Sintomi Malattie e Cura

Scoperta e curata una nuova forma di tumore maligno all’ occhio: tumore alla ghiandola lacrimale dell’ occhio

Il chirurgo oculoplastico Francesco Bernardini di Genova ha descritto per la prima volta sulla rivista Ophtalmology una forma molto aggressiva di tumore alla ghiandola lacrimale dell’ occhio. Grazie alla pubblicazione, la scoperta sarà ora divulgata fra gli specialisti di tutto il mondo. La scoperta pubblicata su Ophthalmology, la più prestigiosa rivista scientifica al mondo per oculisti, riguarda un nuovo tumore dell’ orbita oculare. Si tratta di una forma di tumore molto aggressiva che interessa la ghiandola lacrimale dell’ occhio, localizzata nell’ orbita oculare. E’ un tumore maligno dell’ occhio subdolo e molto aggressivo che si presenta con sintomi come abbassamento della palpebra (ptosi), visione doppia (diplopia) e dolori oculari (dolori all’ occhio). Si tratta di una forma tumorale alla ghiandola lacrimale (la ghiandola che deve tenere costantemente lubrificato l’ occhio), descritta dal dottor Francesco Bernardini (chirurgo oculoplastico di Genova) con la collaborazione di Oscar Croxatto (patologo oculare di fama mondiale di Buenos Aires). Il dottor Francesco Bernardini, che ha alle spalle anni di studio e perfezionamento continuo sia in Italia sia negli Stati Uniti, è anche un revisore di Ophthalmology che valuta o meno la validità dei testi da pubblicare.
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Sintomi e cura secchezza vaginale nella donna. Terapie di cura e lubrificanti vaginali per rapporti sessuali

L’ insufficiente lubricazione vaginale (secchezza vaginale) è un problema più diffuso di quanto non si creda, soprattutto tra le donne over 40. L’ insufficiente lubricazione vaginale nella donna è quella sensazione di secchezza delle mucose genitali che causa un sottile fastidio e un disagio continuo. La scarsa idratazione delle parti intime, normalmente lubrificate, è una spia di un disequilibrio. Infatti la secchezza vaginale è una vera e pro­pria malattia che s’ instaura spesso gradualmente, nel corso degli anni, passando da una sensazione soggettiva di disagio ad un quadro di sintomi ben più fastidiosi come bruciore, prurito, difficoltà e dolore durante i rapporti sessuali (la cosiddetta dispareunia). E se è vero che molte donne, vittime dell’ imbarazzo, faticano a parlare dei propri disturbi al ginecologo, è altrettanto vero che sul problema della secchezza vaginale oggi si è fatta luce. Secondo i dati presentati nel corso
del cinquantesimo congresso dell’ Aogoi, l’ Associazione ostetrici ginecolo­gi ospedalieri italiani, soffrono di scarsa lubrificazione vaginale il 40% delle donne tra i 40 e i 49 anni. Ma anche le donne giovani pos­sono incorrere in questo problema. Il caso più tipico è infatti quello della ragazzina che si mette a dieta ferrea, sul filo dell’ anoressia. Questo errato comportamento alimentare si traduce spesso nelle ragazze molto giovani in un problema di mancanza del ciclo mestruale (amenorrea) e in un deficit cronico di estrogeni, la principale causa della secchezza vaginale.
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Cause infertilità della donna (sterilità): endometriosi. Procreazione medico assistita e gravidanza

Dal 7 all’ 11 Marzo 2011 si è svolta la Settimana Europea della consapevolezza dell’ endometriosi (la Awareness Week voluta dalla European Endometriosis Alliance): l’ endometriosi è una delle cause principali dell’ infertilità della donna. Sono infatti in aumento le donne colpite da endometriosi che si rivolgono alla procreazione medico assistita per avere una gravidanza. Per una donna su dieci l’ infertilità femminile dipende dell’ endometriosi, la prevenzione e l’ informazione sono quindi importanti per le possibilità di una gravidanza. Sono sempre più le donne con endometriosi che si rivolgono alla procreazione medico assistita per avere una gravidanza. L’ endometriosi è una malattia in crescente diffusione, la scienza medica però ha fatto passi importanti dando buone possibilità di una gravidanza anche a donne affetto da questa malattia. Grazie alle più recenti scoperte nel campo della procreazione medico assistita, le percentuali di successo di gravidanza per le donne affette da endometriosi superano il 30%. Una media che deve però tenere sempre in considerazione l’ età della donna: il binomio problemi di infertilità della donna ed endometriosi è presente in quasi il 50% delle donne in età riproduttiva. Non sempre la donna affetta da endometriosi ha sintomi dolorosi, ma in molti casi di endometriosi non è possibile arrivare ad una gravidanza in modo naturale e occorre ricorrere alla procreazione medico assistita.
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Sintomi sindrome colon irritabile (dolore al fianco destro, colite e stitichezza), e sintomi colecisti (calcoli)

Se all’ improvviso si avvertono sintomi come delle fitte al fianco sinistro, con un dolore intermittente al fianco (sotto l’ ombelico e appena sopra l’ in­guine), se si preme una mano sopra la zona e le fitte aumentano d’ intensità, può trattarsi di un comune mal di milza soprattutto se il dolore si avverte sul lato sinistro e mentre si fa attività fisica. La milza è infatti un organo che si contrae per facilitare il trasporto dell’ ossigeno per “sostenere” i muscoli sotto sforzo durante un’ attività fisica o durante una fatica. In questi casi non c’è da preoccuparsi perchè si tratta di un disturbo passeggero. Le fitte sul lato destro, invece, nella maggior parte dei casi sono causate dal colon irritabile: una sindrome che dà fastidi intestinali alter­nando periodi di colite a quelli di stipsi (stitichezza). Ma dolori e fitte sul fianco destro possono derivare anche dalla colecisti e dall’ appendice. Nel caso della colecisti, le fitte improvvise al fianco destro sono dovute alla pre­senza di calcoli; se invece il dolore al fianco destro è persistente e costante può trattarsi di un’ appendicite. La sindrome del colon irritabile non è grave ma fastidiosa: meglio rivolgersi ad un gastroenterologo che rivedrà anche l’ alimentazione quotidiana prescrivendo una dieta appropriata. Negli altri casi invece è bene fare un’ ecogra­fia: se ci sono dei calcoli, vanno tenuti sotto controllo o asportati subito. Se però il dolore al fianco destro è forte e persistente occorre andare subito al Pronto Soccorso perchè potrebbe essere appendicite da operare.

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Sintomi mononucleosi (la “malattia del bacio”): febbre e stanchezza. Diagnosi mononucleosi: esame del sangue

Quando la febbre non passa mai, quando da giorni il termometro è fisso di qualche linea sopra i 37 gradi, quando non si sta male ma ci si sente deboli, nel 90% dei casi questi sono i sintomi tipici di una malattia infettiva come la mononucleosi, diffusissima soprat­tutto tra i giovani (la mononucleosi è chiamata la “ma­lattia del bacio”). Si tratta di una forma infettiva che dà pochi sintomi come, appunto, febbre bassa costante e senso di stanchezza. La mononucleosi nella maggior parte dei casi è asintomatica, di conseguenza una persona può avere anticorpi del virus EBV della mononucleosi senza accorgersene anche per molto tempo. In altri casi invece i sintomi della mononucleosi sono molto lievi: la mononucleosi si può manifestare con una leggera febbre e uno stato generale di stanchezza. Anche nei casi in cui i sintomi sono lievi, una persona non pensa minimamente alla mononucleosi. Quando invece la mononucleosi si manifesta in maniera sintomatica, ci si sente stanchi e si soffre di una debolezza muscolare prolungata (anche parecchie settimane), dopo un pò di tempo interviene uno stato febbrile che può essere elevato e durare fino a due settimane. A seconda dei casi, la mononucleosi può provocare un ingrossamento della milza, possono comparire i linfonodi ingrossati sul collo, sulla nuca e sulle ascelle. La mononucleosi può quindi protrarsi anche per molto tempo e anche senza sintomi apparenti, oppure con sintomi che vanno e vengono.
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Difetti della vista: sintomi miopia, ipermetropia, astigmatismo, presbiopia, cataratta – Salute Occhi

Se improvvisamente ci vedi peggio di prima, se fino a ieri non avevi bisogno degli occhiali e adesso fai fatica a legge­re, oppure la visione appare sfocata, in 9 casi su 10 questi “sintomi” segnalano l’ insorgere di un co­mune difetto della vista. Si tratta di ipermetropia se ci vedi male da vici­no, si tratta di una miopia se hai problemi a vedere da lonta­no oppure si tratta di astigmatismo se non metti bene a fuoco l’ immagine.

In molti casi il difetto della vista è già esistente, ma la persona non se ne accorge subito perché, soprattutto quando mancano poche diottrie ad un occhio solo, interviene l’ occhio “sano” a com­pensare la visione scorretta.

Altre cause dei disturbi della vista possono essere anche la pressione bassa e l’ anemia. Le persone con più di 40 anni, spesso diventano presbiti (non riescono più a leg­gere i caratteri piccoli) o, più raramente, potrebbe esserci un inizio di cataratta, cioè l’ opacizzazione del cristallino. La possibilità che sia un problema davvero grave (forme tumorali dei nervi ottici) è inferiore all’ 1% dei casi.

In tutti i casi in cui si verificano difetti della vista è bene eseguire subito una visita oculistica che misuri anche la pressione oculare. Per la salute degli occhi e per la salute generale, è inoltre bene fare anche gli esami del sangue (per l’ anemia) e misurare la pressione.

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Mal di testa improvviso: sintomi emicrania e cura. Cefalea e mal di testa. Gli esami medici per la diagnosi

Se di colpo avverti un gran mal di testa con sintomi come una fitta improvvisa alla testa (da un lato o da entrambi del capo), seguita da un dolore pulsante, in 9 casi su dieci si tratta di emicrania: un tipo di mal di testa abbastanza diffuso (ne soffre circa il 10% della popolazione, soprattutto donne).

Il mal di testa può essere scatenato da uno squilibrio ormonale; l’ emicrania può colpire un lato o entrambi i lati del capo. È anche vero che un dolore acuto può segnalare in alcuni casi un problema più grave, come l’ ictus o un tumore al cervello, ma sono casi davvero rari.

In caso di attacchi di emicrania (mal di testa improvviso) abbastanza ricorrenti, è bene rivolgersi al medico per una diagnosi dell’ emicrania. Il medico può prescrivere farmaci specifici per la cura di questo tipo di cefalea; il medico può anche prescrivere degli esami clinici per escludere altre “complicazioni” (come tac e risonanza magnetica). Attenzione però: se l’ emicrania è seguita ad un colpo in testa recente, anche lieve, è bene in questo caso andare subito al Pronto Soccorso perchè potrebbe trattarsi di un’ iniziale emorragia da trauma.

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Cause infertilità maschile (sterilità nell’ uomo), diagnosi e cura. Malattie a trasmissione sessuale non curate

Quando si parla di fertilità, anche l’ uomo deve fare i conti con gli anni che passano. L’ età infatti influisce negativamente anche sulla capacità riproduttiva maschile: anche l’ uomo ha il suo orologio biologico. Con il passare degli anni diminuisce anche la capacità riproduttiva maschile: infezioni trascurate, inquinamento, alimentazione errata e stress sono le cause principali dell’ infertilità dell’ uomo.
L’ orologio biologico esiste anche per gli uomini, non sono solo le donne ad avere maggiori problemi di fertilità con gli anni: anche la capacità riproduttiva degli uomini diminuisce con il passare del tempo. Esiste un “fattore età” maschile: la fertilità di un ragazzo di 25 anni non è uguale a quella di un uomo di 50 anni. E questo influisce molto quando la coppia cerca un figlio in età adulta, soprattutto oggi, quando anche gli uomini tendono a rinviare la data della paternità anteponendo studio e lavoro. La fertilità maschile, pur essendo più longeva rispetto a quella della donna, è però influenzata negativamente da fattori esterni e interni: infezioni trascurate, alimentazione scorretta, inquinamento ambientale e stress diminuiscono le capacità riproduttive dell’ uomo e possono portare all’ infertilità maschile. Fino a una ventina di anni fa, in caso di infertilità di coppia ci si concentrava prettamente sullo stato di salute riproduttiva della donna, mentre oggi a finire sotto esame è anche l’ uomo. Secondo l’ Organizzazione Mondiale della Sanità le cause dell’ infertilità di coppia riguardano sia l’ uomo che la donna, ed oggi si registriamo maggiori problematiche maschili.
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Rimedi omeopatici contro tendiniti e distorsioni per chi pratica jogging. L’ omeopatia per i traumi sportivi

Andando spesso a correre e praticando jogging in modo costante, distorsioni e tendiniti sono incidenti frequenti. I rimedi omeopatici sono efficaci anche in questi casi di natura traumatica e spesso permettono di evitare gli antinfiammatori e i loro effetti collaterali (come i disturbi all’ apparato digerente). I rimedi omeopatici agiscono sul dolore in caso di distorsioni e tendinite (il cosiddetto “tendine d’ Achille”, cioè l’ infiammazione del tendine è frequente in chi pratica la corsa e il jogging all’ aperto). I rimedi dell’ omeopatia inoltre miglio­rano la resistenza alla fatica e permetto­no una ripresa veloce dopo l’ allenamento. Il più utile rimedio omeopatico per le tendiniti è Ruta Graveolens 5CH: la dose consigliata è di 5 granu­li 4 volte al giorno nella fase acuta del trauma, caratterizzata da dolore e tendini con­tratti. Il Rhus Toxicodendron 15CH, alle stesse dosi, è invece un rimedio omeopatico che si usa dopo una distorsione con dolore anche a riposo.
Arnica 5CH riduce infiammazioni ed ematomi: è un pronto soccorso omeopatico utile per tutti i traumi sportivi, ne vanno assunti 5 granuli ogni ora, diradando finché si sta meglio. In farmacia si trovano questi rimedi omeopatici anche in pomata oltre che in granuli.

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Rimedi omeopatici: le terapie di cura dell’ omeopatia per la dermatite allergica da contatto. Pomate e granuli

Quando la pelle delle mani improvvisamente si infiamma, brucia e presenta arrossamenti e screpolature, probabilmente si tratta di dermatite allergica da contatto. Le mani, infatti, sono esposte di continuo agli allergeni contenuti in tanti prodotti di uso comune e quotidiano, tra cui detersi­vi, tinture, guanti in lattice, prodotti cosmetici e profumi. Per una dia­gnosi corretta occorre fare un patch test epicutaneo prescritto dal medico. Le terapie di cura omeopatiche possono essere molto efficaci per la dermatite allergica da contatto. Le terapie omeopatiche agiscono direttamente sul sintomo della dermatite da contatto, grazie a rimedi scelti in base all’ aspetto delle lesioni e degli arrossamenti.

Tra i rimedi omeopatici per la dermatite allergica da contatto, Petroleum e Pix Liquida sono utili in caso di irritazioni con tagli, Rhus Toxicondendron è invece un rimedio omeopatico utile se c’è anche pru­rito. Questi rimedi omeopatici si somministrano alla 5-7 CH, con una dose di 3 gra­nuli da assumere da 2 a 3 volte al giorno. Per lenire l’ ir­ritazione dovuta alla dermatite allergica da contatto, sono anche efficaci creme a base di sostanze naturali omeopatiche antinfiammatorie come Cardiospermum, Neem oppure la pomata al Rescue Remedy.

In caso di dermatite allergica da contatto è bene quindi eseguire il patch test cutaneo presso un allergologo in modo da individuare la sostanza che provoca la reazione allergica. Dopo la diagnosi medica, è possibile anche consultare un medico omeopata per iniziare una terapia di cura.

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