Diverticoli colon: dieta per diverticoli e diverticolite

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I diverticoli intestinali del colon non danno grossi problemi fino a quando non si scatena un’infiammazione: la diverticolite.
Solitamente si scopre di soffrire di diverticoli intestinali nel corso di analisi mediche eseguite per capire l’origine di ricorrenti episodi di diarrea, di sangue nelle feci o di inspiegabili (seppur lievi) dolori addominali. Questi sono i sintomi dei diverticoli al colon che, nella maggioranza dei casi, non danno grossi fastidi.

La presenza di diverticoli intestinali è molto rara nelle persone al di sotto dei 30 anni, ma tra i 40 e i 55 anni il 40% delle persone soffre di diverticoli, fino ad arrivare a oltre il 70% in chi ha più di 70 anni.
Ecco cosa fare e cosa mangiare in caso di diverticoli all’ intestino.

Perchè vengono i diverticoli al colon?

I diverticoli sono piccoli ripiegamenti di tessuto a forma di sacco della mucosa del colon, solitamente concentrati nella sua parte terminale, il sigma.
I diverticoli si formano in seguito al cedimento della parete intestinale in alcuni punti particolarmente deboli.
Questo cedimento a sua volta è provocato dalle contrazioni della muscolatura dell’intestino, che possono trasformarsi (per una dieta troppo povera di fibre) in veri e propri spasmi.

Diverticoli e dieta: cosa mangiare?

Per evitare complicazioni, è in genere sufficiente fare attenzione al proprio stile di vita, attenendosi ad alcune semplici precauzioni che sono anche utili (in chi non ne soffre) a prevenire i diverticoli.
Queste piccole avvertenze vanno seguite in particolare da chi ha parenti che hanno sofferto di diverticoli, dato che esiste una predisposizione genetica alla malattia.

La prima regola per chi soffre di diverticoli è fare attenzione alla dieta, che deve essere ricca di fibre e in particolare di fibre insolubili, come la cellulosa e la lignina, di cui sono fonti preziose le verdure e i cereali integrali.
Le fibre tendono infatti ad assorbire molta acqua, rendendo le feci più voluminose, morbide e abbondanti. In questo modo è più difficile che le feci ristagnino all’interno dei diverticoli e si riduce notevolmente anche lo sforzo che deve fare la muscolatura intestinale per far transitare le feci.

Oltre alle fibre, è necessario assumere anche una quantità di liquidi adeguata, cioè bere almeno 2 litri di acqua al giorno. Bevendo poca acqua infatti, le fibre non riescono a svolgere la loro azione positiva e possono addirittura peggiorare la situazione.
Per quanto riguarda la frutta, anch’essa ricca di fibre, è bene evitare di ingerire i semi.


Va invece limitato o evitato il consumo di alcolici, grassi e zuccheri semplici.
A volte, quando si inizia una dieta ad alto contenuto di fibre, si può avere un aumento della formazione di gas intestinale, con flatulenze e meteorismo. Si può quindi essere tentati di rinunciare alla dieta ma, perseverando, questo piccolo fastidio solitamente si risolve nel giro di breve tempo.
Per mantenere regolare il funzionamento dell’intestino è inoltre bene evitare di saltare i pasti. Al risveglio del mattino, dopo il digiuno notturno, bisogna fare una prima colazione abbondante.
Ecco tre diete consigliate:
1- Dieta delle Fibre-Cereali, frutta, verdura

2- Dieta ricca di verdure e fibre

3- Menù settimanale Dieta con le Fibre

Se si soffre di stitichezza può essere d’aiuto anche il ricorso ad integratori alimentari a base di crusca e di psillio.
Per saperne di più, leggi anche questi due articoli di approfondimento:
Proprietà della crusca nella dieta

Psillio contro stitichezza e pancia gonfia

E’ inoltre utile l’assunzione di probiotici o prebiotici.
I probiotici contengono batteri amici dell’intestino come Lactobacillus Acidophilus o Bifidobacterium Bifidum, che normalizzano la flora batterica intestinale.
I prebiotici invece sono fibre solubili (come il polidestrosio) di cui si nutrono i batteri amici dell’intestino e che, quindi, ne favoriscono la crescita. In genere i prebiotici funzionano meglio dei probiotici perchè attraversano lo stomaco senza subire alcuna modificazione, arrivando intatti nell’intestino dove svolgono la loro azione.
Ecco un articolo di approfondimento sui probiotici e prebiotici: Salute dell’ intestino-Probiotici e prebiotici
Va invece evitato l’uso di lassativi.

Diverticoli e attività fisica

La salute dell’intestino va curata anche facendo regolare attività fisica. La formazione dei diverticoli intestinali è infatti fortemente facilitata dalla perdita di tono della muscolatura intestinale, che invece rimane efficiente quando viene regolarmente stimolata dal movimento dei muscoli addominali e del diaframma, cosa che si realizza quando si cammina o si corre.
Spesso un intestino “pigro” è dovuto ad una vita eccessivamente sedentaria. Nel caso dei diverticoli, non è importante l’intensità dello sforzo fisico, ma il fatto che l’attività fisica sia svolta in modo regolare e per una certa durata.
E’ ad esempio ottimale praticare un allenamento con la corsa o con la camminata veloce almeno 3-4 volte a settimana, con una durata di 40 minuti a sessione.

Diverticolite: dieta e alimentazione

In assenza di sintomi, i diverticoli intestinali non richiedono alcun trattamento medico specifico.
Esiste però la possibilità che, all’interno dei diverticoli, finiscano a ristagnare le feci: un perfetto terreno di coltura per numerosi batteri che possono proliferare e dare origine alla diverticolite.
Maggiore è il tempo da cui si soffre di diverticoli, tanto più elevato è il rischio che si sviluppi la diverticolite: le persone che hanno diverticoli da più di dieci anni incorrono in almeno un episodio di diverticolite.

Quando i diverticoli intestinali si irritano e si sviluppa la diverticolite, le cose cambiano e le prescrizioni dietetiche sono per certi versi opposte.
Fino a quando non passa la fase acuta della diverticolite è infatti necessario attenersi ad una dieta povera di fibre, eliminando cereali integrali, verdure e tutti gli alimenti che possono provocare meteorismo come legumi, latte, semi oleosi (noccioline, noci, mandorle), panna e maionese.
Vanno anche eliminate tutte le spezie e i cibi piccanti, gli alcolici, le bevande gassate, il cioccolato, il caffè e il tè (a meno che non siano decaffeinati o deteinati).
Per quanto riguarda infine la frutta, è meglio consumarla centrifugata (e non frullata), in modo da eliminare la parte fibrosa. E in ogni caso deve essere eliminata la buccia della frutta.

Diverticolite: terapia di cura

In caso di diverticolite il sintomo è un dolore più o meno acuto all’addome, solitamente localizzato nella parte inferiore sinistra, inoltre sale la febbre.
A volte la diverticolite viene scambiata per un attacco di appendicite acuta o, peggio, un tumore del colon o dell’ovaio. Per risolvere il dubbio, il medico prescrive una TAC o un’ecografia.
La colonscopia o il clisma opaco possono essere invece eseguiti una volta superata la fase acuta della diverticolite, per valutare l’entità e la gravità della situazione.

Nella maggior parte dei casi la diverticolite può essere curata con una terapia antibiotica orale, riposo e una dieta adeguata. Soltanto quando i sintomi sono più preoccupanti, con dolore intenso, febbre elevata o scarsa risposta agli antibiotici viene prescritto il ricovero in ospedale, dove si provvede alla somministrazione di antibiotici e sostanze nutritizie per via endovenosa, in modo da “lasciar riposare” l’intestino e ridurre lo stato infiammatorio.
Soltanto il 15-20% delle persone colpite da diverticolite deve ricorrere ad un intervento chirurgico per evitare gravi complicazioni, che vanno dall’occlusione intestinale allo sviluppo di fistole, emorragie e peritonite.





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