3 anni, essendo depressa da 3 anni…
    pensavo di essermi ripresa, ma invece le cose stanno peggiorando e queste ‘voci’ mi suggeriscono di non mangiare, come forma di autolesionismo.
    Da quando sono caduta nel ‘tunnel della depressione’, ho spesso avuto istinti suicidi, ho anche tentato il suicidio delle volte… e ancora adesso mi capita di sentire il forte bisogno di tagliarmi, certe volte vi cedo…
    Ho 17 anni, sono alta 1.71 m e peso 47 kg, so di essere sottopeso, lo sono sempre stata, anche per via della costituzione, in famiglia siamo tutti molto magri… solo che mangiando sempre meno, sono arrivata a 47 kg in circa 2 mesi, prima ne pesavo 55.
    Mi sento sempre stanca, malata, ho sempre la nausea.. non sto mai bene.
    quindi volevo sapere se il mio peso va bene o se devo preoccuparmi??

    So che il mio profilo psicologico è preoccupante, me ne rendo conto, ma ciò che mi interessa sapere è se devo preoccuparmi del mio fisico.
    grazie, e complimenti per il blog!

  11. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Cara Stefania, da quello che ci scrivi sei consapevole della tua anoressia che ti accompagna da ormai 2 anni. Hai cercato di lottare riacquistando un pò di peso, ma ora sei ricaduta nell’ ossessione: non ti piaci e stai ricominciando a rifiutare il cibo. In realtà, con un BMI (Indice di Massa Corporea) pari al valore 14 sei già sottopeso per la tua giovane età.
    Adesso hai paura e chiedi aiuto: questo è un bene, essere consapevole è il primo passo.

    L’ anoressia porta al rifiuto del cibo o al digiuno, a cui si alternano saltuarie abbuffate seguite da sensi di colpa. Dietro questo tuo atteggiamento si nasconde però una profonda crisi interiore: quello che fai è una domanda di aiuto, una richiesta di riconoscimento del tuo dolore di vivere, del tuo non-accettarti. Questo dolore interiore che provi è così forte che è difficile da raccontare, ma lo fai vedere solo attraverso il tuo corpo.

    La tua ossessione verso il tuo corpo nasconde quindi un profondo disagio: chiedere aiuto significa voler capire a cosa è dovuto questo tuo disagio interiore. Perchè soffri così tanto? Come è iniziata la tua anoressia? C’è stato un evento particolare che hai vissuto 2 anni fa? Queste sono le domande che devi provare a fare a te stessa. Nel tuo commento descrivi solo i sintomi della tua anoressia, ma non dici nulla sulle possibili cause che ti hanno portato a questo stato di profonda sofferenza. Forse tu stessa non sai le cause, forse sei confusa e provi solo paura e dolore.

    La tua famiglia si è accorta del tuo problema? Ne hai parlato con loro? Hai chiesto aiuto? Ricorda che non sei sola: insieme alla tua famiglia, puoi rivolgerti in qualsiasi momento nei centri pubblici specializzati per ricevere un aiuto psicologico.

  12. STEFANIA scrive:

    Buonasera. Ho 13 anni. Ho paura. Sono 2 anni che soffro di anoressia, adesso mi abbuffo un giorno sì e due no e mi sento in colpa, ma non vomito. Non ci sono mai riuscita. Ho riacquistato peso. Andavo verso i 33 kg. Un bmi di 14. Ma adesso mangio tantissimo e una voce nella mia testa continua a ripetermi che sono grassa, che ho la pancia e i fianchi. Voglio non esserlo e sto ricominciando a non mangiare. Aiuto.

  13. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Buongiorno Silvia, di certo quella della tua amica è solo una scusa per correre in bagno a vomitare dopo i pasti. Dire di “avere il sapore di sangue in bocca” è solo una scusa, una bugia: è tipico nell’ anoressia mentire, raccontare bugie per nascodere agli altri il reale problema. Inolre tu hai notato che la tua amica è dimagrita molto in poco tempo e che ha problemi e incomprensioni a casa con i suoi familiari. E’ evidente che la tua amica sta vivendo una situazione personale e interiore difficile: è in conflitto con i suoi genitori che non le fanno cambiare scuola, cosa che lei invece vorrebbe. La tua amica sente di non riuscire a cambiare la sua vita, di non avere il controllo sulle sue decisioni, e quindi è caduta in anoressia: l’ unica cosa su cui sente di avere il controllo è il suo corpo e il cibo. Il fatto di vedersi grassa anche se di fatto è magrissima, è un altro sintomo tipico dell’ anoressia, che è una malattia psico-somatica. L’ anoressica ha infatti difficoltà a percepire “se stessa” come una persona con comportamenti e pensieri in grado di condizionare gli eventi: la tua amica vuole cambiare scuola ma non riesce a farlo, non riesce a convincere i suoi genitori che sono spesso assenti e non l’ ascoltano. Questo di solito porta chi soffre di anoressia a rivolgere il proprio controllo su se stesso e sul proprio corpo: non mangiare (o mangiare poco e poi andare a vomitare in bagno) per l’ anoressica significa avere un controllo volontario dell’ organismo. In genere nelle prime fasi dello sviluppo dell’ anoressia c’è un picco di euforia che scaturisce proprio dalla sensazione di gestione e controllo del corpo e del cibo. Poi si passa ad una fase più cupa in cui tutta l’ attenzione dell’ anoressica è posta sul sentirsi malata, non tanto perché si rende conto di essere anoressica, ma perché sono gli altri che lo ricordano costantemente. Chi sta intorno ad un’ anoressica cerca di fare qualcosa per aiutarla a risolvere un problema, che però per l’ anoressica non è così grave come sembra agli altri. A questo punto c’è una lotta che si crea tra l’ anoressica e gli altri. Ogni atto per cercare di convincere l’ anoressica a mangiare aumenta incomprensioni.

    Purtroppo nella maggior parte dei casi chi soffre di anoressia non ammette a se stesso e agli altri di avere un problema. L’ ossessione per il peso-forma, la rinuncia al cibo, il rapporto costante con la bilancia, il vedersi “grassa” anche quando in realtà è magra, il non piacersi allo specchio sono tutti sintomi tipici dell’ anoressia.

    Se ti sei accorta che la tua amica soffre di anoressia, sarebbe bene farlo presente anche ai suoi genitori. Una volta entrati in anoressia è infatti molto difficile uscirne da soli ed è bene che la famiglia si rivolga ad uno psicologo o ad un centro specializzato in disturbi del comportamento alimentare. Occorre infatti un percorso terapeutico che coinvolga anche la famiglia stessa per aiutare una persona ad uscire dall’ anoressia. E’ molto difficile gestire e aiutare una ragazza che soffre di anoressia.

    Per aiutare la tua amica, devi cercare di farle avere più chiarezza, riflettendo su quello che sta facendo, in modo che possa essere lei a decidere come può cambiare la sua vita. E’ molto importante che tu le faccia capire che comunque le vuoi bene, qualsiasi cosa scelga, perchè tu vuoi bene a LEI, indipendentemente dall’ anoressia. La tua amica deve trovare la sua identità, il suo modo di essere e di vivere, e questo è molto difficile per le persone che soffrono di anoressia. Parla anche semplicemente con lei dei suoi sogni, dei suoi desideri per il futuro, di cosa vorrebbe fare, di come le piacerebbe essere, delle emozioni che prova. Se lei deciderà di cambiare, lo farà solo perchè capirà che l’ anoressia in realtà non la fa vivere e scegliere, che in relatà non è lei a gestire il suo corpo ma è schiava dell’ anoressia, che non è libera di realizzare i suoi sogni e i suoi desideri.

    I disturbi alimentari come l’ anoressia non vanno visti come delle fissazioni, dei vizi o delle frivolezze. Allo stesso tempo non si può pensare di risolvere il problema evitando di parlarne, perché se è vero che inizialmente si sceglie di entrare in anoressia, è anche vero che poi si diventa succubi dell’ anoressia e non si riesce più a uscirne da soli. Non è costingendo la tua amica a mangiare che puoi aiutarla a capire l’ anoressia: il tentativo di “aiutare” in questo modo un’ anoressica può apparire a lei solo come volerle dare “per forza” del cibo, solo come una costrizione. Deve essere la tua amica a decidere sulla possibilità che l’ intervento di qualcuno esterno alla sua famiglia (uno psicoterapeuta) sia di aiuto per lei. Chi soffre di anoressia non si percepisce troppo magro, ma anzi il riuscire a perdere peso è sentito come un grande risultato, raggiunto esclusivamente attraverso la propria volontà. Parlare con una ragazza anoressica non è assolutamente cosa semplice, per la tua amica controllare e limitare l’ assunzione di cibo è un modo per ritrovare delle certezze, per affermare la propria personalità.

    Al di là di quello che tu puoi fare come amica, è comunque importante che i suoi genitori si rivolgano ad uno psicologo per capire la figlia; sarà poi lei a scegliere di andare a sua volta da uno psicologo, ma sono i suoi genitori che per primi devono farlo. Riguardo alla comuncazione con la tua amica, non dare consigli e suggerimenti a priori, deve essere lei a chiedere consigli: è meglio domandare e chiedere a lei quali sono i suoi bisogni. Accorgersi di chi è malato di anoressia è il primo modo per aiutare la persona a vincere la sua battaglia personale.

    Ci sono inoltre dei consultori specializzati in disturbi del comportamento alimentare a cui la tua amica può rivolgersi in completo anonimato. Puoi parlarle e anche accompagnarla se lei lo desidera.

  14. silvia scrive:

    Ciao… sono una ragazza di 14 anni e sono molto preoccupata per una mia amica, poichè penso che soffra di anoressia, ma non posso dirglielo direttamente. Lei è calata di molti chili in pochi mesi, ma la cosa più preoccupante è che lei, ogni giorno dopo aver mangiato a scuola, dice d’avere il sapore di sangue in bocca e va in bagno per 15 minuti ed al ritorno dice d’aver vomitato. Inoltre, tutto è iniziato perchè non vuole più frequentare il liceo, e cambiare scuola, ma i suoi non vogliono e lei minaccia d’avere un esaurimento nervoso. I suoi genitori sono sempre via di casa e la sua alimentazione è a dir poco MALSANA…!! Lei pensa anche di essere grassa, ma non lo è, perchè è magrissima. Io la conosco da poco tempo e non so come comportarmi… dopo questi comportamenti, può essere anoressica? E io come amica, come posso comportarmi? Sono molto preoccupata perchè mi sento impotente e questa malattia mi terrorizza.

  15. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Per Arianna ma anche per chi vorrà leggere: in questo link che ti mandiamo di seguito trovi due testimonianze che speriamo possono esserti d’aiuto. Una è di Davide, che è stato accanto ad una ragazza anoressica di cui era innamorato, e l’ altra è di Susanna che sta combattendo perchè ha deciso di uscire dall’ anoressia. Le trovi qui: http://www.iobenessereblog.it/progetto-contro-anoressia-e-bulimia-in-italia-se-ami-qualcuno-dagli-peso-capire-i-sintomi-dell-anoressia/1459/comment-page-1#comment-21656

    Se lo desideri puoi provare anche a confrontarti con loro (se vorranno risponderti). Coraggio Arianna, per te e per la tua ragazza. Un abbraccio.

  16. franco scrive:

    …Arianna, io spero solo che non la perderai nella sua malattia… spero che non finisca all’ ospedale priva di forze… l’ anoressia è una malattia che allontana… questo è un altro modo in cui tu potresti perderla…

  17. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Certo Arianna che rischi di perderla parlando con i suoi, te l’abbiamo infatti già specificato. Ma del resto sei tu a conoscere meglio la sua situazione familiare e se ritieni che sia inutile parlarne, fai come credi meglio (come ti abbiamo già detto). Cerca però di non assecondarla nella sua anoressia. Dato che siete sole, senza supporto da parte di nessuno, l’unica cosa che puoi continuare a fare è starle vicino, sperando che lei decida di cercare un aiuto concreto. Ti auguriamo che lo faccia, è solo lei che deve decidere e per ora ha deciso di continuare a stare male, purtroppo.

  18. Arianna scrive:

    La perderei sicuramente se facessi una cosa del genere. Il mio gesto verrebbe consideranto più con un “tradimento” che come un aiuto.
    Come potrebbe poi continuare a fidarsi di me, o anche solo fidarsi di qualcun’altro? Se fossi sicura che possa servire a qualcosa l’avrei già fatto. Conoscendo genitori e nonni della mia ragazza, la situazione non potrebbe che peggiorare. Inoltre, se per assurdo mi presentassi alla loro porta, non credo gradirebbero. Hanno pregiudizi sull’ omosessualità e sostanzialmente mi odiano. Grazie davvero per avermi ascoltata, ma questa volta non voglio seguire il vostro consiglio.

  19. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Arianna, stare vicino ad una ragazza anoressica non è mai cosa semplice. Hai già provato a spingerla a rivolgersi ad un centro specializzato ma lei si ostina a non volere aiuto. E’ difficile parlare anche con la sua famiglia, certo, ma è un tentativo che puoi fare al di là di quello che pensa lei.

  20. Arianna scrive:

    Grazie.

  21. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Bhè Arianna, tu da sola è evidente che non riesci ad aiutarla dato che lei non vuole. Quindi non puoi sapere come reagiranno i suoi familiari, genitori o nonni. Di certo provare a parlare con loro è un tentativo: alla tua ragazza serve un sostegno. Dire che “non capirebbero” a priori è sbagliato, perlomeno sapranno la verità sui suoi problemi. Poi quello che decideranno di fare non lo sai, ma almeno ci avrai provato. L’ alternativa è continuare a vederla stare male. Provare non ti costa nulla alla fine. Fai come credi comunque.

  22. Arianna scrive:

    Non vive con i suoi genitori, ha un pessimo rapporto, soprattutto con suo padre ed è vero quando dice che non capirebbero. Ora vive con i suoi nonni settantenni, e non credo che nemmeno loro possano aiutarla.

  23. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Ciao Arianna, la tua ragazza non si vuole curare, è stata molto esplicita. Se le vuoi davvero bene, parla coi suoi genitori a questo punto. Lei ti ha chiesto addirittura di controllarla col cibo in modo da mantenere la sua anoressia: vuole solo un’alleata per mantenere la sua malattia, nulla di più, non vuole un aiuto per uscirne. A rischio di compromettere il vostro rapporto, per il suo bene, parla con la sua famiglia se la vuoi aiutare. Forse i suoi genitori non si rendono conto della gravità della situazione e tu di certo non puoi assecondarla nella sua anoressia.

  24. Arianna scrive:

    Salve. Grazie mille per le informazioni. Le ho fatto presente l’ esistenza di questi centri. Ha detto che non vuole stare bene, perchè significherebbe ingrassare. Inoltre vuole che io la controlli. Mi ha detto “quando sei con me, non assecondarmi se ti chiedo qualcosa da mangiare”. Vuole dimagrire ancora, dopo aver preso circa 5 kg, perchè così sta peggio psicologicamente. Immagino di non potere far niente per cambiare la situazione, come al solito, ma chiedo comunque consiglio a voi…

  25. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Sempre per Arianna: a Milano puoi anche rivolgerti al centro ABA che è specializzato in disturbi del comportamento alimentare. Per informazioni puoi telefonare al numero verde 800-165616 oppure al numero di telefono 02-29000226 da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 19.00, sabato dalle 9.00 alle 17.00. Il referente è Fabiola De Clercq. Il centro ABA di Milano si trova in via Solferino 14.

    Altri centri specializzai in disturbi del comportamento alimentare a Milano sono questi:

    AIDAP Unità Operativa Locale
    ASSOCIAZIONE ITALIANA DISTURBI DELL’ ALIMENTAZIONE E DEL PESO
    Dottoressa Arianna Banderali (presidente AIDAP)
    viale Caldara 23, Milano
    tel. 02-5456738

    Centro Studi Disordini Comportamento Alimentare
    Ospedale S. Raffaele, “Ville Turro”, Milano
    Professor L. Bellodi e Professor F. Brambilla
    tel. 02-26433206 oppure tel 02-26433229

  26. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Arianna, il ricovero ospedaliero di solito è indicato per casi gravi di anoressia, quando la malattia ha già portato ad un sottopeso tale da compromettere seriamente la salute. Hai già telefonato al centro del Niguarda per chiedere informazioni su una terapia psicologica senza ricovero ospedaliero? Sul sito del Niguarda sono riportate tutte le terapie di cura, ma ovviamente vengono valutate caso per caso. Se la tua ragazza richiede solo una terapia dallo psicologo, pagherà solo le sedute tramite ticket medico direttamente presso il Niguarda, e il costo è basso. L’ ospedale Niguarda a Milano è molto all’ avanguardia, ed è possibile effettuare anche delle sedute dallo psicologo. Ti consigliamo quindi di telefonare per chiedere informazioni: le tarapie di cura sono personalizzate in base ad ogni singolo caso. Il telefono del Niguarda di Milano è questo: 02-6420901

  27. Arianna scrive:

    Ho cercato ospedali che trattino disturbi del comportamento alimentare. Quelli più vicini a noi sono Niguarda e San Raffaele, a Milano. I siti non sono molto chiari, parlano solamente delle modalità dei ricoveri. Non credo che una soluzione tanto estrema sia necessaria e comunque la diretta interessata non acconsentirebbe. Sapete se si possono prendere appuntamenti o anche iniziare una terapia senza ricovero e gratuitamente? Grazie.

  28. Bea scrive:

    Grazie mille per la delucidazione.

  29. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Salve Bea, l’ anoressia comincia da una situazione iniziale di normopeso o addirittura di sovrappeso: spesso l’ anoressia inizia proprio con diete molto drastiche. La persona che inizia a soffrire di anoressia, anche se è in normopeso, si vede grassa, quando di fatto non lo è. Inizia così a non piacersi, a dare un’ estrema importanza al proprio peso corporeo e al fisico. Mano a mano la malattia “sfugge al controllo”: anche se dimagrisce, la persona anoressica vuole dimagrire ancora e sempre di più, continua a non piacersi fisicamente e finisce per arrivare al sottopeso.

    A monte, quello che porta all’ anoressia e quindi al cattivo rapporto col cibo e col proprio corpo, è sempre un disagio psicologico interiore, come la sensazione di essere inadeguati nell’ affrontare una situazione che è percepita come difficile, il non sentirsi all’ altezza di una situazione, il non piacersi fisicamente, oppure un cattivo rapporto con i genitori o le persone più strette. Chi soffre di anoressia percepisce queste situazioni come “senza controllo”: chi soffre di anoressia sente che non può modificare la propria vita e le situazioni, non riesce ad affrontare il proprio disagio di fronte a tali situazioni. Per questo chi soffre di anoressia sente che può “controllare” solo il cibo e il proprio peso corporeo: dimagrire o non mangiare è una forma di “controllo” per l’ anoressica. Ma quando la malattia avanza, in realtà l’ anoressica diventa schiava del proprio peso e può finire in forme di sottopeso pericolose per la sua salute.

    Considera sempre Bea che l’ anoressia è una malattia psicosomatica: inizia sempre con un disagio psicologico. L’ atteggiamento di un’ anoressica inizia dal normopeso: la persona, anche se è in peso-forma, non si piace, inizia a mangiare poco o a saltare i pasti, può ricorrere al vomito autoindotto se pensa di aver mangiato troppo, si sente in colpa se mangia di più, controlla in modo ossessivo il proprio peso corporeo, ha continuamente paura di ingrassare anche solo di qualche etto, si costinge ad una dieta rigida ed estrema. Questo è già l’ inizio della malattia.

    L’ anoressia è quindi un atteggiamento, un modo di percepire se stessi. I disturbi del comportamento alimentare come anoressia e bulimia cominciano da una condizione iniziale di normopeso o anche di sovrappeso. Solo successivamente la persona arriva a situazioni di sottopeso. Dietro all’ anoressia c’è però sempre una forma di disagio e di grande sofferenza della persona che non riesce a vivere pienamente e ad essere felice.

  30. Bea scrive:

    Buongiorno, ho letto attentamente ogni singolo post lasciato dai ragazzi e le relative risposte che avete sapientemente dato. Volevo sapere una cosa: si può essere anoressici senza essere sottopeso? O meglio, l’ anoressia, può iniziare in una situazione di normopeso?

  31. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Buongiorno Arianna, anche se ti sembra che la tua ragazza stia meglio, non è in realtà uscita dall’ anoressia: ha ancora paura di ingrassare, mangia ancora in modo sregolato e ha ancora sensi di colpa quando mangia di più. Di fatto quindi, la tua ragazza è ancora in anoressia. Come ti abbiamo già detto, per quanto tu possa starle vicina, è necessario che la tua ragazza inizi un vero e proprio percorso di cura con un terapeuta o uno psicologo specializzato in disturbi del comportamento alimentare. La tua ragazza è riuscita a parlare apertamente del suo problema dell’ anoressia con la sua psicologa ? Se non ne parla apertamente, non può ricevere un aiuto. La dietologa non è assolutamente una soluzione per curare l’ anoressia, potrebbe addirittura peggiorare la sua situazione. Se invece si rivolge ad un centro specializzato in disturbi del comportamento alimentare, la terapia di cura include anche una rieducazione alimentare per aiutarla a riprendere a mangiare in modo regolare. Per avere un’ alimentazione bilanciata, la tua ragazza dovrebbe mangiare come minimo così e in queste quantità: Dieta Dissociata: carboidrati a pranzo, proteine a cena, verdura in quantità libera e frutta lontano dai pasti

    Hai cercato un centro specializzato in disturbi del comportamento alimentare nella vostra zona?

  32. Arianna scrive:

    Salve. Ho già scritto circa un mese fa in questo blog chiedendo consiglio su come aiutare la mia ragazza che soffre di anoressia nervosa. Devo dire che da circa due settimane ho notato dei miglioramenti quasi impressionanti. A casa mangia solamente frutta e verdura come di consueto, mentre quando è con me (tutti i pomeriggi e i dopocena) mangia pane, biscotti, cioccolato, formaggio e addirittura prosciutto. Ciò che l’ha spinta a questo cambiamento, secondo me, è stata la paura di poter avere problemi alla tiroide, unita al benessere che dice di sentire quando è con me. Ha paura però di ingrassare e di non riuscire a mantenere una via di mezzo, ed effettivamente sta mangiando in modo sregolato, per poi avere i soliti sensi di colpa. Le ho suggerito di andare da una dietologa per farsi aiutare a trovare un giusto equilibrio, ma ha detto di non esserne capace, di essere in grado di seguire solo gli estremi. Io sono contenta che abbia ripreso a mangiare ma se non fa un passo alla volta ho paura che possa ricadere nell’ anoressia come successo un anno fa. Scusate se sono stata prolissa e grazie in anticipo per i consigli.

  33. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Bhè Samuela, iniziare una terapia dallo psicologo è un percorso interiore che fa “uscire” anche tutte le tue insicurezze, in modo che tu possa “vederle e superarle”. Se ieri sei scoppiata a piangere senza motivo, parlane con la tua psicologa nella prossima seduta, in modo che lei possa aiutarti a capirne il motivo che ora tu non vedi.

  34. Samuela scrive:

    Mi sono rivolta ad una neuropsichiatra infantile. La dottoressa Russo, presso l’ ospedale di Acireale. Comunque ieri sono scoppiata a piangere senza motivo…

  35. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Ciao Samuela, a quale centro ti sei rivolta? L’ anoressia porta spesso ad una scarsa considerazione di sè e ad una bassa autostima, è per questo motivo che a livello psicologico senti di essere “insignificante”. Il senso di debolezza è invece un sintomo fisico, dovuto molto probabilmente ad una non corretta o scarsa alimentazione per la tua età (sempre relativo al problema dell’ anoressia). Anche il nervosismo, così come l’iperattività, sono sintomi tipici dell’ anoressia.

  36. Samuela scrive:

    ok grazie, ho già provveduto! grazie davvero… Ma sono sintomi di questa malattia che mi sento debole, insignificante e sempre nervosa?

  37. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Comunque puoi anche andare direttamente presso i centri specializzati in disturbi del comportamento alimentare e chiedere informazioni in merito di persona.

  38. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Ciao Samuela, devi telefonare e informarti per sapere se la terapia dallo psicologo è gratuita. Dato che hai parlato con la tua mamma del tuo problema dell’ anoressia, fallo presente anche a lei. Per i servizi delle Asl, come ti abbiamo già detto, di solito si paga un ticket ma non è alto.

  39. Samuela scrive:

    Ma questi ultimi sono a pagamento? comunque ho chiamato nelle fasce di orari in cui sono aperti…

  40. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Sempre per Samuela: puoi rivolgerti anche al Policlinico Vittorio Emanuele di Catania in via S.Sofia 78.
    Per i Disturbi dell’ Alimentazione (Anoressia, Bulimia, Disturbi dell’ Alimentazione incontrollata) la responsabile è la prof.ssa Carmela Calandra.
    Tel. 095-3782636
    Orario: da lunedì a venerdì dalle 08.30 alle 13.00

  41. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Se comunque ai consultori pubblici non trovi risposta, ti segnaliamo i centri medici di Catania specializzati nei Disturbi del comportamento alimentare dove puoi chidere aiuto o chiedere anche delle semplici informazioni per sapere che cosa devi fare.

    SEDE ABA – CATANIA via Trieste 13
    tel 095-371200
    Referente dottor Lo Castro e dottoressa Di Mauro
    Orari:
    lunedì 17.00-19.00
    martedì 17.00-19.00
    giocedì 10.00-12.00

    Centro di Diagnosi e Terapia dei Disturbi Alimentari Psicogeni
    presso il Servizio di Neuropsichiatria dell’ Età Evolutiva Azienda USL 3
    tel 095-7677125

  42. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Bhè Samuela, che dire, è molto strano il fatto che ai consultori nessuno risponda… ti abbiamo mandato ben 9 indirizzi su Catania… stai chiamando nell’ orario che è indicato e nei giorni che sono indicati? Per il Consultorio Familiare in Via Gabriele D’ Annunzio, lo spazio giovani è il martedì dalle ore 15 alle ore 18 ad esempio, magari devi chiamare solo in quel giorno e in quella fascia di orario. Oppure prova ad andare direttamente lì di persona per chiedere informazioni, dato che hai anche l’indirizzo.

  43. Samuela scrive:

    Ho provato a chiamare più volte in più consultori ma nessuno risponde…

  44. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Sei tu a conoscere la tua amica, se ritieni che non sia utile parlare con lei oppure se tu pensi che ti possa influenzare negativamente, evita di parlarle. Sei contraddittoria Samuela: prima dici di volerla aiutare e poi non sai cosa fare. Il tuo ragazzo è preoccupato per te e quindi ti consiglia di non frequentarla perchè anche lei è anoressica. Vai al consultorio dallo psicologo, parla e chiedi consiglio anche su questo. La cosa migliore per ora è pensare prima di tutto a te stessa, come ti abbiamo già detto.

  45. Samuela scrive:

    A me il mio ragazzo ha consigliato di non dirglielo perchè suppone che possa influenzarmi ancora… quindi glielo devo dire?

  46. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Bhè Samuela, l’ unica cosa che per ora puoi eventualmente fare per la tua amica è raccontarle quello che tu stai facendo per te stessa, sempre se lei vuole ascoltarti. Forse il confronto con te la può aiutare, ma senza forzarla a fare la stessa cosa. La scelta consapevole di cercare aiuto per uscire dall’ anoressia deve comunque essere la sua. Un abbraccio e auguri di cuore per il tuo percorso personale.

  47. Samuela scrive:

    Io lo so, solo che io sono più cosciente di lei e vorrei farle capire la cosa giusta da fare! Comunque va bene, allora la lascerò stare, daltronde si dovrebbe smuovere sua mamma visto che sa tutto anche se lei le dice ancora che mangia! grazie davvero!

  48. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Per quanto riguarda l’ indice di massa corporea per il peso-forma, la formula abituale è la seguente:

    Peso in chili
    ———————
    (Statura in metri)2

    Ovvero: il peso in chili va diviso per il calcolo della statura al quadrato.

    TABELLA INDICE DI MASSA CORPOREA
    - Sottopeso: valore inferiore a 18,5 (magrezza eccessiva)

    - Normopeso: valore compreso tra 18,5 e 24,9 (peso normale: peso-forma)
    - Sovrappeso: valore compreso tra 25,0 e 29,9
    - Obesità classe I: valore compreso tra 30,0 e 34,9
    - Obesità classe II: valore compreso tra 35,0 e 39,9
    - Obesità classe III: valore uguale o superiore a 40

    Nel caso della tua amica:
    42: (1,60×1,60) = 42 : 2,56 = 16
    In base alla tabella dei valori, la tua amica è già sottopeso ed è nella magrezza eccessiva.

    Trovi maggiori informazioni qui: Calcolo Peso Forma

    Ma la scelta di chiedere aiuto è sua. Te lo ripetiamo Samuela: non puoi aiutare la tua amica ad uscire dall’ anoressia, aiuta te stessa. Tu hai deciso di parlare alla tua mamma e di rivolgerti ad uno psicologo per uscire dalla tua anoressia, la tua amica ancora no. Non la puoi costringere, dovresti saperlo bene.

  49. Samuela scrive:

    Lo farò! Ma lei non ci vuole andare e continua a dire a sua mamma che mangia! Ha 16 anni, pesa 42 kg ed è alta 1.60!

  50. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Cara Samuela, non si guarisce dall’ anoressia dall’ oggi al domani: anche se tu ora ti senti meglio perchè finalmente ne hai parlato con la tua mamma e hai ripreso a mangiare, devi comunque andare dallo psicologo come ti sei proposta di fare. Parlare con lo psicologo dei motivi interiori che ti hanno spinto all’ anoressia ti aiuterà meglio a capire te stessa, ad uscirne del tutto e a non ricaderci di nuovo in futuro. Quindi invece di pensare di aiutare la tua amica, aiuta per prima cosa te stessa: non sei tu che puoi risolvere i problemi della tua amica, anche lei deve essere aiutata da uno psicologo competente. Per ora vai al consultorio come ti eri proposta di fare, questo è l’ unico consiglio che possiamo darti: provaci.

  51. Samuela scrive:

    Credo che il mio problema sia stato il distacco con la mia famiglia, perchè si sono aperti una macelleria e non ci sono mai, ora sto passando molto più tempo con loro, l’ho detto a mia mamma, mi sento più libera e mi è ritornata la fame, MANGIO CON FAME! però la mia amica non ha ancora superato il problema, anzi, continua a dimagrire ! Secondo lei faccio male se la provo ad aiutare? ci potrei “ricadere” anch’io?

  52. Samuela scrive:

    Grazie mille, davvero!

  53. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Ciao Samuela, siamo contenti che sei ruscita a parlare del tuo problema anche alla tua mamma. Ora puoi iniziare il tuo percorso personale con lo psicologo per uscire dalla tua anoressia. Un forte abbraccio!

  54. Samuela scrive:

    Ok, grazie mille! Credo che andrò nel consultorio di Via Gabriele D’Annunzio.
    P.s: l’ho detto a mia mamma! Grazie veramente di cuore!

  55. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Ciao Samuela, non è necessaria la richiesta del medico per iniziare una terapia dallo psicologo: basta rivolgersi direttamente alla tua Asl di zona o ad un consultorio pubblico. Sulla “competenza” ti auguriamo di trovare un bravo psicologo in grado di aiutarti, ma se non ti trovi bene, chiedi di cambiarlo come ti abbiamo già detto. Spiega il tuo problema dell’ anoressia, in modo che tu possa essere seguita da uno psicologo specializzato in disturbi del comportamento alimentare. Per quanto riguarda i consultori pubblici, a Catania ce ne sono diversi, eccone alcuni:

    - Consultorio Familiare Via Emanuele Infantino 17, Catania
    tel 095455838

    - Consultorio Familiare Via Orfanelli 36, Catania
    tel 0952545510 (spazio giovani martedì dalle ore 15 alle ore18)

    - Consultorio Familiare Via Terreforti 9C, Catania
    tel 095451624 (spazio giovani lunedì-martedì-mercoledì dalle ore 16.30 alle ore 19.00)

    - Consultorio Familiare Via Gabriele D’Annunzio 60, Catania
    tel 0952545321 (spazio giovani martedì dalle ore 15 alle ore 18)

    - Consultorio Borgo Consolazione Via Cifali 76B, Catania
    tel 0952545192 (spazio giovani martedì dalle ore 16 alle ore 18)

    - Consultorio Trappeto Nord Via Galermo 254, Catania
    tel 095511000 (spazio giovani giovedì dalle ore 15 alle ore 17.30)

    - Consultorio via Martoglio II, Catania
    tel 0952545373 (spazio giovani martedì dalle ore 15.30 alle ore 18)

    - Consultorio Librino, stradale S. Giorgio 1105, Catania
    tel 09509389759 (spazio giovani mercoledì dalle ore 15 alle ore 18)

    - Consultorio Mistarbianco Via G. Galilei, Catania
    tel 0952545538 (spazio giovani martedì dalle ore 15 alle ore 18)

    Devi telefonare spiegando il tuo problema dell’ anoressia e chiedere la prenotazione con lo psicologo. A volte la lista di attesa è un pò lunga, ma dato che a Catania ci sono diversi consultori pubblici, prova a fare diverse telefonate e scegli quello che ti darà l’ appuntamento per il colloquio in una data vicina.

  56. Samuela scrive:

    Grazie mille… ho mille pensieri, le idee confuse, e la situazione è migliorata ma non molto… Vorrei definitivamente guarire, e questa è l’ unica soluzione. Grazie mille perchè mi avete dato un grande sostegno morale e soprattutto grazie per avermi fatto capire che ero malata di anoressia. Grazie, non finirò mai di ringraziarvi… Ma prima che vado all’ Asl o ad un consultorio pubblico, devo farmi fare qualche richiesta dal mio dottore ? Come faccio a sapere se a Catania c’è un consultorio pubblico ? Sono competenti nel consultorio pubblico o all’ Asl ? Grazie !

  57. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Sempre per Samuela: siamo davvero felici della tua decisione di chiedere aiuto ad uno psicologo. Anche se il percorso è lungo e difficile, questo è un passo importante per uscire dalla tua anoressia. Ti auguriamo quindi di trovare un buon psicologo in grado di aiutarti e ti auguriamo ogni bene. Se non ti troverai bene con lo psicologo, chiedi di cambiarlo: è molto importante che tu ti trovi a tuo agio con lo psicologo e che tu ne abbia fiducia. Un abbraccio.

  58. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Ciao Samuela, puoi rivolgerti ad un consultorio pubblico o alla Asl della tua zona per iniziare una terapia con uno psicologo. Il tutto avviene in anonimato: se tu non lo desideri, lo psicologo non dirà nulla ai tuoi genitori (la riservatezza e la tutela della privacy fanno parte della deontologia etica dello psicologo). Puoi farti accompagnare dal tuo ragazzo, ma il colloquio dallo psicologo lo farai da sola: il problema dell’ anoressia riguarda te. Lo psicologo potrebbe decidere di coinvolgere nella terapia anche il tuo ragazzo se lo ritiene utile. Per quanto riguarda le strutture pubbliche, come le Asl, di solito si paga un ticket per le terapie. Nei consultori pubblici il servizio è invece gratuito. La presenza di consultori pubblici varia a livello nazionale. Devi quindi informarti nella tua zona di residenza (non sappiamo in che regione e provincia abiti).

  59. Samuela scrive:

    Salve. Ho deciso di farmi aiutare da uno psicologo, ancora ai miei genitori non ho detto niente, ma mia mamma ha intuito qualcosa… Vorrei per favore sapere se posso andarci con il mio fidanzato (19 anni), senza che i miei genitori vengano a sapere qualcosa, e poi vorrei sapere se ci sono psicologi gratuiti e le varie tappe da fare. Grazie di tutto!

  60. Arianna scrive:

    Seguirò i vostri consigli. Complimenti per il blog, è davvero molto utile e riesce a spiegare con chiarezza una malattia tanto complessa e controversa. Grazie a voi ho finalmente ricevuto le risposte che cercavo e credo di essere più in grado di aiutare la mia ragazza concretamente. Grazie di cuore, continuate così.

  61. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Ciao Arianna, non avevamo capito che la tua amica è la tua ragazza, ma ora è più chiaro. E’ normale che tu la vedi bella e che ti viene naturale farle degli apprezzamenti, ma dato che lei soffre di anoressia ed è già molto concentrata sul suo fisico e sul suo aspetto esteriore a cui attribuisce un’ importanza eccessiva (è la conseguenza dell’ anoressia), è bene che tu le parli d’ altro, che cerchi di capire cosa succede dentro di lei. Per starle vicino è importante che tu le faccia esprimere il più possibile le sue emozioni e quello che prova dentro di sè, in modo che lei abbia più chiarezza. Cerca anche di aiutarla a parlare della sua malattia con la psicologa, in modo che lei possa ricevere un supporto. Ti auguriamo di cuore che la tua ragazza decida concretamente di cercare aiuto per uscire dalla sua anoressia. Un forte abbraccio!

  62. Arianna scrive:

    Grazie mille. In realtà però non credo di essermi spiegata bene. Lei è la mia ragazza, siamo lesbiche. Pensavo fosse d’ aiuto farle complimenti (cosa che non faccio assolutamente perchè è anoressica, le dico cose che penso), anche perchè lei di fronte ad apprezzamenti sul suo fisico reagisce molto bene. Una volta mi ha detto addirittura che riesco a farla sentire bella. Comunque se è dannoso per lei smetterò. Il resto è molto chiaro, grazie ancora.

  63. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Cara Arianna, se la tua amica è in anoressia da più di 2 anni e ne è consapevole, è sbagliato pensare che “fotunatamente non ha ancora perso del tutto il controllo”: in relatà la sua malattia è l’ esatto contrario, perchè lei vuole avere il controllo assoluto del cibo e del suo corpo. Per la tua amica controllare e limitare l’ assunzione di cibo è un modo per ritrovare delle certezze, per affermare la propria personalità. Il fatto che ancora non sia finita in ospedale, deriva solo dal fatto che per ora il suo fisico “regge” lo stress a cui lo sta sottoponendo. Ma di fatto i primi problemi fisici sono già arrivati per lei: amenorra in primis (interruzione dl ciclo mestruale), oltre ad accusare stanchezza e senso di debolezza, e dolori allo stomaco perchè non mangia a sufficienza (nonostante la frutta e la verdura) e a volte salta del tutto i pasti. Quindi è sbagliato da parte tua anche pensare che per ora il suo problema fisico non è così evidente: la tua amica ha già diversi problemi fisici, al di là del suo aspetto esteriore, e soprattutto lei sta male dentro di sè. L’ anoressia (come gli altri disturbi del comportamento alimentare) è una malattia psico-somatica. L’ anoressica ha cioè difficoltà a sviluppare la percezione di “se stessa” come una persona con comportamenti e pensieri in grado di condizionare e modificare gli eventi. Questo di solito porta chi soffre di anoressia a rivolgere il proprio controllo su se stesso e sul proprio corpo: non mangiare (o mangiare poco) per l’ anoressica significa avere un controllo volontario dell’ organismo. In genere nelle prime fasi dello sviluppo dell’ anoressia c’è un picco di euforia che scaturisce proprio dalla sensazione di gestione e controllo del corpo e del cibo. Poi si passa ad una fase più cupa in cui tutta l’ attenzione dell’ anoressica è posta sul sentirsi malata, non tanto perché si rende conto di essere anoressica, ma perché sono gli altri che lo ricordano costantemente. Chi sta intorno ad un’ anoressica cerca di fare qualcosa per aiutarla a risolvere un problema, che però per l’ anoressica non è così grave come sembra agli altri. A questo punto c’è una lotta che si crea tra l’ anoressica e gli altri, compresi i centri di cura e i medici. Ogni atto teso a cercare di convincere l’ anoressica a mangiare aumenta incomprensioni. L’ ossessione per il peso-forma, la rinuncia al cibo, il rapporto costante con la bilancia, il vedersi “grassa” anche quando in realtà è magra, il non piacersi allo specchio sono tutti sintomi tipici dell’ anoressia. I meccanismi interiori che portano all’ anoressia sono molti e diversi a seconda delle persone.

    Al momento, nonostante stia andando da una psicologa, la tua amica non è ancora riuscita a parlare della sua anoressia, ma parla solo dei problemi familiari, a cui probabilmente dà la colpa del suo male. Ma finchè la tua amica non riesce a parlare della sua anoresia con la psicologa, in realtà non affronta la sua malattia e non può iniziare un percorso di terapia per uscirne. Non si può pensare di risolvere il problema dell’ anoressia evitando di parlarne, perché se è vero che inizialmente si sceglie di entrare in anoressia, è anche vero che poi si diventa succubi dell’ anoressia e non si riesce più a uscirne da soli. Occorre infatti un percorso terapeutico che coinvolga anche la famiglia stessa per aiutare una persona ad uscire dall’ anoressia, soprattutto quando si tratta di un’ adolescente. Ma prima di tutto deve essere la tua amica a decidere sulla possibilità che l’ intervento di qualcuno esterno alla sua famiglia (la psicologa) sia di aiuto per lei.

    Va bene non costringere la tua amica a mangiare (sarebbe inutile e anche dannoso da parte tua), ma tu stai sbagliando la comunicazione con la tua amica: non devi fare apprezzamenti sul suo fisico, è assolutamente sbagliato fare questo con un’ anoressica. Non dirle che la trovi bella e che ti piace il suo fisico: lei in relatà non si vede così e tu in questo modo non la aiuti. Quindi la cosa miglore è NON FARE COMMENTI NE’ SUL PESO NE’ SULL’ ASPETTO FISICO: cambia discorso e spostalo su argomenti più importanti. E’ molto difficile gestire e aiutare una ragazza che soffre di anoressia. Per aiutare la tua amica devi cercare di farle avere più chiarezza, riflettendo su quello che sta facendo, in modo che possa essere lei a decidere come può cambiare la sua vita. E’ molto importante che tu le faccia capire che comunque le vuoi bene, qualsiasi cosa scelga, perchè tu vuoi bene a LEI, indipendentemente dall’ anoressia. La tua amica deve trovare la sua identità, il suo modo di essere e di vivere, e questo è molto difficile per le persone che soffrono di anoressia. Parla con lei semplicemente anche dei suoi sogni, dei suoi desideri per il futuro, di cosa vorrebbe fare, delle emozioni che prova (anche negative). Se lei deciderà di cambiare, lo farà solo perchè capirà che l’ anoressia in realtà non la fa vivere e scegliere, che in relatà non è lei a gestire il suo corpo ma è schiava dell’ anoressia, che non è libera di realizzare i suoi sogni e i suoi desideri.

    Al di là di quello che tu puoi fare come sua amica, è molto importante che anche i suoi genitori si rivolgano ad uno psicologo per capire la figlia.

  64. Arianna scrive:

    Salve. Sono una ragazza di 19 anni e da qualche mese frequento una coetanea. Lei è anoressica ormai da più di due anni e ne è consapevole. “Fortunatamente” non ha ancora perso del tutto il controllo, mangia molta frutta e verdura e fa visite regolarmente per tenere la salute sotto controllo, anche se i problemi non mancano (stanchezza, dolori allo stomaco, debolezza, amenorrea).
    Ci sono giorni in cui salta i pasti, e giorni in cui mangia normalmente per poi pentirsene. Spesso ha crisi di pianto, sfoghi in cui dice di sentirsi grassa, di avere le gambe enormi ecc. Questo suo stato deriva da problemi famigliari con il padre.

    Io mi sento terribilmente impotente di fronte ad una malattia simile. Non posso aiutarla concretamente, ho imparato che non devo forzarla a mangiare nè cercare di convincerla a farsi aiutare. Attualmente va da una psicologa in un consultorio ma sembra che non parli dell’anoressia, solo dei suoi problemi familiari.
    Ho provato a parlare con una psicologa per chiedere consiglio sul come comportarmi ma mi ha solamente riconfermato quello che già sapevo, ovvero il fatto che non posso far altro che starle vicina, senza forzarla a mangiare di più.

    Forse sono esagerata, anche perchè ora il problema fisico non è così evidente, ma quello che mi preoccupa maggiormente è il lato psicologico. Lei sta male, al dì là del mal di pancia e dell’amenorrea. Per ora non faccio altro che dirle quanto io la trovi bella ad ogni occasione e quanto mi piacciano il suo fisico e la sua personalità.
    Mi scuso se mi sono dilungata ma per me è molto importante capire come aiutarla, ci tengo davvero tanto. Spero che saprà darmi qualche consiglio, anche pratico.
    Grazie in anticipo.

  65. Samuela scrive:

    Grazie mille !

  66. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Sì Samuela, al momento siamo in due dottoresse a collaborare al blog per i problemi di anoressia e bulimia: Manuela Torregiani (mi trovi anche nei contatti: http://www.iobenessereblog.it/contatti) e la psicologa Valentina Lamacchia. Cerchiamo di fare il possibile per dare aiuto attraverso il blog: spesso è difficile parlare di anoressia in famiglia e prendere consapevolezza del problema è molto importante. Poi ovviamente consigliamo sempre di rivolgersi ad uno psicoterapeuta, proprio per avere un aiuto concreto che non è possibile dare solo attraverso il blog. Per i disturbi del comportamento alimentare come anoressia e bulimia nello specifico, bisogna essere seguiti. Per questo motivo ti auguriamo di trovare la forza di parlarne e di chiedere aiuto: la scelta di uscire dall’ anoressia è tua. Un abbraccio di cuore e forza!

  67. Samuela scrive:

    Grazie, mi ha aperto gli occhi ! Ma lei è una dottoressa ?

  68. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    prima o poi i tuoi genitori si accorgeranno del tuo problema, non riuscirai a nascondere l’ anoressia per molto. E comunque Samuela ricorda che l’ anoressia non è solo un tuo problema, ma diventa inevitabilmente un problema anche per tutte le persone che ti sono vicine e ti vogliono bene, la tua famiglia in primis. Tu ora sei giustamente spaventata, se per il momento non riesci a parlarne alla tua famiglia, continua a parlarne ancora col tuo ragazzo, cerca di spiegargli come ti senti, quello che provi. Puoi rivolgerti anche alla tua Asl di zona: ci sono consulenti e psicoterapeuti che a titolo gratuito e in anonimato possono aiutarti e con cui puoi iniziare a parlare. Per ora è molto importante il fatto che tu stessa ti sei resa conto del tuo problema col cibo: è un primo passo importante. Ora devi fare il resto, e la tua famiglia sarà indispensabile. Per qualsiasi cosa puoi scriverci, e (se vuoi e se ti può essere di aiuto) puoi far leggere il blog al tuo ragazzo in modo che comprenda il difficile momento che stai attraversando e in modo che ti possa stare vicino. Non sei l’ unica ragazza ad avere questo problema, ti basta vedere tutti i commenti che ci sono in questa pagina delle persone che ci hanno scritto e che continuano a scriverci, e che hanno il tuo stesso disturbo. Ti auguriamo di cuore che tu riesca al più presto a parlare apertamente con la tua famiglia e che tu possa tornare a vivere felice e serena senza essere “schiava” del tuo peso.

  69. Samuela scrive:

    Grazie mille, ma ai miei genitori non voglio parlargliene… Già hanno i loro problemi… Però grazie davvero… ho le idee molto più chiare anche se sono spaventata!

  70. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Cara Samuela, il tuo problema si chiama anoressia, è questa la definizione che stai cercando. Sia tu che la tua amica soffrite di anoressia, e molto spesso le anoressiche sono amiche proprio perchè sono accomunate dallo stesso problema col cibo e col corpo. Da quanto ci scrivi hai già tutti i sintomi tipici dell’ anoressia: a volte mangi poco o salti i pasti e digiuni, ti pesi tutti i giorni e hai paura di ingrassare anche solo di 100 grammi, se non ti pesi sei nervosa perchè sei ossessionata dal tuo presunto peso-forma e non vuoi ingrassare, ti vedi “grossa” anche se sei magra e vuoi dimagrire ancora, hai una percezione sbagliata del tuo corpo e del tuo peso, se mangi più del solito ti provochi il vomito da sola (bulimia). Tu sei già in anoressia e anche in bulimia (vomito autoindotto quando pensi di aver mangiato troppo). Il tuo ragazzo è giustamente preoccupato per te e per la tua salute, per questo non vuole che tu parli con la tua amica che è anoressica come te. Non è però colpa della tua amica se tu sei entrata in anoressia: la scelta di non mangiare e di vomitare è solo tua. Stare vicino ad una ragazza anoressica non è semplice: il tuo ragazzo vuole farti mangiare ma tu ovviamente non vuoi, e costringerti a mangiare di più non ti aiuta.

    Tu sei già magra e non te ne rendi conto. Per quanto riguarda il calcolo dell’ indice di massa corporea per il peso-forma, la formula abituale è la seguente:

    Peso in chili
    ———————
    (Statura in metri)2

    Ovvero: il peso in chili va diviso per il calcolo della statura al quadrato.

    TABELLA INDICE DI MASSA CORPOREA
    - Sottopeso: valore inferiore a 18,5 (magrezza eccessiva)
    - Normopeso: valore compreso tra 18,5 e 24,9 (peso normale: peso-forma)
    - Sovrappeso: valore compreso tra 25,0 e 29,9
    - Obesità classe I: valore compreso tra 30,0 e 34,9
    - Obesità classe II: valore compreso tra 35,0 e 39,9
    - Obesità classe III: valore uguale o superiore a 40

    Nel tuo caso:
    48: (1,57×1,57) = 48 : 2,4649 = 19,4
    In base alla tabella dei valori, tu sei già in peso-forma
    per la tua altezza e per la tua età, ma vuoi continuare a dimagrire rischiando di finire in sottopeso e in una magrezza eccessiva. Trovi maggiori informazioni qui: Calcolo Peso Forma

    Il problema della pancetta e delle cosce “un pò grosse” (come scrivi tu) potresti migliorarlo semplicemente con l’ attività fisica e con esercizi per gli addominali e per le gambe. Ma tu invece sei diventata ossessiva col tuo corpo e col tuo peso: non ti piaci, ti vedi grossa e non lo sei, vuoi solo dimagrire anche digiunando o vomitando. Il tuo ragazzo non ti può aiutare: hai solo 17 anni, devi renderti conto del tuo problema, chiamarlo per nome e parlarne con la tua famiglia (anche se è difficile). Spesso chi entra in anoressia e in bulimia non si sente malata: tutto è vissuto in modo normale fino a che qualcuno non se ne accorge (nel tuo caso si è accorto il tuo ragazzo, dato che tu gli hai parlato del tuo problema). Allora iniziano i dubbi: sarò anoressica ? La risposta nel tuo caso è sì, sei già entrata in anoressia e fai già tutte le cose che fa un’ anoressica. Ti chiedi adesso cosa devi fare, ma l’ unica cosa da fare dato che hai solo 17 anni è parlarne ai tuoi genitori. I motivi psicologici che portano un’ adolescente all’ anoressia possono essere molti e diversi: il non piacersi fisicamente, il sentirsi inadeguate nell’ affrontare alcune situazioni, insicurezze personali. Sono i motivi interiori che poi ti portano a saltare i pasti e a vomitare: l’ anoressia, la bulimia e i disturbi del comportamento alimentare sono tutte malattie psicosomatiche, e occorre capire quali sono i motivi interiori psicologici che ti portano ad avere un cattivo rapporto con il cibo e col tuo corpo. I tuoi genitori non si sono ancora accorti del tuo comportamento ? Se ancora non si sono accorti è perchè tu, come tutte le anoressiche, nascondi il tuo problema agli altri. Una volta entrata in anoressia è poi molto difficile uscirne da sola: continui ad essere ossessiva col tuo peso e col tuo corpo. L’ unico modo è prendere consapevolezza del tuo problema, parlarne con i tuoi familiari (così come hai fatto qui sul blog) e cercare aiuto presso uno psicoterapeuta o un centro specializzato in disturbi del comportamento alimentare. Lo psicoterapeuta è una guida che ti aiuta a capire perchè sei finita in anoressia: ti aiuta a fare chiarezza in te stessa con un percorso interiore anche doloroso, ma necessario. Vengono poi coinvolti anche i genitori, in modo che abbiano atteggiamenti utili per aiutarti. Costringerti a mangiare è infatti sbagliato, occorre capire quali sono le tue paure interiori e le tue insicurezze per aiutarti ad accettare te stessa così come sei. Cerca quindi di parlare del tuo problema anche in famiglia, così come lo hai fatto col tuo ragazzo.

    Leggi anche questi articoli riportati nei link qui sotto per capire quello che stai vivendo:

    ANORESSIA E BULIMIA
    Anoressia, bulimia e disturbi del comportamento alimentare: sintomi e cause anoressia e bulimia

    DALL’ ANORESSIA ALLA BULIMIA
    Sintomi Bulimia Nervosa: grandi abbuffate di cibo e dieta per il controllo del peso. Dall’ anoressia alla bulimia

    Di certo ti riconoscerai in molti comportamenti descritti in questi articoli. Devi quindi chiedere aiuto: per uscirne, devi prima capire perchè stai facendo tutto questo.

  71. Samuela scrive:

    Salve. Ho 17 anni, sono alta 1.57 e peso 48 kg circa… E’ da circa 4 mesi che mangio alcuni giorni normale, altri poco, saltando alcuni pasti al giorno o addirittura digiunando, mi peso tutte le mattine e quando peso anche 100 grammi in più mi sento più grossa ed il giorno dopo mangio meno che posso… Una sera della scorsa settimana però, siccome avevo mangiato tanto, mi sono causata il vomito 2 volte la stessa sera.. Non so quanto ho vomitato però il giorno dopo ero 400 grammi in meno… Il giorno dopo l’ ho rifatto di nuovo (1 volta), ma sapendo che era sbagliato l’ ho confessato al mio ragazzo che mi ha impedito di pesarmi e altri impedimenti… Ho vomitato solo queste 3 volte. Già è da 3 giorni che non mi peso e sono troppo nervosa… In più mi sta facendo riprendere a mangiare regolare… Ma io non voglio… Vorrei arrivare a 45 km perchè ho la pancetta e le cosce un pò grosse… Voleva anche impedirmi di sentire una mia amica (anche lei col mio stesso problema) perchè ritiene che la colpa è sua se sto facendo tutto questo… Ma la mia cos’è? Come si può definire? Cosa devo fare? Grazie

  72. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Cara Monica73, dato che ci hai scritto, ti sei già risposta da sola: sei cosciente di avere un problema col cibo e col tuo corpo. Tuo marito è giustamente precoccupato per te e per la tua salute, dato che sei anche una donna adulta di 39 anni e sei anche madre. Si può entrare in anoressia a qualsiasi età e tutto spesso inizia con una dieta troppo ferrea come la tua. Mangiare solo 400 calorie al giorno è a dir poco assurdo per una donna della tua età.

    Per quanto riguarda il calcolo dell’ indice di massa corporea per il peso-forma, la formula abituale è la seguente:

    Peso in chili
    ———————
    (Statura in metri)2

    Ovvero: il peso in chili va diviso per il calcolo della statura al quadrato.

    TABELLA INDICE DI MASSA CORPOREA
    - Sottopeso: valore inferiore a 18,5 (magrezza eccessiva)
    - Normopeso: valore compreso tra 18,5 e 24,9 (peso normale: peso-forma)
    - Sovrappeso: valore compreso tra 25,0 e 29,9
    - Obesità classe I: valore compreso tra 30,0 e 34,9
    - Obesità classe II: valore compreso tra 35,0 e 39,9
    - Obesità classe III: valore uguale o superiore a 40

    Nel tuo caso:
    54: (1,65×1,65) = 54 : 2,7225 = 19,8
    In base alla tabella dei valori tu sei già in peso-forma (normopeso) e sei anche magra, ma vuoi dimagrire ancora rischiando di finire nella magrezza eccessiva. Sul calcolo dell’ indice di massa corporea trovi maggiori informazioni qui: Calcolo Peso Forma

    Oltre al tuo desiderio di continuare a dimagrire e ad una dieta assurda e troppo ferrea (mangi solo yogurt e verdura), hai dei comportamenti tipici di chi è in anoressia: ti pesi in continuazione durante la giornata, hai paura di ingrassare, quando eccedi col cibo corri a vomitare (bulimia) e ti senti in colpa. La prima conseguenza negativa sulla tua salute è già arrivata: il tuo ciclo mestruale è saltato (amenorra: interruzione del ciclo mestruale). Sei già entrata in anoressia e anche in bulimia (dato che ti provochi il vomito autoindotto).

    I motivi psicologici e interiori che portano ai disordini alimentari sono molti e diversi, per capirli e per uscirne l’ unico modo è cercare aiuto presso uno psicoteapeuta o un centro specializzato in disturbi del comportamento alimentare. L’ anoressia e la conseguente bulimia sono infatti malattie di tipo psicosomatico: è un disagio psicologico interiore che si riversa sul controllo ossessivo del cibo e del proprio corpo con conseguenze negative sulla salute. Sei tu che hai deciso di non mangiare e di vomitare, è una tua scelta consapevole. Ma è poi difficile uscire dall’ anoressia da sola. Dato che hai anche un marito e una figlia, devi prendere consapevolezza del tuo problema e cercare aiuto tu stessa. Tuo marito ti aiuterà di conseguenza, perchè sarà coinvolto nella tua terapia dallo psicoterapeuta.

    Per capire meglio quello che ti sta succedendo in questo periodo della tua vita, leggi anche questi articoli (clicca sui link qui sotto):

    ANORESSIA E BULIMIA
    Anoressia, bulimia e disturbi del comportamento alimentare: sintomi e cause anoressia e bulimia

    DALL’ ANORESSIA ALLA BULIMIA
    Sintomi Bulimia Nervosa: grandi abbuffate di cibo e dieta per il controllo del peso. Dall’ anoressia alla bulimia

  73. monica73 scrive:

    Salve, mi chiamo Monica, ho 39 anni, sono sposata e ho una bimba stupenda e vorrei se possibile avere una risposta sul mio problema. Da circa un anno mi sono messa a dieta e ho perso in totale 56 kg, adesso peso 54 kg e sono alta 1.65, ma vorrei perdere ancora peso, mio marito mi continua a dire che sono diventata anoressica e io volevo appunto chiedere a voi se sia possibile che lo sia diventata. Premetto che sono arrivata a mangiare si e no 400 calorie al giorno, peso ogni singolo alimento, ho eliminato completamente i carboidrati e difatti mangio solo yougurt magro e verdura naturalmente pesata, mi peso anche 6 volte al giorno e il mese scorso non mi è arrivato il ciclo mestruale e inoltre ho il terrore di riprendere peso, tanto che questa sera dopo tantissimo tempo mi sono concessa un pò di dolcetti e patatine che dopo neanche 3 minuti ho rivomitato e adesso mi sento tremendamente in colpa per averle mangiate e con la paura che domani la bilancia mi segnerà qualche etto di più. Ringrazio anticipatamente per la risposta !

  74. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Accorgersi di chi soffre di disordini alimentari è il primo modo per aiutare la persona a vincere la sua battaglia personale: tu hai notato dei problemi nella tua amica e questo è un importante atto di amore e di affetto nei suoi confronti. Se hai bisogno di parlare o di altri consigli siamo qui. Forse la tua amica (quando si sentirà pronta) potrà trovare aiuto leggendo i commenti di altre persone che hanno il suo stesso problema e che hanno deciso di scrivere sul sito per condividere, lo scopo è proprio questo: cercare il più possibile di far prendere consapevolezza del proprio problema col cibo e non sentirsi sole nell’ affrontarlo. Ti auguriamo di cuore di riuscire a stare vicino alla tua amica e di aiutarla nel suo diffcile percorso.

  75. Lag scrive:

    Vi ringrazio d’ anticipo per la chiarezza con la quale trattate questi delicati argomenti e per la celerità delle risposte che fornite. Cercherò un centro specializzato nel mio paese, nell’ attesa vi ringrazio infinitamente.

  76. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Buongiorno Lag, oltre all’ anoressia esistono diversi tipi di disturbi alimentari. Di solito i sintomi più comuni sono una magrezza eccessiva, una bassa considerazione di sè o la sensazione di sentirsi inadeguati di fronte alle situazioni, la pratica ossessiva dell’ attività fisica, il pesarsi in continuazione, l’ amenorrea nelle donne (cioè l’ interruzione del ciclo mestruale) e un cattivo rapporto col proprio corpo. Da quanto ci scrivi, la tua amica presenta tutti questi sintomi. Il fatto che in compagnia la tua amica mangi di tutto, può dipendere dal fatto che non vuole essere “scoperta”: chi soffre di disordini alimentari tende a nascondere il proprio problema agli altri, ma di fatto la tua amica sta dimagrendo sempre di più, quindi questo significa che da sola o salta i pasti oppure mangia pochissimo. Non sta comunque a te fare una diagnosi sulla “gravità” dei disturbi alimentari di cui soffre la tua amica. Hai fatto bene a parlarne col suo compagno, ma è la tua amica la prima a dover ammettere a se stessa di avere dei problemi col cibo e col proprio corpo. Di solito chi soffre di disturbi del comportamento alimentare non si ritiene malata e non si ritiene eccessivamente magra. Ma è la tua amica a dover decidere di rivolgersi ad un centro specializzato nella cura dei disturbi alimentari o ad uno psicologo per cercare aiuto. Nè tu, nè il suo compagno da soli potete aiutarla: dovete rivolgervi ad un centro medico specializzato in modo da avere informazioni su come comportarvi e come parlare con lei. Poi sarà la tua amica a decidere se farsi aiutare e curare o meno: è sua la scelta di dimagrire, e deve essere sua anche la scelta consapevole di avere bisogno di aiuto. Se volete aiutare davvero la vostra amica, rivolgetevi quindi ad un centro medico specializzato in disturbi del comportamento alimentare, oppure ad uno psicoterapeuta specializzato in problemi di questo tipo. I medici vi daranno indicazioni utili. Spesso anche le ASL di zona hanno medici specializzati a cui rivolgersi (informatevi). I disordini alimentari sono infatti molti, trovi maggiori informazioni qui: Anoressia, bulimia e disturbi del comportamento alimentare: sintomi e cause anoressia e bulimia

  77. Lag scrive:

    Ho bisogno di un aiuto ! Credo che la mia amica soffra di disturbi alimentari ma non riesco a capirne la gravità. E’ magra, magrissima, acquista sempre nuovi vestiti perchè quelli dei mesi precedenti le stanno larghi, si pesa in continuazione, ha scarsa stima di sè, è una finta vegetariana in quanto mangia certi tipi di carne e poi fa attività fisica in modo ossessivo, scappa da casa mia per fare 2 ore di cyclette, non ha tonicità nè muscoli, ha problemi con il ciclo (amenorrea), ha sempre freddo, ha i lati della bocca sempre spaccati, ha formicolio agli arti ma la cosa che mi manda in confusione è che quando siamo in compagnia mangia tanto e tutto, senza lasciare nulla, dagli antipasti ai dolci, sono quasi certa che non vomiti, l’ ho controllata, il suo compagno l’ ho allertato, non si era accorto di nulla. Aiutatemi a capire, aiutatemi ad aiutarla. Grazie infinite

  78. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Di certo non è facile parlare di certi problemi, soprattutto con le persone che hai vicino. Se senti di avere bisogno di un aiuto, chiedilo parlando con sincerità, proprio come hai fatto qui. Spesso rivolgersi ad una persona estranea (come uno psicoterapeuta) è molto più semplice che parlare ai propri genitori o amici. Lo psicoterapeuta è solo una guida che ti aiuta a fare chiarezza dentro di te per capire ciò che ti succede. Quello che ti auguriamo cara Carly è di trovare la forza per fare chiarezza dentro di te e superare questo difficile momento della tua vita. Un abbraccio sincero e che sia un 2012 in cui sarai libera di sorridere alla vita.

  79. Carly scrive:

    Grazie di cuore, la vostra risposta è stata davvero importante per me.

  80. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Cara Carly, certamente per chi soffre di disturbi del comportamento alimentare è difficile ammettere di avere un problema col cibo e col proprio corpo, così come è difficile chiamare per nome la malattia. Il tuo problema è l’ anoressia, è inutile che tu cerchi di giustificare te stessa scrivendo “io non penso di essere già nel giro dell’ anoressia”. Tutto inizia proprio come tu stessa hai scritto: sei già in anoressia perchè rifiuti il cibo, vai in bagno a vomitare forzatamente e desideri dimagrire ancora anche se pesi solo 47 kg. La reazione dei tuoi genitori di fronte al tuo atteggiamento è quella “classica”: forzarti a mangiare, reazione sbagliata da parte dei tuoi genitori, dato che tu (come tutte le anoressiche) vedi la costrizione a mangiare come una “vera tortura”. Considerando che hai solo 13 anni e sei in una fase di profondo sviluppo fisico, il rifiuto del cibo e il vomito autoindotto ti porteranno a seri problemi di salute sul lungo periodo, primo fra tutti l’ amenorrea, cioè l’ interruzione del ciclo mestruale. Ma i problemi di salute arriveranno solo dopo, se tu continuerai in questo modo indebolendo ancora il tuo fisico. In questo momento invece, come tutte le anoressiche, tu non pensi di essere malata e non riesci ad ammettere a te stessa di avere un problema, anche se dentro di te ne sei già consapevole. Sta quindi a te cercare aiuto. I tuoi genitori non possono pensare di risolvere il problema semplicemente forzandoti a mangiare, ma la cosa migliore è rivolgersi ad un centro o ad uno psicoterapeuta specializzato in disturbi del comportamento alimentare. Uscire dall’ anoressia non è un percorso semplice: per te il tuo comportamento è normale, non pensi di danneggiare te stessa non mangiando e andando a vomitare. Per prima cosa devi riconoscere il fatto che hai un cattivo rapporto col cibo e col tuo corpo, sarà poi lo psicoterapeuta a farti capire il motivo interiore e più profondo che ti ha portato all’ anoressia. Deve essere comunque un tuo percorso personale e una tua scelta cercare aiuto e cercare di capire perchè ti sta succedendo questo. L’ anoressia è una malattia psicosomatica, sono cioè le cause interiori e psicologiche a portare al rifiuto del cibo. Se hai scritto in questa pagina del nostro blog, in realtà tu sai benissimo di essere finita in anoressia: la scelta di non mangiare è una tua scelta consapevole, così come è tua la scelta di uscirne.

  81. Carly scrive:

    Ciao… io avrei bisogno di un consulto. Io sono sempre stata un pò robusta e fin da piccola ho sempre avuto dei problemi a relazionarmi con il mio corpo… adesso ho 13 anni e da qualche tempo a questa parte ho ridotto la quantità di cibo da me ingerita fino a non assumerlo quasi del tutto. le poche volte che mangio mi precipito a vomitare anche se in realtà non vorrei farlo… i miei genitori mi costringono a mangiare a volte e io la vedo un pò come una tortura… sono alta 1.60. prima pesavo 63 kg, adesso ne peso 47 kg e voglio continuare a diminuire il mio peso… io non penso di essere già nel giro dell’ anoressia… e vista anche la mia iperattività e determinate somiglianze a sintomi riportati da voi volevo un consiglio…
    Grazie di cuore.

  82. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Cara Nadia, da quello che scrivi la tua amica è già in anoressia: mangia poco o salta i pasti, si sente in colpa se mangia di più e si vede grassa anche se è molto magra. Questi sono già tutti sintomi dell’ anoressia che è una malattia psicosomatica. Non si finisce subito in ospedale per anoressia, ma la malattia ha un suo decorso nel tempo: mano a mano che la tua amica si rifiuta di mangiare, il fisico si indebolisce sempre di più con gravi conseguenze sulla salute fino ad arrivare al ricovero ospedaliero nei casi più gravi. Quello che tu puoi fare come amica non è molto, perchè sono i genitori della tua amica i primi ad essere coinvolti in un percorso di cura insieme alla figlia. Lo specialista che si occupa di casi di anoressia non è il nutrizionista (a cui di solito ci si rivolge per una dieta), ma è uno psicologo o un centro medico specializzato in disturbi del comportamento alimentare. Anche in questo caso, se la tua amica decidesse di rivolgersi ad uno psicoterapeuta per iniziare un percorso per uscire dall’ anoressia, non sei tu a doverla accompagnare, ma (come già risposto anche a molti altri commenti) sono i genitori della tua amica che devono fare una terapia per comprendere la figlia e per capire quali comportamenti adottare per aiutarla anche a casa. La cosa più sbagliata da fare con un’ anoressiaca è infatti forzarla a mangiare: ci sarà sempre un rifiuto da parte di chi soffre di anoressia di fronte ad un atteggiamento di questo tipo nei suoi confronti. Anche se tu ti sei accorta che la tua amica soffre di anoressia, non conosci le cause interiori e psicologiche che l’ hanno portata ad avere un cattivo rapporto col cibo e col prorpio corpo. Per questo non puoi aiutare da sola la tua amica. Uno psicologo specializzato in disturbi del comportamento alimentare indaga proprio sui motivi interiori che hanno spinto una persona all’ anoressia. Si tratta sempre di una sorta di disagio interiore e di malessere che è causato da qualche evento che la persona ha vissuto o sta vivendo. Cercare di capire perchè la tua amica è entrata in anoressia è il primo passo per aiutarla, ma questo certo non puoi farlo tu da sola. I meccanismi interiori che portano all’ anoressia sono molti e diversi a seconda delle persone. La cosa migliore quindi è cercare di parlare con i suoi genitori per far presente la situazione. Spesso i genitori non danno il giusto peso alla malattia, oppure non hanno il coraggio di chiamarla anoressia. Al tempo stesso, nella maggior parte dei casi chi soffre di anoressia non ammette a se stesso e agli altri di avere un problema. Una volta entrati in anoressia è molto difficile uscirne da soli ed è bene che la famiglia si rivolga ad uno psicologo o ad un centro specializzato in disturbi del comportamento alimentare. Occorre infatti un percorso terapeutico che coinvolga anche la famiglia stessa per aiutare una persona ad uscire dall’ anoressia perchè è molto difficile gestire e aiutare una ragazza che soffre di anoressia.

    Per quello che riguarda quello che tu puoi fare come amcia, è molto difficile parlare ad un’ anoressica. Per aiutare la tua amica devi cercare di farle avere più chiarezza, riflettendo su quello che sta facendo, in modo che possa essere lei a decidere come può cambiare la sua vita. E’ molto importante che tu le faccia capire che comunque le vuoi bene, qualsiasi cosa scelga, perchè tu vuoi bene a LEI, indipendentemente dall’ anoressia. Parla anche semplicemente con lei dei suoi sogni, dei suoi desideri per il futuro, di cosa vorrebbe fare, di come le piacerebbe essere, delle emozioni che prova. Se lei deciderà di cambiare, lo farà solo perchè capirà che l’ anoressia in realtà non la fa vivere e scegliere, che in relatà non è lei a gestire il suo corpo ma è schiava dell’ anoressia, che non è libera di realizzare i suoi sogni e i suoi desideri. Deve essere la tua amica a decidere sulla possibilità che l’ intervento di qualcuno esterno alla sua famiglia (uno psicoterapeuta) sia di aiuto per lei. Chi soffre di anoressia non si percepisce troppo magro, ma anzi il riuscire a perdere peso è sentito come un grande risultato, raggiunto esclusivamente attraverso la propria volontà. Per questo parlare con una ragazza anoressica non è assolutamente cosa semplice.

    Al di là di quello che tu puoi fare come amica, è quindi importante che i suoi genitori si rivolgano ad uno psicologo per capire la figlia; sarà poi lei a scegliere di andare a sua volta da uno psicologo, ma sono i suoi genitori che per primi devono farlo. Riguardo alla comuncazione con la tua amica, non dare consigli e suggerimenti a priori, deve essere lei a chiedere consigli: è meglio domandare e chiedere a lei quali sono i suoi bisogni.

    Puoi trovare altre informazioni sull’ anoressia per cercare di capire la tua amica in questo artcolo (Clicca Qui): Anoressia, bulimia e disturbi del comportamento alimentare: sintomi e cause anoressia e bulimia

    Se pensi possa essere d’ aiuto alla tua amica, puoi farle leggere i molti commenti del blog che trovi anche nelle pagine precedenti, sono commenti scritti proprio da persone che soffrono di anoressia e che descrivono in anonimato i loro problemi. Ma deve essere la tua amica a chiederti di leggerli.

  83. Nadia scrive:

    ciao sono Nadia. chiedo consiglio per sapere come comportarmi, cosa poter fare per un’ amica che da diversi mesi vive di frutta e yogurt, sporadicamente consuma un pasto normale, per poi sentirsi in colpa e non mangiare il giorno dopo, per paura di ingrassare. la ragazza è alta poco più di 1,55, pesa 43 kg circa, è magrissima, quasi scheletrica, ma ha una visione distorta del suo corpo, vede pancia, fianchi, cosce che in realtà non ha. tutti in famiglia sanno che lei mangia pochissimo, la esortano a farlo, ma forse non si rendono conto che la situazione potrebbe aggravarsi, ed arrivare all’ irreparabile. voi sapreste dirmi come farle capire che potrebbe correre il rischio di incorrere nell’ anoressia ? non mi ascolterebbe mai se le dicessi di portarla da un nutrizionista, uno psicologo, forse mi direbbe di sì, ma poi si tirerebbe indietro. come devo comportarmi con lei ? so di non doverla mai assecondare, compatire, ma come faccio a farmi ascoltare sul serio ? vi ringrazio in anticipo di cuore

  84. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Caro Oliver, essere consapevoli di avere un problema col cibo e ammettere di soffrire di anoressia e bulimia è già un grande passo per uscire dai disturbi del comportamento alimentare. Nel tuo percorso però, è necessario un aiuto di tipo psicologico, perchè se è vero che si entra più o meno consapevolmente in anoressia e in bulimia, è anche vero che poi è molto difficile uscirne da soli. Col tempo infatti, si diventa schiavi della malattia, tu stesso dici di sentirti confuso circa le reali e profonde motivazioni che ti hanno spinto nell’ anoressia e nella bulimia. Attraverso un aiuto di tipo psicologico, puoi riuscire a comprendere quali sono i disagi interiori di tipo psicologico che ti hanno portato ad avere un cattivo rapposto col cibo. Un terapeuta specializzato in disturbi del comportamento alimentare è una guida, è necessario però che tu ne parli anche in famiglia, perchè nel tuo percorso vengono necessariamente chiamate in aiuto anche le persone familiari che vivono insieme a te. Detto questo, l’ anoressia e la bulimia sono spesso collegate fra loro in quanto disturbi del comportamento alimentare. Tu stesso scrivi che tutto è cominciato a 15 anni quando hai iniziato a mostrare la tua omosessualità. Di certo questo è stato un momento delicato della tua crescita interiore. Hai iniziato a vomitare, e questo è un sintomo tipico della bulimia, poi hai iniziato a non mangiare passando in anoressia. Questo passaggio è avvenuto perchè il vomito autoidotto procura molti danni al fisico, danneggiando anche la gola. Una volta entrati in anoressia, sono ricorrenti anche delle saltuarie abbuffate di cibo con relativo vomito autoindotto, proprio come sta succedendo a te (descrivi quei giorni come “giorni da cancellare” e come “giorni da inferno”). Ovviamente, imponendosi di non mangiare (anoressia), capita di “sgarare” e di cadere in saltuarie abbuffate di cibo, che poi provocano sensi di colpa e successivo vomito autoindotto. Se vuoi un aiuto, e sembra questo il tuo desiderio, il passo successivo è parlarne alla tua famiglia e cercare insieme a loro un aiuto di tipo psicologico presso un centro o un terapeuta specializzato nei disturbi del comportamento alimentare. Il percorso che dovrai affrontare non è semplice, ma occorre capire e chiarire quali sono i disagi psicologici che ti hanno portato all’ anoressia e alla bulimia. Per tua informazione personale, e per cercare di comprendere un pò meglio quello che ti sta succedendo in questo difficile momento della tua vita, puoi leggere altre informazioni sui sintomi e sulle cause dei disturbi del comportamento alimentare in questi articoli (Clicca sui link qui sotto):

    SINTOMI E CAUSE ANORESSIA E BULIMIA
    Anoressia, bulimia e disturbi del comportamento alimentare: sintomi e cause anoressia e bulimia

    SINTOMI BULIMIA NERVOSA E ABBUFFATE DI CIBO
    Sintomi Bulimia Nervosa: grandi abbuffate di cibo e dieta per il controllo del peso. Dall’ anoressia alla bulimia

  85. oliver scrive:

    Ciao ! Mi chiamo oliver e so di soffrire di anoressia e bulimia… Questo va avanti da quasi un anno e mi sta distruggendo ! Tutto è cominciato quando avevo 15 anni, fu uno degli anni più brutti della mia vita. Ho cominciato a far vedere la mia omosesualità ! Era un continuo mangiare e dopo vomitare, e questo va avanti fino a 5 mesi fa. Avevo un problema col cibo, mi ripetevo, ma credevo di potermi ancora fermare. Finita la scuola ho smesso di vomitare sempre dopo i pasti, perché non ce la facevo più ! La mia gola era ridotta uno schifo ! E io soffrivo troppo ! E ho smesso anche di mangiare, mangio quasi niente, ma ci sono sempre quei giorni, giorni che vorrei cancellare dalla mia vita… Giorni di inferno ! Le abbuffate di cibo, tonnellate di cibo e dopo al gabinetto a vomitare. Vomitare per me non é facile, perchè oramai lo stimolo del vomito con le due dita non c’è piú ! E quindi prendo lo spazzolino e lo metto in gola… é orribile… Non so cosa mi è sucesso non so il perché ! O forse lo so, è tutto molto confuso ! Sapete io pesavo 110 kg e ora peso 70 kg e sono alto 1.85… Sono un ragazzo apparentemente sicuro di sè, ma questa malattia dice tutto il contrario su di me ! Vorrei un aiuto, un chiarimento, vorrei qualcosa a cui aggrapparmi ! Grazie… Ciao

  86. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Buongiorno Stefania, l’ anoressia (come gli altri disturbi del comportamento alimentare) è una malattia psico-somatica. L’ anoressica ha cioè difficoltà a sviluppare la percezione di “se stessa” come una persona con comportamenti e pensieri, in grado di condizionare gli eventi. Questo di solito porta chi soffre di anoressia a rivolgere il proprio controllo su se stesso e sul proprio corpo: non mangiare (o mangiare poco) per l’ anoressica significa avere un controllo volontario dell’ organismo. In genere nelle prime fasi dello sviluppo dell’ anoressia c’è un picco di euforia che scaturisce proprio dalla sensazione di gestione e controllo del corpo e del cibo. Poi si passa ad una fase più cupa in cui tutta l’ attenzione dell’ anoressica è posta sul sentirsi malata, non tanto perché si rende conto di essere anoressica, ma perché sono gli altri che lo ricordano costantemente. Chi sta intorno ad un’ anoressica cerca di fare qualcosa per aiutarla a risolvere un problema, che però per l’ anoressica non è così grave come sembra agli altri. A questo punto c’è una lotta che si crea tra l’ anoressica e gli altri, compresi i centri di cura e i medici. Ogni atto teso a cercare di convincere l’ anoressica a mangiare aumenta incomprensioni. Purtroppo nella maggior parte dei casi chi soffre di anoressia non ammette a se stesso e agli altri di avere un problema. L’ ossessione per il peso-forma, la rinuncia al cibo, il rapporto costante con la bilancia, il vedersi “grassa” anche quando in realtà è magra, il non piacersi allo specchio sono tutti sintomi tipici dell’ anoressia. Molte ragazze che soffrono di anoressia fanno attività sportiva in modo ossessivo e funzionale al controllo del peso-forma (come nel caso di tua sorella), e questo non le aiuta a mangiare di più. I meccanismi interiori che portano all’ anoressia sono molti e diversi a seconda delle persone.

    Se ti sei accorta che tua sorella soffre di anoressia, di certo si saranno resi conto anche i tuoi genitori, in caso contrario sarebbe bene farlo loro presente per aiutare tua sorella. Una volta entrati in anoressia è infatti molto difficile uscirne da soli ed è bene che la famiglia si rivolga ad uno psicologo o ad un centro specializzato in disturbi del comportamento alimentare. Occorre infatti un percorso terapeutico che coinvolga anche la famiglia stessa per aiutare una persona ad uscire dall’ anoressia. E’ molto difficile gestire e aiutare una ragazza che soffre di anoressia.

    Per aiutare tua sorella devi cercare di farle avere più chiarezza, riflettendo su quello che sta facendo, in modo che possa essere lei a decidere come può cambiare la sua vita. E’ molto importante che tu le faccia capire che comunque le vuoi bene, qualsiasi cosa scelga, perchè tu vuoi bene a LEI, indipendentemente dall’ anoressia. Tua sorella deve trovare la sua identità, il suo modo di essere e di vivere, e questo è molto difficile per le persone che soffrono di anoressia. Parla anche semplicemente con lei dei suoi sogni, dei suoi desideri per il futuro, di cosa vorrebbe fare, di come le piacerebbe essere, delle emozioni che prova. Se lei deciderà di cambiare, lo farà solo perchè capirà che l’ anoressia in realtà non la fa vivere e scegliere, che in relatà non è lei a gestire il suo corpo ma è schiava dell’ anoressia, che non è libera di realizzare i suoi sogni e i suoi desideri. I disturbi alimentari come l’ anoressia non vanno visti come delle fissazioni, dei vizi o delle frivolezze. Allo stesso tempo non si può pensare di risolvere il problema evitando di parlarne, perché se è vero che inizialmente si sceglie di entrare in anoressia, è anche vero che poi si diventa succubi dell’ anoressia e non si riesce più a uscirne da soli. Non è costingendo tua sorella a mangiare che puoi aiutarla a capire l’ anoressia: il tentativo di “aiutare” in questo modo un’ anoressica può apparire a lei solo come volerle dare “per forza” del cibo, solo come una costrizione. Deve essere tua sorella a decidere sulla possibilità che l’ intervento di qualcuno esterno alla sua famiglia (uno psicoterapeuta) sia di aiuto per lei. Chi soffre di anoressia non si percepisce troppo magro, ma anzi il riuscire a perdere peso è sentito come un grande risultato, raggiunto esclusivamente attraverso la propria volontà. Parlare con una ragazza anoressica non è assolutamente cosa semplice, per tua sorella controllare e limitare l’ assunzione di cibo è un modo per ritrovare delle certezze, per affermare la propria personalità, ma anche per raggiungere un ideale di bellezza.

    Al di là di quello che tu puoi fare come sorella, è importante che i tuoi genitori si rivolgano ad uno psicologo per capire la figlia; sarà poi lei a scegliere di andare a sua volta da uno psicologo, ma sono i tuoi genitori che per primi devono farlo. Riguardo alla comuncazione con tua sorella, non dare consigli e suggerimenti a priori, deve essere lei a chiedere consigli: è meglio domandare e chiedere a lei quali sono i suoi bisogni. Accorgersi di chi è malato di anoressia è il primo modo per aiutare la persona a vincere la sua battaglia personale.

    Sul lungo termine i RISCHI FISICI DANNOSI PER LA SALUTE dell’ anoressia sono molti:
    - amenorrea (interruzione del ciclo mestruale)
    - carenze di materiale nutritivo nel sangue e alterazione dei valori del sangue
    - profondi sbalzi di umore
    - iperattività.

    Puoi trovare ulteriori informazioni sui disturbi del comportamento alimentare in questo articolo (Clicca Qui): Anoressia, bulimia e disturbi del comportamento alimentare: sintomi e cause anoressia e bulimia

  87. stefania scrive:

    salve, scrivo a voi perchè sono molto preoccupata per mia sorella… lei ha 23 anni e fino a un anno fa pesava 74 kg, ha iniziato ad andare in palestra tutti i giorni e ad avere un’ alimentazione molto ridotta… non ha mai rifiutato un pasto ma sono diminuiti di quantità e qualità… ora è arrivata a pesare 52 kg scarsi, è in iperattività, fa un lavoro che la tiene in piedi pe 8 ore, va in palestra e quando non va in palestra va a correre ! la sua è diventata una questione mentale, ha paura d ritornare come prima ma non si sta rendendo conto che ora non ha più niente, nel senso che non ha più seno, sedere e tonicità muscolare… non so più come prenderla, come parlarle, sono davvero preoccupata… per favore come posso fare, come devo parlarle per poterla portare da un medico e soprattutto che medico ? voglio aiutarla, lei non si rende conto che si sta distruggendo, lei non si vede con gli occhi miei… se dovesse succederle qualcosa non me lo perdonerei mai… per favore date consigli per superare questo difficile momento. grazie per la vostra attenzione.
    stefania 78

  88. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Buongiorno Stellina, la sorella della tua amica è in ospedale per problemi di anoressia ? Se ti sei accorta che la tua amica soffre di anoressia, di certo si saranno resi conto anche i suoi genitori, in caso contrario sarebbe bene farlo loro presente per aiutare la tua amica. Una volta entrati in anoressia è infatti molto difficile uscirne da soli ed è bene che la famiglia della tua amica si rivolga ad uno psicologo o ad un centro specializzato in disturbi del comportamento alimentare. Occorre infatti un percorso terapeutico che coinvolga anche la famiglia stessa per aiutare una persona ad uscire dall’ anoressia, soprattutto quando si tratta di un’ adolescente come la tua amica di soli 13 anni. E’ molto difficile gestire e aiutare una ragazza che soffre di anoressia. Per aiutare la tua amica devi cercare di farle avere più chiarezza, riflettendo su quello che sta facendo, in modo che possa essere lei a decidere come può cambiare la sua vita. E’ molto importante che tu le faccia capire che comunque le vuoi bene, qualsiasi cosa scelga, perchè tu vuoi bene a LEI, indipendentemente dall’ anoressia. La tua amica deve trovare la sua identità, il suo modo di essere e di vivere, e questo è molto difficile per le persone che soffrono di anoressia. Parla anche semplicemente con lei dei suoi sogni, dei suoi desideri per il futuro, di cosa vorrebbe fare, di come le piacerebbe essere, delle emozioni che prova. Se lei deciderà di cambiare, lo farà solo perchè capirà che l’ anoressia in realtà non la fa vivere e scegliere, che in relatà non è lei a gestire il suo corpo ma è schiava dell’ anoressia, che non è libera di realizzare i suoi sogni e i suoi desideri. I disturbi alimentari come l’ anoressia non vanno visti come delle fissazioni, dei vizi o delle frivolezze. Allo stesso tempo non si può pensare di risolvere il problema evitando di parlarne, perché se è vero che inizialmente si sceglie di entrare in anoressia, è anche vero che poi si diventa succubi dell’ anoressia e non si riesce più a uscirne da soli.

    Non è costingendo la tua amica a mangiare che puoi aiutarla a capire l’ anoressia: il tentativo di “aiutare” in questo modo un’ anoressica può apparire a lei solo come volerle dare “per forza” del cibo, solo come una costrizione. Deve essere la tua amica a decidere sulla possibilità che l’ intervento di qualcuno esterno alla sua famiglia (sia esso uno psicoterapeuta, o una persona a lei vicina) sia di aiuto per lei. Chi soffre di anoressia non si percepisce troppo magro, ma anzi il riuscire a perdere peso è sentito come un grande risultato, raggiunto esclusivamente attraverso la propria volontà. Parlare con una ragazza anoressica non è assolutamente cosa semplice, per la tua amica controllare e limitare l’ assunzione di cibo è un modo per ritrovare delle certezze, per affermare la propria personalità, ma anche per raggiungere un ideale di bellezza. Al di là di quello che tu puoi fare come sua amica, è importante che i suoi genitori si rivolgano ad uno psicologo per capire la figlia; sarà poi lei a scegliere di andare a sua volta da uno psicologo, ma sono i suoi genitori che per primi devono farlo.

  89. stellina scrive:

    Ho un’ amica che è dimagrita a vista d’ occhio e ha solo 13 anni… sua sorella maggiore ha il suo stesso problema e ora è in ospedale. Ho paura che possa succedere lo stesso anche a questa mia amica. I sintomi sembrerebbero gli stessi che dice qui sopra. Le dico di mangiare perchè mi preoccupo per lei, ma lei non mi ascolta ! Come devo reagire ? e aiutarla ?

  90. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Caro Michele, di certo fare fatica ad accettare il proprio corpo soprattutto durante l’ adolescenza è un “passaggio” che succede a molti, sia ragazzi che ragazze, ma nel tuo caso l’ argomento che non vuoi nominare si chiama proprio anoressia e bulimia. Non ti piaci anche se sei già molto magro, vivi costantemente nella paura di ingrassare e non mangi, oppure mangi e poi ti provochi il vomito autoindotto come se ormai questo fosse la tua “regola” normale. Di certo il tuo è un problema di disturbo del comportamento alimentare ed i tuoi genitori sono giustamente preoccupati per la tua salute. Una volta entrati in bulimia nervosa o in anoressia, pur trattandosi di una scelta iniziale consapevole e voluta dalla persona stessa, è poi molto difficile uscirne da soli e fermarsi. Tu stesso affermi che il vomito autoindotto è diventato una costante nella tua vita, tanto che avverti il bisogno di vomitare. Il tuo fisico, oltre al dimagrimento, si sta stressando con conseguenze sul tuo stato di salute. Sul lungo termine i RISCHI FISICI DANNOSI PER LA SALUTE della bulimia nervosa così come quelli dell anoressia sono molti:
    - problemi di digestione per via dei continui rigetti; l’ apparato digerente non riesce mai a completare la metabolizzazione e la sintesi del cibo per via del vomito autoindotto con conseguente alterazione della metabolizzazione e della sintesi dei cibi nell’ apparato digerente
    - carenze di materiale nutritivo nel sangue e alterazione dei valori del sangue
    - piloro spastico (apertura della valvola piloro in modo involontario) dovuto al fatto che l’ individuo rigetta per vomito autoindotto; questo accade perché la valvola piloro è costretta ad aprirsi in modo forzato
    - alterazioni dei succhi digestivi: succhi gastrici, bile e insulina, per via della troppa quantità di cibo ingerita dall’ individuo durante le abbuffate
    - profondi sbalzi di umore
    - iperattività
    - gastroduodenidi; l’ apparato digerente viene gravemente danneggiato e possono generarsi gastroduodenidi e ulcere.

    Inoltre le persone che soffrono di bulimia nervosa possono mettere a rischio la propria vita per le conseguenze del vomito autoindotto: abbassamento dei livelli di potassio con conseguenti aritmie cardiache. Chi ne soffre si sente spesso molto stanco fino a diventare apatico. Può soffrire con maggiore frequenza ed intensità rispetto a prima di cefalee, dolori addominali, stipsi o diarrea, mal di stomaco o dolore alla gola. Il vomito autoidotto produce inoltre gravi lesioni dentarie dovute all’ erosione dello smalto dei denti come conseguenza dell’ azione acida del succo gastrico che giunge in bocca col vomito.

    Dato che la decisione di curarti è una tua scelta, è bene che tu prenda in considerazione i rischi fisici a cui stai sottoponendo il tuo fisico e la tua salute. Detto questo, cerca di parlare coi tuoi genitori oppure parla almeno col tuo medico. Puoi anche rivolgiti ad un centro ASL in cui puoi parlare con uno psicologo in modo anonimo (senza che i tuoi genitori lo vengano a sapere). Non riuscirai a nascondere ancora per molto tempo la tua malattia ai tuoi genitori o agli altri perchè, se anche sarai bravissimo a nasconderti, prima o poi i danni fisici che provochi al tuo fisico saranno comunque visibili.

    Per cercare di capire che cosa ti sta succedendo, puoi trovare maggiori informazioni sui disturbi del comportamento alimentare in questi articoli (Clicca Qui):

    ANORESSIA, BULIMIA E DISORDINI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE
    Anoressia, bulimia e disturbi del comportamento alimentare: sintomi e cause anoressia e bulimia

    SINTOMI E CAUSE BULIMIA NERVOSA
    Sintomi Bulimia Nervosa: grandi abbuffate di cibo e dieta per il controllo del peso. Dall’ anoressia alla bulimia

  91. Miky scrive:

    Salve sono michele, un ragazzo di 14 anni, alto 1.73 e peso 56 kg… In passato ho sofferto di obesità, infatti all’ età di 10 anni pesavo 74 kg. In quest’ anno molte cose sono cambiate, il mio peso è diventato un’ ossessione, desidero tanto e davvero tanto essere magro, anche se le persone che conosco mi dicono di essere troppo magro, ma io non riesco ad accettarmi, mi faccio schifo da solo ! Quasi ogni giorno in famiglia c’è discussione, solo perchè mi rifiuto di mangiare, ma poi sono costretto ad andare in bagno a provocarmi il vomito, un’ azione che dopo cena è obbligatoria, sento le calorie che mi attraversano e ogni singolo boccone mi fa paura, quella paura di ingrassare e anche di mettere su qualche grammo. Ma poi ci sono quei disgustosi giorni dove quell’ amica mi abbondona e fa si che quel maledetto cibo prende il sopravvento, come oggi, e mi faccio pena ogni giorno che passa, sembra che sia destinato ad una vita infelice… Ora la mia domanda è: tutto questo è un passaggio del tutto normale nella vita dell’ uomo o nel mio caso si parla di questo argomento ?

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