Sintomi Malattie e Cura

Ingegneria genetica e nuove possibilità di cura. Dall’ insulina per la cura del diabete fino alla cura dei tumori

ingegneria-genetica-e-nuove-possibilita-di-cura-dall-insulina-per-la-cura-del-diabete-fino-alla-cura-dei-tumoriDall’ insulina all’ ormone della crescita, agli anticorpi monoclonati. Questi sono soltanto alcuni dei farmaci che si ottengono manipolando i geni. Uno dei settori che negli ultimi trent’ anni si è imposto come fiore all’ occhiello dell’ industria hi-tech è infatti quello delle biotecnologie. In linea di principio questo termine include una moltitudine di tecniche mutuate dalla biologia molecolare e cellulare; in pratica, nell’ accezione più comune, le biotecnologie finiscono per essere quasi sempre identificate soltanto con le procedure che consentono di manipolare i genoma (il DNA) di qualsiasi organismo e che vanno sotto il nome di ingegneria genetica.
Nell’ area delle scienze mediche gli sviluppi dell’ ingegneria genetica mirano a ottimizzare le possibilità di prevenzione e di cura delle malattie con la produzione di farmaci Biotech e la terapia genica. Al momento, a vantare il maggior numero di successi sul piano applicativo è sicuramente il settore dei farmaci Biotech.

I NUOVI FARMACI DELL’ INGEGNERIA GENETICA PER LA CURA DELLE MALATTIE
Tradizionalmente, i farmaci utilizzati per curare le malattie sono ottenuti grazie a protocolli di sintesi chimica oppure mediante processi di estrazione di principi attivi generati spontaneamente da piante e da altri organismi. L’ ingegneria genetica ha aperto invece la strada alla produzione di nuovi farmaci per la cura di alcune malattie.
Normalmente il nostro organismo produce un gran numero di proteine essenziali per la salute: alcune presiedono al controllo e alla regolazione di processi vitali, altre operano per garantire il regolare svolgimento del metabolismo, altre ancora riconoscono i segnali provenienti dai vari distretti corporei oppure dall’ ambiente esterno e li trasmettono alle cellule. Svariate patologie e malattie sono causate proprio dall’ incapacità dell’ organismo di produrre alcune di queste proteine.
Continua »

Tag: , , , ,

Epistassi e perdita di sangue dal naso nei bambini. Come fermare l’ emorragia del sangue dal naso

epistassi-e-perdita-di-sangue-dal-naso-nei-bambini-come-fermare-l-emorragia-del-sangue-dal-nasoL’ epistassi (comunemente detto “sangue dal naso“) è un fenomeno molto comune nei bambini durante l’ infanzia e di solito tende a scomparire con l’ adolescenza quando le membrane del setto nasale diventano più resistenti. La perdita di sangue dal naso è infatti un disturbo fastidioso ma quasi sempre facile da controllare. L’ epistassi è un disturbo legato alla particolare delicatezza della membrana che riveste la parte interna delle narici, in particolare quella centrale del naso, meglio nota come setto nasale. Sotto questo strato sottile di pelle ci sono numerosi piccoli capillari sanguigni la cui funzione è riscaldare l’ aria che inspiriamo per evitare che, se troppo fredda, possa creare qualche problema ai polmoni. L’ epistassi (la perdita di sangue dal naso) si verifica quando i capillari e la membrana che li protegge si rompono.

LE CAUSE DELL’ EPISTASSI NEI BAMBINI: LA PERDITA DI SANGUE DAL NASO
I bambini e i ragazzi fino a 15 anni perdono sangue dal naso più spesso di un adulto. Le ragioni sono molteplici: prima di tutto per la fastidiosa abitudine, tipica dei bambini, di infilarsi le dita nel naso provocando così piccole lacerazioni. Va detto poi che la membrana dei bambini è più delicata. Altre cause dell’ epistassi nei bambini possono essere la presenza di poca umidità nell’ aria, magari per via del riscaldamento eccessivo in inverno. Allergie e raffreddori poi, obbligando a soffiare il naso molto spesso. In genere il disturbo dell’ epistassi è lieve e poco fastidioso, è raro infatti che la perdita del sangue dal naso rappresenti un sintomo di altre problematiche come un’ ipertensione arteriosa o anomalie della coagulazione del sangue.
Continua »

Tag: , , ,

Attacchi di panico e fobie: come nascono le fobie. Sintomi delle fobie e cura della fobia

attacchi-di-panico-e-fobie-come-nascono-le-fobie-sintomi-delle-fobie-e-cura-della-fobiaGli attacchi di panico e le fobie sono paure più diffuse di quanto si creda. Urlare alla vista di un ragno o di un topo oppure rifiutarsi di visitare piazza San Marco a Venezia perché non si può tollerare la vista dei piccioni, può far sorridere gli altri; ma per chi soffre di queste fobie (che gli psicologi chiamano fobie “specifiche”), lo stato di ansia provato di fronte all’ oggetto che causa la fobia e la paura è una cosa davvero seria. Oltretutto è bene sottolineare che gli scherzi da parte degli altri sulla fobia da un lato rafforzano la fobia stessa, dall’ altro rischiano di generare complessi psicologici in chi ne soffre.

I SINTOMI DELLE FOBIE: ATTACCHI DI PANICO E ATTACCHI D’ ANSIA INCONTROLLATI E IRRAZIONALI
Una fobia è semplicemente una reazione di paura, a volte di vero e proprio panico, causata da uno specifico stimolo (può essere un oggetto o una situazione) che costituisce un pericolo inesistente o comunque minimo. Anche se c’è ben poco da temere, la persona fobica, non appena entra in contatto con l’ oggetto delle sue paure, sente improvvisamente il cuore battere all’ impazzata e il respiro mancare. Suda, trema, può provare un forte senso di nausea e persino disturbi intestinali e urinari. Questi sono i sintomi più comuni delle fobie e nella mente della persona fobica c’è una sola idea: allontanarsi subito, scappare dalla presunta fonte di pericolo. Peraltro, la reazione fobica può essere innescata anche soltanto dall’ immagine o dalla prefigurazione dell’ oggetto che provoca la fobia, non è necessaria la sua presenza fisica. E ciò non fa altro che confermare come la fobia non abbia nulla a che fare con una valutazione reale del pericolo: nella fobia è come se il meccanismo che si innesca alla vista o al solo pensiero dello stimolo sia indipendente dal livello reale di pericolosità. La reazione di paura per una fobia è sempre spropositata e chi ne soffre, anche se è consapevole di avere un comportamento irrazionale e di non correre pericoli reali, non riesce a fare a meno di provare quelle forti emozioni, né tantomeno a controllarle.
Continua »

Tag: , ,

Cause della Dermatite da Contatto: allergia al nichel, al cromo e al cobalto; allergia al lattice e ai detersivi

cause-della-dermatite-da-contatto-allergia-al-nichel-al-cromo-e-al-cobalto-allergia-al-lattice-e-ai-detersiviSe improvvisamente sulle mani compaiono prurito, arrossamento, gonfiore cutaneo e bolle, si tratta dei più comuni sintomi della dermatite da contatto: una forma di dermatite allergica. Una visita dal dermatologo è sempre consigliabile, ma con molta probabilità verrà diagnosticata una semplice allergia da contatto: un fenomeno causato appunto dal contatto con una sostanza presente in oggetti comuni, di quelli che usiamo tutti i giorni. Le molecole responsabili della dermatite da contatto possono essere presenti anche in piccolissima quantità, ma quando toccano la pelle provocano irritazione e scatenano l’ allergia. Di solito la dermatite da contatto si manifesta bruscamente con sintomi come prurito, arrossamento della pelle, gonfiore, bolle e croste, fino ad arrivare (in alcuni casi) alla desquamazione dello strato più superficiale della pelle. La dermatite da contatto è una forma allergica che può anche estendersi a zone del corpo che non sono entrate in contatto con l’ oggetto, come il viso, le braccia, il collo. Questo accade perché dopo aver toccato con le mani la sostanza che causa l’ allergia, inconsapevolmente ci tocchiamo altre parti del corpo.
In genere, la dermatite da contatto non è un’ allergia particolarmente grave e i disagi che provoca sono limitati ai sintomi; tuttavia i sintomi della dermatite da contatto possono essere molto fastidiosi (ci sono infatti persone più sensibili di altre) e possono durare anche qualche giorno.

CAUSE DERMATITE DA CONTATTO: allergia al nichel, cromo e cobalto; allergia al lattice; allergia ai farmaci e ai detersivi.
Le reazioni allergiche della dermatite da contatto sono numerosissime e molto diverse tra loro. Tra le sostanze più comunemente responsabili della dermatite da contatto ci sono i metalli, quali nickel, cromo e cobalto; alcune componenti della gomma, come il lattice; alcune sostanze contenute nei farmaci o nei detersivi. Per limitare il problema della dermatite da contatto causata dall’ uso di detergenti per l’ igiene personale, per la pulizia della casa e per il bucato, occorre acquistare prodotti ipoallergenici, cioè formulati in modo da non contenere gli elementi irritanti.
Esistono poi sostanze naturali, presenti in alcuni alimenti vegetali o nei fiori, che al solo contatto possono dare gli stessi sintomi della dermatite da contatto.
Di solito, i sintomi dell’ allergia da contatto scompaiono eliminando il contatto con la fonte dell’ irritazione che scatena la dermatite. La questione più importante è capire se esistono una o più sostanze alle quali la persona è allergica. Per farlo è bene rivolgersi a un medico specialista in allergologia che, per mezzo di test cutanei assolutamente indolori, è in grado di evidenziare le sostanze a cui si è allergici e capire come si può evitare il rischio di entrare in contatto con gli oggetti che le contengono. Nel caso in cui i sintomi della dermatite da contatto siano particolarmente evidenti e fastidiosi, il medico può prescrivere medicinali in grado di alleviarli.
Continua »

Tag: , , , ,

Disturbi dell’ udito: ronzio e fischi all’ orecchio. Sintomi dell’ acufene e cura dei disturbi dell’ udito

disturbi-dell-udito-ronzio-e-fischi-all-orecchio-sintomi-dell-acufene-e-cura-dei-disturbi-dell-uditoL’ acufene è un disturbo comune dell’ udito che interessa circa il 10% della popolazione e che nel 2% dei casi può essere così fastidioso da alterare la qualità di vita della persona. Il sintomo principale dell’ acufene è una sensazione sonora avvertita dal soggetto senza che vi sia una sorgente esterna che la produca. L’ acufene si può avvertire sottoforma di un fastidioso ronzio, tintinnio, scroscio, fischio o sibilo all’ orecchio. E’ importante sottolineare che l’ acufene è un sintomo e non è una malattia dell’ udito. Generalmente gli acufeni vengono suddivisi in soggettivi (cioè rumori percepiti solo dal paziente) e acufeni obiettivi (sono molto rari e possono essere uditi anche da un operatore esterno). Le cause più frequenti degli acufeni soggettivi sono i deficit uditivi, i processi patologici a carico dell’ orecchio, l’ esposizione al rumore, l’ utilizzo indiscriminato di farmaci ototossici che possono colpire l’ orecchio interno.
LA CURA DELL’ ACUFENE CON IL TRATTAMENTO LASER
Per la cura dei disturbi dell’ udito da acufene, gli approcci terapeutici oggi disponibili sono differenti e di solito multidisciplinari. Nel 2008 è stato messo a punto un dispositivo laser (il Tinnitool) che emette luce fredda per la cura dell’ acufene. Il sistema consiste in un corpo emittente dotato di un “probe” da appoggiare all’ ingresso del condotto uditivo esterno dove il raggio laser viene diretto verso la membrana timpanica. Il raggio laser agisce sottoforma di biostimolazione sul metabolismo cellulare. L’ azione del laser comporta un aumento dell’ energia a disposizione delle cellule con possibile incremento delle capacità riparative delle cellule stesse e stimolazione del sistema immunitario.
Il trattamento laser per la cura dell’ acufene viene effettuato di solito per 20 minuti al giorno, tutti i giorni, per tre mesi. Il trattamento dell’ acufene con la laser terapia riduce il grado di fastidio provocato dall’ acufene. La laser-terapia è indicata soprattutto nei soggetti con acufene intrattabile.
Continua »

Tag: , , , , ,

Linfonodi e sistema immunitario: quando le ghiandole linfatiche della gola si gonfiano. Sintomi e rimedi

linfonodi-e-sistema-immunitario-quando-le-ghiandole-linfatiche-della-gola-si-gonfiano-sintomi-e-rimediQuando le ghiandole linfatiche del collo si gonfiano, tra i sintomi più diffusi si ha all’ inizio una sensazione di disagio e tensione. Poi, tastando il collo, si sente che qualcosa non va: qua e là spuntano piccoli rigonfiamenti che subito preoccupano. Si tratta di linfonodi ingrossati, piuttosto frequenti nei bambini e non così rari negli adulti. Non si tratta di una malattia ma piuttosto di una “spia” di un’ allerta del sistema immunitario. Infatti, se le ghiandole linfatiche del collo si gonfiano, molto spesso si tratta del sintomo di un superlavoro del sistema immunitario.

I LINFONODI: BARRIERE CONTRO VIRUS E BATTERI
I linfonodi sono organi del sistema linfatico, protagonisti delle nostre difese immunitarie. Impropriamente chiamati “ghiandole” (in realtà non producono nessun secreto), sono le “stazioni” in cui si concentra la linfa ricca di globuli bianchi pronti a combattere le infezioni. I linfonodi funzionano come dei filtri che raccolgono e distruggono virus e batteri grazie ad un reticolo che imprigiona i germi. Quando l’ organismo lotta contro le infezioni, i linfociti si moltiplicano e i linfonodi si ingrossano. Le principali stazioni linfonoidali si trovano nel collo, nelle ascelle e all’ inguine.

PERCHE’ LE GHIANDOLE LINFATICHE (LINFONODI) DELLA GOLA SI GONFIANO NEI BAMBINI: tonsille e adenoidi nei bambini
In genere i cosiddetti “bambini linfatici” fanno fatica a produrre sufficienti difese immunitarie nei confronti delle infezioni, così le loro ghiandole linfatiche si gonfiano nello sforzo di sbarrare la strada a virus e batteri. Nei bambini si tratta comunque di un fenomeno fisiologico, espressione della maturazione del sistema immunitario. Un problema insomma che di solito si risolve con l’età, ma che all’ inizio può preoccupare.
Le ghiandole (di solito quelle del collo) si ingrossano nei periodi di contagio frequenti quando si va all’ asilo, e a volte il bambino nemmeno si ammala perché ha già attivato le sue difese. Oppure le ghiandole linfatiche si ingrossano quando il bambino non riesce a guarire del tutto da infezioni come tonsilliti ricorrenti, raffreddori, otiti. Dato che, oltre ai linfonodi, anche adenoidi e tonsille fanno parte dei tessuti linfatici e hanno dunque un importante ruolo nella battaglia contro virus e batteri, può succedere che queste importanti “stazioni” difensive si ingrossino provocando difficoltà di respirazione e altri disturbi.
Oggi, fortunatamente, la “moda” di togliere tonsille e adenoidi è passata e i medici procedono all’ asportazione chirurgica sono quando è davvero necessario. L’ omeopatia invece può dare un grande aiuto, perché con i cosiddetti rimedi costituzionali, prescritti dal medico, è possibile correggere la tendenza al linfatismo e aiutare così il bambino a sviluppare le sue difese senza incorrere in questi fastidi.
Continua »

Tag: , , ,

Rimedi naturali per il raffreddore: omeopatia e oli essenziali per il cambio di stagione

rimedi-naturali-per-il-raffreddore-omeopatia-e-oli-essenziali-per-il-cambio-di-stagioneCon il cambio di stagione e gli sbalzi di temperatura, arrivano puntuali le malattie da raffreddamento. Testa pesante, occhi che bruciano, starnuti: il raffreddore è il più diffuso dei malanni stagionali soprattutto nei cambi di stagione.
A portare il raffreddore sono ben 250 virus diversi, che ci arrivano letteralmente sotto il naso trasportati dall’ aria e dalle goccioline degli starnuti altrui. Quasi impossibile schivarli, mentre invece molto si può fare per impedire che i virus del raffreddore attecchiscano nelle nostre vie respiratorie.
Per prevenire e curare il raffreddore ci sono anche i rimedi dolci della medicina naturale.

GLI OLI ESSENZIALI CONTRO IL RAFFREDDORE
Le essenze sono validissime alleate nella difesa dai virus e batteri di stagione. Oltre ad avere una potente azione antisettica, gli oli essenziali liberano le vie respiratorie e sono molto piacevoli da usare. Inoltre gli oli essenziali possono essere usati in tanti modi: direttamente sul fazzoletto o sul cuscino, nei suffumigi, nel diffusore o per bocca.
Se il raffreddore è alle prime fasi, con una sensazione di secchezza delle fosse nasali, sono ideali i suffumigi che aumentano l’ umidità. In contemporanea si possono prendere le essenze anche per bocca (4-5 gocce in mezzo cucchiaino di olio di oliva) che rallenteranno la progressione dell’ infezione da raffreddore.
Le piante più efficaci contro il raffreddore: eucalipto, pino, limone, melaleuca (gli oli essenziali di queste piante si trovano in erboristeria).
Un consiglio: non esagerate con le dosi per evitare allergie e irritazioni.
Continua »

Tag: , ,

Salute donna e farmaci in gravidanza: i rischi dei farmaci antinfiammatori e antidepressivi assunti in gravidanza

salute-donna-e-farmaci-in-gravidanza-i-rischi-dei-farmaci-antinfiammatori-e-antidepressivi-assunti-in-gravidanzaLa prima cosa che ogni donna chiede al proprio ginecologo dopo aver avuto la conferma di essere incinta è quali farmaci si possono assumere in gravidanza se si sta male. Se è vero infatti che i farmaci vanno limitati al massimo in gravidanza per via dei possibili effetti indesiderati sul feto, è altrettanto vero che un’ assunzione di farmaci occasionale o comunque limitata nel tempo non presenta lo stesso rischio di un uso prolungato. I farmaci teratogeni, cioè quelli che possono provocare malformazioni fetali, sono pochi e ben identificati: quasi tutti sono destinati alla cura di malattie molto specifiche che richiedono un attento monitoraggio della gravidanza e che ben di rado vengono assunti in modo occasionale da una donna incinta sana. Si tratta infatti di farmaci che vengono prescritti dal medico.

IL RISCHIO DEI FARMACI ANTINFIAMMATORI ASSUNTI IN GRAVIDANZA
Un problema vero, invece è rappresentato dai Fans: i farmaci antinfiammatori non steroidei (cioè molti dei comuni analgesici e antinfiammatori, capostipite l’ aspirina) di cui di norma si fa grande uso e che si tende a ritenere innocui. Questi farmaci invece non dovrebbero essere usati nel terzo trimestre di gravidanza, a meno che non ci siano precise indicazioni mediche, come ad esempio la prevenzione e cura della gestosi. I Fans usati nel terzo trimestre della gravidanza senza prescrizione medica possono infatti interferire negativamente sull’ apparato cardiocircolatorio fetale, causando problemi dopo la nascita del bambino. Possono cioè causare la chiusura precoce del dotto di Botello, una piccola arteria situata in prossimità del cuore. Questa alterazione può provocare alla nascita un pericoloso aumento della pressione all’interno del polmone del neonato.
Durante la gravidanza, il farmaco antifebbrile di prima scelta è il paracetamolo, efficace e privo di rischi per il bambino.
Continua »

Tag: , , ,

Sintomi dell’ ernia del disco lombare. Cura e intervento chirurgico per l’ ernia al disco. Il nuovo intervento laser

sintomi-dell-ernia-del-disco-lombare-cura-e-intervento-chirurgico-per-l-ernia-al-disco-il-nuovo-intervento-laserSono tantissimi gli italiani che soffrono di ernia al disco (ernia lombare). L’ ernia del disco provoca un dolore paralizzante e può bloccare a letto per una settimana chi ne soffre. Uno dei sintomi principali dell’ ernia al disco è un fortissimo mal di schiena che dalla zona lombare si irradia a tutta la gamba (lombosdatalgia, nel vocabolario medico). Purtroppo, non sempre si tratta di una passeggera contrattura muscolare. A volte, il dolore acuto e invalidante che impedisce quasi di camminare è dovuto ad un’ ernia lombare, cioè alla fuoriuscita del nucleo polposo di un disco intervertebrale in seguito alla rottura dell’ anello fibroso che dovrebbe contenerlo. Questi “dischetti”, situati tra una vertebra lombare e l’ altra a guisa di cuscinetti ammortizzatori, possono fuoriuscire (tecnicamente “erniare”) a seguito di traumi, bruschi movimenti di torsione o semplicemente per una degenerazione interna: disidratandosi, si irrigidiscono andando incontro a facili rotture e provocando il dolorosissimo “schiacciamento” dei nervi che partono dal midollo spinale. Se è il nervo sciatico a essere interessato si avrà dolore alla parte laterale e posteriore della gamba, mentre se è il nervo femorale si avvertirà male alla faccia anteriore della coscia.
Un solo episodio acuto di ernia al disco lombare non si opera mai: solo dopo due o tre attacchi di ernia del disco si interviene con un’ operazione chirurgica. E’ questa, in genere, la regola seguita da ortopedici, fisiatri e neurochirurghi. Come dimostra un recente studio pubblicato sul “Journal of the American Medical Association”, infatti, quasi in nove casi su dieci è possibile conseguire un buon controllo del dolore (che, tra l’ altro, regredisce in parte spontaneamente) grazie a terapie combinate per l’ ernia al disco. Le terapie per la cura dell’ ernia al disco prevedono: analgesici e antinfiammatori, terapie fisiche e l’ esecuzione di esercizi mirati, suggeriti dal fisioterapista caso per caso. Una ginnastica “dolce”, da eseguire a casa con costanza, mira a correggere le posture scorrette e, soprattutto, a rinforzare la muscolatura addominale e paravertebrale. In questo modo è possibile prevenire ulteriori episodi di dolore paralizzante da ernia al disco.
Continua »

Tag: , , , , ,

Il test per la celiachia e l’ intolleranza al glutine in farmacia. Utile per i celiaci nella dieta senza glutine

il-test-per-la-celiachia-e-l-intolleranza-al-glutine-in-farmacia-utile-per-i-celiaci-nella-dieta-senza-glutineIl test per la celiachia, acquistabile in farmacia, è un test utile per la diagnosi della celiachia ma, in caso di riscontro affermativo, il test deve necessariamente essere seguito da un consulto medico: la celiachia provoca infatti forti disturbi intestinali cronici, stanchezza, dimagrimento e può rallentare la crescita nei bambini celiaci. I test clinici per la diagnosi della celiachia sono inizialmente gli esami del sangue, se i valori risultano positivi o alterati si avvia il successivo esame bioptico con la biopsia intestinale (esame definitivo per la diagnosi medica della celiachia).
Il test per la celiachia che si acquista in farmacia, può quindi essere utile per la diagnosi iniziale della celiachia (in caso di dubbi) oppure per tenere sotto controllo la celiachia a seguito di diagnosi medica e test clinici. In questo caso, il test per la celiachia è utile per i celiaci che devono monitorare l’ efficacia della cura con la dieta senza glutine.
IL TEST PER LA CELIACHIA: XELIAC TEST-EUROSPITAL
A COSA SERVE
: è utile per diagnosticare la celiachia (l’ intolleranza al glutine) o per monitorare l’ efficacia di una dieta senza glutine in caso di diagnosi della celiachia tramite test clinici.
COME FUNZIONA il test per la celiachia: con un’ apposita lancetta-siringa si preleva dal polpastrello una goccia di sangue; questa viene sciolta in un diluente dove si immerge una cartina reattiva su cui si legge il risultato: due linee rosse indicano che si è affetti da celiachia. Se compare una sola linea rossa il test è negativo: non si soffre di celiachia oppure con la dieta prescritta dal medico la malattia è sotto controllo.
Continua »

Tag: , , ,