Progetto contro Anoressia e Bulimia in Italia: “Se ami qualcuno dagli peso”. Capire i sintomi dell’ anoressia

progetto-contro-anoressia-e-bulimia-in-italia-se-ami-qualcuno-dagli-peso-capire-i-sintomi-dell-anoressiaIn Italia è iniziata la campagna di sensibilizzazione contro l’ anoressia: il progetto “Se ami qualcuno dagli peso”, promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunità per contrastare il fenomeno dell’ anoressia e della bulimia nervosa.
In Italia i disturbi alimentari quali anoressia e bulimia sono la prima causa di morte per malattia delle ragazze tra i 12 e i 25 anni. I disordini alimentari in Italia negli ultimi anni sono nettamente aumentati e colpiscono ogni strato sociale. Le statistiche e i dati dell’ anoressia e della bulimia in Italia confermano che almeno il 3% della popolazione soffre di disordini alimentari: oltre 200 mila donne in Italia sono colpite da questo genere di disturbi.
I sintomi dell’ anoressia e della bulimia vanno prima di tutto riconosciuti nelle nostre case o tra le persone che frequentiamo. Si tratta di un fenomeno che non va ignorato ma che va riconosciuto.
Occorre prestare attenzione davanti a determinati atteggiamenti di una figlia o di un figlio, di un’ amica, di un amico o di un semplice conoscente. I comportamenti anormali nel rapporto con il cibo, infatti, sono vere e proprie “spie” dell’ anoressia e della bulimia nervosa e vanno capiti, sorvegliati, e mai sottovalutati.

Il progetto contro l’ anoressia e la bulimia “Se ami qualcuno dagli peso” è stato concepito volutamente senza immagini scioccanti, ma per permettere ai genitori, agli insegnanti, agli amici di chi soffre di disordini alimentari, di riflettere ed individuare i primi sintomi di un male subdolo che nasconde un disagio e una richiesta d’ aiuto in chi ne soffre.
Il progetto contro l’ anoressia e la bulimia “Se ami qualcuno dagli peso” è una campagna di sensibilizzazione “media crossing” che viaggia attraverso i giornali, gli spot televisivi e radiofonici, le pubblicità nei cinema e sui muri delle città per diffondere la cultura dell’ attenzione e della prevenzione all’ anoressia e alla bulimia tra i giovani e nei mondi a loro vicini: dalla famiglia alla scuola.

L’ anoressia e la bulimia non vanno ignorate nè sottovalutate: sono richieste di aiuto da parte delle persone che amiamo.

SINTOMI DELL’ ANORESSIA E DELLA BULIMIA: I DISORDINI ALIMENTARI

Il sintomo più comune dell’ anoressia nervosa è il rifiuto del cibo collegato al rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo normale; tra i sintomi della bulimia nervosa ci sono invece ricorrenti episodi di “abbuffate” di cibo che si accompagnano alla successiva adozione di mezzi inappropriati per controllare il peso (vomito, lassativi, diuretici).
Molto più diffusi sono però comportamenti che indicano un’ attenzione non corretta all’ alimentazione e al peso corporeo, e che spesso se sottovalutati possono portare alla successiva anoressia o bulimia. Alcuni di questi disturbi vengono classificati nella categoria dei “disturbi dell’ alimentazione non altrimenti specificati“. In questi casi la persona è di peso normale, ma si dedica regolarmente ad inappropriate condotte compensatorie dopo aver ingerito piccole quantità di cibo (per esempio ricorre al vomito autoindotto dopo aver mangiato due biscotti).

CAUSE DELL’ ANORESSIA E DELLA BULIMIA: LA PAURA DI PERDERE IL CONTROLLO E IL CONTROLLO OSSESSIVO SUL CIBO E SUL PESO CORPOREO

Nella nostra cultura spesso la persona “efficace” è quella che possiede sempre una risposta e che ha sempre il controllo totale della situazione: il vincente domina qualunque evento ed impone le proprie idee. Con questo modo di pensare, le insoddisfazioni della vita quotidiana derivano dall’ incapacità di tenere sotto controllo le diverse situazioni della vita. Inoltre, la paura di perdere il controllo può generare sensazioni di confusione.
In questo senso, l’ aumento di alcuni disturbi del comportamento alimentare potrebbe essere legato all’ estremizzazione di alcuni comportamenti propri dell’ era moderna, riassumibili in un desiderio esasperato di dominare la realtà.
Le persone, in quanto esseri umani, hanno necessariamente dei limiti: il perfetto e assoluto controllo della situazione non è un obiettivo perseguibile e genera delle frustrazioni.
La cultura moderna ha perso l’ accettazione delle imperfezioni che ci caratterizzano e che dobbiamo invece rivalutare ed amare.

Per visualizzare il video informativo della campagna contro anoressia e bulimia in Italia: www.governo.it





2 risposte

  1. Susanna scrive:

    Ho combattuto contro l’ anoressia finendo nella bulimia per lunghissimi anni. Adesso sono stanca di vedere la mia vita legata ad un water e al cibo che mi perseguita. Voglio di nuovo la mia vita e la otterrò. Amatevi per ciò che siete, non buttate mai l’ esistenza dietro quel grammo in più. Ne guadagnerete in stima e specialmente in salute. Ridursi ad una larva famelica non giova, sorridere alla propria persona illumina il proprio essere, ma spesso, quando uno se ne accorge è già dentro i problemi fino in fondo, anche se uscirne è sempre possibile. Io ci sto riuscendo, fatelo anche voi. Coraggio, coraggio, coraggio per tutti!

  2. davide scrive:

    Sono stato più di 3 anni con una ragazza che soffriva di anoressia… Ho letto di tutto e di più su questa malattia, e ho lottato con le unghie e con i denti contro tutto e contro tutti per aiutarla a capire che si stava autodistruggendo, senza però lasciarla sola… Ho sofferto molto per questo. A volte sono stato duro con lei, mi ostinavo a farle capire in continuazione del grave errore nel quale era caduta: il non voler riconoscere di avere un problema simile e il non volere lasciarsi aiutare da qualcuno di competente su questi problemi.
    La mia è stata una continua lotta psicologica tra la mia razionalità che vedeva il suo problema in continuazione e la mia “irrazionalità” che mi portava a vederla come una bellissima persona amorevole, dolce, disponibile e sensibile… Alla fine sono finito con il diventare ossessionato dal suo problema, ho cominciato una lenta e inesorabile caduta verso una forma di disperazione, di mancanza di autostima e di fiducia nel futuro… Ho cominciato a sentirmi in colpa anche io per la mia impotenza nei confronti di questa sua esasperata voglia inconscia di autolesionismo, mi ferivano come frustate i commenti e gli sguardi degli altri quando passeggiavamo insieme… Osservavo le altre coppie fare progetti insieme e io invece rimandavo tutto al fatidico “quando lei starà bene”… Insomma sono diventato succube del suo problema perchè in fondo l’ amavo, non volevo perderla per questa cosa. Dopo più di tre anni, l’ ho vista migliorare un pò alla volta, ma non mi bastava mai… Continuavo a vederla troppo magra, la percepivo ancora come una ragazza malata… si… malata.
    Il nostro rapporto si è concluso, e abbiamo con difficoltà intrapreso nuove strade e nuove relazioni. Sono passati ormai 8 mesi da quando ci siamo lasciati, e ciò è avvenuto in maniera corretta e con reciproca stima e rispetto… Sento di volerle ancora molto bene anche se ho iniziato una nuova vita con un’ altra donna e lei ha fatto lo stesso con un altro ragazzo… Ci sono cose di lei che mi mancano, e soprattutto la sua dolcezza. Credo che dal punto di vista umano io a volte sia stato troppo duro con lei, la spronavo tutti i giorni a mangiare, la facevo sentire probabilmente colpevolizzata per il suo autolesionismo e le ricordavo in continuazione che stava sbagliando. Non so se questo sia stato un bene o un male, so solo che dopo 2 anni di rapporto turbolento ha ricominciato un pò alla volta a mangiare di più, riguadagnando quasi 10 kg rispetto a come si era ridotta… Ciò non toglie che ora io sono ossessionato dai miei sensi di colpa e dal fatto che avrei potuto fare di più e avrei dovuto cominciare a fidarmi della sua rinascita, ma una parte di me mi ha sempre detto: “non crederle più !.” Ora dopo mesi sento una sorta di rigurgito che mi paralizza in certi momenti, e che non mi fa vivere in pace la mia nuova vita sentimentale… Solo il tempo mi potrà aiutare… A volte sento inesorabilmente la sua mancanza e mi domando come sta e cosa sta facendo, ma non voglio sentirla perchè questo significherebbe riaprire una ferita che si sta rimarginando un pò alla volta… Sono consapevole del fatto che comunque se io ho delle colpe, questo è perchè l’ amavo e non volevo più vederla stare male così, e l’ istinto di sopravvivenza mi ha portato a staccare. Con questa storia vorrei che qualcuno parlasse anche per quelle persone che stanno vicino a chi soffre di questi problemi… Vorrei che chi mi legge e che soffre di anoressia sappia che noi soffriamo con voi per questi problemi, e che il vedervi disposti a farvi aiutare e a combattere questo maledetto problema è la più grande soddisfazione che ci potete dare.
    Dall’ anoressia si guarisce solo se si sa ammettere a se stessi e agli altri che il problema lo si sta vivendo e che è una malattia come le altre, senza nascondere a se stessi e agli altri la testa sotto la sabbia..

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