Nervo Vago e malattie del cuore: sintomi crisi vagale (pressione bassa e svenimento). Cura sincope vagale

La crisi vagale è cau­sata da un problema nella funzionalità del nervo vago che provoca una riduzione della frequenza cardiaca e un ca­lo di pressione (pressione bassa). Come conse­guenza si ha una sincope, ov­vero una perdita improvvisa e transitoria della coscienza con l’ impossibilità di rimanere in piedi. Lo svenimento avviene come conseguenza di una sti­molazione eccessiva del nervo vago, provocata da fat­tori diversi. Possono per esem­pio influire le emozioni, come uno spavento, un prelievo di sangue o uno stato ansioso, un dolore, periodi prolungati in piedi in ambienti caldi e affol­lati, l’ eccessiva fatica o l’ esercizio fisico intenso.

IL NERVO VAGO E LA FREQUENZA CARDIACA

Il nervo vago è definito “cardiopneumogastrico” perché si irradia ai visce­ri del torace e dell’ addo­me. Il nervo vago è responsabile della frequenza cardiaca, re­gola i movimenti dello stomaco e dell’ intestino nella digestione, stimola la produzione di acido gastrico, controlla la su­dorazione e alcuni movi­menti della bocca. Il ner­vo vago è controllato anche dalla respirazione, pertanto viene influenza­to da una eccessiva ven­tilazione o dalla apnea.

SINTOMI DELLA CRISI VAGALE (nervo vago e malattie del cuore)

Lo svenimento dovuto alla cri­si vagale è solitamente prece­duto da tipici sintomi quali sudorazione, pallore, senso di mancanza d’ aria, malessere allo stomaco, nausea, stanchezza, capogiro e annebbiamento della visione.


Questi sintomi premonitori sono importanti perché si possano mettere in atto alcune mano­vre che prevengono lo sveni­mento, come distendere per terra a pancia in su la persona con le gambe sollevate, o farle bere un bic­chiere d’ acqua zuccherata.

DIAGNOSI DELLA CRISI VAGALE (nervo vago e malattie del cuore):
i test medici

La crisi vagale è anche cono­sciuta come sincope neuro-cardiogenica perché coinvol­ge sia il cuore sia il sistema nervoso; chi ne soffre può per­tanto rivolgersi al cardiologo e al neurologo. L’ esame che per­mette di fare una diagnosi di sincope vagale è il Tilt Test, che consiste nel posizionare la persona su un lettino inclinabile e valutare la pressione arte­riosa e la frequenza cardiaca da sdraiati, poi nel passaggio alla posizione verticale e infine stando in piedi da soli.

CURA DELLA CRISI VAGALE (nervo vago e malattie del cuore)

Le crisi vagali generalmente non devono preoccupare. Chi ne soffre deve solo cerca­re di evitare le situazioni che possono innescarle perché non esistono farmaci specifici per evitarle. La cura della crisi vagale riguarda diverse classi di farmaci, come i betabloccanti, i cortisonici, i simpaticomimetici e gli antide­pressivi. Tutti questi farmaci devono comun­que essere usati solo in casi particolari e con prescrizione e controllo dello specialista. Solo nei casi più seri, e comunque rari, in cui la frequenza car­diaca è molto bassa e le sincopi sono ricorrenti, il cardiologo può valutare l’ impianto di un pacemaker.





39 risposte

  1. GImi scrive:

    Salve, mi chiamo Gimi ed ho 49 anni. ho vissuto per qualche tempo in Italia ed attualmente vivo negli Stati Uniti. Ho avuto il primo attacco di crisi vagale in Italia ed il medico ha detto che forse era un infarto causato dal mal digestione. La seconda volta dopo tanti anni stavo camminando quando ho sentito che non riuscivo a respirare, non potevo stare a piedi, mi girava la testa e stavo per svenire. Subito dopo mia figlia che stava con me ha chiamato il 911. Dopo tutti i test del cuore che risultarono negativi sono andato a fare l’ analisi del tilt test che è risultato positivo. Un medico cardiologo Israeliano mi ha consigliato di prendere 25 mg di metroprolol tutti i giorni, di non prendere caffè e di non fumare più. Da quel tempo son passati due anni e a dire la verità mi sento meglio. L’unico problema che ho è che mi sento i piedi un pò appesantiti. Spero che la mia esperienza vivendo con una situazione del genere sia stata utile per voi. grazie. Viva l’ Italia (la mia seconda patria!).

  2. flavio scrive:

    ciao Felice, mio figlio ha la sindrome del vago diagnosticato col tiltest, ha una sintomatologia varia, ha fatto mille esami, varie terapie, premetto che lui sta male sopratutto al mattino con scariche, mal di stomaco ecc. non mi dilungo ma potrai trovare un mio commento precedente. Attualmente è in terapia con cipralex antidepressivo che inibisce l’attività del vago a livello intestinale, sembra vada meglio, ma è da circa 15 gg che assume la terapia, continuerò a fare esami, ma chiedi al tuo medico di valutare questa terapia. saluti

  3. felice scrive:

    Salve, mi chiamo Felice ed ho 39 anni, sono circa 10 anni che con cadenza almeno di una volta all’anno sono costretto ad andare al pronto soccorso perchè a volte durante la notte mentre dormo mi sveglio e dopo un pò svengo, poi mi riprendo e comincio a rimettere (vomitare) succhi gastrici. Ovviamente ho la pressione bassa e tremo penso a causa della pressione bassa. Trasposrtato al pronto soccorso, sempre cosciente, mi vengono fatte flebo di levopraid e plasil per calmare i conati di vomito. Dopo circa 3-4 ore, sempre cosciente, calmati i conati vengo dimesso. Altre volte mi capita in modo diverso e non di notte ma durante la giornata e precisamente il pomeriggio, comincio ad avvertire una specie di pesantezza allo stomaco, poi cominciano i conati di vomito e solo dopo circa 3 ore di conati comincio a rimettere succhi gastrici, seguito da svenimento. Poi rinvenuto continuo ad avere conati e portato sempre al pronto soccorso seguo la stessa trafila, cioè flebo di levopraid e plasil, calmati i vomiti sempre dopo circa 3-4 ore vengo dimesso. Preciso che durante questi sintomi ho la necessità di andare in bagno e mi svuoto con diarrea. Ho fatto il tilt-test ed altri numerosi esami medici, non è uscito mai nulla nè tanto meno nessun dottore mi ha confermato che queste mie crisi sono dovute al “nervo vago”. Io invece sono convinto che la causa sia il nervo vago. Vorrei sapere se ci sono dei medicinali per cercare di curare o di prevenire queste mie crisi, che io reputo dovute al nervo vago. Grazie

  4. Marco scrive:

    Ciao Mariella, ovviamente la pressione la puoi misurare quando ti senti debole o hai i sintomi sopradescritti. Ad ogni modo l’ affaticamento fisico può portare a scompensi di natura cardiaca, ma non intesi come patologie (salvo preesitenti), bensì come un aumento della pressione e del battito durante l’ attività fisica (così come quella sessuale) e un abbassamento dopo. Non avere alcun timore ad affrontare una psicoterapia poichè non c’è nulla di male, anzi. L’ importante è non confondere problemi organici da quelli psicologici perchè è vero che molte cose sono psicosomatiche, ma è anche vero che se tu vedi del sangue e svieni quella non è ansia. Attenzione. Ciao

  5. mariella scrive:

    Grazie a Marco per i suoi consigli. Cercherò di misurare la pressione e il battito cardiaco. Quando ho avuto gli episodi che ho riferito mi trovavo in periodi di stress psicologico e anche di relativo affaticamento fisico. Per la psicoterapia ho un pò di timore ad affrontare un percorso.

  6. Marco scrive:

    Cara Meri, innanzitutto è giusto precisare che il medico ha parlato di riflesso vagale: non è una sindrome. E in questo caso è possibile che ci sia una qualche alterazione del sistema nervoso vegetativo a causa di qualche stimolazione vagale, da qui infatti parliamo di riflesso. Gli episodi classici vasodepressivi hanno come caratteristica principale la lipotimia (sensazione di improvvisa debolezza) e in caso sincope successiva. Durante questi episodi è evidente che ci sia un abbassamento di pressione o un abbassamento della frequenza cardiaca o entrambe (episodio misto). Se i valori di cuore e pressione sono normali, vuol dire che non siamo di fronte ad una lipotimia.
    Fare esami del sangue è la cosa più giusta poiché potremmo trovare altri problemi connessi e non-connessi. Anche la glicemia può dare sintomi analoghi. Ad ogni modo è da tenere sempre lo sfigmomanometro (misuratore di pressione) a portata di mano da usare nel momento dell’ episodio (se verrà).

    Per quanto riguardo Mariella, l’ ansia scatena il sistema nervoso ortosimpatico. Solo in rari casi, in soggetti predisposti, l’ ansia può stimolare il sistema nervoso parasimpatico. Quindi lo stress può comportare crisi vasovagali, l’ ansia da sola è molto improbabile. Sono da non confondere appunto crisi di ansia o attacchi di panico con una crisi vasovagale, per questo motivo ti invito (quando ti ricapita un episodio analogo) a misurare la pressione e possibilmente il battito cardiaco. Se si tratta solo di ansia, come credo, vedrai che saranno aumentati e non diminuiti (sintomo invece tipico di crisi vasovagale).
    Fatemi sapere. Marco

  7. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Cara Mariella, la sindrome vaso-vagale è una reazione abnorme del sistema nervoso, e quindi dell’ organismo. E’ una sorta di piccola crisi, di crollo, che ristabilisce un equilibrio che viene a mancare. Le cause possono essere in parte psicologiche, legate a forti stati di stress e ansia.
    Probabilmente, da quello che scrivi, l’ ansia e i sintomi di cui soffri occasionalmente sono connessi, anche perchè hai già effettuato gli accertamenti medici (compreso il tilt test) e tutto è nella norma.
    Sembra quindi che il tuo corpo abbia scelto questa strada per combattere gli stati d’animo difficili che vivi.

    Assumere un ansiolitico non risolve il problema, è piuttosto utile una psicoterapia: aiuta a portare a galla ciò che produce ansia. Se la cosa continua o si aggrava, una psicoterapia può giovare, quanto meno per conoscere e gestire i tuoi stati d’animo.

  8. mariella scrive:

    A seguito dell’ intervento di Marco che invita a non confondere altre patologie con la sindrome vasovagale vorrei riferire i miei problemi. Ho avuto due episodi di sincopi, entrambi in occasione di vomito con forti contrazioni allo stomaco. Ho fatto tutti gli accertamenti, anche il tilt test, e sono tutti negativi. Mi dovrò aspettare scherzi da mal funzionamento del nervo vago o le mie – come spero – sono state situazioni occasionali? Talvolta mi capita di sentire un formicolio seguito da un rilassamento agli arti superiori e poi inferiori e un senso di mancamento ma poi mi passano in pochi minuti: saranno sempre da collegare al nervo vago? Sono un tipo ansioso e sto assumendo ansiolitici anche se a basso dosaggio.

  9. Meri scrive:

    Grazie a Marco per i chiarimenti sul nervo vagale e grazie a tutti voi. Mia figlia di otto anni soffre di crisi con giramenti di testa, annebbiamenti della vista e sudorazioni. Oggi per la prima volta un ottimo pediatra mi ha parlato di riflesso vagale. Mi ha indicato un ecocardiogramma ed analisi del sangue. Il suo è un problema che si é presentato per la prima volta durante una forma influenzale. La bambina aveva 4 anni e per tutta la notte sembrava collassata ed aveva una temperatura inesistente. Quella volta presa dalla paura non ho saputo cosa fare.

  10. flavio scrive:

    Mi rivolgo a tutte le persone che purtroppo hanno la sindrome vagale come mio figlio: da circa 15 mesi la sindrome gli ha modificato la vita sociale e scolastica (si è ritirato a causa delle scariche di diarrea, 6-7 in mattinata). Soprattutto la mattina per lui è diventato un incubo. Ha fatto visite dal gastroenterologo, test allergologici e per la celiachia, ecc. dopo terapie di vario genere, niente, sempre i soliti problemi. Poi, dopo varie ricerche con un medico farmacologo che lavora nel mio servizio, abbiamo trovato un farmaco zofran (ondansetrone) usato per nausea e vomito nelle terapie chemio, che agisce però anche sul nervo vago bloccando l’attività a livello intestinale e quindi bloccando anche le scariche diarroiche. E’ciò che è successo: ora è il terzo giorno che la terapia ha funzionato per mio figlio. chiedete ai vostri medici perchè forse riuscite a risolvere anche voi. Spero di essere di aiuto a qualcuno e se avete altre notizie scrivete in questo blog

  11. Marco scrive:

    Mi rivolgo a tutti, dato che ho letto qui di tutto e di più, di persone che parlano di vasovagale includendo altre patologie che non hanno nulla a che fare oppure confondono stati d’ ansia con questo argomento e così via. Credo che dobbiate fare un pò di chiarezza prima di cercare risposte.
    Come tra l’altro ho scritto sopra, il nervo vago è uno dei principali nervi e “stimola” vari organi, quindi può dare sintomi differenti ovviamente. Intanto non è una patologia, ma è una condizione. Il nostro sistema autonomo è caratterizzato da ortosimpatico e parasimpatico, che sono in equilibrio tra loro. Molti soggetti perfettamente sani hanno una prevalenza di attivazione di uno di questi due sistemi. Il sistema ortosimpatico è quello che per esempio si attiva grazie all’adrenalina, il neurotrasmettitore che si attiva nel classico meccanismo chiamato “combatti o fuggi”, ovvero ciò che accade a noi ma anche agli animali quando ci troviamo in pericolo: il leone attacca la gazzella e si attiva il sistema ortosimpatico dando midriasi, cioè le pupille si allargano per vedere meglio, la pressione aumenta e il battito cardiaco anche.
    Il parasimpatico fa il contrario, abbassa la pressione e il battito cardiaco e questo può portare a sincope. Il nervo vago viene stimolato dal sistema parasimpatico. I soggetti soliti a questo sono chiamati “ipervagotonici”. Molte condizioni possono creare questo disagio come la vista del sangue o il caldo eccessivo. Il tilt test permette di diagnosticare il disturbo.

    Il gutron alza la pressione quindi va bene come farmaco sintomatico. Non esiste una cura perché non è una patologia. Questi chiarimenti servono per evitare che facciate confusione con patologie di altra entità e questa condizione di cui invece il sito tratta.

    Ps: gli attacchi di panico alzano la pressione, il contrario della sincope vagale.

  12. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Dato che Marika non risponde alle vostre richieste dal 2012, vi consigliamo di contattare voi stessi un medico omeopatico nella vostra zona di residenza in modo da effettuare una visita specialistica ed iniziare una terapia di cura personalizzata. Esistono infatti diversi rimedi omeopatici, ma vanno somministrati in base ai sintomi che variano da persona a persona.

  13. teo scrive:

    Mi piacerebbe conoscere i farmaci omeopatici per le crisi vagali di cui scriveva Marika.

  14. wanda scrive:

    Soffro di ernia iatale, prendo omeprazolo e levopraid a cicli. da un mese circa ho l’ extrasistole, cioè ogni tre battiti cardiaci ho una pausa. ho notato che tutto ciò succede dopo aver mangiato qualcosa, dopo qualche ora ritorna tutto normale. ho deciso che farò il Tilt Test, non credo di essere ansiosa.

  15. Luisa scrive:

    Buonasera, ho letto tutti i post e purtroppo mi ritrovo con molti sintomi segnalati. Sabato notte, appena ho appoggiato la testa sul cuscino, ho avuto una crisi terribile con nausea, sudori freddi e almeno 30 minuti di convulsioni. Pallore e formicolio agli arti inferiori e superiori, alle labbra. La dottoressa della Guardia Medica mi ha diagnosticato una crisi vagale, dovuta a stress-stanchezza. Ho letto nei vostri commenti che esiste anche un collegamento con l’ apparato digestivo. Io soffro di reflusso gastrico e, malgrado i farmaci, di notte mi sento come Giovanna d’Arco che brucia sul rogo! Cerco di metterla sul ridere ma ho tantissimi disturbi: mal di testa in un punto fisso (mi è durato un anno!) e infiammazioni in gola, in bocca, alle ghiandole sul collo… secondo voi ci sarà una connessione anche con questi disturbi? E’ consigliabile un neurologo?

  16. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Buongiorno Vincenzo, ti sei già risposto da solo: quando il cuore è sano (come nel tuo caso), le aritmie cardiache spesso sono dovute a stress eccessivo. Trovi maggiori informazioni qui: Aritmie cardiache ed extrasistoli

    Sono ormai passati 25 anni e il tuo problema persiste: hai mai provato a gestire lo stress? L’ ansia e lo stress possono provocare l’ extrasistole. Se pensi che l’ansia può contribuire alla tua condizione, prova le tecniche di riduzione dello stress come psicoterapia, meditazione e yoga o esercizio fisico. Stai già facendo qualcosa in questa direzione? Ne hai già parlato col tuo medico?

  17. Vincenzo scrive:

    Salve, mi chiamo Vincenzo, ho 46 anni, la mia prima crisi vagale c’è stata 25 anni fa. Dopo aver fatto ricerche di tutti i tipi mi è stata riscontrata questa patologia. Ho il cuore sanissimo, ma quando vado in sovra-stress mi vengono continue extrasistoli ventricolari e sopraventricolari. Purtroppo ci sono giorni come oggi in cui è veramente invalidante. Chi mi aiuta a capire come fermare le extrasistoli senza assumere antiaritmici?

  18. gabriele scrive:

    ciao, mi chiamo Gabriele, ho 18 anni e circa 18 mesi fa mi è stata diagnosticata la sindrome del nervo vago col tiltest. I sintomi che accuso sono: diarrea al mattino e al pomeriggio, formicolio alle estremità, pressione 100 max bradicardico 60. Ho interrotto il calcio perché mi sentivo svenire; mi hanno consigliato esercizi fisici ma con scarso risultato; ho usato Levopraid e Pentacol con scarsi risultati, anche Ficus Carica con risultati sufficienti per le coliche. Ora mi hanno prescritto acido butirrico integratore per l’intestino e per diminuire le scariche ma… qualcuno di voi ha utilizzato gli antidepressivi e Gutron? Se si, con quali risultati? Non vado più a scuola perchè ho sempre coliche e diarrea, la mattina sono uno straccio. Qualcuno di voi col mio stesso problema ha fatto qualche nuova terapia? Grazie a chi mi risponderà.

  19. Maura scrive:

    Buongiorno. Ho 34 anni e soffro di crisi vaso vagali dall’età di 14 anni. I sintomi sono più o meno come quelli che ho letto nei vostri post: vista alterata (vedo appannato oppure totalmente bianco), sudorazione fredda, nausea. Mi capita anche di avere problemi a livello intestinale, come quando si sta poco bene con lo stomaco e si ha necessità di correre in bagno. In sostanza quando mi sento male può succedere che io non abbia il controllo delle feci: sono come senza inibizione. Quando non riesco a controllare la sincope vagale purtroppo sto male per tutte le ore a seguire. Mi sento spossata, molto stanca e il senso di pesantezza allo stomaco rimane. Può anche succedere che io abbia dei pre-sintomi: questo mi aiuta, perché ovunque mi trovo mi sdraio e sollevo le gambe. In questa fase sento che il viso si “addormenta”, così come la lingua, i polpastrelli e a seguire le braccia. Non riesco a bere nulla, quindi niente acqua zuccherata. Spesso ho la nausea.
    Ho fatto attenzione ai momenti in cui mi sento male e posso dire che succede in luoghi affollati piuttosto che chiusi e non molto luminosi. Sto male anche quando sto molto tempo in piedi in posizione eretta e ferma, se sono in macchina nel traffico, se ho paura, se avverto stanchezza e affaticamento, se c’è qualcosa che mi stressa. Ho fatto diverse visite negli anni: tilt test, cardiologo e sono andata anche dal neurologo.
    Il cardiologo ha riscontrato una insufficienza polmonare lieve, leggera tachicardia, prolasso della valvola mitralica e soffio al cuore. Per tutto questo però mi ha detto di stare tranquilla, ma effettuare controlli almeno 1 volta l’ anno.
    Vorrei sapere di quale medicine omeopatiche parlate con cui vi siete trovati bene. Grazie.

  20. Leonardo scrive:

    Buonasera Enzo, effettivamente -anche se per sole due volte l’ anno- la tua non è certo una sintomatologia piacevole da sopportare, anche se penso (da assoluto profano, sia chiaro) che la funzionalità cardiaca non c’entri per nulla. La tua descrizione mi ha fatto venire in mente quanto è capitato ad una mia amica: dopo un lungo periodo di forte stress, ha cominciato ad accusare svenimenti, tachicardia, sudorazione eccessiva in momenti diversi del giorno e della notte. Recatasi in pronto soccorso, le hanno diagnosticato i classici attacchi di panico, agevolmente risolti con l’ assunzione, credo tre volte al giorno, di una quindicina di gocce di delorazepam (nella fattispecie il nome del farmaco è EN). Quasi sicuramente tutto questo non ha nulla a che vedere con i tuoi disturbi, comunque mi è sembrato utile parlartene. Cordiali saluti da Leonardo

  21. Enzo scrive:

    Salve a tutti, io ho 37 anni e soffro di crisi vagale da circa 10 anni. Fortunatamente le crisi mi capitano mediamente 2 volte l’ anno, ma quando mi vengono sto male 2 giorni. I miei sintomi sono i seguenti:
    - vista alterata (vedo per circa un’ ora come se avessi guardato un fortissimo flash)
    - sudo freddo
    - nausea.

    La pressione dopo essere scesa, mi sale in modo vertiginoso: l’ ultima volta mi è arrivata a 187 su 120, e 147 di pulsazioni.
    Dopo un’ oretta ricomincio a prendere possesso della mia vista, e piano piano gli altri sintomi cominciano a svanire. Per almeno 2 giorni resto con un senso di nausea e con uno strano mal di testa, dico “strano” perché si concentra su una zona precisa che è sopra il mio occhio destro.

    Ho fatto la tac e tutto è ok, adesso ripeterò la visita cardiologica, comunque io fino ad ora non ho mai perso conoscenza durante le crisi vagali.

  22. Leonardo scrive:

    Caro Gianni, non sono in grado di risponderti per quanto riguarda l’ ernia iatale, posso solo descriverti le mie personali esperienze. Che esista un rapporto stretto tra digestione e frequenza-attività cardiaca è risaputo: anch’io frequento la palestra (solo al mattino) e attendo ad iniziare l’attività sino a quando sono ben sicuro di aver digerito la colazione!

    Per quanto mi riguarda, ho avuto di recente un terzo episodio di fibrillazione atriale notturna (sin’ora mi sono capitate solo di notte e, a quanto mi ha detto la cardiologa, capitano proprio in fase di riposo e non sotto sforzo) e anche in questo caso c’entrava sicuramente la digestione del pasto serale. Almeno in altre due occasioni per lo stesso motivo mi sono svegliato con tachicardia ma NON fibrillazione, che si è risolta spontaneamente con l’ assunzione di un semplice digestivo, nello specifico una compressa di Bioanacid, farmaco di origine naturale veramente portentoso, che consiglio a chi come me ha una digestione lenta e laboriosa.

    Nell’ultimo episodio di fibrillazione, però, fortunatamente non ho dovuto subire -in pronto soccorso- la cardioversione elettrica: è bastata una iniezione di propafenone. Alla mia domanda sul perchè le volte scorse non fosse bastato il propafenone, il medico ha ipotizzato che fosse perchè -dall’ episodio precedente- ho avuto un consistente calo ponderale: infatti, ho razionalizzato la mia alimentazione e ho perso circa tredici chili.

    A seguito di accurate visite cardiologiche, compreso l’ holter dei quindici giorni, è apparso evidente che non ho alcun problema a livello cardiaco, ma la cardiologa ha sottolineato come controllo del peso e della pressione sanguigna siano fondamentali per abbassare il rischio di fibrillazione.

    Al momento, e da tempo, non ho alcun sintomo di riflusso gastrico conclamato, ma mi sembra di aver capito che tale problematica possa anche essere asintomatica; a me il problema è causato da una imperfetta chiusura del cardias (la “valvola” che dovrebbe provvedere alla chiusura della parte superiore dello stomaco) e per questo non vi è alcun rimedio di tipo chirurgico: continuo quindi ad assumere inibitori di pompa protonica (nello specifico 10 milligrammi di omeprazolo a giorni alterni e nel cambio di stagione anche tutti i giorni). Non mi pare di avere effetti collaterali e nel contempo ho anche un miglioramento della digestione.

    In conclusione, il miglior medico siamo noi stessi, quindi massima attenzione all’ alimentazione indirizzandosi verso quei cibi che non ci creano problemi, moderazione e cautela nell’alimentazione sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, controllo del peso e della pressione sanguigna. Non è facile, lo so, e capisco che i piaceri della tavola siano difficili da contrastare ma, come sempre, si tratta di scelte da fare: non si dice che per vivere sani bisogna mangiare come malati? Certo l’ eccezione ci sta, ma che non diventi regola! Mi sono dilungato un pò, lo so, ma l’argomento è vario e complesso. Nella speranza di esserti stato utile, ti invio i miei più cordiali saluti e auguri di buona salute.
    Leonardo

  23. Gianni scrive:

    Ciao Leonardo, ho letto con interesse i tuoi post, dato che mi trovo in una situazione molto simile. Anche io sono passato per un periodo iniziale di continua artimia con extrasistole continue. Poi diagnosticata un’ ernia iatale e relativo reflusso. Dopo regolare assunzione di inibitori della pompa gastrica, le cose sono cambiate drasticamente con un ritorno alla vita normale. Purtroppo però l’equlibrio tra benessere e malessere è davvero delicatissimo. Per esempio, essendo un grande sportivo, giusto l’altro ieri ho mangiato 4 noci e dopo 20 minuti sono andato in palestra… panico… quelle pochi noci hanno causato un reflusso gastrico con relativa infiammazione del nervo vago, quindi ho avuto immediatamente sensazioni di calo di pressione, offuscamento della vista e debolezza, poi ansia e paura con risposta del simpatico che a quanto ho capito fa rilasciare in circolo adrenalina, proprio per evitare lo svenimento, con relativo aumento del battito cardiaco. Queste crisi mi durano in fase acuta circa un 30-40 minuti, per poi lasciarmi un senso di spossatezza per tutta la giornata. Quello che chiedo a te e a tutti quanti conoscono il problema, dottori e non, si può andare avanti così, cioè con queste crisi che poi comunque si risolvono da sole, oppure con il tempo possono diventare pericolose? Inoltre ci si deve rassegnare ad avere questo reflusso gastrico che causa le crisi o nel 2014 si può fare un intervento chirurgico risolutivo ed efficiente? Nel 2007 mi dissero che il trattamento dell’ernia iatale con intervento chirurgico era assolutamente da evitare. Grazie a tutti in anticipo. Gianni

  24. Leonardo scrive:

    Caro Alberto, sono particolarmente contento che quanto ho scritto ti sia stato d’aiuto. Effettivamente certe esperienze lasciano il segno e non sempre il medico purtroppo è in grado di appurare i meccanismi di causa-effetto. Rimane comunque valido il detto che il nostro miglior medico siamo noi stessi (evitando, ovviamente, pericolosi “fai da te”!). Attualmente ho adottato un’ alimentazione particolarmente attenta a digeribilità e compatibilità con quelle che sono le mie difficoltà digestive; è vero, forse mangio un pò “da malato” ma non importa: non ho mai amato gli eccessi alimentari e questo oltretutto mi ha anche permesso di perdere un bel pò di chili di troppo che è sempre salutare. Al di fuori del cambio stagionale, sempre difficoltoso per chi soffre di problemi gastrici, prendo una capsula da 10 mg di omeprazolo ogni tre giorni o quando prevedo -per forza di cose- di dover mangiare qualcosa in più e di diverso. Per ora non ho più avuto alcun problema.
    Cordialissimi saluti e auguri di un felice 2014. Leonardo

  25. alberto scrive:

    Caro Leonardo, sono rimasto basito di fronte alla sua descrizione del nervo vago che, per forma e cura, rappresenta una perfetta ed aderente immagine dei disturbi da me sofferti. Leggendola ho finalmente visto uno spiraglio per la soluzione del mio annoso problema. La informerò degli sviluppi e la ringrazio sentitamente per il suo intervento.

  26. Leonardo scrive:

    Buonasera. A me purtroppo il nervo vago ha giocato un bruttissimo scherzo e per ben due volte. Due anni fa, una persistente iperacidità gastrica, da me colpevolmente sottovalutata, ha provocato una anomala stimolazione del nervo vago appunto, causandomi fibrillazione atriale, che per essere risolta ha dovuto essere trattata con cardioversione elettrica in p.s. L’episodio si è ripetuto un mese e mezzo fa anche se l’iperacidità era scomparsa (ma ho una digestione particolarmente laboriosa e il fenomeno è legato alla digestione e al periodo autunnale), ma probabilmente di nuovo avevo bevuto o mangiato qualcosa che mi ha fatto male. Ho il cuore perfettamente sano e la cardiologa ha parlato di “spine irritative” facendo espresso riferimento al nervo vago; al momento prendo solo omeprazolo 10mg ogni due giorni per evitare altri episodi analoghi, ma le due brutte esperienze passate sono difficili da dimenticare e il timore di un altro episodio è sempre presente.
    Cordiali saluti. Leonardo

  27. mariangela scrive:

    Buonasera a tutti, sono la Signora Mariangela, vengo a raccontarvi le ultime novità. Siamo andati dal cardiologo e, come volevasi dimostrare, il cuore non c’entra: il loop recorder ha registrato tutto, ma non è risultato nulla di anomalo. Per cui quando mio figlio ha avuto la crisi, il cuore non è stato per nulla coinvolto, cioè i battiti cardiaci non si sono nè alterati e nè sono diminuiti per fortuna. A questo punto abbiamo fatto proprio tutto, il cardiologo mi ha consigliato di tornare dal neurologo e fare una cura per l’epilessia, però il neurologo non vuole perchè dice che non è epilessia e i farmaci di cura non si possono dare così… A che santo mi devo rivolgere? CORDIALI SALUTI. MARIANGELA.

  28. mariangela scrive:

    Buongiorno Giacomo, mi scusi se non ho risposto subito ma non mi sono più collegata… io mi sono rivolta a più specialisti ma quello che mi ha dato maggior fiducia è il dottor Spampinato che sta in clinica VILLA TIBERIA ROMA. Ha installato a mio figlio sotto pelle vicino al cuore un apparecchio chiamato loop recorder (non so se è corretto) per registrare ciò che succede durante la crisi vagale. Dal primo dicembre non è più successo, fino al 28 marzo scorso: mio figlio si trovava in Perù per un viaggio di piacere, nel momento di relax (aveva viaggiato molto e si era stressato) sul letto dell’ hotel gli è preso l’ attacco (a lui dura pochissimo però gli prende tipo convulsioni, a sua moglie come prende?). C’erano il cugino e un amico, nel contesto si è lussato una spalla (però gli amici dicono che forse gliel’hanno lussata loro per tirarlo su colti dal panico). Oggi lunedì 8-4-2013 abbiamo l’appuntamento per scaricare il loop recorder e vedere in effetti se il cuore è coinvolto, e per mercoledì 10-4-2013 vi farò sapere. Teniamoci in contatto tramite il blog, voi di dove siete? Cordiali saluti Mariangela da Roma.

  29. Elsa scrive:

    Purtroppo a me succede anche peggio con questa sindrome vaso vagale… in genere perdo tutti i liquidi e feci… per fortuna finora è successo circa una volta all’anno nel periodo primaverile di cambio stagione, la prima volta circa 5 anni fa…

  30. Marco87 scrive:

    Buongiorno a tutti, io ho 26 anni, soffro di ansia e sospettavo anche di sindrome vagale, appunto però ho fatto un tilt test ed è stato negativo. I cardiologi però sono rimasti stupiti perchè soffro di ipotensione (pressione bassa) sempre, e a volte per motivi anche ambientali o situazionali (come dopo esercizio fisico) la pressione scende ancora di più e tutti pensavano che nel mio caso sarebbe stato positivo il tilt test. Da fare attenzione e qui mi rivolgo ad Alessandra che il tilt test lo fanno in due modi: uno con assunzione di un farmaco per via endovenosa (di solito nitroglicerina), uno invece senza alcun farmaco. Queste due correnti di pensiero diverse spiegano certi svenimenti e altri no, ovvero con l’assunzione di nitroglicerina si sviene quasi sicuramente e non è ciò che il fisico farebbe di natura, quindi volevo chiedere ad Alessandra: sei svenuta in 3 secondi senza farmaci o con? Inoltre il dibattito più importante sta nel fatto se l’ansia può o meno causare una crisi vasovagale. In poche parole la stimolazione del nervo vago può abbassare la pressione o il battito cardiaco o entrambe. Questi abbassamenti portano a lipotimia (malessere che precede lo svenimento) e sincope (svenimento) se non ci si distende subito. In realtà l’ansia dovrebbe fare il contrario, e cioè far aumentare i battiti cardiaci e alzare la pressione. Ma certi dicono che invece l’ansia può far svenire, altri no, e questo anche per me è ancora un mistero.

  31. Katia scrive:

    Buongiorno, faccio anche io parte del gruppo “nervo vago”… volevo chiedere a marika maria enrica quali farmaci utilizza. Grazie
    :-)

  32. Giacomo scrive:

    Salve signora Mariangela, innanzitutto mi dispiace per suo figlio, la capisco, anche a mia moglie succedono queste crisi vagali almeno una volta a settimana. Le chiedo se mi può comunicare il nome dello specialista a cui lei si è rivolta. Le sarò grato. Auguri

  33. Alessandra scrive:

    Ciao, ho 31 anni e sono mamma di 2 bimbe! Volevo solo aggiungere un altro sintomo che precede la crisi vagale, a me succede così: sento freddo e comincio a tremare (sbattere)! Io ho scoperto di soffrire di questa sindrome prima di un’ operazione! Fatto tilt test e sono svenuta in 3 secondi non appena messa in posizione eretta!

  34. marika maria enrica scrive:

    soffro di questo disturbo, mi sono curata dal cardiologo con farmaci omeopatici con risultati ottimi

  35. renato scrive:

    questo articolo sul nervo vago è la miglior risposta che io abbia trovato tra le tante; grazie per aver usato un linguaggio non specialistico o infarcito di termini stranieri non a tutti comprensibili.

  36. Redazione IO Benessere Blog scrive:

    Buongiorno Mariangela, la crisi vagale può portare allo svenimento e coinvol­ge sia il cuore sia il sistema nervoso; chi ne soffre deve quindi rivolgersi al cardiologo e al neurologo. Come specificato anche nell’ articolo sopra, l’ esame medico che consente di fare una diagnosi di sincope vagale è il Tilt Test: consiste nel posizionare la persona su un lettino inclinabile e valutare la pressione arte­riosa e la frequenza cardiaca da sdraiati, poi nel passaggio alla posizione verticale e infine stando in piedi da soli. Se quindi tuo figlio ha già eseguito tutti gli accertamenti medici e gli è stato diagnosticato il nervo vago, deve seguire le indicazioni mediche di cura presso lo specialista. Hai fatto bene a prendere appuntamento presso un cardiologo specializzato, in questo modo tuo figlio avrà una diagnosi precisa e potrà essere seguito. Fai quindi fare a tuo figlio maggiori accertamenti sul caso. L’ ansia e l’ emotività possono incidere negativamente sulla crisi vagale e peggiorarla, ma il nervo vago è principalmente un problema del cuore: va diagnosticato e curato.

  37. mariangela scrive:

    Buon giorno a tutti. Mio figlio ha 31 anni, in febbraio 2012 è svenuto la prima volta in bagno (quando è nevicato, lui si è fatto la doccia calda ed è svenuto, ha dato la colpa allo sbalzo di temperatura) ma non l’ ha detto a nessuno. Poi la seconda volta, 21 maggio di nuovo in bagno, stava seduto sul water si è sentito girare la testa ed ha pensato: “tanto sto seduto non mi può succedere nulla”. Invece è caduto e si è fatto un bel taglio nella zona temporale: 2 punti. La tac è negativa come ecg, le analisi a posto, la pressione a posto, tutto regolare. In ospedale hanno detto che dipende dal nervo vago. Il 5 luglio stava andando con 4 amici a fare un viaggio in Germania, dopo poco che si è seduto in aereo si è sentito male un’ altra volta, però non potendosi sdraiare è stata un crisi più forte: anche le convulsioni. C’è qualcuno che mi può spiegare che cosa ha mio figlio ? Grazie a chiunque mi sappia dire qualcosa di più preciso, comunque abbiamo preso appuntamento con un cardiologo che studia la sincope a livello europeo, speriamo bene.
    P.S: vi premetto che mio figlio ha un carattere molto sensibile ed emotivo, si dice che può dipendere anche dall’ ansia… sarà vero?

  38. Franco scrive:

    Ho subito una gastrectomia Billroth II per linfoma gastrico. Da qualche giorno la digestione di alcuni cibi è talmente onerosa che nella fase di digestione mi viene una crisi vagale che mi dura anche un’ ora. L’ articolo letto mi ha chiarito un pò le idee. Se qualcuno ha sintomi uguali mi può contattare scrivendo sul blog. Grazie. Saluti

  39. affinito luigi scrive:

    soffro di questi episodi. ho fatto tutte le idagini mediche. il mio cardiologo è in linea su quanto suddetto, infatti consiglia nel caso di malore di sdraiarmi e tenere le gambe alzate, è quello che ho fatto venerdì scorso ad una festa. il gestore del ristorante ha voluto per forza chiamare il 118. Il medico che mi ha soccorso (si fa per dire) contrariamente alle mie preghiere di non alzarmi, ha voluto per forza farmi sedere e a quel punto sono svenuto.

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