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L’ artrosi è una malattia reumatica che porta alla progressiva distruzione della cartilagine di molte articolazioni: quando la cartilagine si deteriora, l’ attrito tra le ossa provoca dolore.

I sintomi tipici dell’ artrosi sono le giunture che scricchiolano, fanno male, perdono la loro funzionalità.
Spesso questo processo è silente: i doloretti iniziali vengono trascurati o curati saltuariamente con qualche farmaco. Invece si può ricorrere a medicinali e terapie fisiche per combattere i sintomi dell’ artrosi ed evitare che la malattia avanzi.

Cause dell’ artrosi: obesità, traumi e fratture, diabete e gotta

L’ artrosi è una malattia reumatica dovuta alla degenerazione della cartilagine delle articolazioni, il tessuto che serve per ammortizzare gli urti tra un osso e l’ altro.
L’ invecchiamento non è la causa più importante dell’ artrosi, come si tende a credere, e nemmeno il freddo: queste condizioni, infatti, possono solo peggiorare problemi già esistenti.
Tra le cause principali dell’ artrosi ci sono invece:
- l’ obesità, che sottopone le articolazioni a uno sforzo innaturale;
- i microtraumi, dovuti ad attività fisiche molto impegnative per l’ apparato scheletrico;
- i traumi e le fratture, se non curati adeguatamente;
- le alterazioni di metabolismo, come il diabete o la gotta.

Cura dell’ artrosi

Oggi esistono diversi trattamenti fisici per la cura dell’ artrosi. Tuttavia, per quanto utili, queste cure non sostituiscono i farmaci, ma possono soltanto affiancarli.
I trattamenti contribuiscono a migliorare la vita del malato perché riducono il dolore e la contrattura muscolare, rendendo più sciolti i movimenti.

Farmaci

Per ridurre il dolore dovuto all’ artrosi possono essere utili gli analgesici: il paracetamolo, gli antinfiammatori non cortisonici, come i Fans e i Coxib. L’ uso del cortisone è invece riservato a casi specifici e selezionati, eventualmente da iniettare nell’ articolazione stessa. Di una certa utilità sono anche i condroprotettori (sostanze che hanno un’ azione ricostituente sulla cartilagine) e l’ acido ialuronico (che ha proprietà antinfiammatorie e lubrificanti) da iniettare nelle giunture.

La marconiterapia per artrosi alle anche, al ginocchio, cervicale e lombare

Alla zona malata viene indirizzata una certa dose di onde elettromagnetiche. Sotto questo impulso, i tessuti liberano un calore che riduce le contratture muscolari, facendo diminuire l’ intensità del dolore. Il numero di applicazioni, della durata di 20 minuti ciascuna, varia da 15 a 20. La marconiterapia è molto utile quando l’ artrosi alle anche e al ginocchio provoca molto dolore. E’ consigliata anche per la cura della forma cervicale e lombare di artrosi. Questo trattamento è controindicato in caso di infiammazioni e osteoporosi, alle donne in gravidanza e ai portatori di pacemaker.

La radarterapia per le forme di artrosi più superficiali

Grazie all’ azione della corrente elettrica a onde cortissime, la radarterapia scioglie le contratture muscolari, perché i tessuti della parte malata liberano calore. Per ottenere buoni risultati sono necessarie 10-15 sedute, della durata di 6-12 minuti ciascuna. Questa metodica va bene per le forme di artrosi più superficiali, mentre è sconsigliata alle persone che soffrono di infiammazioni, emorragie e osteoporosi.

L’ ipertermia per artrosi dovute a sovraccarico delle articolazioni o a traumi

La parte colpita viene scaldata con un apparecchio a onde elettromagnetiche e mantenuta a una temperatura di 37°C per stimolare il rinnovamento dei tessuti ed eliminare le cellule danneggiate. Il ciclo completo comprende 10 sedute, di 30 minuti ciascuna, da ripetere dopo 72 ore. L’ ipertermia determina benefici nelle artrosi dovute a sovraccarico delle articolazioni o a traumi, accompagnate da dolore. Non si deve ricorrere a questa tecnica se è presente un’ infiammazione. L’ ipertermia è sconsigliata anche ai portatori di pacemaker, alle donne in gravidanza e ai malati di diabete.

Gli ultrasuoni per artrosi alle caviglie, alle mani e al gomito

Le onde sonore utilizzate con questa tecnica servono per eseguire micromassaggi o per produrre un surriscaldamento dell’ area da trattare. Quando gli ultrasuoni vengono usati a diretto contatto della parte interessata dall’ artrosi, viene prima spalmata una sostanza grassa. Invece, a contatto indiretto, la zona da trattare viene immersa in una vasca piena di liquido. Sono sufficienti 10-15 sedute della durata di 5-8 minuti ciascuna, da fare tutti i giorni. Gli ultrasuoni sono indicati soprattutto per chi soffre di artrosi alle caviglie, alle mani e al gomito. E’ meglio non utilizzare questa tecnica in caso di problemi come osteoporosi, tumori, tromboflebiti e trombosi.

La ionoforesi per artrosi superficiale con infiammazione

Sulla parte malata vengono applicate piccole placche di metallo imbevute di un farmaco antinfiammatorio. Grazie all’ azione della corrente elettrica, che viene fatta passare attraverso queste placche, il farmaco penetra più in profondità. Ogni seduta dura 30 minuti e ne servono almeno 10. Traggono giovamento dalla ionoforesi le persone che hanno un’ artrosi superficiale, peggiorata dalla presenza di un’ infiammazione. Questa cura va assolutamente evitata quando si è allergici ai farmaci antinfiammatori o si hanno malattie della pelle.

L’ elettroterapia per tutte le forme molto dolorose di artrosi

Sfruttando diversi tipi di corrente elettrica, questa tecnica serve al malato per sopportare meglio il dolore e per evitare le contratture muscolari che ne fanno aumentare l’ intensità. Ogni seduta dura dai 20 ai 30 minuti e sono necessari almeno 10 trattamenti. L’ elettroterapia è utile in tutte le forme molto dolorose di artrosi. Va evitata quando è presente un’ ipersensibilità o una sofferenza neurologica della zona da trattare, come parestesie o paralisi. È vietata anche ai portatori di pacemaker.

Regole utili da seguire per prevenire l’ artrosi

Alcune semplici norme di comportamento possono prevenire o ritardare l’ artrosi e, quando la malattia ha già fatto la sua comparsa, aiutano a ridurre il disagio.

Fare attività fisica costante

Per mantenere efficiente l’ articolazione, è utile praticare un’ attività fisica moderata ma costante, da fare almeno tre volte alla settimana per 30-60 minuti. Le discipline migliori sono il nuoto, la bicicletta, la bici da camera (cyclette) o il semplice camminare (all’ aperto o sul tapis roulant). In caso di artrosi sono da evitare gli sport che caricano le articolazioni, come l’ equitazione, il tennis, la corsa o lo sci.

Mantenere il peso-forma

Per contrastare la malattia, occorre tenere sotto controllo il peso e combattere l’ obesità, uno dei maggiori fattori di rischio per questa malattia. In particolare, chi soffre di artrosi alla colonna vertebrale o agli arti inferiori ed è in sovrappeso, deve dimagrire e mantenere il peso su valori accettabili.

Evitare di compiere sforzi eccessivi

Non portare pesi importanti, come le borse della spesa strapiene, e cercare di non piegarsi in avanti flettendo il busto. Raccogliere gli oggetti da terra piegando le ginocchia e tenendo il busto eretto.

Dormire su materassi rigidi

È bene scegliere di dormire su materassi rigidi, per evitare di prendere posizioni sbagliate durante il sonno che possono compromettere ulteriormente le articolazioni. Anche i cuscini troppo alti sono a rischio, perché peggiorano lo stato di salute della zona cervicale.

Correggere per tempo la scoliosi e i difetti di postura

Assumere atteggiamenti scorretti mentre si lavora o si studia è una concausa importante di artrosi. Meglio quindi intervenire con la ginnastica correttiva, la fisioterapia e, se necessario, con l’ aiuto di busti o di corsetti.





Una risposta

  1. Francesca Di Marco scrive:

    L’ articolo sull’ artrosi è chiaro ed esaustivo. Grazie. Francesca

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