Quando togliere le tonsille ai bambini

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Nei bambini, le tonsille infiammate possono causare febbre alta o brividi, dolore, difficoltà a deglutire e nell’ingoiare.
Altri sintomi possono essere male alle orecchie, mal di testa, indolenzimento alla mascella, variazioni o perdita della voce.
La tonsillite è l’infezione che colpisce più di frequente i bambini fino ai 12 anni di età.

Il sintomo più comune delle tonsille infiammate è il mal di gola. Durante la visita medica, il pediatra valuta le caratteristiche della faringe, tenendo conto dell’arrossamento, delle cosiddette placche e della eventuale presenza di altre lesioni sul palato. Valuta poi la lingua e l’ingrossamento dei linfonodi.

Tonsillite nei bambini: quando serve l’antibiotico

Bisogna identificare le cause dell’infiammazione delle tonsille. La presenza di placche alla gola può identificare sia una tonsillite batterica sia una forma di tonsillite virale.
Per prescrivere l’antibiotico bisogna procedere o con un test rapido o con un tradizionale esame del tampone faringeo.
Il test rapido si fa direttamente nello studio del medico, l’esame del tampone faringeo viene spedito in un laboratorio e occorrono un paio di giorni per avere la risposta.
Solo il 30% delle tonsilliti richiede il ricorso all’antibiotico: solo se il test è positivo viene prescritto dal medico.
Generalmente si raccomanda di assumere l’amoxicillina per 10 giorni. In alcuni casi possono essere indicate le cefalosporine per 5 giorni.

Se invece il test è negativo, l’antibiotico non serve a nulla, anzi è fortemente dannoso. In questo caso i farmaci da assumere sono paracetamolo o ibuprofene per far scendere la febbre e lenire gli altri sintomi.

C’è inoltre una fase di convalescenza in tutte le infezioni. Per le infezioni batteriche bastano 24-48 ore di antibiotico per non essere più infettivi, mentre per le infezioni virali occorrono almeno 57 giorni. Nel caso di un’infezione virale, bisogna evitare di far tornare a scuola il bambino prima che siano passati tre giorni da quando non ha più febbre. Altrimenti non solo trasmette la malattia, ma può ammalarsi con maggiore facilità. Questo vale soprattutto per i bambini sotto i sei anni di età.

Tonsilliti ricorrenti nei bambini

Se la tonsillite si ripete va escluso che il bambino sia affetto da Mycoplasma pneumoniae: un batterio atipico che causa tonsilliti, bronchiti e polmoniti. Per capire se è questa la causa della tonsillite ricorrente, il test rapido non è sufficiente, perché non è in grado di scoprire il Mycoplasma. Va quindi verificato con esami più approfonditi.

Tonsille: quando vanno tolte

Secondo le linee guida del Ministero della Salute, se il bambino ha 6 tonsilliti batteriche da streptococco nell’arco di un anno e 5 tonsilliti in quello successivo può essere indicato procedere all’intervento di asportazione delle tonsille.
La decisione di intervenire con un intervento chirurgico di tonsillectomia per togliere le tonsille si prende con criteri di valutazione:

  • se le tonsille sono esse stesse causa di un’infezione ricorrente;
  • se le tonsille sono causa di dolori articolari, soprattutto in fascia pediatrica;
  • se le tonsille creano un ingombro tale da provocare frequenti episodi infiammatori otitici oppure ostruzione respiratoria, fino ad arrivare all’apnea notturna durante il sonno.

C’è poi un altro motivo che può rendere necessario l’intervento chirurgico. Le tonsille sono vere e proprie spugne: le colonie virali (ma soprattutto batteriche) vengono qui filtrate e bloccate.
Può accadere che le tonsille non siano più in grado di gestire gli ingressi batterici, ed essendo in connessione diretta con importanti vasi sanguigni, fanno passare queste colonie nel sangue. I batteri vanno a depositarsi nelle zone in cui il sangue riesce a fare un vortice, ovvero all’altezza della valvola cardiaca, delle zone articolari e dei reni. Ci si predispone così alla malattia reumatica, provocata dai batteri stessi.
Il TAS, titolo antistreptolisinico, evidenzia la possibilità di tale infezione e, a volte, le tonsille vengono asportate proprio per evitare un innalzamento dei suoi valori.

Tonsillectomia: tempi di recupero

L’intervento chirurgico di tonsillectomia si esegue in anestesia generale, con strumenti di taglio e coagulo, e dura circa 15 minuti. Si pratica un’incisione nella regione tonsillare, si asportano i due organi e in chiusura viene eseguita una coagulazione mediante strumenti elettrici.
Dopo l’intervento bisogna seguire una dieta fresca e morbida, perché il troppo freddo su una regione causticata può risultare molto doloroso. Le sedi causticate formano croste sui tessuti molli, con dolore intenso per 8-10 giorni. Generalmente il completo recupero si ottiene in un paio di settimane.





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