Dolore al ginocchio: menisco, legamenti e problemi di rotula. Sintomi e cura

Una mossa sbagliata e il ginocchio va KO. Un dolore improvviso che sembra passare ma non se ne va mentre sali le scale o ti dedichi allo sport: sarà il menisco? Saranno i legamenti? O magari sono problemi di rotula?

Il ginocchio è delicato e quello femminile cede molto più facilmente di quello degli uomini. Le donne hanno il bacino più largo per rendere più facili la gravidanza e il parto, e tendono ad avere il ginocchio valgo (cioè a “x”). Inoltre le donne hanno una minore massa muscolare e legamenti più deboli per l’azione degli ormoni estrogeni. Tutti questi elementi sono tra loro correlati: il bacino più largo della donna altera l’asse del femore che, a sua volta, tende a far ruotare il ginocchio. La conseguenza è un allineamento scorretto che, in caso di una caduta o di un trauma, non viene adeguatamente compensato da una buona tenuta muscolare, soprattutto dai legamenti crociati: le piccole fasce di tessuto che tengono unite tra loro le ossa dell’ articolazione, in modo da renderle stabili.


Per lo stesso motivo (debolezza dei muscoli e dei legamenti), nella donna risulta meno stabile anche la rotula: l’osso di forma circolare che ricopre la parte anteriore del ginocchio. Come risultato, alla lunga si usurano le cartilagini, cioè quei rivestimenti morbidi ed elastici delle ossa nel punto in cui entrano in contatto tra loro.
A complicare le cose ci sono anche atteggiamenti scorretti e abitudini sbagliate, come le scarpe scelte dalle donne solo in base alla moda e non secondo criteri che proteggano ginocchia e caviglie, oppure i pesi eccessivi che si caricano senza pensarci troppo su: buste della spesa, bambini in braccio.

Mancanza di attività fisica costante e sovrappeso “pesano” sul ginocchio

Un problema ulteriore è il sovrappeso: al livello del ginocchio, ogni chilo in più va moltiplicato per sei. Quattro chili di troppo sulla bilancia si traducono per il ginocchio in 24 chili da sopportare.
Al problema del peso è collegato quello della mancanza di attività fisica costante: specie in vista della fatidica “prova costume”, con l’ansia da dimagrimento immediato si fanno sforzi eccessivi, senza un adeguato allenamento, che possono danneggiare l’articolazione. Sia chiaro: non è lo sport in sé a fare male, ma è farne troppo e tutto insieme dopo mesi di sedentarietà e mancanza di allenamento costante. L’ attività fisica va fatta sempre, con un allenamento costante di almeno 3-4 volte a settimana, così come è bene seguire una dieta in caso di sovrappeso.

Problemi al ginocchio anche in persone giovani

Ricapitolando: cattive abitudini (tutto il giorno in giro sui tacchi alti per le donne), qualche chilo di troppo, smanie da sportivi dell’ultimo minuto possono portare problemi al ginocchio anche in persone giovani. Un dolore non troppo intenso, ma diffuso e latente, difficile da localizzare con precisione, ma comunque nella zona anteriore o intomo alla rotula può essere il sintomo di una sindrome femoro-rotulea. Un altro sintomo inconfondibile è fare molta fatica a distendere la gamba per alzarsi dopo essere stati seduti a lungo sia davanti al pc ma anche in automobile o in aereo. E anche salire e scendere le scale, o camminare in discesa in questi casi dà molto fastidio.

Per diagnosticare la sindrome femoro-rotulea, il medico specialista esegue una serie di manovre sul ginocchio, flettendolo e ruotandolo, riproducendo cioè diversi movimenti per valutare l’integrità di menischi e articolazioni. Se non ci sono lesioni e non servono esami strumentali per accertarlo (radiografia, ecografia o risonanza magnetica), l’intervento chirurgico non serve, basta seguire una terapia precisa. Anzitutto vanno corrette le cattive abitudini, quindi si stabilisce un programma di potenziamento della muscolatura: in particolare, si lavora sulla parte interna della coscia, ma nello stesso tempo si prevedono esercizi di stretching per allungare i muscoli laterali necessari a riequilibrare l’allineamento della rotula. In questa fase, quando il dolore è più fastidioso, si utilizzano degli antinfiammatori non steroidei (Fans). E se il problema persiste, si possono associare tecniche di fisioterapia specifiche. Ma nel giro di 34 mesi tutto di solito rientra. In caso contrario, si può valutare l’eventualità di un intervento chirurgico per il riallineamento della rotula.

Dolore al ginocchio: quando il problema riguarda i legamenti


Quando il poblema è dovuto ai legamenti, i sintomi più comuni sono: un dolore acuto provocato da un movimento innaturale, il ginocchio che si gonfia, il formarsi di una tumefazione, la grande difficoltà a muovere il ginocchio come si fa di solito.

Ci sono cinque azioni da mettere in pratica in casi come questi:
1- protezione della parte offesa; evitare di sollecitare la parte poggiandoci il peso e usare le stampelle;
2- riposo; muovere il ginocchio il meno possibile;
3- applicare del ghiaccio sulla zona che si è gonfiata e che fa male;
4- compressione; la parte va bendata, ma serve la mano di un medico del pronto soccorso, un ortopedico o un fisioterapista;
5- elevazione; quando per esempio si sta sul divano per vedere la tv, bisogna tenere la gamba sollevata rispetto al corpo appoggiandola su uno sgabello davanti a sè.

Se il problema riguarda i legamenti collaterali, non si opera mai, anche in caso di rottura: si immobilizza il ginocchio con un tutore per 3-4 settimane, perché il legamento collaterale si ripara da sé. Il tutore costa circa 100 euro e si trova nei negozi di articoli sanitari, ma è molto pratico perché è leggero, si può togliere per fare una doccia, è meno scomodo quando si dorme, anche se non libera del tutto dall’uso delle stampelle quando la lesione è grave.

Se invece dovesse accadere che, oltre al dolore fortissimo, il ginocchio è molto instabile, non regge il peso del corpo, sembra quasi cedere, il problema è il legamento crociato anteriore: non entra in funzione quasi mai, ma quando si verifica uno strappo violento si capisce perché è indispensabile. La decisione di operare dipende dal tipo di vita che conduce il paziente: se è molto attiva, con tanto sport, va quasi certamente operato. L’ intervento di ricostruzione (che richiede 4-6 mesi per la ripresa completa) diventa indispensabile se sono tante le occasioni di rischio per la stabilità del ginocchio perché, per esempio, non si svolge un lavoro sedentario. Se non si procede con l’operazione, bisogna lavorare al potenziamento dei muscoli della coscia, per migliorare la stabilità del ginocchio.

Menisco del ginocchio rotto: l’ intervento chirurgico

La rottura del menisco, un cuscinetto che nel ginocchio fa da ammortizzatore tra tibia e femore, è molto frequente non solo tra gli uomini ma anche fra le donne. Il menisco si può rompere anche per traumi modesti. In genere il movimento più a rischio è la flessione unita alla torsione del ginocchio: come piegarsi senza tenere ben allineato il corpo con le ginocchia. Allora si avverte un dolore intenso e localizzato che si ripete con lo stesso movimento. Il ginocchio si gonfia, ma si blocca solo se la lesione del menisco è estesa.
La soluzione di cura per la rottura del menisco è l’intervento chirurgico in artroscopia: miniinvasivo, in day hospital, dura in genere 30 minuti e permette di tornare a casa sulle proprie gambe. La ripresa è rapida: per 3-4 giorni è meglio aiutarsi con le stampelle, poi si può tornare alla vita normale. Lo sport però non va fatto prima di 20 giorni.

Altre patologie del ginocchio

Ecco altri problemi al ginocchio che possono bloccare:

1- Tendinopatia Rotulea
Sintomi:
è un’ infiammazione del tendine rotuleo dovuta quasi sempre a stress ripetuti, per esempio nello sport. Provoca dolore nella parte anteriore, difficoltà ad estendere il ginocchio dopo essere stati seduti a lungo.
Cure: riposo; non serve restare immobili o a letto, ma non bisogna sovraccaricare mai il ginocchio. Fisioterapia (massaggi ed esercizi di rinforzo del quadricipite), terapia fisica (laser, onde d’urto) per circa 2 mesi.

2- Condromalacia Rotulea
Sintomi
: è il danno della cartilagine della rotula causato da un trauma da impatto. Si prova dolore se si preme all’altezza della rotula. Il ginocchio non si muove bene, si fa fatica a scendere le scale, a rialzarsi, a camminare in discesa.
Cure: riposo funzionale (ci si può muovere ma con cautela), antinfiammatori, fisioterapia. Nei casi più resistenti alle cure, può essere indicato un intervento in artroscopia.

3- Artrosi
Sintomi:
è il deterioramento della cartilagini. Provoca dolore continuo, spesso nella parte interna del ginocchio. Al mattino è rigido: si fa fatica a a metterlo m moto, piano piano va meglio, ma se lo si sforza troppo ricomincia a far male e la sera il dolore aumenta.
Cure: riposo, ma non immobilizzazione. Se fa motto male, lo specialista può suggerire infiltrazioni di acido ialuronico. Le forme più resistenti richiedono l’intervento chirurgico.





2 risposte

  1. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Buongiorno Rosa, quando il ginocchio cede è possibile una lesione delle strutture interne del ginocchio (come il legamento crociato anteriore o il menisco mediale) oppure può trattarsi di episodi di sublussazioni (danni articolali) di rotula.
    E’ consigliabile prenotare una visita specialistica dall’ortopedico, se ancora non l’hai fatto. L’ortopedico può consigliarti degli esami specifici per una corretta diagnosi del problema, come RX (radiografia) del ginocchio con assiali per rotula e RM (risonanza magnetica) del ginocchio interessato

  2. rosa scrive:

    Per circa un mese ho avuto un dolore fortissimo ed isopportabile alla coscia e al ginocchio. Ho preso antidolorifici e antinfiammatori. La coscia ed il ginocchio hanno smesso di far male, però ho il ginocchio che cede e mi fa cadere se lo uso nel fare le scale. Che può essere e cosa devo fare? grazie

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