La ricerca Telethon sulle cellule staminali: la proteina Wnt. Cellule staminali e cura di Alzheimer e Parkinson

Nei laboratori dell’ Istituto Telethon di Genetica e Me­dicina di Napoli è stata scoperta una proteina è in grado di favorire la ripro­grammazione in staminali di cellule già differenziate. Si tratta di una ricerca tutta italiana che ha por­tato alla scoperta di un nuo­vo meccanismo per riprogrammare le cellule adulte e ren­derle simili alle cellule staminali: la chia­ve sta in una proteina chiamata Wnt già nota per essere coinvol­ta in numerose fasi dello sviluppo dei vertebrati e degli invertebrati. I ricercatori hanno preso diversi tipi di cellule adulte (fibroblasti, cellule del timo e precursori di cellule neuronali) e le hanno fu­se con cellule staminali embrio­nali in presenza della proteina Wnt. Dopo questa “manipolazio­ne”, le cellule adulte hanno perso le loro caratteristiche tipiche e ne hanno invece acquisite altre, simili a quelle delle cellule stami­nali: si sono cioè trasformate in cellule poco differenziate (pluripotenti) e in grado di dare origi­ne a cellule di tessuti diversi da quello di partenza. La vera no­vità, però, sta nella grande ca­pacità di Wnt di promuovere questa sorta di “riprogrammazio­ne”. La scoperta, su cui la Fon­dazione Telethon ha già deposi­tato un brevetto, apre prospetti­ve molto interessanti in tutti i cam­pi della medicina rigenerativa, cioè nella terapia di cura di tutte quel­le patologie in cui si ha una de­generazione irreversibile dei tes­suti (come ad esempio malattia di Alzheimer, morbo di Parkinson e cardiopa­tie).


Questo metodo italiano potreb­be infatti rappresentare una vali­da alternativa ad un altro filone di ricerca che ottiene cellule sta­minali a partire da cellule della pelle. Due gruppi di ricerca (uno giapponese e l’ altro ameri­cano) lo hanno fatto introducendo nelle cellule (tramite vettori virali) dei particolari geni ti­pici della fase embrionale del no­stro sviluppo e capaci di far “tornare indietro” queste cellule adul­te allo stadio indifferenziato, tipi­co delle cellule staminali. Resta però il dubbio se l’ introduzione di questi geni embrionali e la manipolazione attraverso l’ utiliz­zo di virus possa alla lunga pro­muovere una crescita incontrolla­ta delle cellule e portare così al­lo sviluppo di tumori. Il metodo proposto dal gruppo di ricercatori italiani potrebbe quindi rappresentare una valida al­ternativa per ottenere cellule simil-staminali a partire da cellule del­la pelle limitando l’ introduzione di geni estranei (come invece avviene nelle due ricerche giapponese e americana). Wnt è infatti una proteina già disponibile sul mer­cato e andrebbe semplicemente aggiunta al liquido in cui i ricercatori fanno normalmente cresce­re le cellule che studiano. Ora il passo immediatamente successivo è studiare i meccanismi attra­verso cui Wnt promuove la ripro­grammazione cellulare e identifi­care i geni che sono attivati a se­guito dell’ azione di Wnt. Questo permetterà di individuare i mec­canismi di base della riprogram­mazione cellulare e contribuire così allo sviluppo di nuovi ap­procci terapeutici nel campo del­la medicina rigenerativa.





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