La verità sull’ olio di palma: fa male alla salute?

L’ olio di palma viene ottenuto dal frutto dell’albero della palma, viene usato nelle preparazioni alimentari da oltre 5000 anni ed è l’olio vegetale alimentare più prodotto nel mondo.
La pubblicità in TV sta letteralmente “demonizzando” l’olio di palma come dannoso per la salute. Ormai in tutti gli spot sui biscotti, sulle merendine per bambini e sui prodotti alimentari pubblicizzati compare a chiare lettere la dicitura “senza olio di palma“. Eppure, questo olio alimentare ha anche delle preziose proprietà benefiche e nutritive.
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La pubblicità negativa sull’olio di palma ha solo creato molta confusione, senza però dare le dovute spiegazioni. Si tratta di un vero e proprio “bombardamento mediatico” contro l’uso alimentare dell’olio di palma.
Ma qual’è la verità sull’olio di palma? E’ davvero dannoso per la salute?
Ecco cosa ne pensa il dottor Ilio Leo: biologo nutrizionista presso lo Sportello Nutrizione del Centro di Ricerca e Formazione Scientifica (Cerifos) di Milano.

Olio di palma: perché viene usato?

L’olio di palma oggi è usato come ingrediente soprattutto nei prodotti da forno, come biscotti, merendine confezionate, fette biscottate, snack salati.
I produttori scelgono l’olio di palma per tre motivi principali:

  1. possiede una discreta qualità;
  2. richiede una bassa o nessuna idrogenazione (è un processo di solidificazione di grassi vegetali che porta alla produzione di acidi grassi trans nocivi; quindi l’olio di palma ha una bassa o nulla quantità di acidi grassi trans nocivi);
  3. prolunga la durabilità del prodotto cui si aggiunge, senza che questo si deteriori.

Il largo uso dell’olio di palma ha però aumentato la richiesta, portando all’estensione delle piantagioni di palme da olio e alla distruzione delle foreste pluviali soprattutto in Indonesia, il territorio che oggi detiene l’89% della produzione mondiale.
Il vero pericolo dell’olio di palma, quindi, è più di tipo ecologico-ambientale che non nutrizionale o salutare.

Olio di palma: cosa contiene?

Dal punto di vista nutrizionale, l’ olio di palma è la più grande fonte naturale di tocotrienolo (appartenente al gruppo della vitamina E), ha un alto contenuto di vitamina K e di magnesio, contiene per il 10% circa acido linoleico (un acido grasso insaturo della serie omega-6, essenziale per la dieta umana).
L’olio di palma contiene anche piccole quantità di squalene (che secondo studi scientifici ha proprietà antitumorali), e di ubichinone (una sostanza coinvolta nella produzione di energia).

L’ olio di palma e l’ olio di semi di palma (detto palmisto) sono ricchi di acidi grassi saturi: l’olio di palma per circa il 50% e l’olio di semi di palma per circa l’80%.
Gli acidi grassi saturi non fanno bene ma non fanno neanche necessariamente male, se non superano un certo quantitativo nella dieta.
Per molti anni si è creduto che gli acidi grassi saturi con acido laurico, acido miristico e acido palmitico alzassero il colesterolo con un aumento del rischio di malattia coronarica. Ma oggi le evidenze scientifiche indicano un effetto relativamente neutro dell’olio di palma rispetto ad altri grassi e oli sul rischio cardiovascolare: l’olio di palma può aumentare il colesterolo plasmatico, ma solo se c’è un eccesso di colesterolo nella dieta.


Una meta-analisi olandese del 2003 condotta su 35 studi clinici, ha esaminato quello che molti esperti considerano il miglior indicatore del rischio di malattie cardiache: il rapporto tra il colesterolo totale e le lipoproteine HDL (colesterolo “buono”).
E’ risultato che, se si considera il colesterolo totale, l’olio di palma è solo un po’ più dannoso rispetto all’olio d’oliva, all’olio di soia e all’olio di colza.
Per saperne di più sul rapporto tra colesrolo “buono” HDL e colesterolo “cattivo” LDL, leggi anche questo articolo (clicca qui): Valori Colesterolo

La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha affermato che non ci sono prove convincenti che l’acido palmitico aumenti il rischio di malattie cardiovascolari.

Olio di palma: è dannoso per la salute?

Ad influire sul rischio per la salute nella scelta di un olio è piuttosto il metodo di estrazione e di processo: bisogna privilegiare oli ottenuti per spremitura meccanica piuttosto che per estrazione con solventi chimici.
Ad esempio, un rischio più reale per la salute è costituito dalle margarine fatte con oli vegetali che vengono saturati, producendo acidi grassi di tipo trans.

In conclusione non sono da demonizzare gli oli in sé, se non assunti in eccesso, ma i metodi di trattamento che possono trasformare l’ olio in una sostanza tossica per l’ organismo.
In pratica, si può utilizzare anche l’olio di palma moderatamente, ma da fonti sostenibili e tracciabili.

Per saperne di più sui principali oli vegetali oggi in uso, leggi anche questo articolo correlato (clicca qui): Oli Vegetali Alimentari





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