Protezione viso in inverno: raggi UV

danni raggi uv fanno male alla pelle
Se tutti hanno imparato, o stanno imparando, che l’esposizione al sole durante l’estate senza l’adeguata protezione può causare seri danni cutanei, pochi sanno che anche la luce invernale ha importanti effetti sulla pelle del viso.
Gli UVA sono i raggi maggiormente presenti nella luce diurna, non sono schermati né dalla plastica né dal vetro, per cui si risulta esposti anche negli ambienti chiusi, come in ufficio o in auto, attraverso vetri e finestre e in tutte le stagioni dell’anno.

I raggi UVA sono in grado di penetrare nel derma e determinare l’insorgenza dei tipici segni cutanei di fotoinvecchiamento. Per chi lavora in un ambiente chiuso, il 48% della dose annua di raggi UVA è assorbito d’estate, il che significa che il restante 52% è ricevuto nel resto dell’anno.
Quest’ultima percentuale è una quantità ingente e corrisponde a dosi regolari di UVA, più o meno modeste, assunte in modo cronico e inconsapevole.

Accanto ai numerosi benefici per la salute fisica e psichica, è ormai provato che l’esposizione alla luce solare svolge un ruolo determinante nel provocare effetti dannosi alla pelle del viso, ma anche agli occhi.
Le radiazioni del sole hanno delle specifiche lunghezze d’onda alle quali si associa, in misura inversamente proporzionale, una certa quota di energia.
Le radiazioni con una minore lunghezza d’onda, tra cui UVC e UVB corti, vengono bloccate dallo strato di ozono, mentre quelle con una maggiore lunghezza d’onda, che comprendono le ultraviolette, la luce visibile e i raggi infrarossi, raggiungono la terra e il loro insieme costituisce quella che noi chiamiamo la luce del giorno.

Tra le radiazioni ultraviolette, i raggi UVA rappresentano il 94,9% dell’energia ricevuta, mentre gli UVB il 5,1%, il che significa che in condizioni di sole standard l’energia dei raggi UVA è 18 volte maggiore di quella UVB.
Tuttavia, esistono molti fattori che influenzano lo spettro UV quotidiano: l’ora del giorno, la stagione dell’anno, la latitudine sono i principali fattori.
I raggi UVA seguono l’andamento della luce visibile e sono pertanto le radiazioni che si assumono maggiormente durante tutta la giornata. Inoltre, mentre la quantità di raggi UVB può variare tra l’estate e l’inverno o anche in base alla latitudine, la quantità di raggi UVA in estate è pressoché identica a quella di una giornata invernale.
Quello che cambia è la loro potenza (quantità di energia) che è maggiore in estate.

L’indice UVB varia anche in base al cielo limpido o nuvoloso, la schermatura di vestiti e vetro, ma questo non avviene per i raggi UVA che restano costanti anche nelle diverse condizioni di esposizione. Per questo si possono ricevere dosi massicce di raggi UVA anche senza condurre una vita all’aria aperta, ma restando semplicemente vicino ad una finestra o in auto.
I raggi UVA sono quelli che maggiormente vengono assorbiti nel corso di tutta la vita.

Raggi UVA e Raggi UVB: danni alla pelle

Per comprendere i diversi tipi di danno provocati dai raggi UVB e UVA bisogna sottolineare che la loro capacità di penetrazione nella pelle è direttamente proporzionale alla loro lunghezza d’onda.
I raggi UVB che hanno una minore lunghezza d’onda scaricano la loro energia sull’epidermide e in misura minima sul derma superficiale, mentre la maggiore lunghezza d’onda dei raggi UVA li rende in grado di attraversare l’epidermide e raggiungere il derma superficiale e quello profondo.

In passato l’attenzione veniva focalizzata soprattutto alla protezione dai raggi UVB che sono responsabili di un danno cutaneo immediato ed evidente, come l’eritema e le scottature. Ma nel considerare gli effetti sul lungo termine, sia i danni biologici provocati dagli UVB come dagli UVA tendono ad accumularsi ed a manifestarsi a distanza di anni.

I raggi UVB possono provocare il danneggiamento diretto al DNA cellulare e la comparsa di lesioni precancerose e tumori cutanei.

I raggi UVA, penetrando nel derma, provocano il rilascio di radicali liberi che danneggiano il DNA, le membrane cellulari, la struttura delle cellule cutanee, con il conseguente insorgere di segni di fotoinvecchiamento ed elastosi solare (chiazze di colorito giallo-avorio del volto e del collo). Il fotoinvecchiamento si manifesta nelle zone non coperte dai vestiti: viso, décolleté, dorso delle mani e degli avambracci.
Il fotoinvecchiamento da raggi UVA si manifesta con pelle ruvida, ispessita, chiazzata, di colore giallognolo e con rugosità. Talvolta sono presenti lesioni precancerose (cheratosi attiniche) e tumorali.

L’esposizione protratta alla luce diurna rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo di patologie cutanee legate all’assorbimento di UVA per determinate categorie professionali, che dovrebbero essere sensibilizzate sulle misure di prevenzione da attuare quotidianamente.

Poiché la radiazione maggiore proviene da raggi UVA, appare evidente l’importanza di adottare un’appropriata protezione nei confronti di questi raggi particolarmente insidiosi, perché non vengono schermati né dalla plastica né dal vetro, ai quali quindi si è esposti anche nei luoghi chiusi come l’auto o l’ufficio e in tutte le stagioni.





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