Anoressia: sintomi fisici e psicologici. L’ anoressia è una malattia psicosomatica. Come riconoscere l’ anoressia

anoressia-sintomi-fisici-e-psicologici-l-anoressia-e-una-malattia-psicosomatica-come-riconoscere-l-anoressiaNei casi di anoressia, le famiglie si ritrovano a lottare contro una malattia molto complessa e a volte fatale. L’ anoressia è un “demone” spietato in cui è il cibo ad aver dichiarato guerra in chi ne soffre.
Ma cosa s’ intende per anoressia mentale ? Quali sono i sintomi dell’ anoressia e come accorgersi che una figlia o un figlio sono malati ? L’ anoressia è un disturbo del comportamento alimentare: è una sindrome psicosomatica con sintomi sia di natura fisica che di natura psicologica.

SINTOMI FISICI DELL’ ANORESSIA

I sintomi fisici dell’ anoressia consistono in un progressivo dimagrimento (perdita di peso); si parla di anoressia quando la perdita di peso supera almeno il 25% del peso corporeo “normale”. Altri sintomi legati all’ anoressia sono una o più delle seguenti condizioni: amenorrea (interruzione del ciclo mestruale), iperattività e ipotermia (abbassamento della temperatura corporea).
L’ anoressia è una malattia psicosomatica che colpisce soprattutto le donne nel periodo preadolescenziale o adolescenziale: si tratta di giovani donne che, per raggiungere il peso “perfetto”, diminuiscono volontariamente l’ assunzione di cibo fino a ridursi a “vivere d’ aria” e che, per mantenere lo stato di magrezza ottenuto ricorrono spesso a sistematici sotterfugi (vomito autoindotto tipico della bulimia, abuso di lassativi o diuretici).

SINTOMI PSICOLOGICI DELL’ ANORESSIA


I sintomi psicologici dell’ anoressia comprendono il desiderio di dimagrire, la paura di acquistare peso, la negazione della fame, una distorta immagine corporea e uno sforzo di controllo.
L’ anoressia porta a una sorta di autodistruzione fisica e psicologica della persona che ne soffre; in realtà la ricerca accanita della magrezza è solo un tentativo di camuffare problemi di personalità nascosti. L’ anoressica soffre di una profonda insoddisfazione riguardo a se stessa e alla propria vita; insoddisfazione che, mediante un meccanismo di spostamento, l’ anoressica riversa su quell’ unico spazio che è sicura di poter controllare, disciplinare, dominare: il suo corpo.
A guidare il comportamento di chi soffre di anoressia è una profonda mancanza di autostima: l’ anoressica è convinta di avere dentro di sé qualcosa di imbarazzante e malvagio che le preclude l’ accesso alle “cose belle della vita”.
Chi soffre di anoressia spesso pensa di essere inadeguato, mediocre, inferiore e disprezzato dagli altri. L’ anoressica avverte che la gente intorno a lei la guarda dall’ alto in basso con disapprovazione, pronta a criticarla appena possibile.
Tutti gli sforzi che l’ anoressiaca fa per raggiungere il “peso perfetto” servono solo a nascondere la sua inadeguatezza di fronte al mondo.

CHI SOFFRE DI ANORESSIA CERCA CONTINUAMENTE L’ APPROVAZIONE DEGLI ALTRI

Chi soffre di anoressia sente che, per ottenere l’ approvazione degli altri, deve sempre assecondarne le richieste, anche quando queste sono in netto contrasto con le sue aspirazioni e le sue necessità. L’ anoressiaca si mostra seria, responsabile, servizievole, studiosa: è la classica “brava ragazza”.
I pensieri e i progetti di un’ anoressica sono continuamente influenzati da domande tipo: “Come la prenderanno gli altri ? Cosa si aspettano che io faccia ?“.
Chi soffre di anoressia ha bisogno che i suoi sentimenti siano confermati da altre persone per poter sapere che li sta provando. L’ anoressica fa esperienza di se stessa solo come riflesso di ciò che gli altri vedono in lei, continuando a sentirsi “vuota”, un “niente”, fino a diventare una marionetta nelle mani degli altri. Tutta la vita di un malato di anoressia è volta a soddisfare solo i desideri e i bisogni degli altri.
Nella vita di tutti i giorni, l’ anoressica mostra un volto sorridente e compiacente agli altri, ma nasconde una dolorosa infelicità sotto una facciata artificiale. Dato che i bisogni di un malato di anoressia passano sempre in secondo piano, un’ anoressica non si sente mai amata, compresa, desiderata. E non riesce ad acquistare fiducia in se stessa.

Accorgersi di chi è malato di anoressia è il primo modo per aiutare la persona a vincere la sua battaglia personale.

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114 Commenti al post “Anoressia: sintomi fisici e psicologici. L’ anoressia è una malattia psicosomatica. Come riconoscere l’ anoressia”


  1. Miky scrive:

    Salve sono michele, un ragazzo di 14 anni, alto 1.73 e peso 56 kg… In passato ho sofferto di obesità, infatti all’ età di 10 anni pesavo 74 kg. In quest’ anno molte cose sono cambiate, il mio peso è diventato un’ ossessione, desidero tanto e davvero tanto essere magro, anche se le persone che conosco mi dicono di essere troppo magro, ma io non riesco ad accettarmi, mi faccio schifo da solo ! Quasi ogni giorno in famiglia c’è discussione, solo perchè mi rifiuto di mangiare, ma poi sono costretto ad andare in bagno a provocarmi il vomito, un’ azione che dopo cena è obbligatoria, sento le calorie che mi attraversano e ogni singolo boccone mi fa paura, quella paura di ingrassare e anche di mettere su qualche grammo. Ma poi ci sono quei disgustosi giorni dove quell’ amica mi abbondona e fa si che quel maledetto cibo prende il sopravvento, come oggi, e mi faccio pena ogni giorno che passa, sembra che sia destinato ad una vita infelice… Ora la mia domanda è: tutto questo è un passaggio del tutto normale nella vita dell’ uomo o nel mio caso si parla di questo argomento ?

  2. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Caro Michele, di certo fare fatica ad accettare il proprio corpo soprattutto durante l’ adolescenza è un “passaggio” che succede a molti, sia ragazzi che ragazze, ma nel tuo caso l’ argomento che non vuoi nominare si chiama proprio anoressia e bulimia. Non ti piaci anche se sei già molto magro, vivi costantemente nella paura di ingrassare e non mangi, oppure mangi e poi ti provochi il vomito autoindotto come se ormai questo fosse la tua “regola” normale. Di certo il tuo è un problema di disturbo del comportamento alimentare ed i tuoi genitori sono giustamente preoccupati per la tua salute. Una volta entrati in bulimia nervosa o in anoressia, pur trattandosi di una scelta iniziale consapevole e voluta dalla persona stessa, è poi molto difficile uscirne da soli e fermarsi. Tu stesso affermi che il vomito autoindotto è diventato una costante nella tua vita, tanto che avverti il bisogno di vomitare. Il tuo fisico, oltre al dimagrimento, si sta stressando con conseguenze sul tuo stato di salute. Sul lungo termine i RISCHI FISICI DANNOSI PER LA SALUTE della bulimia nervosa così come quelli dell anoressia sono molti:
    - problemi di digestione per via dei continui rigetti; l’ apparato digerente non riesce mai a completare la metabolizzazione e la sintesi del cibo per via del vomito autoindotto con conseguente alterazione della metabolizzazione e della sintesi dei cibi nell’ apparato digerente
    - carenze di materiale nutritivo nel sangue e alterazione dei valori del sangue
    - piloro spastico (apertura della valvola piloro in modo involontario) dovuto al fatto che l’ individuo rigetta per vomito autoindotto; questo accade perché la valvola piloro è costretta ad aprirsi in modo forzato
    - alterazioni dei succhi digestivi: succhi gastrici, bile e insulina, per via della troppa quantità di cibo ingerita dall’ individuo durante le abbuffate
    - profondi sbalzi di umore
    - iperattività
    - gastroduodenidi; l’ apparato digerente viene gravemente danneggiato e possono generarsi gastroduodenidi e ulcere.

    Inoltre le persone che soffrono di bulimia nervosa possono mettere a rischio la propria vita per le conseguenze del vomito autoindotto: abbassamento dei livelli di potassio con conseguenti aritmie cardiache. Chi ne soffre si sente spesso molto stanco fino a diventare apatico. Può soffrire con maggiore frequenza ed intensità rispetto a prima di cefalee, dolori addominali, stipsi o diarrea, mal di stomaco o dolore alla gola. Il vomito autoidotto produce inoltre gravi lesioni dentarie dovute all’ erosione dello smalto dei denti come conseguenza dell’ azione acida del succo gastrico che giunge in bocca col vomito.

    Dato che la decisione di curarti è una tua scelta, è bene che tu prenda in considerazione i rischi fisici a cui stai sottoponendo il tuo fisico e la tua salute. Detto questo, cerca di parlare coi tuoi genitori oppure parla almeno col tuo medico. Puoi anche rivolgiti ad un centro ASL in cui puoi parlare con uno psicologo in modo anonimo (senza che i tuoi genitori lo vengano a sapere). Non riuscirai a nascondere ancora per molto tempo la tua malattia ai tuoi genitori o agli altri perchè, se anche sarai bravissimo a nasconderti, prima o poi i danni fisici che provochi al tuo fisico saranno comunque visibili.

    Per cercare di capire che cosa ti sta succedendo, puoi trovare maggiori informazioni sui disturbi del comportamento alimentare in questi articoli (Clicca Qui):

    ANORESSIA, BULIMIA E DISORDINI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE
    Anoressia, bulimia e disturbi del comportamento alimentare: sintomi e cause anoressia e bulimia

    SINTOMI E CAUSE BULIMIA NERVOSA
    Sintomi Bulimia Nervosa: grandi abbuffate di cibo e dieta per il controllo del peso. Dall’ anoressia alla bulimia

  3. stellina scrive:

    Ho un’ amica che è dimagrita a vista d’ occhio e ha solo 13 anni… sua sorella maggiore ha il suo stesso problema e ora è in ospedale. Ho paura che possa succedere lo stesso anche a questa mia amica. I sintomi sembrerebbero gli stessi che dice qui sopra. Le dico di mangiare perchè mi preoccupo per lei, ma lei non mi ascolta ! Come devo reagire ? e aiutarla ?

  4. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Buongiorno Stellina, la sorella della tua amica è in ospedale per problemi di anoressia ? Se ti sei accorta che la tua amica soffre di anoressia, di certo si saranno resi conto anche i suoi genitori, in caso contrario sarebbe bene farlo loro presente per aiutare la tua amica. Una volta entrati in anoressia è infatti molto difficile uscirne da soli ed è bene che la famiglia della tua amica si rivolga ad uno psicologo o ad un centro specializzato in disturbi del comportamento alimentare. Occorre infatti un percorso terapeutico che coinvolga anche la famiglia stessa per aiutare una persona ad uscire dall’ anoressia, soprattutto quando si tratta di un’ adolescente come la tua amica di soli 13 anni. E’ molto difficile gestire e aiutare una ragazza che soffre di anoressia. Per aiutare la tua amica devi cercare di farle avere più chiarezza, riflettendo su quello che sta facendo, in modo che possa essere lei a decidere come può cambiare la sua vita. E’ molto importante che tu le faccia capire che comunque le vuoi bene, qualsiasi cosa scelga, perchè tu vuoi bene a LEI, indipendentemente dall’ anoressia. La tua amica deve trovare la sua identità, il suo modo di essere e di vivere, e questo è molto difficile per le persone che soffrono di anoressia. Parla anche semplicemente con lei dei suoi sogni, dei suoi desideri per il futuro, di cosa vorrebbe fare, di come le piacerebbe essere, delle emozioni che prova. Se lei deciderà di cambiare, lo farà solo perchè capirà che l’ anoressia in realtà non la fa vivere e scegliere, che in relatà non è lei a gestire il suo corpo ma è schiava dell’ anoressia, che non è libera di realizzare i suoi sogni e i suoi desideri. I disturbi alimentari come l’ anoressia non vanno visti come delle fissazioni, dei vizi o delle frivolezze. Allo stesso tempo non si può pensare di risolvere il problema evitando di parlarne, perché se è vero che inizialmente si sceglie di entrare in anoressia, è anche vero che poi si diventa succubi dell’ anoressia e non si riesce più a uscirne da soli.

    Non è costingendo la tua amica a mangiare che puoi aiutarla a capire l’ anoressia: il tentativo di “aiutare” in questo modo un’ anoressica può apparire a lei solo come volerle dare “per forza” del cibo, solo come una costrizione. Deve essere la tua amica a decidere sulla possibilità che l’ intervento di qualcuno esterno alla sua famiglia (sia esso uno psicoterapeuta, o una persona a lei vicina) sia di aiuto per lei. Chi soffre di anoressia non si percepisce troppo magro, ma anzi il riuscire a perdere peso è sentito come un grande risultato, raggiunto esclusivamente attraverso la propria volontà. Parlare con una ragazza anoressica non è assolutamente cosa semplice, per la tua amica controllare e limitare l’ assunzione di cibo è un modo per ritrovare delle certezze, per affermare la propria personalità, ma anche per raggiungere un ideale di bellezza. Al di là di quello che tu puoi fare come sua amica, è importante che i suoi genitori si rivolgano ad uno psicologo per capire la figlia; sarà poi lei a scegliere di andare a sua volta da uno psicologo, ma sono i suoi genitori che per primi devono farlo.

  5. stefania scrive:

    salve, scrivo a voi perchè sono molto preoccupata per mia sorella… lei ha 23 anni e fino a un anno fa pesava 74 kg, ha iniziato ad andare in palestra tutti i giorni e ad avere un’ alimentazione molto ridotta… non ha mai rifiutato un pasto ma sono diminuiti di quantità e qualità… ora è arrivata a pesare 52 kg scarsi, è in iperattività, fa un lavoro che la tiene in piedi pe 8 ore, va in palestra e quando non va in palestra va a correre ! la sua è diventata una questione mentale, ha paura d ritornare come prima ma non si sta rendendo conto che ora non ha più niente, nel senso che non ha più seno, sedere e tonicità muscolare… non so più come prenderla, come parlarle, sono davvero preoccupata… per favore come posso fare, come devo parlarle per poterla portare da un medico e soprattutto che medico ? voglio aiutarla, lei non si rende conto che si sta distruggendo, lei non si vede con gli occhi miei… se dovesse succederle qualcosa non me lo perdonerei mai… per favore date consigli per superare questo difficile momento. grazie per la vostra attenzione.
    stefania 78

  6. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Buongiorno Stefania, l’ anoressia (come gli altri disturbi del comportamento alimentare) è una malattia psico-somatica. L’ anoressica ha cioè difficoltà a sviluppare la percezione di “se stessa” come una persona con comportamenti e pensieri, in grado di condizionare gli eventi. Questo di solito porta chi soffre di anoressia a rivolgere il proprio controllo su se stesso e sul proprio corpo: non mangiare (o mangiare poco) per l’ anoressica significa avere un controllo volontario dell’ organismo. In genere nelle prime fasi dello sviluppo dell’ anoressia c’è un picco di euforia che scaturisce proprio dalla sensazione di gestione e controllo del corpo e del cibo. Poi si passa ad una fase più cupa in cui tutta l’ attenzione dell’ anoressica è posta sul sentirsi malata, non tanto perché si rende conto di essere anoressica, ma perché sono gli altri che lo ricordano costantemente. Chi sta intorno ad un’ anoressica cerca di fare qualcosa per aiutarla a risolvere un problema, che però per l’ anoressica non è così grave come sembra agli altri. A questo punto c’è una lotta che si crea tra l’ anoressica e gli altri, compresi i centri di cura e i medici. Ogni atto teso a cercare di convincere l’ anoressica a mangiare aumenta incomprensioni. Purtroppo nella maggior parte dei casi chi soffre di anoressia non ammette a se stesso e agli altri di avere un problema. L’ ossessione per il peso-forma, la rinuncia al cibo, il rapporto costante con la bilancia, il vedersi “grassa” anche quando in realtà è magra, il non piacersi allo specchio sono tutti sintomi tipici dell’ anoressia. Molte ragazze che soffrono di anoressia fanno attività sportiva in modo ossessivo e funzionale al controllo del peso-forma (come nel caso di tua sorella), e questo non le aiuta a mangiare di più. I meccanismi interiori che portano all’ anoressia sono molti e diversi a seconda delle persone.

    Se ti sei accorta che tua sorella soffre di anoressia, di certo si saranno resi conto anche i tuoi genitori, in caso contrario sarebbe bene farlo loro presente per aiutare tua sorella. Una volta entrati in anoressia è infatti molto difficile uscirne da soli ed è bene che la famiglia si rivolga ad uno psicologo o ad un centro specializzato in disturbi del comportamento alimentare. Occorre infatti un percorso terapeutico che coinvolga anche la famiglia stessa per aiutare una persona ad uscire dall’ anoressia. E’ molto difficile gestire e aiutare una ragazza che soffre di anoressia.

    Per aiutare tua sorella devi cercare di farle avere più chiarezza, riflettendo su quello che sta facendo, in modo che possa essere lei a decidere come può cambiare la sua vita. E’ molto importante che tu le faccia capire che comunque le vuoi bene, qualsiasi cosa scelga, perchè tu vuoi bene a LEI, indipendentemente dall’ anoressia. Tua sorella deve trovare la sua identità, il suo modo di essere e di vivere, e questo è molto difficile per le persone che soffrono di anoressia. Parla anche semplicemente con lei dei suoi sogni, dei suoi desideri per il futuro, di cosa vorrebbe fare, di come le piacerebbe essere, delle emozioni che prova. Se lei deciderà di cambiare, lo farà solo perchè capirà che l’ anoressia in realtà non la fa vivere e scegliere, che in relatà non è lei a gestire il suo corpo ma è schiava dell’ anoressia, che non è libera di realizzare i suoi sogni e i suoi desideri. I disturbi alimentari come l’ anoressia non vanno visti come delle fissazioni, dei vizi o delle frivolezze. Allo stesso tempo non si può pensare di risolvere il problema evitando di parlarne, perché se è vero che inizialmente si sceglie di entrare in anoressia, è anche vero che poi si diventa succubi dell’ anoressia e non si riesce più a uscirne da soli. Non è costingendo tua sorella a mangiare che puoi aiutarla a capire l’ anoressia: il tentativo di “aiutare” in questo modo un’ anoressica può apparire a lei solo come volerle dare “per forza” del cibo, solo come una costrizione. Deve essere tua sorella a decidere sulla possibilità che l’ intervento di qualcuno esterno alla sua famiglia (uno psicoterapeuta) sia di aiuto per lei. Chi soffre di anoressia non si percepisce troppo magro, ma anzi il riuscire a perdere peso è sentito come un grande risultato, raggiunto esclusivamente attraverso la propria volontà. Parlare con una ragazza anoressica non è assolutamente cosa semplice, per tua sorella controllare e limitare l’ assunzione di cibo è un modo per ritrovare delle certezze, per affermare la propria personalità, ma anche per raggiungere un ideale di bellezza.

    Al di là di quello che tu puoi fare come sorella, è importante che i tuoi genitori si rivolgano ad uno psicologo per capire la figlia; sarà poi lei a scegliere di andare a sua volta da uno psicologo, ma sono i tuoi genitori che per primi devono farlo. Riguardo alla comuncazione con tua sorella, non dare consigli e suggerimenti a priori, deve essere lei a chiedere consigli: è meglio domandare e chiedere a lei quali sono i suoi bisogni. Accorgersi di chi è malato di anoressia è il primo modo per aiutare la persona a vincere la sua battaglia personale.

    Sul lungo termine i RISCHI FISICI DANNOSI PER LA SALUTE dell’ anoressia sono molti:
    - amenorrea (interruzione del ciclo mestruale)
    - carenze di materiale nutritivo nel sangue e alterazione dei valori del sangue
    - profondi sbalzi di umore
    - iperattività.

    Puoi trovare ulteriori informazioni sui disturbi del comportamento alimentare in questo articolo (Clicca Qui): Anoressia, bulimia e disturbi del comportamento alimentare: sintomi e cause anoressia e bulimia

  7. oliver scrive:

    Ciao ! Mi chiamo oliver e so di soffrire di anoressia e bulimia… Questo va avanti da quasi un anno e mi sta distruggendo ! Tutto è cominciato quando avevo 15 anni, fu uno degli anni più brutti della mia vita. Ho cominciato a far vedere la mia omosesualità ! Era un continuo mangiare e dopo vomitare, e questo va avanti fino a 5 mesi fa. Avevo un problema col cibo, mi ripetevo, ma credevo di potermi ancora fermare. Finita la scuola ho smesso di vomitare sempre dopo i pasti, perché non ce la facevo più ! La mia gola era ridotta uno schifo ! E io soffrivo troppo ! E ho smesso anche di mangiare, mangio quasi niente, ma ci sono sempre quei giorni, giorni che vorrei cancellare dalla mia vita… Giorni di inferno ! Le abbuffate di cibo, tonnellate di cibo e dopo al gabinetto a vomitare. Vomitare per me non é facile, perchè oramai lo stimolo del vomito con le due dita non c’è piú ! E quindi prendo lo spazzolino e lo metto in gola… é orribile… Non so cosa mi è sucesso non so il perché ! O forse lo so, è tutto molto confuso ! Sapete io pesavo 110 kg e ora peso 70 kg e sono alto 1.85… Sono un ragazzo apparentemente sicuro di sè, ma questa malattia dice tutto il contrario su di me ! Vorrei un aiuto, un chiarimento, vorrei qualcosa a cui aggrapparmi ! Grazie… Ciao

  8. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Caro Oliver, essere consapevoli di avere un problema col cibo e ammettere di soffrire di anoressia e bulimia è già un grande passo per uscire dai disturbi del comportamento alimentare. Nel tuo percorso però, è necessario un aiuto di tipo psicologico, perchè se è vero che si entra più o meno consapevolmente in anoressia e in bulimia, è anche vero che poi è molto difficile uscirne da soli. Col tempo infatti, si diventa schiavi della malattia, tu stesso dici di sentirti confuso circa le reali e profonde motivazioni che ti hanno spinto nell’ anoressia e nella bulimia. Attraverso un aiuto di tipo psicologico, puoi riuscire a comprendere quali sono i disagi interiori di tipo psicologico che ti hanno portato ad avere un cattivo rapposto col cibo. Un terapeuta specializzato in disturbi del comportamento alimentare è una guida, è necessario però che tu ne parli anche in famiglia, perchè nel tuo percorso vengono necessariamente chiamate in aiuto anche le persone familiari che vivono insieme a te. Detto questo, l’ anoressia e la bulimia sono spesso collegate fra loro in quanto disturbi del comportamento alimentare. Tu stesso scrivi che tutto è cominciato a 15 anni quando hai iniziato a mostrare la tua omosessualità. Di certo questo è stato un momento delicato della tua crescita interiore. Hai iniziato a vomitare, e questo è un sintomo tipico della bulimia, poi hai iniziato a non mangiare passando in anoressia. Questo passaggio è avvenuto perchè il vomito autoidotto procura molti danni al fisico, danneggiando anche la gola. Una volta entrati in anoressia, sono ricorrenti anche delle saltuarie abbuffate di cibo con relativo vomito autoindotto, proprio come sta succedendo a te (descrivi quei giorni come “giorni da cancellare” e come “giorni da inferno”). Ovviamente, imponendosi di non mangiare (anoressia), capita di “sgarare” e di cadere in saltuarie abbuffate di cibo, che poi provocano sensi di colpa e successivo vomito autoindotto. Se vuoi un aiuto, e sembra questo il tuo desiderio, il passo successivo è parlarne alla tua famiglia e cercare insieme a loro un aiuto di tipo psicologico presso un centro o un terapeuta specializzato nei disturbi del comportamento alimentare. Il percorso che dovrai affrontare non è semplice, ma occorre capire e chiarire quali sono i disagi psicologici che ti hanno portato all’ anoressia e alla bulimia. Per tua informazione personale, e per cercare di comprendere un pò meglio quello che ti sta succedendo in questo difficile momento della tua vita, puoi leggere altre informazioni sui sintomi e sulle cause dei disturbi del comportamento alimentare in questi articoli (Clicca sui link qui sotto):

    SINTOMI E CAUSE ANORESSIA E BULIMIA
    Anoressia, bulimia e disturbi del comportamento alimentare: sintomi e cause anoressia e bulimia

    SINTOMI BULIMIA NERVOSA E ABBUFFATE DI CIBO
    Sintomi Bulimia Nervosa: grandi abbuffate di cibo e dieta per il controllo del peso. Dall’ anoressia alla bulimia

  9. Nadia scrive:

    ciao sono Nadia. chiedo consiglio per sapere come comportarmi, cosa poter fare per un’ amica che da diversi mesi vive di frutta e yogurt, sporadicamente consuma un pasto normale, per poi sentirsi in colpa e non mangiare il giorno dopo, per paura di ingrassare. la ragazza è alta poco più di 1,55, pesa 43 kg circa, è magrissima, quasi scheletrica, ma ha una visione distorta del suo corpo, vede pancia, fianchi, cosce che in realtà non ha. tutti in famiglia sanno che lei mangia pochissimo, la esortano a farlo, ma forse non si rendono conto che la situazione potrebbe aggravarsi, ed arrivare all’ irreparabile. voi sapreste dirmi come farle capire che potrebbe correre il rischio di incorrere nell’ anoressia ? non mi ascolterebbe mai se le dicessi di portarla da un nutrizionista, uno psicologo, forse mi direbbe di sì, ma poi si tirerebbe indietro. come devo comportarmi con lei ? so di non doverla mai assecondare, compatire, ma come faccio a farmi ascoltare sul serio ? vi ringrazio in anticipo di cuore

  10. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Cara Nadia, da quello che scrivi la tua amica è già in anoressia: mangia poco o salta i pasti, si sente in colpa se mangia di più e si vede grassa anche se è molto magra. Questi sono già tutti sintomi dell’ anoressia che è una malattia psicosomatica. Non si finisce subito in ospedale per anoressia, ma la malattia ha un suo decorso nel tempo: mano a mano che la tua amica si rifiuta di mangiare, il fisico si indebolisce sempre di più con gravi conseguenze sulla salute fino ad arrivare al ricovero ospedaliero nei casi più gravi. Quello che tu puoi fare come amica non è molto, perchè sono i genitori della tua amica i primi ad essere coinvolti in un percorso di cura insieme alla figlia. Lo specialista che si occupa di casi di anoressia non è il nutrizionista (a cui di solito ci si rivolge per una dieta), ma è uno psicologo o un centro medico specializzato in disturbi del comportamento alimentare. Anche in questo caso, se la tua amica decidesse di rivolgersi ad uno psicoterapeuta per iniziare un percorso per uscire dall’ anoressia, non sei tu a doverla accompagnare, ma (come già risposto anche a molti altri commenti) sono i genitori della tua amica che devono fare una terapia per comprendere la figlia e per capire quali comportamenti adottare per aiutarla anche a casa. La cosa più sbagliata da fare con un’ anoressiaca è infatti forzarla a mangiare: ci sarà sempre un rifiuto da parte di chi soffre di anoressia di fronte ad un atteggiamento di questo tipo nei suoi confronti. Anche se tu ti sei accorta che la tua amica soffre di anoressia, non conosci le cause interiori e psicologiche che l’ hanno portata ad avere un cattivo rapporto col cibo e col prorpio corpo. Per questo non puoi aiutare da sola la tua amica. Uno psicologo specializzato in disturbi del comportamento alimentare indaga proprio sui motivi interiori che hanno spinto una persona all’ anoressia. Si tratta sempre di una sorta di disagio interiore e di malessere che è causato da qualche evento che la persona ha vissuto o sta vivendo. Cercare di capire perchè la tua amica è entrata in anoressia è il primo passo per aiutarla, ma questo certo non puoi farlo tu da sola. I meccanismi interiori che portano all’ anoressia sono molti e diversi a seconda delle persone. La cosa migliore quindi è cercare di parlare con i suoi genitori per far presente la situazione. Spesso i genitori non danno il giusto peso alla malattia, oppure non hanno il coraggio di chiamarla anoressia. Al tempo stesso, nella maggior parte dei casi chi soffre di anoressia non ammette a se stesso e agli altri di avere un problema. Una volta entrati in anoressia è molto difficile uscirne da soli ed è bene che la famiglia si rivolga ad uno psicologo o ad un centro specializzato in disturbi del comportamento alimentare. Occorre infatti un percorso terapeutico che coinvolga anche la famiglia stessa per aiutare una persona ad uscire dall’ anoressia perchè è molto difficile gestire e aiutare una ragazza che soffre di anoressia.

    Per quello che riguarda quello che tu puoi fare come amcia, è molto difficile parlare ad un’ anoressica. Per aiutare la tua amica devi cercare di farle avere più chiarezza, riflettendo su quello che sta facendo, in modo che possa essere lei a decidere come può cambiare la sua vita. E’ molto importante che tu le faccia capire che comunque le vuoi bene, qualsiasi cosa scelga, perchè tu vuoi bene a LEI, indipendentemente dall’ anoressia. Parla anche semplicemente con lei dei suoi sogni, dei suoi desideri per il futuro, di cosa vorrebbe fare, di come le piacerebbe essere, delle emozioni che prova. Se lei deciderà di cambiare, lo farà solo perchè capirà che l’ anoressia in realtà non la fa vivere e scegliere, che in relatà non è lei a gestire il suo corpo ma è schiava dell’ anoressia, che non è libera di realizzare i suoi sogni e i suoi desideri. Deve essere la tua amica a decidere sulla possibilità che l’ intervento di qualcuno esterno alla sua famiglia (uno psicoterapeuta) sia di aiuto per lei. Chi soffre di anoressia non si percepisce troppo magro, ma anzi il riuscire a perdere peso è sentito come un grande risultato, raggiunto esclusivamente attraverso la propria volontà. Per questo parlare con una ragazza anoressica non è assolutamente cosa semplice.

    Al di là di quello che tu puoi fare come amica, è quindi importante che i suoi genitori si rivolgano ad uno psicologo per capire la figlia; sarà poi lei a scegliere di andare a sua volta da uno psicologo, ma sono i suoi genitori che per primi devono farlo. Riguardo alla comuncazione con la tua amica, non dare consigli e suggerimenti a priori, deve essere lei a chiedere consigli: è meglio domandare e chiedere a lei quali sono i suoi bisogni.

    Puoi trovare altre informazioni sull’ anoressia per cercare di capire la tua amica in questo artcolo (Clicca Qui): Anoressia, bulimia e disturbi del comportamento alimentare: sintomi e cause anoressia e bulimia

    Se pensi possa essere d’ aiuto alla tua amica, puoi farle leggere i molti commenti del blog che trovi anche nelle pagine precedenti, sono commenti scritti proprio da persone che soffrono di anoressia e che descrivono in anonimato i loro problemi. Ma deve essere la tua amica a chiederti di leggerli.

  11. Carly scrive:

    Ciao… io avrei bisogno di un consulto. Io sono sempre stata un pò robusta e fin da piccola ho sempre avuto dei problemi a relazionarmi con il mio corpo… adesso ho 13 anni e da qualche tempo a questa parte ho ridotto la quantità di cibo da me ingerita fino a non assumerlo quasi del tutto. le poche volte che mangio mi precipito a vomitare anche se in realtà non vorrei farlo… i miei genitori mi costringono a mangiare a volte e io la vedo un pò come una tortura… sono alta 1.60. prima pesavo 63 kg, adesso ne peso 47 kg e voglio continuare a diminuire il mio peso… io non penso di essere già nel giro dell’ anoressia… e vista anche la mia iperattività e determinate somiglianze a sintomi riportati da voi volevo un consiglio…
    Grazie di cuore.

  12. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Cara Carly, certamente per chi soffre di disturbi del comportamento alimentare è difficile ammettere di avere un problema col cibo e col proprio corpo, così come è difficile chiamare per nome la malattia. Il tuo problema è l’ anoressia, è inutile che tu cerchi di giustificare te stessa scrivendo “io non penso di essere già nel giro dell’ anoressia”. Tutto inizia proprio come tu stessa hai scritto: sei già in anoressia perchè rifiuti il cibo, vai in bagno a vomitare forzatamente e desideri dimagrire ancora anche se pesi solo 47 kg. La reazione dei tuoi genitori di fronte altuo atteggiamento è quella “classica”: forzarti a mangiare, reazione sbagliata da parte dei tuoi genitori, dato che tu (come tutte le anoressiche) vedi la costrizione a mangiare come una “vera tortura”. Considerando che hai solo 13 anni e sei in una fase di profondo sviluppo fisico, il rifiuto del cibo e il vomito autoindotto ti porteranno a seri problemi di salute sul lungo periodo, primo fra tutti l’ amenorrea, cioè l’ interruzione del ciclo mestruale. Ma i problemi di salute arriveranno solo dopo, se tu continuerai in questo modo indebolendo ancora il tuo fisico. In questo momento invece, come tutte le anoressiche, tu non pensi di essere malata e non riesci ad ammettere a te stessa di avere un problema, anche se dentro di te ne sei già consapevole. Sta quindi a te cercare aiuto. I tuoi genitori non possono pensare di risolvere il problema semplicemente forzandoti a mangiare, ma la cosa migliore è rivolgersi ad un centro o ad uno psicoterapeuta specializzato in disturbi del comportamento alimentare. Uscire dall’ anoressia non è un percorso semplice: per te il tuo comportamento è normale, non pensi di danneggiare te stessa non mangiando e andando a vomitare. Per prima cosa devi riconoscere il fatto che hai un cattivo rapporto col cibo e col tuo corpo, sarà poi lo psicoterapeuta a farti capire il motivo interiore e più profondo che ti ha portato all’ anoressia. Deve essere comunque un tuo percorso personale e una tua scelta cercare aiuto e cercare di capire perchè ti sta succedendo questo. L’ anoressia è una malattia psicosomatica, sono cioè le cause interiori e psicologiche a portare al rifiuto del cibo. Se hai scritto in questa pagina del nostro blog, in realtà tu sai benissimo di essere finita in anoressia: la scelta di non mangiare è una tua scelta consapevole, così come è tua la scelta di uscirne.

  13. Carly scrive:

    Grazie di cuore, la vostra risposta è stata davvero importante per me.

  14. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Di certo non è facile parlare di certi problemi, soprattutto con le persone che hai vicino. Se senti di avere bisogno di un aiuto, chiedilo parlando con sincerità, proprio come hai fatto qui. Spesso rivolgersi ad una persona estranea (come uno psicoterapeuta) è molto più semplice che parlare ai propri genitori o amici. Lo psicoterapeuta è solo una guida che ti aiuta a fare chiarezza dentro di te per capire ciò che ti succede. Quello che ti auguriamo cara Carly è di trovare la forza per fare chiarezza dentro di te e superare questo difficile momento della tua vita. Un abbraccio sincero e che sia un 2012 in cui sarai libera di sorridere alla vita.

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