Cesareo: cicatrice ipertrofica o cheloide

La cicatrice sulla pancia appare alla neo-mamma che ha subito un cesareo. Nelle prime settimane dopo il parto, tra la gioia del lieto evento e le poppate, l’ esito della cicatrice del cesareo è l’ultimo dei problemi.
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Ma poi, quando la pelle della pancia comincia a dare prurito e la sottile cicatrice del taglio cesareo diventa come un filo rosso in rilievo, arrivano i primi dubbi di tipo estetico: come eliminare la cicatrice del cesareo? E soprattutto, come evitare la formazione di una cicatrice ipertrofica o di un cheloide?
Ecco cosa fare.

Cicatrice ipertrofica e cheloide dopo il cesareo

Le cicatrici possono diventare ipertrofiche: bianche, fibrose e leggermente in rilievo.
Oppure possono formarsi dei cheloidi: antiestetici e tortuosi “cordoncini” color vinaccia che straripano dai bordi della cicatrice in larghezza, lunghezza e spessore. La formazione di cheloidi dipende dalla qualità della pelle ed è determinata da fattori genetici: ereditarietà trasmessa di madre in figlia.

In linea generale, sia le cicatrici ipertrofiche sia i cheloidi sono la spia di una cicatrizzazione avvenuta in modo “eccessivo”, che cioè si è spinta oltre la riparazione normale. È perciò difficile, per un dermatologo o per un chirurgo, prevedere come evolverà una cicatrice da cesareo.
Si può però condizionare e favorire il processo di cicatrizzazione, in modo da evitare la formazione di una cicatrice ipertrofica o di un cheloide.

Dopo il cesareo cosa fare per la cicatrice?

La prima cosa da fare, appena rimossi i punti del cesareo, è cercare di distendere i margini della ferita. Per ottenere questo risultato, è consigliata l’ applicazione “a ponte” (cioè in modo perpendicolare al taglio) di tanti mini-cerotti di carta già pronti per l’uso: si acquistano in farmacia e si usano, in genere, per unire i margini delle ferite dei bambini.
I mini-cerotti vanno posti sulla cicatrice del cesareo a distanza di circa un centimetro l’uno dall’altro e vanno cambiati tutti i giorni, dopo la doccia. Si tratta di un lavoro meticoloso (ma necessario) da eseguire per le prime due settimane dopo il cesareo.

Quando, dopo i primi tempi, la cicatrice del cesareo inizia a formarsi, è bene sostituire i mini-cerotti con un cerotto unico di carta ritagliato da un rotolo simile ad un nastro adesivo, nella misura richiesta dall’estensione del segno.
Questo “bendaggio” va applicato orizzontalmente lungo tutto il taglio del cesareo, in modo da esercitare un’impercettibile ma costante azione meccanica di contenimento, evitando così che la cicatrice (in via di formazione) debordi e si sollevi verso l’alto. Il cerotto si compra sempre in farmacia e va mantenuto per 3 mesi, ma solo durante il giorno.
Di notte invece è consigliabile toglierlo
(anche per far respirare la pelle) e applicare un gel specifico studiato proprio per prevenire la formazione di cheloidi e di cicatrici ipertrofiche.

A proposito di gel, vanno applicati soprattutto quando si verifica uno dei seguenti casi:

  • la cicatrice del cesareo è molto rossa, quasi viola;
  • la cicatrice del cesareo prude molto;
  • la cicatrice del cesareo è ruvida al tatto e tende ad allargarsi.

In questi casi è bene andare in farmacia e richiedere un gel specifico.


Esistono vari tipi di prodotti fra i quali puoi scegliere. I gel più efficaci sono di due tipi: quelli a base di estratto di cipolla (indicato come cepae extract) e quelli a base di silicone.
L’estratto di cipolla veniva usato dagli Apache per favorire una rapida cicatrizzazione delle ferite, la sua efficacia sta infatti in un fitocomplesso in grado di normalizzare i processi di cicatrizzazione, evitando la formazione di irregolarità.
I gel a base di silicone formano sulla superficie esterna della cicatrice un invisibile strato che evita l’evaporazione dell’acqua dai tessuti; questo aiuta ad appianare la cicatrice, a renderla più morbida e levigata.
Questi gel presentano diversi vantaggi: non ungono, si assorbono subito e lasciano la pelle vellutata. L’importante è massaggiarli tutte le sere, per almeno 6-8 mesi.
Il massaggio fa la differenza: non basta mettere tutte le sere il gel anti-cheloidi, bisogna avere la pazienza di massaggiarlo per almeno 3 minuti, fino a completo assorbimento.
I costi medi di questi prodotti variano dai 14 ai 30 euro.

Per le più “pigre”, che non vogliono massaggiare la cicatrice tutti i giorni, c’è una novità: sempre in farmacia, si trovano speciali lamine trasparenti di gel all’olio di silicone e vitamina E, da ritagliare della grandezza della cicatrice e da applicare per diversi mesi tutte le notti. Agendo “in automatico”, le lamine rilasciando gradualmente l’olio di silicone riparatore, insieme alla vitamina E antiossidante.

Trattamenti laser per la cicatrice da cesareo

Se nonostante tutte queste accortezze non si riesce ad ottenere il risultato voluto, c’è il laser.
Contro i “cordoncini” duri, rossi e fibrosi (i cheloidi), il dermatologo può eseguire 4 sedute di laser vascolare a distanza di un mese. Il più indicato è il Dye-laser, che “elimina” il rosso dell’emoglobina e, grazie allo shock termico, riduce anche le irregolarità della cicatrice, modellandola dall’interno.
Il costo del trattamento laser va da 250 euro a seduta.

Anche per le cicatrici di vecchia data (tagli cesarei di 5 o più anni fa) viene usato il laser vascolare. Di solito bastano 4 sedute di trattamento, una ogni 15 giorni. Il laser vascolare viene inoltre potenziato da infiltrazioni di triamcinolone acetonide: un derivato del cortisone che viene instillato con un ago nella cicatrice per “sciogliere” il groviglio di fibre.
Qual’è il risultato finale? La cicatrice rimane, ma appare molto più liscia, chiara e sottile.

Cicatrice da taglio cesareo: rimedi naturali omeopatici

Usa i rimedi omeopatici da assumere in gocce: sono indicati come ulteriore aiuto in caso di taglio cesareo. Ecco quali sono i più adatti e come utilizzarli in modo efficace.

Arnica: riduce il dolore della ferita da cesareo

Il taglio cesareo è sempre un trauma per i tessuti. Per prevenire il rischio di ematomi, ridurre il dolore della ferita e aiutare la pelle a superare il trauma, c’è un rimedio omeopatico: Arnica 1000 K.
Come prevenzione, è bene assumere 5 gocce sotto la lingua tre volte al giorno, un giorno prima dell’intervento e per la settimana successiva.

Staphysagria: previene la formazione di cicatrice ipertrofica o cheloide

È una pianta da usare quando inizia la cicatrizzazione. Staphysagria 1000 K è un rimedio omeopatico disponibile sempre in gocce: ne vanno assunte 5 gocce sotto la lingua, una volta al giorno, un mese dopo il cesareo per due settimane. Serve a contrastare una cicatrizzazione eccessiva (previene la formazione di cicatrice ipertrofica o cheloide).

Grafite: efficace contro i cheloidi recenti o di vecchia data

Graphytes 1000 K è un rimedio omeopatico ricavato dal mondo minerale, efficace sia contro i cheloidi recenti che contro quelli di vecchia data. Ne vanno assunte cinque gocce una volta al giorno per tre settimane.





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