RapeLay: il gioco in cui vince chi stupra di più arriva dal Giappone anche in Italia. A rischio gli adolescenti

rapelay-il-gioco-in-cui-vince-chi-stupra-di-piu-arriva-dal-giappone-anche-in-italia-a-rischio-gli-adolescentiIn questi giorni il gioco RapeLay (gioco di parole tra “Rape = Stupro” e “Replay = Ripetuto”, ovvero Stupro ripetuto) ha varcato i confini occidentali. Il “gioco” simula ed “insegna” a molestare, perseguitare, adescare e violentare le proprie vittime. Il “giocatore-maniaco” mette gli occhi su una famiglia composta solo da donne: madre e due figlie, una delle quali minorenne. E’ proprio quest’ ultima a essere notata dall’ aggressore.
Vince chi stupra di più.
RapeLay è stato creato dalla Illusion, una società di Yokohama, che lo ha lanciato nel 2006. La diffusione del gioco è avvenuta attraverso il sito Amazon e grazie ad una serie di negozi affiliati che lo hanno messo in vendita. RapeLay ha da subito suscitato forti proteste da parte di associazioni e autorità.
In America e in Gran Bretagna sono riusciti a bandire RapeLay dai siti web. Polemiche furiose anche in Spagna, Germania e Irlanda.
In Italia ancora non è stata intrapresa un’ azione decisa e netta di contrasto del fenomeno RapeLay.
Si tratta di un genere di “prodotti” altamente diseducativi e pericolosi sul tema della sessualità e della violenza sessuale, di forte impatto soprattutto sulle nuove generazioni.
La stessa Chiara Simonelli, professore associato di psicologia dello sviluppo sessuale e affettivo alla Sapienza di Roma, commenta allarmata l’ arrivo anche in Italia del videogame giapponese Rapelay: “C’è chi professa un’ ipotesi catartica, secondo la quale questi giochi, come quelli del tipo ammazza-ammazza o spara-spara, permettono alla gente di sfogarsi e, di fatto, ridurrebbero il rischio di manifestare la propria aggressività nella realtà. Ma questa teoria è stata sconfessata da tutte le ricerche. Nella realtà si tratta di videogame che sono un pessimo esempio, una bella spinta nella direzione sbagliata per chi ne subisce il fascino. Certo gli effetti saranno diversi da soggetto a soggetto. Ma tanto più un giocatore è fragile o in una situazione evolutiva, più forte sarà lo stimolo, il ruolo incentivante di questo gioco allo stupro. I giovanissimi già normalmente faticano a distinguere il mondo virtuale dalla realtà. Basta guardare da vicino i ragazzini che non si staccano dalla consolle per interi pomeriggi, per vederne l’ espressione imbambolata e fuori dal mondo“.





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