II virus dell’ Hiv miete ancora vittime, non solo in Africa ma anche a casa nostra e nei nostri “letti”.
L’ Aids c’è e si continua a diffondere anche nei Paesi Occidentali, compiici i “tradimenti di una notte” e la superficialità di tanti uomini “sani” che non usano precauzioni e preservativo. Sono infatti sempre più gli uomini eterosessuali “insospettabili” a contrarre il contagio del virus dell’ Hiv. Oggi l’ Aids non è un problema da “terzo mondo”, o confinato solo a chi si droga, come invece molti pensano in modo superficiale. La realtà è ben diversa.
In Italia i sieropositivi che hanno contratto il virus dell’ Hiv sono concentrati per un terzo in Lombardia (metà a Milano). Si intende per sieropositivi coloro che hanno contratto il virus Hiv ma che non hanno ancora sviluppato la malattia dell’ Aids. Le persone che hanno contratto il virus dell’ Hiv non hanno sintomi, ma sono in grado di trasmettere il virus agli altri. E gli uomini infetti dal virus dell’ Hiv in Italia sono il doppio delle donne.
I NUOVI SIEROPOSITIVI COL VIRUS DELL’ HIV: MANAGER E RAGAZZINI CHE NON USANO IL PRESERVATIVO (“scappatelle” e tradimenti)
Ma chi sono i nuovi sieropositivi che contraggono il virus dell’ Hiv ? Sono persone “normali”, eterosessuali e “insospettabili”: il manager e il ragazzino alle prime armi. Il 50% dei casi di Hiv in Italia riguarda uomini di 40-50 anni che, viaggiando spesso per lavoro, si concedono una “scappatella”. Oppure si tratta di ragazzini alle prime armi, che non vogliono usare il preservativo perché crea “difficoltà”. Queste persone hanno una cosa in comune: credono che le donne con cui hanno rapporti sessuali non protetti siano automaticamente sane. Come può infatti una bella ragazza, che ha un lavoro normale o che condivide lo stesso ambiente sociale essere malata ? Così come si pensa (erroneamente e superficialmente) che fare sesso occasionale solo per una volta senza preservativo, non necessariamente porti ad un contagio per Hiv.
E così queste persone tornano a casa, non fanno quasi mai il test per l’ Hiv (quello rapido dà il responso in poche ore ed è proposto in molti laboratori) e spesso contagiano le partner completamente ignare delle “scappatelle”.
IL VIRUS DELL’ HIV è INIZIALMENTE ASINTOMATICO: OCCORRE IL TEST.
I SINTOMI DELL’ AIDS E LE CURE
Allora come riconoscere i primi sintomi dell’ Hiv e cosa fare subito ?
Il problema sta nel fatto che chi è sieropositivo (ha cioè contratto il virus dell’ Hiv) sviluppa i primi sintomi della malattia anche dopo anni dal contagio. Inizialmente quindi non ci sono sintomi visibili: quando si è sieropositivi non ci si ammala di più, non si prendono più influenze o infezioni degli altri, e non si hanno i segni tipici della malattia. I sintomi veri e propri dell’ Aids sono un iniziale calo delle forze, la febbricola che non passa, inappetenza, dimagrimento e macchie sulla pelle. Ma quando appaiono questi sintomi è già tardi: è vero che chi ha il virus dell’ Hiv oggi può vivere fino a 80 anni, ma a patto che la terapia con gli antivirali (ora con pochi effetti collaterali e in 2-3 pillole) inizi presto, affinchè il sistema immunitario tenga sotto controllo il virus.
Come prevenzione dal virus dell’ Hiv e dall’ Aids c’è solo l’ uso del preservativo e, di questi tempi, la fedeltà !

salve. vi scrivo per chiedere un consulto sul contagio da HIV. non ho mai avuto a che fare con questa problematica e quindi sono molto ignorante in materia. Ho letto un pò di notizie su internet ma sono ugualmente confuso (se non più di prima…). Pertanto vi chiedo di perdonarmi in partenza… ho avuto tre mesi fa un contatto con una ragazza straniera e non conoscendo il suo stato di salute la cosa mi allarma… non ho avuto un rapporto completo nel senso stretto. Il contatto da parte mia è stato con le dita, non ho grosse ferite sanguinanti ma mi mangio spesso le unghie e qualche pellicina intorno alle dita è sollevata… ora non so cosa fare… Il dubbio che ho è che un dito, che non so se potrebbe essere venuto a contatto con il secreto vaginale di lei, aveva una pellicina sollevata del giorno prima. più tardi ho notato però che l’ abrasione era fresca. L’ unghia era un pò striata di rosso (forse era uscito un pò di sangue)… Ripeto, non penso di aver usato quel dito, ma non ne sono completamente sicuro. Ed è questo che mi angoscia… non so quando si è riaperta l’ abrasione. se dopo o durante “il contatto”… ho paura che nonostante io non abbia avuto un rapporto completo possa aver contratto il virus dell’ HIV… voi cosa mi dite, devo fare il test? o posso stare tranquillo e dimenticare l’ accaduto con la promessa di non ripeterlo più ? sono un donatore di sangue e alla donazione di febbraio risultavo HIV 1 e 2 negativo…
grazie per la pazienza e scusatemi ancora…
E’ difficile che tu abbia contratto il virus dell’ HIV senza un rapporto sessuale completo non protetto. Il virus dell’ Hiv è presente nel sangue, nel liquido pre-eiaculatorio, nello sperma e nelle secrezioni vaginali. Il virus dell’ HIV si trasmette quindi attraverso:
- sangue infetto (con stretto e diretto contatto tra ferite aperte e sanguinanti)
- rapporti sessuali non protetti dal preservativo (rapporti vaginali, anali, orogenitali) con persone affette da Hiv
Con le stessa modalità è possibile la trasmissione sia dell’ HIV che di altri virus tra i quali quelli responsabili dell’ epatite B e C.
La trasmissione sessuale del virus dell’ HIV (rapporti sessuali non protetti) è la modalità di trasmissione più diffusa dell’ infezione da HIV. La trasmissione del virus avviene attraverso il contatto tra liquidi biologici infetti (secrezioni vaginali, liquido pre-eiaculatorio, sperma, sangue) e mucose (anche integre) durante i rapporti sessuali. Ovviamente tutte le pratiche sessuali che favoriscano traumi o lesioni delle mucose possono provocare un aumento del rischio di trasmissione dell’ HIV.
I rapporti sessuali non protetti possono essere causa di trasmissione non solo dell’ HIV. Esistono, infatti, oltre 30 malattie sessualmente trasmissibili.
Anche se non hai avuto un rapporto sessuale completo a rischio, è bene comunque effettuare il Test per l’ Hiv ed eventuali altri test (come ad esempio il test della mononucleosi, la cosiddetta “malattia del bacio” che si trasmette con la saliva) per valutare il tuo stato di salute. Nei rapporti a rischio con persone sconosciute non esiste solo l’ Hiv. Inoltre, non donare il sangue fnchè non sei perfettamente sicuro del tuo stato di salute: puoi mettere a rischio la salute di altre persone. “Dimenticare l’ accaduto” senza fare i dovuti accertamenti è un atto di forte irresponsabilità sia nei tuoi confronti che nei confronti delle persone che ti vivono accanto, tanto più nel tuo caso dato che sei un donatore di sangue !
Dimenticare non vuol dire certamente mettere una pietra sopra e fare finta di nulla… Ho contattato (quando è accaduto) il centro trasfusionale e dovrei richiamarli domani… Proprio perchè voglio essere tranquillo al 100%. Per me e per la donazione di sangue… comunque vi ringrazio per la cortese, celere e dettagliata risposta !
salve, un anno fa ho fatto sesso con una prostituta, ho usato il preservativo nel momento in cui l’ ho fatto, però finito il rapporto il preservativo stava a metà del pene… che devo fare ? fatemi sapere se devo fare il test dell’ hiv oppure no.
Se hai avuto un rapporto a rischio, come nel tuo caso, è sempre bene eseguire il test dell’ hiv in caso di dubbio. Certamente se il preservativo non si è rotto, non ci sono probabilità di contagio da hiv. Ma dato che a distanza di un anno dal rapporto a rischio hai ancora dei dubbi, è bene per la tua tranquillità, per la tua salute e per la salute di chi ti sta vicino effetuare comunque il test dell’ hiv per avere la certezza assoluta di non aver contratto il virus.
Salve, sono un ragazzo di 28 che per la prima volta si è trovato in una situazione di rapporto con un altro uomo… e spinto dalla curiosità di provare si è concesso… quella sera risale a due mesi fa, ma le cose certe sono:
1- sono stato un idiota a non usare il preservativo per quel poco di tempo che sono entrato in lui, anche se non credo di essere entrato completemente anche data l’ ansia del momento, per me era comunque una cosa nuova
2- alla fine del rapporto lui non so se di prorposito o perchè ormai c’ era, mi ha eiaculato in bocca.
Gli ho chiesto subito dopo perchè lo avesse fatto e se ero tranquillo della sua condizione di salute, e mi ha risposto che potevo stare tranquillo perchè le ultime sue analisi erano negative ! Purtroppo qualche giorno fa, risentendoci tramite sms mi ha detto che per alcuni motivi seri non poteva più partire per un viaggio che aveva programmato da tempo… e lì mi è venuta l’ angoscia a 10000 perchè ho immaginato che avesse saputo o avuto esito positivo dalle analisi… è solo un mio film mentale… ma fatto sta che da quel giorno è proprio sparito e non mi risponde più agli sms… Così ora vivo nel terrore che abbia potuto avere lui questo esito positivo e io di conseguenza me lo aspetto tra 4 mesi ormai… Ci sono esami o test che anche se fatti prima dei sei mesi diano un risultato in qualche modo “utile” a sapere se si è contratto o meno l’ hiv ? non credo di riuscire a vivere con questo peso per altri 4 mesi… Sono del tutto ignorante in materia di hiv e aids… e come tanti credevo che non mi avrebbe toccato mai…
Aiutatemi vi prego ! GRAZIE
Salve Diego, come scritto anchre sopra nell’ articolo, il test per l’ Hiv (quello rapido) dà il responso in poche ore ed è proposto in molti laboratori. Dato che nel tuo caso il potenziale rischio di contagio da Hiv-Aids è elevato (hai avuto un rapporto sessuale completo a rischio non protetto, senza l’ uso del preservativo), il consiglio è senz’ altro quello di eseguire immediatamente il test per l’ Hiv. Come già risposto anche nei commenti sopra, il virus dell’ Hiv è presente nel sangue, nel liquido pre-eiaculatorio, nello sperma. Il virus dell’ HIV si trasmette attraverso rapporti sessuali non protetti dal preservativo (anche con rapporti anali e orogenitali) con persone affette da Hiv. Con le stessa modalità è possibile la trasmissione sia dell’ HIV che di altri virus tra i quali quelli responsabili dell’ epatite B e C. I rapporti sessuali non protetti possono essere causa di trasmissione non solo dell’ HIV, esistono infatti oltre 30 malattie sessualmente trasmissibili. E’ bene quindi per la tua salute e per quella di chi ti sta vicino che tu esegua subito il test per l’ Hiv e che tu faccia tutti gli accertamenti medici per valutare il tuo stato di salute generale.
salve, sono una ragazza di 21 anni che da qualche giorno ha un pensiero fisso in testa che non riesce proprio a togliersi… qualche mese fa mi sono lasciata con il mio ragazzo e poco dopo ho avuto un rapporto non completo con un ragazzo che conoscevo da poco e di cui sapevo poco o nulla… ora con il mio ragazzo siamo tornati assieme e abbiamo avuto dei rapporti non protetti (io prendo la pillola)… inizialmente ammetto di non essermi posta nemmeno il problema, ma da qualche giorno non faccio che pensarci… riconosco la mia grandissima ignoranza in materia, ma con questo unico rapporto oltretutto non concluso, quanto alto è il rischio di contagio ? e contando che sono passati più di tre mesi, avrei dovuto avere qualche sintomo ? se sì, quale ? non potrei mai e poi mai perdonarmi se infettassi il mio ragazzo… ma io proprio non ci avevo mai pensato fino ad oggi ! vi prego di darmi una risposta… grazie !
Cara Lulu, come tu ben sai, la pillola anticoncezionale non preserva dal rischio di contrarre il virus dell’ Hiv e di contrarre l’ Aids: l’ unico modo per prevenire il rischio di CONTAGIO è l’ uso del preservativo. Detto questo, se per rapporto non completo intendi che non c’è stata penetrazione, il rischio di contagio è basso. Il virus dell’ HIV si trasmette attraverso rapporti sessuali non protetti dal preservativo (anche con rapporti anali e orogenitali) con persone affette da Hiv. Con le stessa modalità è possibile la trasmissione sia dell’ HIV che di altri virus tra i quali quelli responsabili dell’ epatite B e C. Come già risposto nei commenti sopra, il virus dell’ Hiv è presente nel sangue, nel liquido pre-eiaculatorio, nello sperma e nelle secrezioni vaginali. Il virus dell’ HIV si trasmette quindi attraverso:
- sangue infetto (con stretto e diretto contatto tra ferite aperte e sanguinanti)
- rapporti sessuali non protetti dal preservativo (rapporti vaginali, anali, orogenitali) con persone affette da Hiv.
Per quanto rigurada i SINTOMI dell’ Hiv, il problema sta nel fatto che chi è sieropositivo (ha cioè contratto il virus dell’ Hiv) sviluppa i primi sintomi della malattia anche dopo anni dal contagio. Come scritto anche sopra nell’ articolo, inizialmente non ci sono sintomi visibili: quando si è sieropositivi non ci si ammala di più, non si prendono più influenze o infezioni degli altri, e non si hanno i segni tipici della malattia. Si può essere quindi sieropositivi senza saperlo (per questo è importantissimo, in caso di dubbio, fare il test per l’ Hiv). I sintomi veri e propri dell’ Aids (quando cioè avviene il passaggio dal virus dell’ Hiv alla malattia vera e propria dell’ Aids) sono un iniziale calo delle forze, la febbricola che non passa, inappetenza, dimagrimento e macchie sulla pelle. Ma quando appaiono questi sintomi è già tardi: è vero che chi ha il virus dell’ Hiv oggi può vivere fino a 80 anni, ma a patto che la terapia con gli antivirali (ora con pochi effetti collaterali e in 2-3 pillole) inizi presto, affinchè il sistema immunitario tenga sotto controllo il virus.
Nel tuo caso quindi, dato che hai dei dubbi, esegui subito il test per l’ Hiv (quello rapido dà il responso in poche ore ed è proposto in molti laboratori). E poi sei davvero sicura che il tuo ragazzo non abbia mai fatto sesso con un’ altra ragazza senza preservativo ? La tua preoccupazione è solo quella di poter “infettare” lui, ma potrebbe succedere anche il contrario dato che per un periodo di tempo vi siete lasciati (anche lui in quel periodo avrebbe potuto avere rapporti sessuali non protetti con un’ altra ragazza). Anche il tuo ragazzo dovrebbe fare (per tua sicurezza) il test per l’ Hiv. La cosa migliore sarebbe parlarne insieme a lui, sempre se avete un rapporto onesto, sincero ed aperto. Ricorda comunque che, pur usando la pillola anticoncezionale, è sempre bene usare anche il preservativo in caso di rapporti a rischio: esistono infatti oltre 30 malattie sessualmente trasmissibili.
la ringrazio per avermi risposto così velocemente e chiaramente… allora ne parlerò con il mio ragazzo e provvederò a fare il test il prima possibile… ancora molte grazie !
Parlarne insieme al tuo ragazzo è la cosa migliore che tu possa fare: è segno di maturità e responsabilità da parte di entrambi nel vostro rapporto di coppia.
Un abbraccio dalla Redazione di IO Benessere Blog.
Per completetezza di informazione, in questo nuovo articolo potete trovare le più comuni malattie a trasmissione sessuale (rapporti a rischio non protetti da preservativo) che possono colpire sia le donne che gli uomini: Papilloma Virus, Clamidia, Epatite B, Hiv e Aids, Herpes Genitale, Gonorrea, Sifilide, Tricominiasi. Non esiste solo l’ Hiv, ma molte delle malattie a trasmissione sessuale sono poco conosciute ma molto contagiose.
Cliccare Qui:
Malattie a trasmissione sessuale: Papilloma Virus, Clamidia, Epatite B, Hiv e Aids, Herpes Genitale
Prevenire le malattie a trasmissione sessuale significa essere responsabili e conoscere i rischi per la salute che si possono correre con atteggiamenti sessuali non protetti e a rischio.
Salve, purtroppo ho appreso da pochi giorni che mio fratello, dopo aver fatto il test per l’ Hiv, ha avuto esito positivo. Può immaginare quale sia in questo momento il mio stato d’ animo. Quello che mi preme sapere ora è la possibilità di infezione. Escludendo chiaramente rapposti sessuali, l’ unico modo di infezione potrebbe esser stato quello di aver utilizzato delle lamette da barba. Ricordo di aver utilizzato una sua lametta (a sua insaputa) ma non mi sono tagliato, ricordo solo di aver “rotto” un piccolo brufolo ma senza fuoriuscita di sangue. Nel momento in cui mio fratello si è confidato con me, mi ha detto che non usava la lametta da diversi giorni. Che cosa mi consiglia ? A parte questo, vorrei sapere quali aspettative di vita ci sono con le terapie attuali. Grazie.
Salve Michele, il virus dell’ HIV si può trasmette attraverso il sangue infetto (con stretto e diretto contatto tra ferite aperte e sanguinanti). Dato che tuo fratello ha purtroppo scoperto di essere sieropositivo e tu stesso sei in dubbio perchè hai usato una lametta da barba di tuo fratello, il consiglio è senz’ altro quello di andare ad eseguire tu stesso il test per l’ Hiv in modo da stare tranquillo. Vai quindi anche tu al più presto a fare il test per l’ Hiv. Per la diagnosi dell’ Hiv, le analisi del sangue possono individuare la presenza di anticorpi prodotti in risposta ad una infezione da HIV. L’ organismo di solido impiega dalle 6 settimane ai 3 mesi per produrre anticorpi. Se il risultato del test per l’ Hiv è negativo vuol dire che non ci sono anticorpi dell’ Hiv, ma è consigliabile ripetere l’ esame dopo 6 mesi.
Per quanto riguarda la situazione di tuo fratello, come scritto anche sopra nell’ articolo, chi è sieropositivo (ha cioè contratto il virus dell’ Hiv) sviluppa i primi sintomi della malattia anche dopo anni dal contagio. Inizialmente quindi non ci sono sintomi visibili: tuo fratello è cioè un portatore sano, ha contratto il virus dell’ Hiv e può trasmetterlo agli altri attraverso rapporti sessuali non protetti (in questo chi è sieropositivo deve essere responsabile, sincero ed onesto con un eventuale partner). Per quanto riguarda le aspettative di vita per chi è sieropositivo, oggi chi ha il virus dell’ Hiv può vivere anche fino a 80 anni, ma a patto che la terapia con gli antivirali (ora con pochi effetti collaterali e in 2-3 pillole) inizi presto, affinchè il sistema immunitario tenga sotto controllo il virus. Tuo fratello deve quindi seguire subito una terapia medica per tenere sotto controllo il virus e per ritardare il più possibile la comparsa dei veri e propri sintomi dell’ Aids. Il virus della immunodeficienza dell’ uomo (HIV) è infatti responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS): una malattia per la quale ancora oggi non esiste una cura e che, progressivamente, distrugge il sistema immunitario, riducendone la capacità a lottare contro le infezioni e alcuni tipi di cancro. Nè il virus dell’ Hiv nè l’ Aids hanno una cura specifica, ma esistono trattamenti che ritardano la manifestazione della malattia ed allungano la vita.
Salve. Ho ventiquattro anni e da tre vivo con la paura di avere contratto l’ AIDS. Ho avuto più rapporti con prostitute, e due di questi si sono conclusi con la rottura del profilattico. All’ inizio non ci ho pensato, ma negli ultimi mesi, accorgendomi di alcuni sintomi, sto vivendo nel terrore. Negli ultimi due mesi ho notato un rialzo della temperatura, specialmente dopo mangiato, fino a 37,5 gradi esterni… nella maggior parte dei casi non saliva sopra i 37,2. Inoltre mi è comparsa sul pene una specie di candidosi, già comparsa in passato ma svanita da sola, invece ora persiste e peggiora. Ancora, è da circa un anno che soffro di male ai muscoli delle braccia, e leggendo articoli inerenti all’ AIDS ho scoperto che potrebbe essere un sintomo della malattia. Non mi mancano nemmeno stanchezza e di rado sudorazione fredda. Nell’ ultimo mese ho avuto una tosse continua ma ora è passata e rimane un pò di sinusite. Credo che questi siano i sintomi che più mi preoccupano. Sinceramente non mi interessa sentirmi dire che mi consigliate di fare il test. Lo so da me che sarebbe meglio così. Se non l’ ho ancora fatto è semplicemente per paura. Vi chiedo invece di dirmi se ho una possibilità alta che questi sintomi possano provarmi di avere veramente l’ AIDS. Prometto che farò il test il prima possibile, prima di Natale se riesco. Vi prego quindi di non darmi risposte allarmistiche soltanto per spingermi a fare il test. Mi rovinerebbe solo la vita. Spero in una vostra rapida risposta. Grazie per l’ attenzione.
Caro Fede, le probabilità che tu abbia potuto contrarre il virus dell’ Hiv con conseguente malattia dell’ Aids sono certamente alte (e questo non è per allarmarti !): tu stesso scrivi che hai avuto più volte rapporti con prostitute e anche due casi in cui il preservativo si è rotto. Sono tre anni che vivi col “terrore”, non si capisce che cosa aspetti a fare il test dell’ Hiv… prima lo fai e meglio è per la tua salute e per la tua tranquillità. Il fatto che sono ben tre anni che stai aspettando, è solo una tua grandissima irresponsabilità nei tuoi confronti e nei confronti di chi ti è accanto. Poi, del resto, la scelta è tua: se hai paura e vuoi aspettare peggiori solo la tua situazione. Come scritto anche sopra nell’ articolo, il problema sta nel fatto che chi è sieropositivo (ha cioè contratto il virus dell’ Hiv) sviluppa i primi sintomi della malattia anche dopo anni dal contagio. I sintomi veri e propri dell’ Aids sono un iniziale calo delle forze, la febbricola che non passa, inappetenza, dimagrimento e macchie sulla pelle. Ma quando appaiono questi sintomi è già tardi: è vero che chi ha il virus dell’ Hiv oggi può vivere fino a 80 anni, ma a patto che la terapia con gli antivirali (ora con pochi effetti collaterali e in 2-3 pillole) inizi presto, affinchè il sistema immunitario tenga sotto controllo il virus. Potresti anche non aver contratto il virus dell’ Hiv, ma potresti aver preso qualche altra malattia a trasmissione sessuale (che va comunque curata), dato che andare a prostitute comporta molti rischi per la salute. Dato che dici di avere una specia di “candidosi” al pene, è bene che tu vada anche da un urologo per effettuare degli accertamenti medici. Oltre all’ Hiv, ci sono infatti molte altre malattie a trasmissione sessuale, trovi maggiori informazioni in questo articolo (Clicca Qui):
Malattie a trasmissione sessuale: Papilloma Virus, Clamidia, Epatite B, Hiv e Aids, Herpes Genitale
A noi non devi promettere nulla, l’ irresponsabilità nei confronti della tua salute è soltanto tua e tu hai solo 24 anni… vedi di non rovinarti la vita da solo piuttosto ! Sei TU che scegli… sempre !
Il medico mi ha detto che per lui non è candida… ma un herpes e mi ha prescritto l’ Aciclovir… un Herpes può essere sintomo di Hiv ? Aggiungo che una persona con la quale ho avuto molti rapporti non protetti ha fatto il test Hiv due volte, più o meno dopo sei mesi dagli episodi in cui ho rischiato il contagio e l’ ultimo circa un anno e mezzo-due dopo e sono risultati negativi entrambi… è una cosa che può tranquillizzarmi ? Comunque ho fatto il test, venerdì 17 dicembre avrò l’ esito… grazie ancora per l’ attenzione.
Buongiorno Fede, è molto positivo il fatto che finalmente sei andato dal medico per eseguire i dovuti controlli. L’ herpes genitale non ha nulla a che fare con il virus dell’ Hiv e con la malattia dell’ Aids. L’ herpes genitale è causato dall’ herpes simplex (le vescicole che compaiono ai lati della bocca) ed è altamente contagioso: si trasmette di solito attraverso i rapporti orali (cioè attraverso il contatto diretto della bocca con gli organi genitali). Una volta preso, l’ herpes genitale si trasmette anche con i rapporti sessuali non protetti. Quindi, se il medico ti ha diagnosticato l’ herpes genitale, devi usare il preservativo e fare molta attenzione in eventuali rapporti con la partner perchè potresti contagiarla. Per quanto riguarda i sintomi, l’ herpes genitale produce di solito ripetute manifestazioni di lesioni dolorose sui genitali simili a delle bolle o vescicole. Non esiste una cura specifica per l’ herpes genitale. Per alleviare i sintomi ed accelerare la cicatrizzazione di eventuali bolle o vesciche, vengono prescritti antivirali per via orale (l’ Aciclovir è infatti un farmaco antivirale utilizzato nella terapia delle infezioni da virus Herpes simplex) o una crema da applicare nella zona colpita durante la fase iniziale dell’ infezione. Se le manifestazioni di vesciche sono frequenti, la medicazione va fatta più a lungo, secondo le indicazioni del medico, per ridurre la frequenza e la gravità della malattia.
Sul rischio dell’ Hiv invece, di certo è positivo il fatto che una persona con cui hai avuto rapporti a rischio è risultata negativa al Test, ma devi comunque aspettare il risultato del tuo test per l’ Hiv perchè purtroppo tu hai avuto diversi rapporti a rischio con persone diverse. Quindi cerca di stare tranquillo e aspetta il risultato del test dell’ Hiv che avrai il 17 dicembre. In bocca al lupo e un augurio per un 2011 di maggiore responsabilità ! Se hai dei dubbi o se vuoi scrivere ancora, siamo qui.
Salve a tutti, sono un ragazzo di 30 anni, è da una settimana che sono in preda all’ ansia di aver preso l’ hiv. Tutto è successo una settimana fa quando ho fatto sesso con una escort straniera… la penetrazione è stata pene-vagina, era protetta ed è durata solo pochi minuti. al termine della penetrazione, mentre mi stavo sfilando il preservativo mi sono accorto che inavvertitamente la parte esterna del preservativo (quella sporca di liquido vaginale) ha poggiato sulla punta del mio pene per pochi secondi… mi sono subito sciacquato con acqua ma il dubbio atroce di essere stato a contatto con il liquido vaginale mi sta devastando ! Dopo due giorni dal rapporto mi è venuta 37 di febbre che va e viene ed ho un senso di cedimento alle gambe, preso dal panico oggi il quinto giorno dopo il rapporto a rischio sono stato in ambulatorio e dopo avere spiegato al medico l’ accaduto con la febbre che va e che viene, il medico ha deciso di farmi degli esami del sangue che hanno dato esito negativo ed ha riscontrato infezione di tipo influenzale e mi ha detto di stare tranquillo perchè il rischio che ho corso è stato basso e mi ha detto comunque di rivolgermi ad un infettivologo per sapere quando fare il test ! Ma allora io mi chiedo: l’ esame del sangue che mi ha fatto non è attendibile visto che sento in giro che bisogna fare il test dopo 10 o 15 giorni dal probabile contagio ? e poi siamo sicuri che questa febbricola che va e viene non sia un campanello d’ allarme ? sto diventando paranoico, qualcuno può darmi qualche delucidazione su quando e quanti esami bisogna fare per sapere se sono fuori pericolo ? inoltre ho delle probabilità di essere stato infettato ? Questa è la mia prima ed ultima volta con una sconosciuta e per di più una escort… questo è poco ma sicuro !
Salve Manuel, i sintomi dell’ Aids compaiono di solito dopo molto tempo dal contagio (anche anni dopo), inizialmente l’ Hiv è asintomatico nella maggior parte dei casi. I sintomi che stai accusando sono quindi molto probabilmnete quelli di una semplice influenza. Il tuo medico ti ha fatto eseguire delle analisi del sangue generiche, da quanto scrivi, dato che ti ha comunque consigliato di eseguire il test specifico per l’ Hiv. Dagli esami del sangue generici il tuo stato di salute generale risulta buono. Il rischio di contagio da Hiv è basso nel tuo caso, dato che hai avuto un rapporto sessuale a rischio ma protetto da preservativo. Esegui comunque per tua totale sicurezza il Test specifico per l’ Hiv (quello rapido dà il responso in poche ore ed è proposto in molti laboratori). Per quanto riguarda la diagnosi dell’ Hiv, le analisi del sangue specifiche individuano la presenza di anticorpi prodotti in risposta all’ infezione da HIV. L’ organismo di solito impiega dalle 6 settimane ai 3 mesi per produrre anticorpi. Se il risultato del test per l’ Hiv è negativo vuol dire che non ci sono anticorpi dell’ Hiv, ma è consigliabile ripetere l’ esame anche dopo 6 mesi. Il passaggio dal virus dell’ Hiv (persona sieropositiva-portatore sano) ai sintomi veri e propri dell’ Aids avviene di solito dopo anni dal contagio; questo significa che inizialmente una persona può essere un portatore sano di Hiv senza sintomi visibili (per questo è importante eseguire il Test per l’ Hiv). Il virus della immunodeficienza dell’ uomo (HIV) è infatti responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS), una malattia per la quale ancora oggi non esiste una cura e che, progressivamente, distrugge il sistema immunitario, riducendone la capacità a lottare contro le infezioni e alcuni tipi di cancro. Ma il passaggio dal virus dell’ Hiv alla malattia dell’ Aids non è immediato. I tuoi sintomi sono quindi quelli di una comune influenza. Esegui comunque il test specifico, anche se i rischi di contagio nel tuo caso sono bassi. Esistono tuttavia molte altre malattie a trasmissione sessuale oltre all’ Hiv, e molte si trasmettono anche con i rapporti orogenitali non protetti (stimolazione con lingua, bocca e labbra degli organi genitali del partner). Sulle malattie a trasmissione sessuale (spesso poco conosciute e poco prese in considerazione) trovi maggiori informazioni in questo articolo (Clicca Qui):
Malattie a trasmissione sessuale: Papilloma Virus, Clamidia, Epatite B, Hiv e Aids, Herpes Genitale
salve… ho cercato di donare il sangue con la consapevolezza che prima di donare ti fanno un prelievo e controllano se tutto va bene per vedere se si può donare… avendo paura per un contagio con il rischio di contrarre l’ hiv avuto 10 giorni prima ! il risultato è stato quello di non poter donare il sangue perchè io ero molto raffreddato con naso chiuso e catarro e quindi i risultati dell’ emocromo hanno dato dei valori sballati… se non sbaglio 11500 il num. di monociti quando potevano essere max 10500… ma non vorrei sbagliare sul nome del valore sballato ! comunque chiedendo alla dottoressa di turno se c’era il rischio di altre motivazioni diverse dal raffreddore tipo malattia per non aver potuto donare, lei mi ha risposto che se ne sarebbero accorti subito perchè il loro pc lo segnalava. è vero tutto ciò ? posso essere tranquillo che la mia NON donazione è stata dovuta al raffreddore ? grazie e ancora grazie
…caro Lele, donare il sangue con la “consapevolezza” del rischio di aver contratto il virus dell’ Hiv non è certo un atto di responsabilità. Al di là del raffreddore e dei valori “sballati”, sei stato sincero con la “dottoressa di turno” sul tuo dubbio di poter aver contratto il virus dell’ Hiv con un rapporto a rischio avuto solo 10 giorni prima ? Il sangue non si dona per “controllare” che tutto sia a posto. Devi richiedere prima di fare il Test specifico dell’ Hiv e aspettare almeno 6 mesi prima di donare il sangue. Per quanto riguarda la diagnosi dell’ Hiv, le analisi del sangue specifiche individuano la presenza di anticorpi prodotti in risposta all’ infezione da HIV. L’ organismo di solito impiega dalle 6 settimane ai 3 mesi per produrre anticorpi. Se il risultato del test per l’ Hiv è negativo vuol dire che non ci sono anticorpi dell’ Hiv, ma è consigliabile ripetere l’ esame anche dopo 6 mesi. In questo forum sei già la seconda persona che scrive di essere un donatore di sangue che poi ha rapporti occasionali a rischio… non è certamente un modo di fare responsabile per chi ha bisogno delle trasfusioni di sangue per curarsi. Pensaci bene, e se hai comportamenti di questo tipo, non donare più il sangue ! E’ una fortuna che la “dottoressa di turno” non ti abbia permesso di donare il sangue…
DONAZIONI E TRASFUSIONI DI SANGUE E RISCHIO EPATITE E HIV
La donazione di sangue è sempre un atto di elevato significato sociale e sanitario. Per quanto riguarda le attuali normative relative ai criteri di protezione del ricevente, particolare attenzione è posta nei confronti delle malattie infettive trasmissibili con il sangue. L’ introduzione dello screening delle donazioni di sangue per HIV in tutti i centri trasfusionali ha comportato l’ individuazione di donazioni contenenti anticorpi anti HIV, donazioni che vengono regolarmente eliminate e distrutte. Tale procedura ha indubbiamente prodotto una drastica riduzione delle infezioni trasmesse con il sangue e gli emoderivati, ma non ha eliminato totalmente la possibilità che sangue infetto, negativo al test, sia trasfuso. Ciò è legato alla biologia e alla storia naturale dell’ infezione da HIV. E’ al cosiddetto “periodo finestra” (periodo in cui si manifesta la risposta degli anticorpi) che si deve attualmente il rischio residuo per le trasfusioni di sangue. Il periodo finestra non è il tempo di incubazione della malattia AIDS; il primo dura alcune settimane (comparsa degli anticorpi del virus Hiv), il secondo anni (comparsa della malattia dell’ Aids). Il test attualmente prescritto dalla normativa legislativa nei centri trasfusionali non può individuare casi di infezione nel periodo finestra, dal momento che si tratta di test per la ricerca di anticorpi, di quegli anticorpi che non sono ancora presenti in questa fase nel soggetto contagiato. Per ridurre il rischio infettivo legato al periodo finestra si è incentivata l’ autoesclusione del donatore, fornendogli questionari contenenti domande esplicite relative a comportamenti a rischio, si è inoltre incentivata la donazione periodica in quanto a minor rischio rispetto a quella occasionale.
Ben più rilevante è il rischio di contrarre epatite. Anche l’ epatite si contrae attraverso rapporti sessuali a rischio e si può trasmettere con il sangue.
Tutti i donatori di sangue dovrebbero “autoescludersi” dall’ effettuare donazioni di sangue se hanno avuto rapporti sessuali a rischio non protetti.
salve son sempre lele… volevo ringraziarvi di tutto ma volevo ribadire che io non avrei mai donato il sangue se fosse risultato positivo ! perchè dall’ emocromo che fanno prima di donare il sangue si vede se ci sono dei problemi, e quindi sono i dottori stessi a non farti donare il sangue… quello che volevo sapere è se solo con il test specifico per l’ hiv si puo sapere se si è positivi dopo 3 settimane o anche con i risultati dellla mia non donazione di 1 settimane fa ? perchè è vero che se sei raffreddato particolarmente non ti fanno donare (perchè mi è gia successo altre volte) ma vorrei sapere se mi sto solo preoccupando solo io o no… dall’ emocromo e cioè dal prelievo che ti fanno prima di donare si riesce a capire se un paziente è positivo dopo 2 settimane dal possibile contagio ? questo lo chiedo perchè leggendo i sintomi possibili io ho un leggero mal di gola, naso chiuso e catarro che stanno diminuiendo perchè sono sotto cura di antibiotici come un classico raffreddore ! aiutatemi a schiarirmi le idee per favore ! e voglio rbadire che non donerei mai se ci fosse l’ 1% di possibilità di essere positivo. assolutamente grazie ancora
Non hai chiari molti concetti: non si dona il sangue e NON SI PENSA di donare il sangue se hai avuto rapporti a rischio non protetti. Se sei un donatore di sangue, devi essere sincero con i medici perchè puoi mettere a rischio la salute di altre persone. Normalmente nei centri di donazione viene eseguito il test per l’ Hiv come normativa generale, ma dato che tu hai avuto un rapporto sessuale non protetto solo 10 giorni fa, dovevi comunque far presente la cosa alla dottoressa. Se leggi bene, l’ organismo di solito impiega dalle 6 settimane ai 3 mesi per produrre anticorpi Hiv. Dopo solo 10 giorni dal rapporto a rischio, nei soggetti contagiati è probabile che non si siano ancora formati anticorpi; di conseguenza non sai ancora con certezza se hai contratto o meno il virus dell’ Hiv. Il tuo attuale raffreddore non centra niente col virus dell’ Hiv. Come scritto anche sopra nell’ articolo, il problema sta nel fatto che chi è sieropositivo (ha cioè contratto il virus dell’ Hiv) sviluppa i primi sintomi della malattia anche dopo anni dal contagio. Inizialmente quindi non ci sono sintomi visibili: quando si è sieropositivi non ci si ammala di più, non si prendono più influenze o infezioni degli altri, e non si hanno i segni tipici della malattia. L’ Hiv inizialmente è asintomatico nella maggior parte dei casi. Considerando il fatto che tu non hai le idee chiare e che hai anche rapporti a rischio, non donare più il sangue. Lo ripetiamo: Tutti i donatori di sangue dovrebbero “autoescludersi” da soli (in segno di responsabilità personale nei confronti degli altri) dall’ effettuare donazioni di sangue se hanno avuto rapporti sessuali a rischio non protetti. Dato che non sai se hai contratto l’ Hiv (devono passare almeno 6 mesi dal rapporto sessuale a rischio per essere certi), non devi pensare di donare il sangue. I medici non riescono ad individuare il virus dell’ Hiv dopo soli 10 giorni dal rapporto a rischio che hai avuto, sei tu stesso che devi informarli. E devi anche rifare il Test dell’ Hiv dopo 6 mesi. Sperando di averti chiarito il concetto e la gravità delle tue potenziali azioni future.
…mio marito ha scoperto di aver contratto il virus dell’ Hiv all’ età di 45 anni proprio a causa di una trasfusione di sangue fatta diversi anni fa e a causa dell’ irresponsabilità di donatori di sangue che non capiscono cosa significa il “senso della vita”… donare il sangue dovrebbe aiutare le persone a Vivere, non a farle Morire… abbiamo una figlia ed ora dobbiamo lottare contro l’ Hiv per colpa di un donatore di sangue irresponsabile… è vero che gli attuali controlli per i donatori di sangue sono aumentati, ma è anche vero che questi controlli non hanno eliminato del tutto la possibilità che sangue infetto sia trasfuso. I casi in cui ciò avviene sono certamente pochi, ma quando succede proprio a tuo marito, la rabbia contro certi donatori di sangue è infinita… ed ora che leggo quello che hanno scritto questi due donatori di sangue, capisco che certa gente è davvero irresponsabile… la nostra famiglia vive l’ incubo dell’ Hiv per colpa di quelli come voi, e non so quanto mio marito resterà con noi… si sta curando, per ora sembra vada tutto bene, ma l’ Aids non perdona quando compaiono i veri sintomi… la causa che abbiamo inoltrato tramite l’ avvocato non ridarà la salute a mio marito…
…leggendo questi commenti sono a dir poco “allibita” !!! …a parte i cari signori “uomini” che vanno a prostitute e poi piangono “sul latte versato” perchè hanno “l’ atroce dubbio” di aver contratto l’ Hiv e poi magari senza dire e fare niente vanno a casa pure dalle rispettive compagne e mogli, ci sono pure quelli che sono donatori di sangue e hanno rapporti a rischio ! …ma dico io: siete fuori di testa ?? come pensate di aiutare il prossimo se non siete nemmeno capaci di aiutare voi stessi ?? personalmente ho purtroppo un amico che ha contratto l’ Hiv perchè si è perso nella droga, ma contagiare qualcun altro con le donazioni di sangue è una vera bastardata ! la gente si fa le trasfusioni in ospedale per curarsi, mica per ammalarsi ! ma datevi ad altre forme di volontariato invece di far rischiare anche solo per l’1% la gente che non centra niente ! Cara signora Pina le sono vicina con tutto il cuore, sperando che per lei e la sua famiglia questo sia un sereno Natale nonostante tutto. Un forte abbraccio…
è consigliabile fare direttamente il test Western blot (scusate se lo scrivo male) al posto dell’ Elisa dopo 10 giorni dal probabile contagio da hiv ? Inoltre volevo sapere se sul preservativo c’è anche una traccia minima di liquido infetto maschile (casistica risvolto del preservativo, rapporto gay) a contatto con la persona sana, se è causa di infezione di HIV o meno. Grazie !
dopo 5 giorni dal rapporto sessuale a rischio ho notato un lieve bruciore agli occhi seguito da lieve disorientamento e lieve mal di pancia (come se volessi andare in bagno e poi alla fine non fai nulla), in più piccoli dolori giù sulla schiena. Volevo sapere se sono sintomi legati a qualche malattia a trasmissione sessuale. Grazie
RISPOSTA PER MICHELE: il test HIV indica se una persona ha sviluppato anticorpi anti HIV (l’ AIDS rappresenta solo la fase terminale dell’ infezione da HIV). Il test comunemente utilizzato come test HIV è il test “HIV Ab” che rivela la presenza nel sangue di anticorpi “anti-HIV”, cioè prodotti dall’ organismo per contrastare il virus dell’ Hiv (se contratto). Poiché il test HIV Ab spesso viene eseguito con il metodo ELISA, esso viene comunemente indicato come “test ELISA”. Questo test non può essere eseguito subito dopo il possibile contagio. Infatti, quando il virus HIV dell’ AIDS penetra nell’ organismo, gli anticorpi anti-HIV non si formano subito: esiste il cosiddetto periodo finestra, periodo durante il quale si è stati contagiati e si può anche contagiare qualcun altro, ma non si è ancora diventati sieropositivi, ossia non si sono ancora formati gli anticorpi specifici anti-HIV. Durante il periodo finestra il test ELISA risulta negativo e, di conseguenza, basandosi solo su di esso per rilevare la sieropositività, chiunque potrebbe essere stato contagiato anche se ciò non viene rilevato. Il periodo finestra dura mediamente 4-6 settimane, nel caso di test ELISA di vecchia generazione. Il risultato è considerato definitivo dopo 3 mesi dal rapporto sessuale a rischio: trascorsi questi 3 mesi, si sono sicuramente formati gli anticorpi specifici. Anche l’ OMS parla di test definitivo a 3 mesi, tuttavia, consiglia di ripetere solo per precauzione il test anche a 6 mesi se l’ esposizione al virus dell’ Hiv è avvenuta con una persona “certamente” sieropositiva.
La sequenza dei test per l’ Hiv per avere un risultato definitivo è questa:
- si effettua un primo test dopo un mese-un mese e mezzo dal rapporto sessuale a rischio (al fine di superare la durata media del periodo finestra), in modo che un risultato negativo cominci a dare un pò di tranquillità ed in modo che un risultato positivo permetta di agire tempestivamente in caso di contagio da Hiv;
- va poi effettuato un secondo test dopo 3 mesi dal rapporto sessuale a rischio, per il quale un risultato negativo ha un valore definitivo (secondo la Commissione Nazionale per la lotta contro l’ Aids);
- per estrema sicurezza va effettuato l’ ultimo test a distanza di 6 mesi dal rapporto sesssuale a rischio.
Se si sono avuti già in precedenza dei comportamenti a rischio, viene consigliato anche un test subito dopo il comportamento a rischio in questione, cioè senza aspettare un mese o 3 mesi, per stabilire se si era sieropositivi già in partenza.
Un risultato positivo del test ELISA necessita di un test di conferma, noto come test Western Blot, per una diagnosi con assoluta certezza.
In sintesi, i test per l’ Hiv sono valutati in questo modo:
- un test ELISA negativo, dopo 3 mesi dall’ ultimo evento a rischio, indica definitivamente che non è avvenuto il contagio da Hiv;
- un test ELISA positivo, confermato successivamente da un test Western Blot positivo, indica definitivamente che è avvenuto il contagio da Hiv.
Al posto del test ELISA, si possono effettuare il test ELFA o il test MEIA, i quali hanno la stessa affidabilità. Inoltre, il test ELISA presenta alcune sottovarianti e spesso viene chiamato anche “test EIA”.
Per quanto riguarda invece la “possibile traccia di liquido infetto maschile sul preservativo”, il contagio da Hiv può avvenire nel caso di contatto degli organi anali o genitali con lo sperma, oppure attraverso rapporti orogenitali.
Oltre all’ Hiv, le Malattie a Trasmissione sessuale sono molte. Spesso le malattie a trasmissione sessuale sono asintomatiche (non danno sintomi), in altri casi i sintomi più comuni possono essere di diverso tipo:
- qualunque lesione sulla pelle o sulla mucosa della zona genitale: escrescenze o ulcere rosse o bianche, bolle piene di liquido, verruche;
- prurito, bruciore, gonfiore o arrossamento della zona genitale;
- dolore addominale, con o senza nausee o vomito;
- dolore, fastidi, irritazione o altri disturbi durante il rapporto sessuale, con successive perdite di sangue;
- febbre, perdita di appetito, stanchezza o gangli linfatici infiammati nella zona dei genitali o anche sul collo.
Trovi maggiori informazioni sulle più comuni malattie a trasmissione sessuale in questo articolo (Clicca Qui): Malattie a trasmissione sessuale: Papilloma Virus, Clamidia, Epatite B, Hiv e Aids, Herpes Genitale
Ciao, volevo un parere anche se mi sono abbastanza informata sull’ HIV. A metà dicembre ho avuto 1 solo rapporto non protetto con un ragazzo che conoscevo poco. Il rapporto non è sato completo, nel senso che c’è stata penetrazione, ma non eiaculazione, lui è rimasto “dentro” pochissimo non avendo nenche il pene completamente eretto. A questo è seguito un rapporto orale, fatto da me, ma di brevissima durata, e questa volta l’ erezione c’era, in cui ricordo di aver sentito una goccia di presperma in bocca. dopo questo, essendomi accorta che il rapporto non era protetto ho subito smesso. Ho invece ricevuto un rapporto orale da lui più intenso e più lungo. Ora mi è venuta una gengivite (e quindi perdita di sangue dalle gengive anche se in minima parte), non temo che sia un sintomo ma di poterla avere avuta già a quel tempo, dato che ci soffro fin da bambina. Volevo sapere quanto può essere alta la probabilità di aver contratto l’ HIV, dato che lui ha vissuto 6 mesi in Africa e so che lì ha avuto rapporti. Mi ha inoltre rassicurato di aver fatto il test per l’ HIV dopo essere tornato dall’ Africa, che è risulatato negativo, ma non so se ha aspettato i 3 o i 6 mesi ! Premetto che si è comportato male con me e che ora non lo sento più, motivo in più per non fidarmi !
Grazie per “l’ ascolto” aspetto una risposta
Buongiorno Irene, il virus dell’ Hiv è presente non solo nello sperma, ma anche nel liquido pre-eiaculatorio. Il virus dell’ HIV si trasmette quindi attraverso tutti i rapporti sessuali non protetti dal preservativo: rapporti vaginali (anche rapporti non completi, cioè senza eiaculazione), rapporti anali e orogenitali (rapporti orali) con persone affette da Hiv. Ovviamente tutte le pratiche sessuali che favoriscano traumi o lesioni delle mucose possono provocare un aumento del rischio di trasmissione dell’ HIV. Con le stessa modalità è possibile la trasmissione sia dell’ HIV che di altri virus tra i quali quelli responsabili dell’ epatite B e C. Esistono, infatti, oltre 30 malattie sessualmente trasmissibili. Di conseguenza, dato che nel tuo caso il rischio di trasmissione dell’ Hiv esiste, il consiglio è senz’ altro quello di eseguire il test per l’ Hiv trascorsi 3 mesi dal rapporto sessuale a rischio. Inoltre, dato che sei una donna e quindi molto più soggetta rispetto all’ uomo a contrarre altri tipi di malattie a trasmissione sessuale, è bene che tu ti rivolga anche al tuo ginecologo per effettuare una visita di controllo con le relative analisi mediche, primo fra tutti il tampone vaginale. Anche il Papilloma Virus (virus HPV) si trasmette infatti attraverso rapporti sessuali a rischio non protetti dal preservativo. Sul Papilloma Virus e sulle malattie a trasmissione sessuale puoi trovare altre informazioni in questi articoli (Clicca Qui):
SINTOMI PAPILLOMA VIRUS (HPV)
Sintomi Papilloma Virus (HPV) e cura nell’ uomo e nella donna
MALATTIE A TRASMISSIONE SESSUALE
Malattie a trasmissione sessuale: Papilloma Virus, Clamidia, Epatite B, Hiv e Aids, Herpes Genitale
Grazie, farò tutti i test, come avevo già pensato. E appena trascorsi 3 mesi farò anche quello per l’ HIV. Grazie ancora per l’ ascolto e la gentilezza.
Salve, sono super preoccupato per un rapporto avuto 10 giorni fa con un ragazzo Gay… durante il rapporto anale si è rotto il preservativo… non riesco a risalire a quando e come e neanche so se lui è arrivato dopo la rottura del preservativo… sono super nervoso nonostante abbiamo utilizzato il lubrificante… Io vivo in Spagna, mi sono recato presso un centro SIDA e mi hanno consigliato di fare il test rapido, per il momento non ho sintomi ma sono nervosissimo, cosa mi consigliate di fare ? il test lo devo fare Sabato, se dovessi risultare positivo in quanto tempo potrei morire… AUTATEMI sono da solo in un posto lontano da casa… scusatemi per le crisi ma non riesco a vivere più…
Buongiorno Joseph, puoi eseguire il test rapido per l’ Hiv, ma non è un test risolutivo: anche se dal test rapido tu risultassi negativo, devi comunque rieseguire il test dell’ Hiv dopo 3 mesi dal rapporto sessuale a rischio che hai avuto. Infatti, quando il virus HIV dell’ AIDS penetra nell’ organismo, gli anticorpi anti-HIV non si formano subito: esiste il cosiddetto periodo finestra, periodo durante il quale si è stati contagiati e si può anche contagiare qualcun altro, ma non si è ancora diventati sieropositivi, ossia non si sono ancora formati gli anticorpi specifici anti-HIV. Durante il periodo finestra il test per l’ Hiv può anche risultare negativo e, di conseguenza, basandosi solo su di esso per rilevare la sieropositività, chiunque potrebbe essere stato contagiato anche se ciò non viene rilevato. Il periodo finestra dura mediamente 4-6 settimane. Il risultato è considerato definitivo dopo 3 mesi dal rapporto sessuale a rischio: trascorsi questi 3 mesi, si sono sicuramente formati gli anticorpi specifici. Anche l’ OMS parla di test definitivo a 3 mesi, tuttavia, consiglia di ripetere solo per precauzione il test anche a distanza di 6 mesi se l’ esposizione al virus dell’ Hiv è avvenuta con una persona “certamente” sieropositiva.
La sequenza dei test per l’ Hiv per avere un risultato definitivo è questa:
- si effettua un primo test dopo un mese-un mese e mezzo dal rapporto sessuale a rischio (al fine di superare la durata media del periodo finestra), in modo che un risultato negativo cominci a dare un pò di tranquillità ed in modo che un risultato positivo permetta di agire tempestivamente in caso di contagio da Hiv;
- va poi effettuato un secondo test dopo 3 mesi dal rapporto sessuale a rischio, per il quale un risultato negativo ha un valore definitivo (secondo la Commissione Nazionale per la lotta contro l’ Aids);
- per estrema sicurezza va effettuato l’ ultimo test a distanza di 6 mesi dal rapporto sesssuale a rischio.
Se si sono avuti già in precedenza dei comportamenti a rischio, viene consigliato anche un test rapido subito dopo il comportamento a rischio in questione, cioè senza aspettare un mese o 3 mesi, per stabilire se si era sieropositivi già in partenza.
Un risultato positivo del test per l’ Hiv (di solito viene usato il Test Elisa) necessita di un test di conferma, noto come test Western Blot, per una diagnosi con assoluta certezza.
In sintesi, i test per l’ Hiv sono valutati in questo modo:
- un test negativo, dopo 3 mesi dall’ ultimo evento a rischio, indica definitivamente che non è avvenuto il contagio da Hiv;
- un test positivo, confermato successivamente da un test Western Blot positivo, indica definitivamente che è avvenuto il contagio da Hiv.
Il contagio da Hiv può avvenire nel caso di contatto degli organi anali o genitali con lo sperma, oppure attraverso rapporti orogenitali (rapporti sessuali orali).
Dopo solo 10 giorni dal rapporto a rischio, nei soggetti contagiati è probabile che non si siano ancora formati anticorpi; di conseguenza, pur facendo il test rapido, non puoi sapere ancora con certezza se hai contratto o meno il virus dell’ Hiv. Il problema sta nel fatto che chi è sieropositivo (ha cioè contratto il virus dell’ Hiv) sviluppa i primi sintomi della malattia anche dopo anni dal contagio. Inizialmente quindi non ci sono sintomi visibili: quando si è sieropositivi non ci si ammala di più, non si prendono più influenze o infezioni degli altri, e non si hanno i segni tipici della malattia. L’ Hiv inizialmente è asintomatico nella maggior parte dei casi.
Grazie mille per la delucidazione… siccome sto attraversando un bruttissimo periodo che gioca anche sulla mia psicologia, ho contattato anche un altro centro ed oggi nel pomeriggio farò il test che mi auguro risulti negativo, (non so cosa fare) poi aspetterò qualche mese per rifarlo affinchè possa continuare a vivere nella serenetà e tranquillità… quindi Lei, non so, mi consiglia di aspettare e non fare nulla prima di qualche mese ?
Caro Joseph, puoi anche fare il test rapido, ma (lo ripetiamo) anche se il test rapido per l’ Hiv risultasse negativo (cosa molto probabile dopo solo 10 giorni dal rapporto a rischio, a meno che tu non abbia già avuto in precedenza altri rapporti sessuali a rischio) il test rapido non è comunque risolutivo. Per avere la certezza di non aver contratto l’ Hiv, devi ripetere comunque il Test dopo 3 mesi dal rapporto sessuale a rischio, cioè dopo il “periodo finestra”, periodo in cui si possono formare gli anticorpi all’ Hiv in caso di contagio. Inoltre, in questi 3 mesi, dato che non hai la certezza di non aver contratto l’ Hiv, evita rapporti sessuali a rischio.
ciao, mi chiamo elena e di lavoro faccio l’ assistente alla poltrona.
Durante una suturazione una goccia di sangue infetto di un paziente siero positivo mi è finita nell’ occhio. sono andata subito al pronto soccorso e ora è da una settimana che sono sotto sorveglianza e devo prendere per 4 settimane delle pillole per ridurre questo rischio.
Il problema è che queste pillole mi stanno proprio distruggendo… ho molta nausea e fatico a fare le cose normali di ogni giorno. Vorrei smettere con questa cura perche non ce la faccio più ma so che devo tenere duro perche è un rischio troppo alto da correre dato che ho un figlio e un marito. Vi scrivo perchè vorrei sentirmi dire che posso smettere con questa cura che tanto non succederà niente, ma so che non è la risposta giusta e vorrei solo un pò di conforto per riuscire a finirla. Non vorrei rubare tempo ma mi sento molto sotto pressione e con mille paure.
Grazie mille
Cara Elena, purtroppo il tuo lavoro ti ha messo un pò a rischio, quindi è bene che tu continui a seguire la cura precauzionale che stai facendo sotto controllo medico. Per quanto riguarda il rischio di trasmissione del virus dell’ Hiv da una persona sieropositiva, quando il sangue infetto viene a contatto con mani, viso, gambe ecc. non costituisce di per sé un rischio: la pelle integra (senza ferite) è infatti una barriera efficace. Nemmeno graffi superficiali o pellicine alzate sono di solito sufficienti a consentire al virus dell’ Hiv di entrare in circolazione nel sangue. Più vulnerabili sono invece le mucose (come la bocca e gli occhi) che possono presentare lesioni ricettive anche molto piccole. Dato che nel tuo caso il sangue infetto di un paziente sieropositivo è venuto accidentalmente a contatto con il tuo occhio, il medico ti ha prontamente prescritto una cura precauzionale. Anche se il rischio di contagio è basso nel tuo caso, è bene che tu prosegua la cura e che tu faccia anche tutti i successivi accertamenti medici necessari per la tua tranquillità personale. Un abbraccio sincero dalla Redazione di IO Benessere Blog.
si infatti, sto facendo molta fatica con questa cura ma so che la devo fare perchè è una cosa molto seria. Vi ringrazio molto per la disponibilità e la gentilezza !
Elena
Ciao, mi chiamo Fabrizio… in questo periodo sto molto male e sono molto preoccupato, ho solo 23 anni… adesso spiego la mia storia. 5 anni fa ho preso l’ epatite c dal dentista. la mia famiglia mi ha aiutato molto a curarmi, siamo andati da un buon epatologo che mi ha fatto cominciare la cura di interferone per 6 mesi. avevo a quel tempo anche male al fegato. E quindi dopo mi sono curato bene e dopo le analisi davano tutto negativo. Questa è una cosa che mi è sucessa e mi sono guarito. Adesso le racconto con molta paura che sto malissimo perchè penso di aver preso qualche malattia più grave. 1 anno fa ho conosciuto una donna di 43 anni …abbiamo cominciato ad avere rapporti non protetti perchè a lei piaceva molto senza il profilattico e diceva che era più bello… è io impaurito perchè non la conoscevo, le chiedevo se lei non aveva problemi… e lei mi ha detto di stare tranquillo. Dopo 2 mesi quasi da quando ci siamo conosciuti, ho voluto fare le analisi dell’ epatite e dell’ aids … e tutto risultava negativo. Allora sono stato più tranquillo …abbiamo fatto molto sesso e sempre senza profilattico. ancora adesso faccio sesso non protetto con lei… e in questo periodo io tutti i giorni sono pieno di paranoia e le chiedo quanti uomini ha avuto e se sta bene di salute. lei mi ha detto che non ha mai fatto il test per l’ hiv, dice che non serviva ma ha avuto molti rapporti con ex. Adesso io mi sento un pò male, sembra sempre di più… ogni tanto mi gira la testa, sento affaticamento di forze e mi sento debole …ma non ho febre per il momento …e mangio anche bene. adesso io ho molta paura, moltissima ! mi sento debole, ogni tanto mi fanno male le ossa e mi viene sempre da dormire, ho sempre sonno e parecchie volte ho la nausea… ho questi strani SINTOMI che non mi lasciano in pace e poi ho molta paura di fare le analisi …ho paura di aver preso la sieropisitività… questa malattia mi fa paura. e poi ultimamente sono anche molto bianco …in faccia …anche lei lo è… Può essere anche che con la mia vecchia malattia (l’ epatite) che poi ho curato, il mio sistema immunitario sia più debole …e se ho preso qualcosa, sto morendo dalla paura. Adesso le ho spiegato la mia situazzione, secondo lei ho preso qualcosa ? spero che mi risponda a al più presto …ho molta paura… grazie Fabri
Caro Fabrizio, se hai così tanta paura di contrarre l’ aids perchè continui tutt’ oggi ad avere rapporti sessuali a rischio non protetti da preservativo solo perchè te lo chiede una donna di 43 anni di cui (tra l’ altro) non ti fidi molto ? E’ davvero un controsenso. Non è facendo il test dell’ hiv solo dopo 2 mesi di rapporti a rischio che puoi “scongiurare” la possibilità di prendere il virus dell’ hiv, anche perchè tutt’ oggi stai continuando ad avere rapporti sessuali senza preservativo con questa donna. Tra l’ altro, se questa donna (molto superficiale) ti chiede di avere rapporti sessuali senza preservativo perchè secondo lei “è più bello”, di certo ha anche avuto rapporti senza preservativo con altri uomini, dato che lei non sembra preoccuparsi affatto di eventuali malattie a trasmissione sessuale. Considera che un test attendibile per l’ hiv va effettualto dopo 3-6 mesi dal rapporto a rischio non protetto, e nell’ arco di quei 3-6 mesi dovresti usare il preservativo ed evitare di avere rapporti sessuali a rischio. Dato che, come scrivi tu stesso, hai solo 23 anni e stai “morendo di paura”, perchè nonostante questo continui ad avere rapporti non protetti con questa donna ? Solo perchè lei te lo chiede tu metti a rischio la tua salute ? Per quanto riguarda il test dell’ hiv, esiste il cosiddetto “periodo finestra”: un test attendibile per l’ aids va fatto dopo 3 mesi dal rapporto a rischio e ripetuto per sicurezza anche dopo 6 mesi. Nel periodo finestra, gli anticorpi dell’ hiv non si formano subito, di conseguenza anche se il test risulta negativo (come nel tuo caso), la persona può comunque essere sieropositiva senza saperlo. Oltre al contagio da Hiv, con le stessa modalità è possibile la trasmissione di altri virus tra i quali quelli responsabili dell’ epatite B e C (che tra l’ altro hai già avuto per cause diverse dal tuo rischio attuale). I rapporti sessuali non protetti possono essere causa di trasmissione non solo dell’ HIV, esistono infatti oltre 30 malattie sessualmente trasmissibili. In questo articolo trovi maggiori informazioni in merito (Clicca Qui): Malattie a trasmissione sessuale: Papilloma Virus, Clamidia, Epatite B, Hiv e Aids, Herpes Genitale
Secondo te, vale la pena di rischiare ancora con questa donna che (da quanto scrivi) sembra solo interessata ad avere rapporti sessuali con un ragazzo di 23 anni senza la minima preoccupazione di eventuali malattie ? Mah… la salute è la tua…
ciao, ho avuto un rapporto con un ragazzo. presi dalla foga, il mio glande per un secondo nemmeno ha penetrato in piccolissima parte l’ ano del partner, poi abbiamo proseguito col preservativo. c’è un alto rischio di contagio da hiv ?
Salve Lalo, la trasmissione del virus dell’ hiv può avvenire con rapporti sessuali anali non protetti dal preservativo. Di conseguenza, nel tuo caso il rischio di contagio da hiv esiste indipendentemente dalla “durata” del rapporto anale (il contatto di fatto c’è stato). Il consiglio è quindi quello di effettuare per tua sicurezza un test per l’ hiv a distanza di 3 mesi dal tuo rapporto a rischio e usare sempre il preservativo in altri eventuali rapporti sessuali.
ciao, circa due mesi e mezzo fa ho avuto un rapporto sessuale completo e protetto con una prostituta. mio malgrado però il preservativo si è lacerato senza che io me ne accorgessi fino al momento dell’ eiaculazione. premesso che per il lavoro che faccio è quasi impossibile avere un consulto di un medico (sono un marittimo, nel momento in cui scrivo sono in navigazione), vi scrivo per descrivere i sintomi che mi affligono negli ultimi 20 giorni e sapere se sono eventualmente riconducibili all’ HIV. specificatamente ho un rigonfiamento dei linfonodi del collo con arrossamento della faringe, la lingua di colore biancastro e da ieri sera anche delle piccole bollicine rossastre sparse sul petto e le spalle. non ho perdita di peso o appetito, la defecazione è normale, niente cefalea anche se sin da piccolo ho sempre sofferto di “emicrania con aurea”, neppure senso di stanchezza o apatia, anzi mi sento parecchio energico. il mio dubbio riguarda però la lingua, perchè nonostante mi lavi i denti svariate volte al giorno e usi anche un antisettico del cavo orale, il biancore non accenna a diminuire. non sono mai stato così in ansia come in quest’ultimo periodo, e mi chiedo come non mi sia venuto in mente di recarmi immediatamente in ospedale dopo quell’ episodio.
Buongiorno Angel, solitamente i sintomi dell’ Hiv non compaiono subito: all’ inizio la malattia è asintomatica nella maggior parte dei casi. Dato che, nel tuo caso, il rapporto sessuale a rischio è avvenuto circa 2 mesi e mezzo fa, il consiglio è senz’ altro quello di effettuare un terst per l’ Hiv passati almeno 3 mesi dal rapporto a rischio. Questo ovviamente per una tua sicurezza personale. Esiste infatti il cosiddetto “periodo finestra”: periodo in cui gli anticorpi del virus dell’ Hiv non si sono ancora formati anche se la persona può essere sieropositiva. Trascorsi almeno 3 mesi dal rapporto a rischio, passato cioè il “periodo finestra”, il test dell’ Hiv è invece attendibile. Per quanto riguarda i sintomi che accusi, possono essere relativi ad altre malattie a trasmissione sessuale. I linfonodi gonfi possono derivare da molte cause. La mononucleosi (la cosiddetta “malattia del bacio”) può ad esempio portare linfonodi gonfi. Effettua quindi degli esami del sangue anche per valutare se hai contratto la mononucleosi. Trovi maggiori informazioni in merito alla mononucleosi in questo articolo (Clicca Qui):
Sintomi mononucleosi (la “malattia del bacio”): febbre e stanchezza. Diagnosi mononucleosi: esame del sangue
Per quanto riguarda invece la tua lingua bianca, può trattarsi di Candida. Se la lingua sembra un’ unica patina bianca, la colpa è spesso della Candida Albicans: un’ infezione micotica del cavo orale. Si manifesta con frequenza anche negli adulti provocando bruciore (specie con cibi acidi come il limone e l’ aceto). Per quanto riguarda la cura, singole macchie localizzate rispondono bene ad una terapia locale con farmaci antimicotici: gel orali, collusori o leccature con un bastoncino di cotone. Se invece l’ infezione è più estesa, occorre associare una terapia generale sempre a base di antimicotici per bocca. L’ antimicotico più usato è il fluconazolo, da prendere per 15-20 giorni di seguito. Anche in questo caso comunque è necessario un consulto medico e delle analisi mediche per verificare se si tratta di candida.
Invece le bollicine rossastre che hai sul petto e sulle spalle possono essere uno sfogo dovuto ad un’ intolleranza alimentare oppure un eritema. In questo caso devi rivolgerti ad un dermatologo o ad un allergologo per valutare di che cosa si tratta.
Non necessariamente i sintomi che accusi sono riconducibili all’ Hiv, esistono infatti oltre 30 malattie sessualmente trasmissibili che hanno diversi sintomi. E’ bene che tu esegua tutti i controlli medici necessari per valutare il tuo stato di salute. Sulle più comuni malattie a trasmissione sessuale, trovi maggiori informazioni in questi articoli (Clicca Qui):
MALATTIE A TRASMISSIONE SESSUALE
Malattie a trasmissione sessuale: Papilloma Virus, Clamidia, Epatite B, Hiv e Aids, Herpes Genitale
PAPILLOMA VIRUS (HPV) NELL’ UOMO E NELLA DONNA
Sintomi Papilloma Virus (HPV) e cura nell’ uomo e nella donna. Papilloma virus nell’ uomo e tumore al pene
innanzitutto grazie per la tempestiva risposta. volevo solo aggiungere, per quanto riguarda la lingua, che è ricoperta da uno strato bianco-grigio che sparisce quando mangio ma ricompare subito dopo. inoltre avverto una specie di “pizzicore” su di essa e sulle labbra, e per così dire ho sempre la bocca asciutta !! devo anche dire di essere un fumatore e che in quest’ ultimo periodo sto fumando più del solito a causa dello stress che comporta questo lavoro e le tante ore sveglio. grazie ancora.
Caro Angel, avere la lingua grigia e patinosa può essere semplicemente dovuto a dei disordini dello stomaco e dell’ intestino, ma non si tratta di nulla di grave. Trovi comunque maggiori informazioni in merito allo stato di salute in relazione al “colore” della lingua in questo articolo (Clicca Qui):
La lingua è lo specchio della salute: il check-up fai-da-te. Lingua bianca, afte, rischi del piercing sulla lingua
Il consiglio senz’ altro rimane quello di effettuare il test dell’ Hiv e gli accertamenti medici per valutare se hai contratto o meno delle malattie a trasmissione sessuale (non esiste solo l’ Hiv).
ciao, circa due settimana fa ho avuto un rapporto sessuale con una prostituta… il rapporto si è concluso con la rottura del preservativo. io però non me ne sono accorto ed ho continuato il rapporto fino all’ eiaculazione. dopo neanche due giorni mi sono ritrovato con febbre, mal di gola e placche alla gola. è sintomo che probabilmente ho contratto il virus hiv ?
Buongiorno Simo, come già risposto in molti commenti precedenti, il virus dell’ Hiv è all’ inizio asintomatico nella maggior parte dei casi: i sintomi dell’ Hiv compaiono dopo molto tempo, anche a distanza di anni. Questo significa che si può essere sieropositivi senza saperlo, l’ unico modo per avere una sicurezza è eseguire il test per l’ Hiv. Dato che tu hai avuto un rapporto sessuale a rischio contagio molto elevato 2 settimane fa, il consiglio è quello di eseguire il test dell’ Hiv passati almeno 3 mesi dal rapporto a rischio, in modo che sia trascorso il cosiddetto “periodo finestra” (periodo in cui si formano gli anticorpi dell’ Hiv) e in modo che il Test dell’ Hiv risulti attendibile. I sintomi che accusi ora possono essere dovuti ad altre cause, non sono necessariamente riconducibili all’ Hiv. Come già ripetuto in molte risposte, esistono infatti oltre 30 malattie trasmissibili sessualmente, tra cui anche l’ epatite B e C e il Papilloma Virus (Hpv). I sintomi che accusi possono essere relativi anche alla mononucleosi (la cosiddetta “malattia del bacio”). Effettua anche il test per verificare se hai contratto la mononucleosi. Trovi maggiori informazioni sulle principali malattie a trasmissione sessuale (con i relativi sintomi) in questi articoli (Clicca Qui):
MALATTIE A TRASMISSIONE SESSUALE
Malattie a trasmissione sessuale: Papilloma Virus, Clamidia, Epatite B, Hiv e Aids, Herpes Genitale
PAPILLOMA VIRUS (HPV) NELL’ UOMO E NELLA DONNA
Sintomi Papilloma Virus (HPV) e cura nell’ uomo e nella donna. Papilloma virus nell’ uomo e tumore al pene
SINTOMI MONONUCLEOSI
Sintomi mononucleosi (la “malattia del bacio”): febbre e stanchezza. Diagnosi mononucleosi: esame del sangue
Considerando che andare con una prostituta comporta alti rischi di contrarre malattie a trasmissione sessuale, e considerando che non esiste solo il rischio di contrarre l’ Hiv, ma ci sono alti rischi di contrarre anche l’ epatite, il papilloma virus e molte altre infezioni batteriche, il consiglio nel tuo caso è senz’ altro quello di effettuare un controllo generale sul tuo stato di salute per verificare se hai contratto qualche virus, ed effettuare successivamente (a distanza di 3 mesi) anche il test dell’ Hiv.
salve, io sonno stato con una ragazza, eravamo un pò ubriachi, lei mi ha messo il preservativo poi credo che il comdom si è sfilato un pò, ma ho sentito un pò di rumore… fa un pò di rumore il preservativo vero no ? dopo ho tirato fuori il pene e il preservativo era uscito, ma non ricordo se era uscito prima o quando l’ ho tirato fuori, credo cue sonno stati 3 minuti. così credo, perchè non ho eiaculato neanche. poi dopo un giorno le mie labbra si sono un pò asciugate e ho un pò di crostine sulle labbra. dopo tre giorni ho fatto il test e l’ altro penso lo faro tra un messe, però sto con l’ ansia, dormo poco, sono stanco, nervoso, penso tanto. c’è rischio di hiv anche se l’ ho penetrata per un minuto senza condom ? aiutatemi per favore, grazie
Caro Pocras, il presenvativo non fa “rumore”, a meno che non si rompe. Per quanto riguarda il test dell’ Hiv, per avere un’ attendibilità e una certezza, il test va fatto anche dopo 3 mesi dal rapporto sessuale a rischio. Detto questo, dato che eravate “ubriachi”, da quanto scrivi non ricordi bene com’è andato il rapposto sessuale con questa ragazza, non ricordi come e quando di preciso il preservativo si è sfilato. Di conseguenza, è bene che tu esegua il test per l’ Hiv anche dopo 3 mesi dal rapporto sessuale a rischio, in modo da avere una certezza definitiva. La sequenza dei test per l’ Hiv per avere un risultato definitivo è questa:
- si effettua un primo test dopo un mese-un mese e mezzo dal rapporto sessuale a rischio (al fine di superare la durata media del periodo finestra, periodo in cui si possono formare gli anticorpi Hiv), in modo che un risultato negativo cominci a dare un pò di tranquillità ed in modo che un risultato positivo permetta di agire tempestivamente in caso di contagio da Hiv;
- va poi effettuato un secondo test dopo 3 mesi dal rapporto sessuale a rischio, per il quale un risultato negativo ha un valore definitivo (secondo la Commissione Nazionale per la lotta contro l’ Aids);
- per estrema sicurezza va effettuato l’ ultimo test a distanza di 6 mesi dal rapporto sesssuale a rischio.
Un risultato positivo del test per l’ Hiv (di solito viene usato il Test Elisa) necessita di un test di conferma, noto come test Western Blot, per una diagnosi con assoluta certezza.
In sintesi, i test per l’ Hiv sono valutati in questo modo:
- un test negativo, dopo 3 mesi dall’ ultimo evento a rischio, indica definitivamente che non è avvenuto il contagio da Hiv;
- un test positivo, confermato successivamente da un test Western Blot positivo, indica definitivamente che è avvenuto il contagio da Hiv.
Per quanto riguarda invece le “crosticine” che hai sulle labbra, possono essere semplicemente un herpes labiale, rivolgiti comunque al tuo medico curante per farle valutare.
Il rischio di contrarre l’ Hiv non deriva solo dalla penetrazione durante il rapporto sessuale, ma anche i rapporti orogenitali (rapporti orali) possono portare a contrarre il virus dell’ Hiv. Con le stesse modalità si trasmettono anche altri virus come l’ Hpv (papilloma virus) e l’ epatite. Per una tua maggiore informazione, in questi articoli trovi le primcipali malattie a trasmissione sessuale e i relativi sintomi (Clicca Qui sotto):
MALATTIE A TRASMISSIONE SESSUALE
Malattie a trasmissione sessuale: Papilloma Virus, Clamidia, Epatite B, Hiv e Aids, Herpes Genitale
PAPILLOMA VIRUS (HPV) NELL’ UOMO E NELLA DONNA
Sintomi Papilloma Virus (HPV) e cura nell’ uomo e nella donna. Papilloma virus nell’ uomo e tumore al pene
Non smetteremo mai di ripeterlo: non esiste solo l’ Hiv, ma esistono oltre 30 malattie a trasmissione sessuale con rapporti a rischio.
ho un grosso dilemma: dopo circa 8 anni che ho avuto un rapporto non protetto con una persona che conoscevo troppo poco, mi chiedo se possa aver contratto ill virus hiv… me lo sono chiesta solo ora perchè ho intenzione di fare un figlio. non ho mai fatto il test e lo so che è veramente da stupidi… ma ora mi è venuta un pò di paura e non so come comportarmi.
salve e grazie anticipatamente, volevo sapere se la durata del rapporto sessuale influisce sulle probabilità della trasmissione del virus dell’ hiv, in quanto io qualche giorno fa ho avuto un rapporto con una prostituta. durante il rapporto si è rotto il preservativo ma me ne sono accorto dopo circa 30 secondi e ho interrotto il rapporto. tralatro appena arrivato a casa mi sono lavato accuratamente… che probabilità ho di avere contratto l’ hiv ? attendo risposta, grazie
RISPOSTA PER PAM: dato che vuoi avere un bambino, sarebbe bene per te e per il tuo compagno eseguire entrambi in test per l’ Hiv in modo da essere tranquilli. Da persone adulte e mature, parlatene insieme ed andate ad eseguire il test, è la cosa migliore che potete fare. Per quanto riguarda il virus dell’ Hiv, spesso molte persone sono sieropositive (hanno cioè contratto il virud dell’ Hiv a sono portatori sani) senza saperlo se non hanno mai fatto il test per l’ Hiv. Il virus infatti nella maggior parte dei casi non dà sintomi (è asintomatico) per molti anni. I veri e propri sintomi dell’ Aids possono comparire anche a distanza di 10 anni. Se hai dei dubbi, è bene che tu parli al tuo compagno per eseguire insieme il test dell’ Hiv prima di avere un bambino.
RISPOSTA PER MAURIZZIUS: il virus dell’ hiv si può contrarre indipendentemente dalla durata del rapporto sessuale. Il rischio di contagio nel tuo caso quindi c’è, ed è inutile stare a pensare alle “percentuali” o alle “probabilità” di rischio. E’ bene che tu esegua il test dell’ Hiv passati 3 mesi dal tuo rapporto a rischio, in modo da avere l’ attendibilità del test. I rapporti sessuali non protetti o a rischio (come nel caso di rapporti con prostitute) possono portare al contagio anche di altre malattie a trasmissione sessuale come l’ HPV (Papilloma Virus) e l’ epatite. Non esiste solo l’ Hiv, ma attraverso rapporti a rischio è possibile contrarre oltre 30 malattie sessualmente trasmissibili. E’ bene quindi che tu esegua anche un controllo medico generale oltre al test dell’ Hiv per verificare il tuo stato di salute. In questi articoli trovi altre informazioni sulle malattie a trasmissione sessuale che è bene conoscere per evitare inutili rischi per la salute (Clicca qui sotto):
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PAPILLOMA VIRUS (HPV) NELL’ UOMO E NELLA DONNA
Sintomi Papilloma Virus (HPV) e cura nell’ uomo e nella donna. Papilloma virus nell’ uomo e tumore al pene
Andare a prostitute e poi avere paura di aver contratto qualche virus è un atteggiamento molto superficiale… non sarebbe meglio pensarci prima ?
salve. volevo sapere se si può contrarre l’ hiv pungendosi con una siringa abbandonata. grazie
Buongiorno Bell, per quanto riguarda il rischio di contrarre il virus dell’ Hiv pungendosi accidentalmente con una siringa abbandonata, considera che il virus dell’ Aids rimane vivo e infettivo per massimo un’ ora all’ aperto, quindi il rischio è molto basso. E’ comunque opportuno effetture il Test specifico per l’ Hiv in modo da stare tranquilli. Sono diverse le infezioni che si possono contrarre pungendosi con una siringa abbandonata:
TETANO: un pericolo da tenere presente per qualsiasi ferita, però se le vaccinazioni sono state eseguite regolarmente non esiste alcun problema.
EPATITE B: è dovuta ad un virus abbastanza resistente e il contagio è possibile, il problema sussiste solo se non hai eseguito la vaccinazione contro l’ epatite B, in caso contrario è però possibile iniziare la vaccinazione immediatamente dopo l’ incidente.
EPATITE C: il virus responsabile di questa forma di epatite resiste poco all’ essiccamento e ad un ambiente ostile perciò è improbabile che la puntura con una siringa abbandonata possa essere pericoloso. Per l’ epatite C non esiste una terapia preventiva.
INFEZIONE DA HIV: il virus responsabile dell’ AIDS molto difficilmente resiste vitale e infettante in una siringa abbandonata. Il rischio di contrarre l’ infezione da HIV è basso anche se ci si punge con una siringa abbandonata.
La pelle sana rappresenta un’ efficace barriera contro il passaggio delle infezioni. Teoricamente non vi sono rischi a toccare con le mani nude un siringa abbandonata per strada. Non è possibile, però, escludere la presenza di piccole ferite o abrasioni non evidenti che, interrompendo la continuità della pelle, permettono ai virus di penetrare nel nostro organismo. Molto spesso non sappiamo inoltre da quanto tempo la siringa è stata abbandonata. Per tranquillità è comunque opportuno fare degli accertamenti medici.
Salve, ho avuto un rapporto non protetto circa 6 mesi fa (Ottobre-Novembre 2010). Tra Aprile 2011 e Maggio 2011 ho avuto diversi episodi di febbre a intermittenza, ed inoltre ho riscontrato i seguenti sintomi: nausea, giramenti di testa, inapettenza nei giorni dopo la febbre, dolori articolari localizzati nella parte cervicale e in un giornata in particolare una sorta di puncicate ai lati della testa, più o meno sotto le orecchie. Ho fatto il test HIV alcuni giorni fa ed ha dato esito negativo. Posso stare tranquillo di non aver contratto il virus ? Posso fare qualche esame aggiuntivo per essere certo di non essere sieropositivo ? Grazie.
Buonasera Marco, di solito un test per l’ Hiv eseguito a 6 mesi di distanza da un rapporto a rischio è attendibile, sempre se non hai avuto nel frattempo altri rapporti a rischio. Trascorsi i 6 mesi infatti, gli anticorpi da Hiv si sarebbero già formati. Nel tuo caso quindi puoi stare tranquillo, non ci sono altre analisi mediche da fare per l’ Hiv, puoi ripetere il test dell’ Hiv tra un paio di mesi se proprio non sei convinto e per tua estrema tranquillità. I sintomi che dici di aver riscontrato non sono necessariamente legati all’ Hiv. Come risposto più volte a molti altri commenti, chi è sieropositivo (ha cioè contratto il virus dell’ Hiv) sviluppa i primi sintomi della malattia anche dopo anni dal contagio. Inizialmente quindi non ci sono sintomi visibili: quando si è sieropositivi non ci si ammala di più, non si prendono più influenze o infezioni degli altri, e non si hanno i segni tipici della malattia. I sintomi veri e propri dell’ Aids sono un iniziale calo delle forze, la febbricola che non passa, inappetenza, dimagrimento e macchie sulla pelle. Ma quando appaiono questi sintomi è già tardi: è vero che chi ha il virus dell’ Hiv oggi può vivere fino a 80 anni, ma a patto che la terapia con gli antivirali (ora con pochi effetti collaterali e in 2-3 pillole) inizi presto, affinchè il sistema immunitario tenga sotto controllo il virus. Questo certamente non è il tuo caso, dato che a distanza di 6 mesi dal rapporto a rischio sei risultato negativo al test, e di conseguenza non hai contratto il virus dell’ Hiv.
Se proprio vuoi eseguire delle analisi mediche per valutare il tuo stato di salute, rivolgiti al tuo medico oppure ad un urologo in modo da eseguire test specifici per valutare se hai contratto altri tipi di malattie sessuali dal tuo rapporto a rischio. Non esiste solo l’ Hiv, ma con le stesse modalità è possibile contrarre anche l’ epatite e il papilloma virus (Hpv). Esegui quindi degli accertamenti in merito. Sulle altre malattie a trasmissione sessuale, sui sintomi più ricorrenti, sulla diagnosi e sulle cure, trovi maggiori informazioni in questi articoli (Clicca Qui):
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PAPILLOMA VIRUS (HPV) NELL’ UOMO E NELLA DONNA
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Salve, io l’ anno scorso ho avuto dei rapporti a rischio, dopo pochi mesi mi è uscita una macchia sul glande. il dottore mi ha diagnosticato una micosi-candidosi. ora volevo chiedervi se sono a rischio hiv, cioè se questa candida che in questi mesi non si è curata tanto bene significa che ho contratto l’ hiv. grazie
Buonasera Francesco, la candida non c’entra nulla con l’ Hiv. L’ unico modo per essere certi di non aver contratto l’ Hiv è eseguire il test specifico. Hai già effettuato il test per l’ Hiv dato che ormai è trascorso un anno dal tuo precedente rapporto a rischio ? Se ancora non l’ hai fatto, esegui il test per l’ Hiv in modo da essere certo di non aver contratto il virus. La candida è invece un’ altra malattia a trasmissione sessuale (si trasmette sempre con rapporti a rischio non protetti da preservativo). La candida è una malattia a trasmissione sessuale molto comune, ma è curabile, segui quindi tutte le indicazioni del tuo medico. Spesso ci vuole un pò di tempo e pazienza per curare la candidosi, ma cerca di essere costante nelle cure che il medico ti prescrive.
Oltre al test per l’ Hiv, sarebbe bene anche effettuare il test per l’ Hpv (Papilloma Virus): è una malattia a trasmissione sessuale che può colpire uomini e donne. Trovi maggiori informazioni in merito in questo articolo (CliccaQui): Sintomi Papilloma Virus (HPV) e cura nell’ uomo e nella donna. Papilloma virus nell’ uomo e tumore al pene
Io praticamente ho sempre usato il preservativo, però un paio di volte non mi sono fermato subito dopo l’ eiaculazione, ecco perchè ho un pò di paura, comunque ora eseguirò tutti gli esami consigliati, grazie mille !
Salve ! Vorrei chiedere che probabilità ho di aver contratto l’ hiv. 9 anni fa ho avuto rapporti durati 2 anni con un ragazzo che conoscevo. Dopo mi sono sposata e da 9 anni ho rapporti solo con mio marito e viceversa. Ma ultimamente mi è venuta una grande paura nei confronti di questa malattia. Secondo lei se avessi l’ hiv, dopo 9 anni la malattia si dovrebbe vedere in qualche modo, o no ? Non parlo di 9 mesi, ma di 9 ANNI ! Posso stare tranquilla e magari con calma in un futuro eseguire il test ? Per favore mi dia delle risposte che mi possano tranquillizzare ! Grazie mille !
Carissima Laura, l’ unico modo per stare “tranquilli” è eseguire subito il test dell’ Hiv, e non aspettare un “ipotetico prossimo futuro”. Al di là di un “calcolo delle probabilità” di possibile contagio (che è impossibile calcolare), dato che hai dei dubbi e dato che sei una donna adulta e sposata, la cosa migliore da fare è eseguire il test dell’ Hiv insieme a tuo marito (dovete eseguire entrambi il test dato che attualmente avete rapporti sessuali di coppia non protetti), questo è un comportamento adulto e responsabile. I sintomi dell’ Hiv possono comparire anche molti anni dopo l’ eventuale contagio, anche oltre 10 anni dopo. Ma oltre all’ Hiv, ci sono molte altre malattie a trasmissione sessuale che, se non diagnosticate e se trascurate, possono portare anche a problemi di infertilità sia maschile che femminile. Di conseguenza sarebbe il caso sia di eseguire il test specifico per l’ Hiv, sia di effettuare altre analisi mediche presso il tuo ginecologo (se ancora non le hai eseguite). E’ bene eseguire anche il test per l’ HPV (Papilloma Virus): una malattia a trasmissione sessuale molto fastidiosa per la donna e per l’ uomo. Sulle principali malattie a trasmissione sessuale trovi maggiori informazioni in questi articoli (Clicca Qui Sotto):
PAPILLOMA VIRUS (HPV) NELL’ UOMO E NELLA DONNA
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PRINCIPALI MALATTIE A TRASMISSIONE SESSUALE
Malattie a trasmissione sessuale: Papilloma Virus, Clamidia, Epatite B, Hiv e Aids, Herpes Genitale
Informazione, consapevolezza, senso di responsabilità, dialogo aperto e sincero sono le cose migliori in un rapporto di coppia adulto. Parla con tuo marito e, se avete dubbi circa i vostri precedenti rapporti sessuali, eseguite i test specifici in modo da stare tranquilli. In caso contrario (e speriamo non sia il tuo caso !) continuerai a “vivere nel dubbio”…
Ciao, sono una ragazza di 22 anni. Ho avuto rapporti con 4 ragazzi, tre derivati da storie serie ed uno da una scappatella. premettendo il mio essere ipocondriaca, ho chiesto di effettuare il test dell’ HIV alle mie storie serie prima di avere rapporti. Tutti negativi, l’ ultimo aveva una vita sessuale molto attiva prima di me e sinceramente temo anche nel durante; finita la storia ho avuto un rapporto non protetto con un amico di amici, da lì il panico. Dopo 4 mesi mi sono stati diagnosticati i condilomi esterni che si uniscono alla mia periodica candida. In poche parole sono terrorizzata che i condilomi siano un segnale per l’ HIV. Vivendo questo stato d’ ansia continuo si sono aggiunti pruriti diffusi. Potete aiutarmi a trovare una soluzione ?
Buongiorno Patty, i condilomi non sono il sintomo dell’ Hiv, ma di solito sono il sintomo più comune dell’ HPV, cioè del Papilloma Virus che è un’ altra malattia a trasmissione sessuale. La diagnosi del Papilloma Virus nella donna viene effettuata attraverso il test specifico per l’ HPV. Sia la candida che (soprattutto) il Papilloma Virus vanno curati, segui quindi le indicazioni del tuo ginecologo. Per quanto riguarda i sintomi e la cura del Papilloma Virus (HPV), trovi informazioni in questo articolo (Clicca Qui): Sintomi Papilloma Virus (HPV) e cura nell’ uomo e nella donna. Papilloma virus nell’ uomo e tumore al pene
Per quanto riguarda invece l’ HIV e il rischio Aids, per avere la certezza di non aver contratto il virus, il test specifico per l’ HIV va effettuato dopo 3 mesi dall’ ultimo rapporto sessuale a rischio non protetto. Al di là dell’ HIV, ci sono comunque altre malattie a trasmissione sessuale che si possono trasmettere attraverso rapporti sessuali non protetti, come appunto il Papilloma Virus (HPV) e la candida; trovi maggiori informazioni in merito in questo articolo (Clicca Qui): Malattie a trasmissione sessuale: Papilloma Virus, Clamidia, Epatite B, Hiv e Aids, Herpes Genitale
Dato che dici di essere “ipocondiacra”, il consiglio migliore è quello di effettuare gli accertamenti medici e di non avere in futuro rapporti sessuali non protetti da preservativo: se sei ipocondriaca come dici, è meglio prevenire che curare. Come già ripetuto in molte risposte, esistono infatti oltre 30 malattie trasmissibili sessualmente, tra cui anche l’ epatite B e C e il Papilloma Virus (Hpv) che probabilmente hai contratto dato che hai dei condilomi genitali. Se si segue un atteggiamento sessuale a rischio e poi ci si preoccupa solo dopo, questo è solo un atteggiamento superficiale e poco attento alla propria salute personale.
Mi rendo perfettamente conto di essere stata un’ irresponsabile. È solo che sto davvero vivendo il tutto in modo molto negativo. grazie della risposta, siete stati molto gentili
Cara Patty, ormai quel che è fatto è fatto, cerca in futuro di evitare rapporti sessuali senza preservativo se non hai una relazione stabile e di fiducia. In questo momento cerca invece di effettuare le analisi mediche per gli accertamenti necessari e segui le eventuali cure che il tuo ginecologo ti prescriverà. Il Papilloma Virus è curabile, quindi non vedere tutto in modo negativo, non ti è di aiuto: affronta piuttosto in modo responsabile la situazione che stai vivendo.
ciao, oggi il mio ragazzo era al supermercato a fare la spesa, una signora è caduta e si è tagliata il braccio con una bottiglia. Lui quando ha visto per terra la signora l’ ha aiutata ad alzarsi e si è sporcato le mani di sangue. La signora quando si è ripresa ha comunicato al mio ragazzo di essere sieropositiva. Che rischio c’è ? grazie della risposta
Ciao Stefania, per quanto riguarda il rischio di contrarre il virus dell’ Hiv semplicemente toccando il sangue di una persona infetta, considera che la pelle sana (quella del tuo ragazzo che non si è ferito) rappresenta un’ efficace barriera contro il passaggio delle infezioni. Teoricamente non ci sono rischi elevati per il tuo ragazzo, non è possibile però escludere la presenza di piccole ferite o abrasioni non evidenti che, interrompendo la continuità della pelle, permettono ai virus di penetrare nell’ organismo. Per tranquillità è comunque opportuno fare degli accertamenti medici: fai eseguire al tuo ragazzo il Test per l’ Hiv.
grazie, ma se dovesse fare il test subito potrebbe anche risultare negativo no ? deve aspettare 3 mesi ?
Salve, sono un ragazzo di 28 anni. Qualche settimana fa ho avuto un rapporto orale con una ragazza che non conoscevo bene (mi ha praticato una fellattio non protetta) ma al momento della eiaculazione sono venuto fuori. non c’è stato un rapporto sessuale completo… Volevo sapere se ci sono rischi di contagio da hiv e epatite c e se è il caso di fare subito delle analisi. Grazie
RISPOSTA PER STEFANIA: il test HIV indica se una persona ha sviluppato anticorpi anti-HIV. Il test comunemente utilizzato come test HIV è il test “HIV Ab” che rivela la presenza nel sangue di anticorpi “anti-HIV”, cioè anticorpi prodotti dall’ organismo per contrastare il virus dell’ Hiv (se contratto). Poiché il test HIV Ab spesso viene eseguito con il metodo ELISA, esso viene comunemente indicato come “test ELISA”. Questo test non può essere eseguito subito dopo il possibile contagio. Infatti, quando il virus HIV penetra nell’ organismo, gli anticorpi anti-HIV non si formano subito: esiste il cosiddetto “periodo finestra”, periodo durante il quale si è stati contagiati e si può anche contagiare qualcun altro, ma non si è ancora diventati sieropositivi, ossia non si sono ancora formati gli anticorpi specifici anti-HIV. Durante il periodo finestra il test ELISA risulta negativo e, di conseguenza, basandosi solo su di esso per rilevare la sieropositività, chiunque potrebbe essere stato contagiato anche se ciò non viene rilevato (come tu stessa hai notato). Il periodo finestra dura mediamente 4-6 settimane, nel caso di test ELISA di vecchia generazione. Il risultato è considerato definitivo dopo 3 mesi: trascorsi questi 3 mesi, si sono sicuramente formati gli anticorpi specifici, oppure non si sono formati. Anche l’ OMS (organizzazione mondiale della sanità) parla di test definitivo a 3 mesi.
La sequenza dei test per l’ Hiv per avere un risultato definitivo è questa:
- si effettua un primo test dopo un mese-un mese e mezzo (al fine di superare la durata media del periodo finestra), in modo che un risultato negativo cominci a dare un pò di tranquillità ed in modo che un risultato positivo permetta di agire tempestivamente in caso di contagio da Hiv;
- va poi effettuato un secondo test dopo 3 mesi, per il quale un risultato negativo ha un valore definitivo (secondo la Commissione Nazionale per la lotta contro l’ Aids).
Se il risultato del test è negativo, significa che non si è affetti da HIV. Un risultato positivo del test ELISA necessita invece di un test di conferma, noto come test Western Blot, per una diagnosi con assoluta certezza.
E’ bene quindi che il tuo ragazzo effettui un primo Test HIV dopo un mese-un mese e mezzo (al fine di superare la durata media del periodo finestra), e poi un secondo Test HIV dopo 3 mesi per certezza.
RISPOSTA PER PAOLO: il contagio da HIV può avvenire anche con rapporti orogenitali non protetti dal preservativo (come nel tuo caso). Un certo rischio HIV esiste durante il periodo mestruale della partner: esiste cioè la possibilità di infettarsi con il sangue mestruale che finisce in bocca. La secrezione vaginale della donna invece (contrariamente a quanto avviene nei rapporti con penetrazione) non rappresenta, secondo le conoscenze attuali, un rischio reale nei rapporti orali. Sempre con i rapporti orogenitali come la fellatio è possibile contrarre anche l’ herpes genitale: è causato dall’ herpes simplex (le vescicole che compaiono ai lati della bocca) ed è altamente contagioso. Anche il papilloma virus (HPV) si può trasmettere col sesso orogenitale. Sono molte le malattie a trasmissione sessuale che si possono trasmettere con la pratica del sesso orogenitale. Per un elenco completo dei sintomi delle malattie a trasmissione sessuale e delle analisi mediche, leggi l’ articolo correlato (Clicca Qui): Malattie a trasmissione sessuale: Papilloma Virus, Clamidia, Epatite B, Hiv e Aids, Herpes Genitale
Per quanto riguarda invece il rischio di HPV (papilloma virus nell’ uomo), trovi maggiori informazioni in questo articolo (Clicca Qui): Sintomi Papilloma Virus (HPV) e cura nell’ uomo e nella donna. Papilloma virus nell’ uomo e tumore al pene
Buongiorno, volevo solo chiederVi se gli esami del sangue per la cura del diabete mellito che eseguo regolarmente possono dare risposte anche in merito al virus HIV. Grazie
Caro Marco, con le analisi per il diabete vengono controllati i valori della glicemia presenti nel sangue. Con il Test specifico per l’ Hiv viene invece controllata la presenza o meno di anticorpi anti-HIV nel sangue. Si tratta quindi di due esami medici differenti: le analisi del sangue per il diabete non possono dare risposte in merito all’ Hiv. Per sapere se sei sieropositivo o meno al virus dell’ Hiv devi necessariamente richiedere ed eseguire il test specifico per l’ Hiv.
Salve a tutti… mi sono imbattuto in questo sito per puro caso e vorrei se possibile avere, data la mia situazione, risposta ad un mio dubbio… Ho avuto due rapporti occasionali con due ragazzi diversi tra cui con uno in particolare (data la circostanza occasionale) non ho usato protezioni di alcun modo, e nel caso specifico è successo che ci siamo eiaculati a vicenda in bocca, e in parte, almeno io ho ingoiato un pò ! terrore e ansia qualche giorno dopo… parlando con una consulente mi ha detto e consigliato di fare un test per l’ Hiv a 4 mesi e uno dopo un anno, però avrei dovuto fare rischiesta al mio medico curante… per vergogna e per non creare subito allarmismo non ho seguito quel consiglio e con una scusa dal mio medico facendo i normali esami di routine (tipo emocromo colesterolo ferro ecc) ho chiesto di inserire anche i test per le malattie tipo epatite, hiv, e altro… dato il mio lavoro in settore sanitario ho detto al medico non si sa mai… Ora vorrei sapere, queste analisi del sangue con i relativi test sono le stesse che vengono eseguite quando si richiede lo specifico test per l’ hiv ? se si, una risposta e esito negativo dopo 8 mesi dal rapporto su descritto e dopo 7 mesi dal secondo con il secondo ragazzo, si possono ritenere giuste e finali o devo richiedere altre analisi ? anche perchè ho ancora un pò d’ ansia e paura in merito… La ringrazio per l’ attenzione e per la risposta eventuale…
Buongiorno Nicolò, i rapporti orali non protetti non comportano un rischio di trasmissione dell’ HIV purché non si prenda in bocca né si ingoi sperma. Nel tuo caso quindi uno specifico test dell’ HIV è consigliabile dato che nel tuo rapporto a rischio c’è stata eiaculazione di sperma in bocca. Il test dell’ HIV può escludere un’ infezione da HIV con certezza solo dopo tre mesi da una situazione a rischio: questo periodo di tempo (detto “periodo finestra”) è necessario al corpo per sviluppare un numero sufficiente di anticorpi per difendersi da un’ eventuale infezione da virus HIV. Dopo tre mesi, il risultato di un test HIV è sufficientemente sicuro: se il risultato è negativo, non si è prodotta nessuna infezione da Hiv. Ovviamente devi richiedere di eseguire il test specifico per l’ Hiv e non le analisi del sangue in generale: supera la tua vergogna e richiedi il test specifico dato che è per la tua salute.
Considera anche che molte altre malattie sessualmente trasmissibili vengono trasmesse molto più facilmente dell’ HIV, anche nel caso di rapporti orali non protetti (e anche senza eiaculazione). Trovi maggiori informazioni qui: Malattie a trasmissione sessuale: Papilloma Virus, Clamidia, Epatite B, Hiv e Aids, Herpes Genitale
Salve e grazie per la risposta… Le scrivo per dirle che è passato più di un anno ormai da quell’ evento e ora che ho letto la sua risposta e che mi consiglia di fare un test specifico sono sprofondato di nuovo nel terrore più atroce… credevo di aver eliminato (anche se in parte) questa paura con le analisi del sangue normali… Quindi quell’ esito negativo che ho avuto non è indice di tranquillità ? Volevo chiederLe, c’è un modo per fare il test specifico in totale anonimato senza passare dal medico di famiglia, che tra l’ altro è anche un amico di famiglia ? non ce la faccio proprio ad andare da lui e dirgli che voglio fare questo test perchè ho fatto ciò che ho fatto… aiuto vi prego ! Sono della provincia di Lecce e vorrei chiederLe se qui in zona c’è qualche struttura che lo può fare senza dover chiedere la richiesta del medico curante e se si quale. La ringrazio ancora… oh mamma… che incubo !
Caro Nicolò, ovviamente il Test per l’ Hiv è un test specifico che è differente da altri tipi di analisi del sangue: il test mira infatti a ricercare eventuali anticorpi anti-Hiv nel sangue. Per questa ragione va richiesto il test specifico per l’ Hiv. Per effettuare il test per l’ Hiv, le modalità di accesso cambiano di struttura in struttura: generalmente non è richiesta l’ impegnativa del medico di base e basta presentarsi direttamente presso le Unità Opertative. A Lecce è comunque presente la sede operativa di zona della LILA (Lega Italiana per la Lotta contro l’ Aids): LILA LECCE Sede operativa in via Verona 16, telefono 0832-246800. Contatta la struttura e chiedi informazioni per effettuare il test.
salve ! Ho un problema a dir poco grosso, ora temo per la mia vita. qualche mese fa ho avuto un rapporto con la mia tipa (ora é la mia ex). Ho iniziato il rapporto senza preservativo (tipo ho penetrato due o tre volte senza preservativo) poi mi decido di usare il preservativo. ora scopro che ‘sta ragazza è poco raccomandabile quindi vorrei sapere: quante possibilità ho di contrarre ‘sto maledetto HIV ?
Caro Jonathan, è impossibile calcolare le “possibilità” di aver contratto o meno l’ Hiv: può andare bene 10 volte, oppure con un solo rapporto a rischio si può contarre il virus. E’ inutile cercare di fare un “calcolo delle probabilità”. Se pensi di essere a rischio, per tua tranquillità personale esegui il test per l’ Hiv.
Buongiorno, scusate ma ho bisogno di un pò di conforto, sono una ragazza di 28 anni e da qualche mese condivido casa con una mia amica, abbiamo da poco scoperto che un ragazzo amico suo (omosessuale) ha l’ hiv, lei prima di sapere della malattia di lui ha bevuto dalla sua stessa bottiglia e haimè condiviso una canna, lui ha cenato da noi (usando le nostre posate ed è andato anche in bagno) e per di più nasconde questa cosa a tutti, va spesso in locali dove ha rapporti occasionali con altri uomini senza metterli al corrente del suo stato di salute ! io lo conosco poco e so che posso sembrare una persona che discrimina o “razzista” però questa malattia è sempre stata la mia fobia più grande e da quando ho saputo questa cosa non sto più riuscendo a stare tranquilla, mi vengono continui attacchi di panico (so di sembrare stupida ma è più forte di me) ! Che posso fare per riuscire ad ri-acquistare la mia tranquillità ?
Salve Vale, la tua paura è del tutto ingiustificata: l’ Aids non si trasmette con la saliva, quindi il virus dell’ Hiv non si trasmette se si beve dallo stesso bicchiere, non si trasmette se si mangia dallo stesso piatto e non si trasmette nemmeno se ospiti un malato di Aids a casa tua o se va in bagno a casa tua. Il virus dell’ Hiv si trasmette solo con i rapporti sessuali non protetti e con i rapporti orali a rischio non protetti da preservativo (in questo caso specifichiamo che l’ Aids si trasmette solo nel caso dei rapporti vaginali o anali e nel caso dei rapporti orali solo se lo sperma maschile finisce in bocca, e questo vale anche nel tuo caso, cioè nei rapporti eterosessuali), oppure si trasmette attraverso il contatto col sangue (nel caso di passaggio di siringhe soprattutto per i drogati, o nel contatto tra ferite aperte). Di conseguenza non è il caso di ghettizzare il vostro amico: lui è tenuto a dire di avere l’ Aids principalmente in ospedale (se deve essere curato) e nella sua vita privata nel caso abbia rapporti occasionali non protetti da preservativo con altri uomini (dato che da quello che scrivi è omosessuale). Considerando che nè tu nè la tua amica avete avuto rapporti sessuali col vostro amico che è omosessuale (da quanto ci scrivi), la tua paura è quindi ingiustificata. Dovresti invece preoccuparti se tu hai praticato rapporti orali a rischio ad un uomo e se lo sperma è finito nella tua bocca (dato che dici di aver sempre avuto paura dell’ Aids), idem per la tua compagna di casa. Un atteggiamento maturo e consapevole nei confronti del vostro amico sarebbe parlargli: dato che lui vi ha comunicato di avere l’ Aids, sarebbe il caso do fargli presente di usare sempre il preservativo nei suoi rapporti con altri uomini per non contagiarli. Non potete sapere se lui dica o meno agli altri uomini di avere l’ aids: invece di allontanarlo, e dato che si è aperto con voi (e non è facile), parlategli apertamente. Quanto a voi donne, con lui non rischiate nulla ad invitarlo a casa vostra, dato che è omosessuale e dato che non pratica sesso con voi: come già detto l‘ Aids non si trasmette con la saliva e nemmeno ospitando o stando vicino ad una persona malata di Aids. In quanto donne, voi due rischiate di più (oppure avete rischiato di più in passato inconsapevolmente) praticando rapporti orali (rapporti orogenitali) senza preservativo a ragazzi senza preservativo. Dato che sei così spaventata dall’ Aids, chiedi anche alla tua amica se ha sempre praticato rapporti orali ad un uomo col preservativo, in caso contrario, potrebbe essere a rischio Aids anche lei se in passato lo sperma di un uomo di cui non era sicura è finito nella sua bocca…
Salve volevo fare solo una semplice domanda, posso sapere se ho l’hiv dalle semplici analisi del sangue ? Sono passati 4 mesi dal rapporto a rischio. Inoltre il rapporto avuto è stato non protetto ma con coito interrotto… Questo significa che le probabilità sono inferiori ? So quali sono i liquidi che contagiano… vorrei solo sapere se il liquido pre-spermatico ha un’ alta probabilità di contagio. Grazie
Buongiorno Giovanna, come già risposto a molti dei commenti precedenti, per sapere se hai contratto l’ Hiv non bastano le semplici analisi del sangue generiche: devi richiedere ed eseguire il test specifico per l’ Hiv. E’ inoltre impossibile parlare di “probabilità” per quanto riguarda il potenziale contagio da Hiv: può andare bene 10 volte, oppure con un solo rapporto a rischio si può contrarre il virus. L’ Hiv si trasmette con i rapporti sessuali non protetti dal preservativo, indipendentemente dall’ eiaculazione. Quindi il rischio di contrarre il virus dell’ Hiv c’è anche dal liquido prespermatico. Inoltre, dato che sei una donna, sei anche maggiormente esposta al contagio da altre malattie a trasmissione sessuale, in primis il Papilloma Virus (Hpv). Non esiste infatti solo l’ Hiv ma esistono molte altre malattie a trasmissione sessuale. Trovi maggiori informazioni in questi articoli (clicca sui link qui sotto):
SINTOMI E DIAGNOSI PAPILLOMA VIRUS (HPV)
Sintomi Papilloma Virus (HPV) e cura nell’ uomo e nella donna
PRINCIPALI MALATTIE A TRASMISSIONE SESSUALE
Malattie a trasmissione sessuale: Papilloma Virus, Clamidia, Epatite B, Hiv e Aids, Herpes Genitale
Di conseguenza, dato che sei una donna, per la tua salute è bene sia richiedere il test per l’ Hiv dato che sono già trascorsi 4 mesi dal tuo rapporto a rischio, sia rivolgersi al tuo ginecologo e richiedere il test per l’ Hpv (Papilloma Virus) e un pap test per verificare se hai contratto altre malattie a trasmissione sessuale. Una visita di controllo dal tuo ginecologo è indicata. Considera infatti che l’ Hpv (Papilloma Virus) si trasmette molto più facilmente dell’ Hiv, così come la clamidia. Le donne inoltre corrono più rischi di contrarre malattie trasmissibili per via sessuale. La mucosa della vagina favorisce infatti la proliferazione degli agenti patogeni. Con un solo rapporto sessuale non protetto avuto con un partner malato, una donna ha il doppio delle probabilità rispetto all’ uomo di contrarre la clamidia o la gonorrea. Allo stesso modo, è più facile che una donna venga contagiata dal virus dell’ Aids da un uomo che ne è affetto piuttosto che il contrario, questo perchè nei rapporti sessuali la vagina subisce più lesioni.
salve… sono stata con un ragazzo per 6 mesi abbiamo avuto rapporti non protetti… quando ci siamo lasciati, dopo 9 mesi ho scoperto che lui aveva fatto il test per l’ Hiv perchè evidentemente aveva dei problemi. Ma il test è risultato negativo …posso comunque io aver contratto qualcosa o non ci sono problemi ? grazie
Buongiorno Maria, dato che ormai vi siete lasciati e dato che lui ha già fatto il test, anche se il suo è risultato negativo per tua sicurezza è bene che anche tu esegui il test per l’ Hiv: se il tuo ex ragazzo l’ ha eseguito è perchè evidentemente aveva dei dubbi. Dato che avete avuto rapporti senza preservativo, non puoi sapere se tu hai contratto qualcosa o meno finchè non eseguirai anche tu il test per l’ Hiv.
Salve, ho un grandissimo problema, la settimana scorsa ho avuto un rapporto orale con una persona che non conoscevo; purtroppo mi ha eiaculato in bocca ma io subito mi sono spostato ed ho sputato “credo” senza aver ingerito niente, sono stato in un centro d’ urgenza per esporre il caso e mi hanno proposto di fare tra 15 giorni tutti gli esami, sono preoccupatissimo… mi hanno fatto fare un test HIV anche questa mattina per un controllo generale, il quale è risultato negativo ma ovviamente mi hanno detto che bisogna aspettare almeno qualche settimana per avere la certezza e poi dopo 3 mesi la tranquillità al 100%… ieri sono stato da una psicologa che mi ha detto che il rischio del contaggio potrebbe esserci ma è un rischio non altissimo in quanto la bocca è molto più riparata rispetto all’ ano, però non è una certezza questa. in più volevo domandarvi per quanto riguarda il vaccino dell’ epatite io non ricordo se da bambino l’ ho fatto, esiste un metodo per risalire ? e se dovessi averlo fatto dura per sempre ? lo so che sono entrato in paranoia ma sono molto preoccupato, potreste aiutarmi per piacere ? cosa devo fare secondo voi ?
Caro Gian, l’ unica cosa da fare è aspettare di ripetere il test per l’ Hiv. Ti hanno già spiegato molto bene tutto. Per quanto riguarda il rischio di contagio, esiste se si ingerisce lo sperma maschile, quindi nel tuo caso il rischio può esserci. Il test HIV indica se una persona ha sviluppato anticorpi anti-HIV. Il test comunemente utilizzato come test HIV è il test “HIV Ab” che rivela la presenza nel sangue di anticorpi “anti-HIV”, cioè anticorpi prodotti dall’ organismo per contrastare il virus dell’ Hiv (se contratto). Poiché il test HIV Ab spesso viene eseguito con il metodo ELISA, esso viene comunemente indicato come “test ELISA”. Questo test non può essere eseguito subito dopo il possibile contagio. Infatti, quando il virus HIV penetra nell’ organismo, gli anticorpi anti-HIV non si formano subito: esiste il cosiddetto “periodo finestra”, periodo durante il quale si è stati contagiati e si può anche contagiare qualcun altro, ma non si è ancora diventati sieropositivi, ossia non si sono ancora formati gli anticorpi specifici anti-HIV. Durante il periodo finestra il test ELISA risulta negativo e, di conseguenza, basandosi solo su di esso per rilevare la sieropositività, chiunque potrebbe essere stato contagiato anche se ciò non viene rilevato (come tu stesso già sai). Il periodo finestra dura mediamente 4-6 settimane, nel caso di test ELISA di vecchia generazione. Il risultato è considerato definitivo dopo 3 mesi: trascorsi questi 3 mesi, si sono sicuramente formati gli anticorpi specifici, oppure non si sono formati. Anche l’ OMS (organizzazione mondiale della sanità) parla di test definitivo a 3 mesi.
La sequenza dei test per l’ Hiv per avere un risultato definitivo è questa:
- si effettua un primo test dopo un mese-un mese e mezzo (al fine di superare la durata media del periodo finestra), in modo che un risultato negativo cominci a dare un pò di tranquillità ed in modo che un risultato positivo permetta di agire tempestivamente in caso di contagio da Hiv;
- va poi effettuato un secondo test dopo 3 mesi, per il quale un risultato negativo ha un valore definitivo (secondo la Commissione Nazionale per la lotta contro l’ Aids).
Se il risultato del test è negativo, significa che non si è affetti da HIV. Un risultato positivo del test ELISA necessita invece di un test di conferma, noto come test Western Blot, per una diagnosi con assoluta certezza.
Per quanto riguarda invece il rischio di contagio di Epatite B (che è una malattia diversa), l’ epatite B è una malattia che colpisce il fegato e può essere mortale. L’ epatite B si trasmette per via sessuale. Un terzo delle persone affette da epatite B non presenta sintomi. Se i sintomi dell’ epatite B si manifestano, consistono in dolori addominali, urina di colore scuro, pelle e occhi giallastri. Per la diagnosi si esegue un’ analisi del sangue. La maggior parte delle infezioni da epatite B scompaiono da sole dopo 4-8 settimane, ma alcune permangono, provocando danni permanenti al fegato. Non ci sono cure efficaci, ma i sintomi possono essere tenuti sotto controllo con medicinali. Esiste un vaccino efficace per prevenire l’ epatite B, ma è raccomandato alle persone ad alto rischio di esposizione al virus come personale sanitario, persone che soffrono di malattie ai reni e sottoposti a dialisi. Chiedi quindi consiglio al tuo medico.
salve, ho scambiato un’ effusione (un bacio a due-tre riprese) con una ragazza, in un ambiente “osè” di milano… lei aveva anche il compagno (entrambi erano giovani)… ho avuto solo tale tipo di contatto. Ora, posto che l’ HIV si trasmette anche con la saliva, c’è di più… avevo già una piccola bollicina sulla mucosa gengivale, non credo sanguinante… cosa posso fare per stare un pò tranquillo ? grazie mille
Salve Francesco, L’ HIV NON SI TRASMETTE CON LA SALIVA, quindi non si trasmette nè con il bacio nè bevendo dallo stesso bicchiere (sei piuttosto disinformato sull’ argomento). Se non hai avuto rapporti sessuali a rischio (non protetti da preservativo), non hai contratto l’ Hiv. Con la saliva invece, e quindi con il semplice bacio, si può contrarre la mononucleosi (che infatti è chiamata “la malattia del bacio”). Trovi maggiori informazioni sui sintomi della monocluosi qui: Sintomi mononucleosi (la malattia del bacio): febbre e stanchezza. Diagnosi mononucleosi: esame del sangue
Fai eventualmente delle analisi del sangue per verificare se hai contratto o meno la mononucleosi.
Salve, volevo rispondere ai due donatori, perchè anch’io sono donatrice di sangue. Ma più di un anno fa ho avuto una storia, non usando il preservativo solo la prima volta, ma le altre volte, sempre con la protezione. Ho smesso di donare, fino a quando mi hanno mandato la comunicazione a casa. Ho parlato chiaro con il medico, mi ha rifatto gli esami… tutti negativi grazie a Dio. Adesso, purtroppo, mi sono innamorata di un sieropositivo, non abbiamo rapporti sessuali, io ho paura e lui vuole proteggermi. Il suo medico infettivologo ci ha rassicurati che io non corro nessun rischio… posso stare davvero tranquilla finchè il rapporto resta cosi ? Io comunque ho fatto il test e mi astengo dalla donazione di sangue, loro hanno già tanti problemi di salute… senza aggiungere anche questa !
Buongiorno Nina, hai fatto bene a smettere di donare il sangue e ad essere onesta col medico: questo è un segno di maturità e rispetto nei confronti degli altri. Grazie quindi per la tua testimonianza e per la tua risposta ai donatori che hanno scritto sul blog e che invece continuano a donare il sangue pur avendo rapporti a rischio. Per fortuna ci sono anche persone come te che invece sono più coscienziose e rispettose per gli altri. Per quanto riguarda la tua attuale storia d’ amore, di certo tu e il tuo compagno dovete fare attenzione dato che lui è sieropositivo. Se comunque non avete rapporti sessuali, tu non corri rischi. Devi fare attenzione anche ai rapporti orali: esiste infatti la possibilità di contrarre l’ Hiv nei rapporti orali se si viene in contatto con lo sperma maschile. Quindi è bene evitare nel tuo caso.
Grazie per la risposta celere. Io e il mio compagno ci scambiamo baci profondi e appassionati, e raggiungiamo il piacere solo toccandoci con le mani. Ho letto molti forum e dicono tutti la stessa cosa… non si trasmette con i baci. Ho solo bisogno di avere una ulteriore conferma.
Grazie anticipatamente.
Salve Nina, come già risposto anche al commento precedente per Francesco, L’ HIV NON SI TRASMETTE CON LA SALIVA, quindi non si trasmette nè con il bacio nè bevendo dallo stesso bicchiere. Se col tuo compagno non hai rapporti sessuali e non hai nemmeno rapporti orali (contatto tra bocca e sperma), non corri il rischio di contrarre l’ Hiv. Con la saliva invece, e quindi con il semplice bacio, si può contrarre la mononucleosi (che infatti è chiamata “la malattia del bacio”), ma che non ha nulla a che fare con l’ Hiv. Trovi maggiori informazioni sui sintomi della monocluosi qui: Sintomi mononucleosi (la malattia del bacio): febbre e stanchezza. Diagnosi mononucleosi: esame del sangue
buongiorno, cerco da tempo una risposta a una mia domanda ma non trovo risposta. la domanda è: dopo due giorni da possibile contagio da hiv si è già pericolosi per altre persone ? grazie in anticipo per chiunque mi dia una risposta.
Buongiorno Sasa, se una persona è sieropositiva (cioè portatore sano di Hiv), è contagioso per altre persone se ha rapporti sessuali non protetti da preservativo. Questa è la risposta al tuo dubbio. Considera che passa molto tempo prima che il virus dell’ Hiv porti ai sintomi dell’ Aids. Ma se una persona ha contratto il virus dell’ Hiv ed è sieropositiva, può trasmetterlo agli altri. Ovviamente l’ unico modo per sapere se si è sieropositivi è eseguire il Test specifico per l’ Hiv: analisi del sangue che individuano se si sono formati gli anticorpi per l’ Hiv.
C’è quindi un passaggio dall’ Hiv all’ Aids. L’ Hiv è la sigla che individua il virus che causa l’ Aids (sindrome da immunodeficienza acquisita): una malattia di origine virale che agisce prevalentemente sul sistema immunitario e provoca la notevole riduzione delle difese immunitarie dell’ organismo umano, che risulta così incapace di reagire anche ad attacchi infettivi o malattie lievi, che in condizioni normali sarebbero banali. Una persona che risulta positiva al test per l’ Hiv, è venuto in contatto con il virus, che è presente nel suo organismo anche se non si sono ancora verificati danni a carico del sistema immunitario, e ciò identifica il suo stato di sieropositività. Il periodo di incubazione può variare da 6 mesi fino ad arrivare a molti anni e i sintomi della malattia si manifestano molto tardi, altre volte la persona può rimanere portatore sano del virus Hiv ma potendo infettare altri. Lo stato di sieropositività può essere così sconosciuto perchè per scoprirlo è necessario effettuare il test per l’ Hiv.
Se dunque una persona ha contratto il virus dell’ Hiv ed è sieropositiva, può infettare altre persone. Occorre però eseguire il test: tu stai parlando solo per ipotesi su un “possibile” contagio, ma senza il test per l’ Hiv non puoi sapere se una persona è sieropositiva o no.
buonasera! sono molto preoccupata per le condizioni di salute di mio padre… è da molti anni che effettuando le normalissime analisi del sangue (precisamente dal 1998) ha sempre avuto tutti i valori della formula leucocitaria alterati… ora ho letto molte cose su internet e mi sono spaventata… io so con certezza che mio padre ha frequentato diverse donne e che tutt’ora ha delle relazioni extraconiugali, ma non ho mai osato chiedergli se abbia mai preso le dovute precauzioni… ora il mio dubbio è questo… è possibile che sia infetto dal virus HIV e che non abbia manifestato ancora alcun sintomo? questi valori che ha costantemente alterati possono essere la spia dell’ HIV? aggiungo anche che ha effettuato diversi controlli dall’ ematologo, ma mai nessuno ha effettuato le analisi specifiche dell’HIV… spero che riuscirete ad aiutarmi! grazie!