Pressione alta: farmaci anti ipertensione arteriosa

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La pressione arteriosa è tenuta sotto controllo da una serie di reazioni fisiologiche che determinano continui aggiustamenti del volume del sangue circolante, della forza e della frequenza delle contrazioni del cuore e del diametro delle arterie.
Il compito dell’apparato circolatorio è infatti quello di mantenere la pressione a valori sufficienti a far arrivare il sangue a tutti gli organi, ma non troppo alti da danneggiarli.

Al buon funzionamento di questo sistema, provvede una complessa rete di meccanismi regolatori concatenati tra di loro, della quale fanno parte il cuore, i vasi sanguigni, il sistema nervoso, i reni e le ghiandole surrenali.

Pressione arteriosa: meccanismi di regolazione

Nelle pareti del cuore e dei vasi sanguigni ci sono specifici recettori (barocettori) che rilevano di continuo la pressione del sangue e inviano le relative informazioni al sistema nervoso centrale.
Una volta rilevati i valori di pressione, i due settori del sistema nervoso autonomo (simpatico e parasimpatico) intervengono regolando l’attività contrattile del cuore e la costrizione-dilatazione dei vasi sanguigni, mentre l’ipotalamo secerne un ormone (antidiuretico) che controlla il riassorbimento di sali e acqua nei reni.
La funzione renale incide sulla pressione arteriosa in due modi:

  1. variando la concentrazione dei sali (soprattutto di sodio e potassio) e il volume del sangue circolante;
  2. liberando un enzima (renina) che attiva due proteine (angiotensine II e III) capaci di provocare vasocostrizione e di stimolare l’attività endocrina dei surreni.

I surreni emettono sostanze (adrenalina e noradrenalina) e influenzano direttamente l’attività cardiaca e il tono vascolare.
Nel suo complesso, il controllo della pressione operato in modo coordinato da reni e surreni è noto come sistema renina-angiotensina-aldosterone.

Ipertensione: farmaci di cura per pressione alta

La conoscenza di questi meccanismi e delle loro interconnessioni ha permesso di sviluppare farmaci capaci di ridurre i valori della pressione alta.
La terapia di cura varia in base alle diverse condizioni patologiche che spesso si associano all’ipertensione: disturbi cardiovascolari, diabete, disfunzioni renali.
Ecco i medicinali che aiutano chi soffre di ipertensione.

Le categorie di antipertensivi di uso più comune sono:

  • diuretici
  • beta-bloccanti
  • calcio-antagonisti
  • ACE-inibitori
  • AT1-antagonisti.


I diuretici abbassano la pressione arteriosa perchè aumentano l’eliminazione di sali e di acqua a livello renale, riducendo così sia il volume di sangue circolante, sia la concentrazione di sodio (che, se troppo alta, fa aumentare la pressione arteriosa).

I beta-bloccanti appartengono al grande gruppo dei farmaci che modificano la funzionalità del sistema nervoso simpatico. I beta-bloccanti annullano gli effetti dell’adrenalina (il neurotrasmettitore che, stimolando l’attività cardiaca e inducendo vasocostrizione, fa aumentare la pressione arteriosa), andando a bloccare alcuni dei recettori cellulari (beta) ai quali essa deve legarsi per esplicare la sua funzione.

I calcio-antagonisti sono così chiamati perché impediscono l’ingresso del calcio nelle cellule muscolari del cuore e delle arterie (evento indispensabile perché queste possano contrarsi), determinando pertanto una dilatazione dei vasi sanguigni.

Gli ACE-inibitori intervengono sui meccanismi del sistema renina-angiotensina-aldosterone, bloccando a livello renale l’attività dell’enzima necessario per la sintesi delle angiotensine II e III (Angiotensin Converting Enzyme, ACE), che determinano da un lato vasocostrizione e dall’altro la secrezione di aldosterone da parte dei surreni.

Anche gli AT1-antagonisti, noti come sartani, interferiscono con l’attività vasocostrittrice delle angiotensine, intervenendo però in modo più selettivo, perché bloccano i recettori cellulari specifici (AT1) ai quali si lega l’angiotensina II.

Oltre a questi, esistono altri gruppi di farmaci, per lo più attivi sul controllo nervoso della pressione arteriosa, il cui impiego è riservato a casi specifici. In ogni caso, il controllo farmacologico dell’ipertensione deve essere gradualmente messo a punto in base ai valori di partenza della pressione e ai risultati ottenuti con i diversi farmaci.
In generale, tutti i tipi di farmaci citati, da soli o più spesso abbinati, sono indicati per intraprendere una terapia di cura e sono efficaci nel prevenire i danni dell’ipertensione. La scelta deve poi tenere conto dell’eventuale compresenza di altre condizioni patologiche.
Ecco qualche esempio:

  • gli ACE-inibitori sono particolarmente adatti nei soggetti ipertesi con insufficienza renale;
  • i beta-bloccanti e i calcio-antagonisti sono particolarmente adatti nei soggetti ipertesi che soffrono anche di angina;
  • i sartani e gli ACE-inibitori sono particolarmente adatti nei soggetti ipertesi diabetici.




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