I calcoli renali sono dei minuscoli sassolini che si impiantano nei reni e provocano dei sintomi molto dolorosi: coliche, spasmi ai fianchi e forti dolori all’ addome che si estendono fino all’ inguine e alla gamba, accompagnati spesso da vomito e febbre. Un altro dei sintomi tipici dei calcoli renali è una grande fatica, lentezza e dolore mentre si fa pipì. I calcoli renali possono formarsi lungo tutto il tratto urinario e si muovono sul percorso che va dal rene alla vescica.
LE CAUSE DEI CALCOLI RENALI: come si formano i calcoli ai reni.
All’ origine dei calcoli ai reni c’è in genere un’ eccessiva concentrazione di sali nelle urine e un’ insufficiente produzione di pipì, che può essere dovuta a scarsa assunzione di liquidi. La stanchezza, il caldo e gli impegni assillanti sono inoltre un cocktail micidiale per i reni e, più in generale, per le vie urinarie. Nella stragrande maggioranza dei casi i calcoli ai reni si formano perché i sali minerali presenti normalmente nel nostro organismo non vengono diluiti a sufficienza dai liquidi che assumiamo e raggiungono una concentrazione troppo elevata (magari per un’ eccessiva sudata, tipica di questo periodo). Si possono così formare cristalli lungo le vie urinarie.
I calcoli renali non sono altro che piccoli sassolini: si possono incuneare nei reni, nell’ uretra oppure nell’ uretere, provocando spasmi muscolari che si propagano a ondate.
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A partire dall’ asilo nido molti bambini pranzano a scuola. Sono i genitori e anche gli insegnanti che devono preoccuparsi della qualità dell’ alimentazione dei bambini. “Che cosa hai mangiato oggi a scuola ?” è senza dubbio una delle domande più frequenti che i genitori rivolgono ai bambini quando vanno a prenderli a scuola. La preoccupazione che i bambini a scuola abbiano un’ alimentazione sana è infatti molto diffusa, soprattutto tra le mamme dei bambini che vanno alla scuola materna. Si tratta di una preoccupazione del tutto legittima e naturale, dato che per la prima volta i genitori affidano i bambini a qualcun’ altro in una fase molto delicata di crescita.
La pasta di grano o di cereali come il farro e il kamut, fa risaltare il gusto dei primi piatti a favore della salute. Il regime low-carb, che demonizzava la pasta nella dieta in nome della linea, sta infatti tramontando perché non ha riscosso consensi né tra i nutrizionisti né tra i buongustai. Il nostro primo piatto nazionale, la pasta, è stato scagionato dall’ accusa di aumentare troppo il glucosio nel sangue. La pasta continua ad essere la base della nuova “piramide alimentare” che l’ associazione americana Oldways ha presentato in un congresso internazionale a Roma. Secondo gli esperti, gli effetti più salutari e i risultati migliori si ottengono con materia prima di qualità, come la pura semola di grano duro. Anche i cosiddetti cereali “poveri”, quali mais ed orzo, e quelli antichi come il farro, fanno risaltare il sapore del sugo e forniscono nutrienti utili all’ organismo e alla salute.
Oggi il microonde è un metodo di cottura molto usato in cucina perché pratico e veloce. Il forno a microonde è certo un’ invenzione utilissima, tant’è che la maggior parte delle cucine italiane ne è dotato, dai modelli più semplici a quelli superaccessoriati con grill. Rapido e pulito, il forno a microonde è ideale per le cuoche moderne sempre in corsa con il tempo. E oggi il microonde è considerato anche sicuro, visto che diverse ricerche lo hanno scagionato dall’ accusa di emettere onde nocive per la salute. Resta il fatto però che chi non ha ancora preso confidenza con questo elettrodomestico può commettere degli errori di utilizzo.
CONSIGLI PER LA PREPARAZIONE DEL Tè
Okinawa è l’ isola più grande dell’ arcipelago delle Ryukyu, tra il Mar Cinese Orientale e l’ Oceano giapponese. Pur essendo giapponese, Okinawa risente fortemente dell’ influsso della Cina nelle tradizioni alimentari. La dieta salutare dell’ isola di Okinawa è oggetto di studio da oltre trent’ anni: gli scienziati attribuiscono infatti alla dieta di Okinawa l’ eccezionale longevità degli isolani, tra cui si contano tre volte tanto i centenari rispetto agli altri paesi del mondo. Dice un’ antica iscrizione incisa su una roccia di Okinawa: “A 70 anni sei solo un bambino, a 80 un adolescente e a 90, se gli antenati ti invitano a raggiungerli in paradiso puoi chiedergli di aspettarti fino ai 100“. Non si tratta di un eccesso di ottimismo, dato che gli abitanti dell’ isola di Okinawa vantano il record della longevità e riescono anche ad arrivare a tardissima età in piena forma, sconfiggendo le malattie degenerative tipiche invece delle nostre latitudini.
La popolarità dello yogurt è legata alle virtù salutari e ai molti benefici che lo yogurt possiede per la salute, oltre all’ abilità dell’ industria nel proporre prodotti in linea con i nostri gusti e le nostre esigenze. Un italiano su tre consuma almeno un vasetto di yogurt al giorno. Un successo che viene da lontano: più di un secolo fa, Elie Metchnikoff, grande scienziato russo, sosteneva che i pastori bulgari ultracentenari vivevano così a lungo proprio perché mangiavano molto yogurt. Forse non sarà stato l’ unico motivo, ma certamente lo yogurt si è confermato negli anni come un alimento tra i più salutari.
La prevenzione della cellulite (problema molto comune nelle donne) comincia a tavola con un’ alimentazione equilibrata. Una dieta sana è utile sia per la salute che per la bellezza. La pelle “a buccia d’ arancia” è infatti solo il lato visibile di un problema molto più serio, legato ad un disturbo del sistema circolatorio periferico e ad una modificazione del tessuto adiposo che porta alla comparsa della cellulite. Alimentazione scorretta, vita sedentaria, uso di farmaci, squilibri ormonali e stress sono tutti fattori che contribuiscono a creare una situazione complessa che si materializza sottoforma di accumulo di grassi e di liquidi nei tessuti di certe zone come le gambe o i glutei. Questo crea problemi di ritenzione idrica e cellulite.
Uno stile alimentare e una dieta corretta può aiutare nella prevenzione del tumore al seno. Ne è una prova il Progetto Diana promosso dall’ Istituto dei Tumori di Milano e giunto alla sua quinta edizione. L’ obiettivo è dimostrare come piccoli cambiamenti nella dieta quotidiana allontanino il rischio di recidive nelle donne già operate di tumore al seno. Lo scopo della Dieta Diana è quello di ridurre i livelli di insulina nel sangue che numerosi studi hanno correlato con l’ aumentata incidenza di carcinoma mammario (tumore al seno). L’ insulina, infatti, fa aumentare i livelli di ormoni sessuali androgeni e di IGF-1 (fattore di crescita insulinosimile di tipo 1), due fattori responsabili dello sviluppo del tumore al seno.
Quando si cucina un primo piatto di carne, a seconda del tipo di carne, del tipo di cottura e di condimento si assumono diverse calorie.