I batteri del cibo: come evitare che ci facciano male

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La contaminazione degli alimenti, il proliferare di batteri del cibo dannosi all’uomo, deriva da una cattiva igiene di chi cucina o maneggia i vari prodotti, una cattiva igiene delle attrezzature, ma anche dal contatto fra cibi crudi e cibi cotti e da una cattiva conservazione degli alimenti.
Le malattie trasmesse possono essere suddivise in:

  • intossicazioni, quando la causa è imputabile a delle tossine;
  • infezioni, quando la causa è da imputare alla presenza di microrganismi nell’alimento;
  • tossinfezioni, quando, cioè, la malattia è provocata da microrganismi che poi si moltiplicano nel corpo umano e producono tossine all’interno di esso.

Di quest’ultima categoria fanno parte microbi come: salmonella, stafilococco enterotossico, clostridium botulinum e clostridium perfringens.

Come individuare i batteri nel cibo ed evitare malattie?

Per l’uomo è impossibile vedere i batteri ad occhio nudo. I cibi da evitare sono quelli già scaduti e che hanno una colorazione ed un odore diverso da quello che dovrebbero avere solitamente.
Grazie a recenti studi, i ricercatori dell’Istituto di Tecnologia del Massachusetts (guidati da Qifan Zhang) hanno scoperto come un particolare uso di microsfere speciali capaci di individuare i batteri possa velocizzare i tempi dei test per la sicurezza alimentare.

Gli scienziati, basandosi su un altro studio, hanno cioè utilizzato le microsfere come veri e propri sensori, facendo in modo che perdessero la loro trasparenza e che, legandosi a specifiche proteine, mettessero in evidenza la possibile presenza di batteri pronti a contaminare gli alimenti.

Come evitare che gli alimenti che mangiamo ci facciano male?

Per evitare che i batteri del cibo ci facciano male bisogna che chi confeziona gli alimenti, prepara, serve o vende cibi faccia attenzione alla propria igiene, a quella del locale e del materiale usato oltre che alla conservazione dei prodotti.
Che si tratti di un ristorante, di un bar, di una mensa aziendale o scolastica, ma anche della cucina di casa propria, è bene che tutto sia sempre ben pulito e conservato in luoghi freschi e asciutti secondo le dovute indicazioni, che variano da prodotto a prodotto.

I batteri del cibo prolificano dove c’è scarsità di igiene. La salmonella, ad esempio, può agire indisturbata se chi maneggia gli alimenti non si è lavato accuratamente le mani dopo essere stato alla toilette. Può sembrare banale, ma molti studi lo provano.


Raccogliere i capelli, mettere una mascherina davanti alla bocca se si ha tosse o raffreddore, lavarsi bene le mani e le unghie e coprire le ferite che potrebbero entrare a contatto con gli alimenti, sono solo le prime e semplici indicazioni per chef professionisti o cuochi provetti che si dilettano a far da mangiare per sé, per i loro famigliari, parenti e amici.

Oltre ad una buona pulizia dell’ambiente dove si cucina il cibo e dove lo si conserva, ad una attenzione particolare alle varie scadenze e al ciclo del freddo, oltre che alla cottura degli alimenti, è bene che anche posate, pentole e stoviglie varie siano sempre lavate e sterilizzate.
Per lavare ad alte temperature posate, pentole e stoviglie varie ed evitare così il proliferare di batteri si può utilizzare una comodissima lavastoviglie.
In commercio ce ne sono davvero di tutti i tipi e per tutte le esigenze. Vi sono infatti lavastoviglie bosch o freestanding, lavastoviglie grandi o piccole, lavastoviglie che si auto-programmano oppure no, ma anche e soprattutto lavastoviglie di ogni marca e prezzo.





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