Sintomi Bulimia Nervosa: grandi abbuffate di cibo e dieta per il controllo del peso. Dall’ anoressia alla bulimia

La bulimia nervosa è un disturbo del comportamento alimentare nella maggior parte dei casi legato all’ anoressia: in entrambi i casi alla base del disturbo c’è il controllo ossessivo del proprio peso-forma. Chi soffre di bulimia ha episodi di ingestione compulsiva di grandi quantità di cibo (grandi “abbuffate”); in questi momenti il bulimico (o la bulimica) ha però una sensazione di perdita di controllo a cui seguono una serie di comportamenti (vomito autoindotto, dieta ferrea a rinuncia del cibo, attività fisica, uso di lassativi) per evitare l’ aumento del peso dovuto alle abbuffate di cibo incontrollate. Gli episodi di abbuffata di cibo che caratterizzano chi soffre di bulimia nervosa avvengono in solitudine (il bulimico sta bene attento a non farsi vedere da nessuno e a mantenere il suo “segreto”). Le abbuffate di cibo del bulimico possono avvenire a qualunque ora del giorno, anche se di solito sono più frequenti dopo la scuola o dopo il lavoro, di sera o di notte (quando appunto c’è meno probabilità per il bulimico di essere visto da qualcuno). Generalmente le abbuffate del bulimico (o della bilimica) hanno una durata inferiore alle 2 ore, tempo in cui chi soffe di bulimia nervosa ingerisce cibo in modo compulsivo.
Gli alimenti consumati durante questi episodi di abbuffate comprendono di solito cibi ipercalorici, incompatibili con la dieta che il bulimico vorrebbe seguire per il controllo del peso. Di solito chi soffre di bulimia nervosa negli episodi di abbuffata di cibo preferisce gelati o torte, alimenti che necessitano di poca preparazione, oppure alimenti abituali ma ingeriti in quantità esagerate; l’ apporto calorico medio di un episodio di abbuffata di cibo da bulimia nervosa va dalle 3500 alle 5000 calorie.


Sebbene le abbuffate di cibo tipiche della bulimia nervosa possano essere programmate in anticipo dal bulimico (per non farsi vedere da nessuno), quando avvengono hanno comunque un carattere improvviso: i bulimici mangiano per lo più senza gusto e senza raggiungere un senso di sazietà, ma finiscono solo per avvertire un senso di malessere addominale. Durante la perdita di controllo associata all’ abbuffata di cibo, chi soffre di bulimia nervosa può continuare l’ abbuffata ignorando ad esempio un telefono che squilla, ma può invece interrompere bruscamente l’ abbuffata di cibo se qualcuno entra improvvisamente nella stanza scoprendo il suo “segreto”.

Chi soffre di bulimia nervosa avverte una forte tensione che aumenta prima dell’ abbuffata; questa tensione può essere determinata o dalla sensazione di fame, a seguito di una restrizione dietetica, o dal desiderio di mangiare un alimento proibito, o da condizioni di stress o, molto spesso, da stati emotivi negativi come ansia, tristezza, rabbia, disappunto, noia e solitudine e da sentimenti di insoddisfazione relativi al peso, alla forma del corpo o al cibo.
Durante l’ abbuffata di cibo vi può essere una transitoria riduzione della tensione, che si esprime con un senso di rilassamento ed un abbassamento dell’ ansia; ma, al termine della crisi, i bulimici provano sentimenti di vergogna, colpa, angoscia, depressione e disprezzo verso se stessi, perchè non sono riusciti a mantenere il controllo.
Il pensiero delle abbuffate di cibo tipico della bulimia nervosa, non solo condiziona l’ intero programma della giornata dei bulimici, ma nei casi più estremi può interferire pesantemente nelle attività quotidiane, sia dal punto di vista del rendimento scolastico o lavorativo, sia da quello delle relazioni interpersonali. Infatti chi soffre di bulimia nervosa a volte rinuncia a partecipare a pranzi o party con gli amici pur di non andare incontro a possibili tentazioni che in quelle situazioni non riuscirebbero a controllare.

DALL’ ANORESSIA ALLA BULIMIA: il controllo ossessivo del peso corporeo

Nella maggior parte dei casi, le abbuffate in cui incorrono i bulimici sono la diretta conseguenza di una dieta dimagrante che, sebbene all’ inizio venga messa in atto solo per contrastare un modesto sovrappeso, generalmente diviene sempre più restrittiva fino a condurre ad un regime di semidigiuno (tipico dell’ anoressia). La tendenza a voler essere perfetti, porta a porsi degli standard molto elevati, imponendo a se stessi delle regole sempre più rigide ed assolute riguardo quando e cosa mangiare, ma soprattutto riguardo alla quantità di cibo da assumere. Ma la restrizione alimentare (la dieta) condotta in maniera ferrea ed ossessiva porta prima o poi inevitabilmente a concedersi una trasgressione che porta alla “grande abbuffata” di cibo. Questo è per il bulimico un cedimento, un fallimento, una perdita di controllo assoluta e definitiva.
La crisi bulimica, quindi, si manifesta come una conseguenza dell’ anoressia (controllo ossessivo del peso-forma e rinuncia del cibo): bulimia ed anoressia rappresentano i due estremi “tutto-nulla”. Lo schema alimentare diventa ben presto un continuo spostarsi tra l’ eccesso (abbuffate di cibo della bulimia) ed il difetto (rinuncia del cibo dell’ anoressia). Per compensare l’ eccesso delle grandi abbuffate della bulimia nervosa, si passa al vomito autoindotto, alla dieta ferrea con rinuncia del cibo e ad un aumento dell’ attività fisica che diventa anch’ essa una pratica compulsiva per mantenere il controllo del peso.

Chi soffre di bulimia nervosa e di anoressia ha una forma di eccessiva preoccupazione per il peso e per le forme corporee: tende a giudicare il proprio valore in gran parte (o esclusivamente) in funzione del peso e delle forme corporee. A queste preoccupazioni, poi, si accompagna spesso un atteggiamento di grande insoddisfazione per il proprio peso e per le forme del proprio corpo. L’ unico comportamento non strettamente legato al controllo ossessivo del peso corporeo è l’ abbuffata di cibo, che però è solo la diretta conseguenza della dieta ferrea ed ossessiva.





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