Difficoltà a digerire, bruciore di stomaco, gonfiore, nausea: sintomi dispepsia-Disturbo Gastrico

Difficoltà a digerire, bruciore di stomaco, gonfiore e nausea sono i sintomi della dispepsia: un disturbo gastrico provocato da diverse cause.

Cattiva digestione e dispepsia: i sintomi

Quando fare fatica a digerire oppure avere lo stomaco pesante non è un caso isolato e non coincide con qualche peccato di gola ma tende a ripresentarsi quotidianamente, è probabile che si tratti di dispepsia. Questa parola, che deriva dal greco, significa semplicemente “cattiva digestione”. Dispepsia è il termine medico per indicare tutta una serie di sintomi piuttosto vari che riguardano l’ apparato digerente.
In genere chi soffre di dispepsia riferisce sintomi come difficoltà a digerire, una sensazione di gonfiore dopo mangiato, ma anche la sensazione di avere un peso allo stomaco. Qualcuno accenna anche a dolore, bruciore alle prime vie digestive o nausea.
Non c’è un sintomo preciso, ma piuttosto un malessere localizzato all’ altezza della bocca dello stomaco, corrispondente a quello che i medici chiamano epigastrio: parte centrale della metà superiore dell’ addome, che si trova appena al di sotto delle costole e appena al di sopra dell’ ombelico.
Più raramente il disturbo può anche manifestarsi a livello dello sterno, quindi dell’ esofago o più in generale delle prime vie digestive.

La percezione dei sintomi varia quindi da persona a persona e solo lo specialista (il gastroenterologo) è in grado di distinguere la severità di questi disturbi. Il primo passo è quello di escludere problemi più seri come una riduzione dell’ appetito non spiegabile, una diminuzione di peso non intenzionale, un calo di forze o di prestazioni fisiche senza qualche ragione particolare. Questi segni, insieme ai sintomi di dispepsia, impongono accertamenti rapidi per escludere la presenza di una malattia seria come un tumore. Fortunatamente questo accade solo in una minoranza dei casi.

Esclusa la presenza di una malattia più seria, occorre ricercare le possibili cause della dispepsia. Tenendo conto dei fastidi percepiti e riferiti, se i disturbi sono a carico delle prime vie digestive, il gastroenterologo indaga sulle condizioni di esofago, stomaco e duodeno: uno dei tre segmenti (insieme al digiuno e all’ ileo) in cui si suddivide l’ intestino tenue, cioè la prima parte dell’ intestino.

La gastrite non dà sintomi nella maggior parte dei casi

Generalmente le persone che avvertono questo tipo di sintomi pensano di soffrire di gastrite: un’ infiammazione della mucosa gastrica. La gastrite viene diagnosticata solo in presenza di un referto istologico che conferma la presenza dell’ infiammazione in seguito ad una biopsia effettuata nel corso di una gastroscopia.
La biopsia consiste nel prelievo di un frammento di tessuto al fine di analizzarlo al microscopio o con tecniche di microbiologia o biologia molecolare, per escludere oppure confermare il sospetto di una malattia.

In realtà la maggior parte delle gastriti non dà sintomi. La più comune causa all’ origine della gastrite è infatti l’ infezione da Helicobacter Pylori, che solo di rado dà sintomi.

Cause della dispepsia: gastrite chimica da farmaci, dopo intervento di colecisti, da Helicobacter Pylori

Tra le cause della dispepsia ci può essere un’ infiammazione dello stomaco. In questi casi una delle possibilità è che si tratti di una gastrite chimica, per esempio dovuta all’ assunzione di farmaci in grado di danneggiare la mucosa gastroduodenale, cioè quella che ricopre le pareti dello stomaco e del duodeno, provocando così il malessere.
È quindi sempre opportuno riferire al gastroenterologo se si sta facendo uso di medicinali: anche alcuni farmaci da banco molto comuni, come per esempio gli antinfiammatori, sono potenzialmente gastrolesivi.

La gastrite chimica non è necessariamente dovuta all’ assunzione di qualche sostanza. Per esempio coloro che sono stati operati di colecisti possono presentare lo “stomaco giallo”: il loro stomaco si riempie di bile. La bile è un liquido di colore giallo-verde prodotto dal fegato e immagazzinato nella colecisti per poi passare nel duodeno durante i pasti, per collaborare ai processi di digestione.
La bile può causare una gastrite chimica interna e di conseguenza alcuni disturbi.

Infine ci sono anche persone che in presenza di un’ infezione da Helicobacter Pylori possono presentare una dispepsia, anche se di solito non molto importante e che non dà molti fastidi.

Dispepsia dovuta a calcoli alla colecisti e reflusso gastroesofageo

Un’ altra possibilità per scoprire la causa dei fastidi è spostare l’ attenzione sulle vie biliari. Per esempio si può soffrire di calcoli alla colecisti: quel sacchettino posto sotto il fegato che raccoglie la bile. Una parte delle persone che sviluppa questo tipo di calcoli non avverte alcun sintomo, altre persone hanno invece coliche biliari. Ma nella maggior parte dei casi le persone soffrono di dispepsia biliare.
Trovate maggiori informazioni in questo articolo correlato (cliccate sul link qui di seguito): Cause calcoli biliari-Colecisti o cistifellea

Se poi la persona riferisce sintomi come bruciore o acidità, spesso si tratta di reflusso gastroesofageo: la risalita di materiale acido dallo stomaco all’ esofago. L’ acidità può infiammare e danneggiare le pareti dell’ esofago, causando i classici sintomi: bruciore alla bocca dello stomaco, rigurgito acido, ma anche difficoltà a deglutire, salivazione eccessiva e tosse cronica.
Per maggiori informazioni sul reflusso gastroesofageo leggete gli articoli correlati cliccando su questi due link:
1- Acidità e bruciore di stomaco: sintomi reflusso gastroesofageo

2- Ernia iatale con reflusso gastroesofageo-Sintomi

Dispepsia dovuta ad ansia e stress

A volte il responsabile della dispepsia può essere un forte stato di ansia o stress che può alterare la motilità intestinale, incrementandola o al contrario rallentando lo svuotamento gastrico e dando la sensazione di avere lo stomaco chiuso.
L’ ansia e lo stress sono fattori che possono anche indurre una maggiore produzione di acidi gastrici.

In questi casi è utile acquisire consapevolezza sui motivi che generano queste tensioni. Per un breve periodo di tempo, il medico può inoltre prescrivere farmaci procinetici (che agiscono aumentando la motilità intestinale), oppure farmaci con azione ansiolitica.
E’ però necessario modificare il proprio stile di vita, cercando di individuare e ridurre i fattori di stress ed ansia.

Cause dispepsia secondaria: diabete e intolleranze alimentari

Si parla invece di dispepsie secondarie quando i problemi di digestione sono conseguenti alla presenza di altre malattie. È il caso dei diabetici che, avendo un ritardato svuotamento gastrico, possono provare la sensazione di un forte peso sullo stomaco.
Oppure di coloro che assumono quotidianamente farmaci gastrolesivi perché affetti da malattie croniche. O ancora malati sottoposti a dialisi, che possono sviluppare una gastrite dovuta all’ insufficienza renale.

Infine un’ ulteriore possibilità da tenere in considerazione è quella delle intolleranze alimentari. Per esempio, l’ intolleranza al lattosio può dare gonfiore addominale e alterazioni intestinali. Alcuni lamentano anche difficoltà digestive e nausea.
Un’ altra intolleranza alimentare che può provocare la dispepsia è quella al glutine tipica dei celiaci. Trovate maggiori informazioni sulla celiachia in questo articolo correlato (cliccate sul link qui di seguito): Celiachia-Sintomi, test e cura

Diagnosi ed esami medici per la dispepsia

Dato che il termine dispepsia indica una serie di disturbi che possono derivare da cause differenti, per una diagnosi certa esistono diversi tipi di esami medici da effettuare.
Innanzitutto per individuare la presenza o meno dell’ Helicobacter Pylori esiste un esame del respiro chiamato C13 Urea breath test.

Un esame utile sia in caso di sospetta gastrite sia in caso di reflusso è poi la esofagogastroduodenoscopia, più nota come gastroscopia: un esame in cui il medico inserisce nella bocca del malato, necessariamente a digiuno, un tubo sottile alla cui estremità si trovano una telecamera e una luce, attraverso le quali può osservare le pareti dell’ esofago, dello stomaco e del duodeno ed eventualmente prelevare piccolissimi frammenti di mucosa da analizzare al microscopio.

Oggi esiste e si sta diffondendo anche un esame chiamato gastropanel: attraverso un unico prelievo di sangue questo test permette di individuare l’ eventuale presenza di gastrite, di infezione da Helicobacter, di malattia da reflusso gastroesofageo, di precancerosi gastrica.

Per verificare e diagnosticare la presenza di calcoli nella colecisti è invece necessaria un’ ecografia addominale.

La diagnosi medica delle intolleranze alimentari è invece più complessa. Per accertare l’ intolleranza al lattosio esiste un test del respiro della durata di 3 ore oppure -nel caso sia già necessario procedere con una gastroscopia- si può ricorrere a un test rapido della lattasi con biopsia a livello del duodeno.
Il medico può decidere anche di fare una prova empirica sospendendo per un certo periodo l’assunzione dei cibi che contengono questo zucchero: oltre al latte e i suoi derivati, il lattosio è infatti presente in diversi alimenti insospettabili.

Per quanto riguarda l’ intolleranza al glutine è sufficiente un esame del sangue che analizza la presenza di anticorpi contro sostanze chiamate gliadina e glutine (assunte attraverso la dieta) e l’ eventuale infiammazione a livello intestinale e ai tessuti di rivestimento dell’ intestino.
In caso di diagnosi di celiachia, per avere l’ esenzione ministeriale per l’ acquisto di alimenti privi di glutine è poi necessaria una gastroscopia con biopsie duodenali che mostra l’ appiattimento dei villi intestinali.

Per tutte le altre intolleranze alimentari non esistono invece test validi: l’ unica strada da intraprendere è quella della prova empirica che prevede la sospensione di determinati alimenti per un certo periodo.

Cura dispepsia

Naturalmente le cure mediche variano in base alla causa che provoca la dispepsia.
In caso di gastrite da Helicobacter Pylori esistono precise combinazioni di antibiotici e farmaci mirati all’ abbassamento dell’ acidità gastrica.

Se la gastrite è invece provocata dall’ uso di farmaci si sospende la loro assunzione quando possibile, altrimenti si fa ricorso a medicinali protettori della mucosa gastrica. Per combattere un’ eccessiva componente acida esistono poi i cosiddetti inibitori della pompa protonica o antisecretori.

Mentre se il problema ha origine a livello delle vie biliari esiste una sostanza in grado di rendere più fluida la bile: l’ acido ursodesossicolico. In alcuni casi si può anche procedere con la rimozione della colecisti per via laparoscopica, ma generalmente si procede all’ intervento chirurgico solo in presenza di coliche biliari.

Infine, quando la dispepsia è secondaria, il medico cerca di curare la malattia primaria che la causa.





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