Gomito del tennista: tendinite al gomito

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Il modo in cui si tiene la racchetta da tennis è determinante per evitare l’epicondilite: il “gomito del tennista”.
Ecco cosa fare se i tendini si infiammano.

Gomito del tennista: cos’è l’epicondilite?

Il cosiddetto “gomito del tennista” è l’avversario più temuto da ogni sportivo amante del tennis, perchè quando i tendini si infiammano è quasi impossibile anche solo tenere in mano la racchetta da gioco.
L’epicondilite è infatti un processo infiammatorio che colpisce alcuni tendini del gomito che si estendono fino al polso. Questa infiammazione può rendere molto dolorosi, o impedire del tutto, anche comuni gesti quotidiani come girare una maniglia o lavorare al computer. Col gomito del tennista è quindi impossibile giocare a tennis.

Il problema dell’epicondilite colpisce di frequente proprio chi pratica lo sport del tennis, per questo è stato definito “gomito del tennista”.
L’epicondilite è spesso causata da attività sportive o lavorative logoranti, ma colpisce solo le persone che sono geneticamente predisposte, cioè chi ha una scarsa qualità del tessuto tendineo, ma anche un’errata postura del complesso spalla-polso-gomito che obbliga quest’ultima articolazione a torsioni eccessive.
Il tennis è uno degli sport più a rischio per i soggetti predisposti.

L’epicondilite colpisce più spesso i dilettanti del tennis rispetto ai professionisti, che giocano e si allenano molto di più. Un gesto tecnico pulito è infatti la prima difesa contro il gomito del tennista.
Colpire la pallina da tennis con un’impugnatura o una meccanica sbagliata è una delle principali cause dell’epicondilite, quindi curare la tecnica è una forma di prevenzione fondamentale per evitare il gomito del tennista.

Anche l’attrezzatura con cui si gioca a tennis va scelta con attenzione. Prima di tutto va scelta bene l’impugnatura della racchetta da tennis in base alle proprie esigenze. Le corde delle racchette da tennis di ultima generazione consentono inoltre di ridurre al minimo i microtraumi dei colpi.
Infine, la scelta dei campi da tennis va valutata: giocare su superfici umide (specie sulla terra battuta) finisce per appesantire le palline da tennis, rendendo più forte ogni colpo sulla racchetta.
Chi ha avuto il gomito del tennista o chi inizia ad avere i sintomi dell’epicondilite, deve quindi evitare campi pesanti e palline da tennis vecchie che, avendo perso elasticità, provocano impatti più traumatici.

Tendinite al gomito: rimedi per il gomito del tennista

Quando l’epicondilite si presenta, spesso il riposo non basta. Se una persona è predisposta all’infiammazione del tendine del gomito, può anche prendersi una pausa dal tennis o dall’attività scatenante e far passare così il fastidio. Ma quando riprende l’attività, è molto probabile che torni anche il dolore.

Per curare l’epicondilite è necessario andare alla radice del problema ed eliminare la causa scatenante: una tecnica sportiva errata o una postura scorretta nella vita di tutti i giorni.
Il primo passo è fare una radiografia, a cui far seguire anche un’ecografia o (meglio ancora) una risonanza magnetica.

Per lenire il dolore, il medico può prescrivere dei blandi antidolorifici non steroidei e la classica borsa del ghiaccio. Gli antinfiammatori si devono prendere solo per qualche giorno. Il rimedio naturale del ghiaccio va usato massimo 3 volte al giorno e per non più di dieci minuti alla volta, per evitare danni ai tessuti.
Alcune persone traggono inoltre sollievo dall’uso del classico tutore che si indossa sull’avambraccio, subito al di sotto del gomito, e che comprime l’area, ma non esistono prove scientifiche della sua validità.

Nel caso del gomito del tennista, vanno invece evitate le infiltrazioni di cortisone, perché espongono al rischio di pericolosi micro depositi calcifici.

Epicondilite: cure efficaci per il gomito del tennista

Ogni epicondilite è un caso a sé stante ed è quindi necessaria un’accurata indagine medica per risolvere il problema.
Ecco quali sono le cure efficaci per chi soffre di tendinite al gomito:

Fisioterapia per il gomito del tennista

La fisioterapia va fatta una o due volte la settimana per sei settimane con un professionista, possibilmente specializzato in materia.

Infiltrazioni con fattori di crescita per curare la tendinite al gomito

Le infiltrazioni con fattori di crescita rappresentano l’ultimo passo di cura prima della chirurgia. Le infiltrazioni prevedono un prelievo di sangue e la sua centrifugazione per ottenere un composto denso di ormoni (detti appunto fattori di crescita) che vengono poi iniettati nella zona dolente per stimolare la rigenerazione cellulare.
Per la cura dell’epicondilite si fanno tre infiltrazioni, una ogni 15 giorni.

Intervento chirurgico per epicondilite

In questo caso viene praticata una piccola incisione sul lato esterno del gomito e, una volta individuato il tessuto danneggiato, viene rimosso ripulendo così il tendine. L’operazione di per sé non è complessa, ma la riabilitazione è lunga e non priva di fastidi. Il rientro all’attività non avviene prima di tre-quattro mesi e previa un’accurata riabilitazione.





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