Cause scarsa salivazione-bocca secca: diabete, sindrome di Sjogren, parotite, sintomo di calcoli

Soprattutto gli anziani e le donne dopo i 50 anni hanno il problema della bocca secca: scarsa salivazione (iposcialia), che in alcuni casi può evolvere in xerostomia, cioè in una vera e propria secchezza delle fauci.

Dato che però il disturbo non è così fastidioso da compromettere le normali attività quotidiane, la maggior parte delle persone lo trascura. Questo è un errore, perché la saliva contiene enzimi disinfettanti come il lisozima, sostanze antivirali e immunoglobuline che svolgono un’efficace azione protettiva della bocca, preservandola dalla carie e da altre infezioni.

A meno che non si tratti di un problema transitorio, dovuto per esempio ad una scarsa idratazione, se la sensazione di avere la bocca secca persiste da una settimana-10 giorni è bene quindi andare dal medico per verificare la causa del problema.

Bocca asciutta: cause della scarsa salivazione

A volte una scarsa salivazione può dipendere semplicemente da una ridotta idratazione, dall’ ansia e dallo stress, dall’ abitudine di dormire a bocca aperta, tipica dei forti russatori e di chi ha il setto nasale deviato.

In questi casi bisogna innanzitutto bere ogni giorno un litro e mezzo-due litri d’ acqua naturale, utilizzare un umidificatore nella stanza da letto, seguire una scrupolosa igiene orale e sottoporsi a visite periodiche dal dentista per la pulizia del tartaro.
Inoltre occorre ricordare che le sigarette e i superalcolici danneggiano la mucosa della bocca con la loro azione ustionante bloccando la salivazione: smettere di fumare ed evitare di bere superalcolici è di sicuro un grande aiuto.

Bocca secca e sindrome di Sjogren

Quando la secchezza delle fauci è accompagnata da scarsa lacrimazione e da gonfiore delle ghiandole salivari, può trattarsi di sindrome di Sjogren.
Nella sua forma primaria (detta “sicca”) questa malattia autoimmune è caratterizzata da un’ infiltrazione di globuli bianchi nelle ghiandole salivari e lacrimali che altera qualitativamente e quantitativamente la produzione di saliva e lacrime.

La forma secondaria della malattia invece si distingue perché è associata ad altre malattie autoimmuni, provocate cioè da una reazione anomala delle difese naturali che erroneamente attaccano organi e tessuti, come l’ artrite reumatoide, il lupus eritematoso sistemico, la sclerodermia.
In particolare, sul lupus eritematoso sistemico trovate ulteriori informazioni in questo articolo correlato (cliccate sul link qui di seguito): Sintomi lupus eritematoso sistemico-Eritema, macchie violacee pelle

Per alleviare la secchezza della bocca si può ricorrere a gel specifici da applicare una o due volte al giorno oppure, se le ghiandole salivari non sono troppo danneggiate, il medico può prescrivere compresse di pilocarpina che stimola la secrezione di saliva: cinque mg quattro volte al giorno per almeno tre mesi.
Nelle forme secondarie della malattia può essere necessario assumere cortisonici per bocca.

Quando la bocca secca è sintomo di un calcolo

Un gonfiore improvviso alle ghiandole salivari, accompagnato da bocca secca e violenti dolori quando si mastica, deve far sospettare la presenza di calcoli.
Quando raggiungono grandi dimensioni, i calcoli possono ostruire i dotti salivari, per cui la saliva non riesce ad arrivare alla bocca.
Un esame medico chiamato scialografia stabilisce la localizzazione dei calcoli, poi il medico decide se asportarli in anestesia locale.

Bocca secca: quando la colpa è dei farmaci

Sono più di 600 i medicinali che tra gli effetti collaterali hanno la secchezza delle fauci.
Primi tra tutti gli antidepressivi, specialmente i triciclici e gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (Ssri), a causa della loro azione che blocca la funzione delle ghiandole esocrine e quindi anche la salivazione.

Poi ci sono gli antipertensivi, i betabloccanti, i diuretici, gli ansiolitici, gli antipsicotici, solo per citare i più comuni.
Poiché spesso si tratta di farmaci salvavita, non è possibile sospenderne l’uso. Se il fastidio è serio, occorre parlarne con il medico per stabilire se modificare la dose del medicinale o il farmaco stesso.

Quando la bocca secca è causata dalla parotite: gli “orecchioni”

Un’ altra causa della bocca secca è l’ infiammazione delle ghiandole salivari, cioè la parotite, nota a tutti come “orecchioni”.
Di origine virale e molto contagiosa, questa malattia può colpire a qualunque età, anche se i più esposti sono i bambini e i ragazzi tra i cinque e i 15 anni.

Altri sintomi tipici sono la febbre, il dolore e la tumefazione delle ghiandole salivari. La guarigione avviene spontaneamente in un paio di settimane anche se, per attenuare il dolore, possono essere d’aiuto analgesici come l’ ibuprofene o il parocetamolo.

In Italia è raccomandato il vaccino combinato contro morbillo, parotite e rosolia (MPR), da somministrare tra i 12 e i 15 mesi d’ età con un richiamo a cinque-sei anni.

Bocca secca e diabete di tipo 1

La produzione di saliva può essere molto ridotta nel diabete di tipo 1 (quello insulino-dipendente) non ben curato. Attenzione anche agli altri sintomi, come arsura in bocca, desiderio continuo di bere, urinazione molto frequente e forte dimagrimento immotivato.

Più a rischio di ammalarsi di diabete di tipo 1 sono i giovani, coloro che hanno altri casi in famiglia e una glicemia a digiuno superiore ai 126 mg/dl. Nella maggior parte dei casi è necessaria la terapia sostituiva insulinica, che consiste in iniezioni quotidiane da praticare sottocute a base di insulina, l’ ormone che controlla la quantità di zucchero nel sangue e che in caso di diabete di tipo 1 non viene più prodotto dal pancreas.
Per alleviare il fastidio della bocca secca, il medico può consigliare un sostituto artificiale della saliva.
Trovate maggiori informazioni sul diabete di tipo 1 in questo articolo correlato (cliccate sul link qui di seguito): Diabete di Tipo 1-Diabete di Tipo 2





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