Sintomi ernia inguinale, diagnosi e cura. L’ intervento chirurgico per l’ ernia inguinale

L’ ernia inguinale è una malattia molto diffusa, soprattutto tra gli uomini. L’ ernia inguinale risulta la più frequente non solo tra le ernie addominali, ma anche tra tutti i tipi di ernie che possono comparire nel corpo umano. Oggi l’ intervento chirurgico per la cura dell’ ernia inguinale è sempre più veloce e sempre meno traumatico.

Che cos’ è l’ ernia inguinale

L’ ernia inguinale, così chiamata perché compare in corrispondenza della zona inguinale del corpo, si forma quando un pezzetto di intestino fuoriesce, attraverso la parete della cavità che normalmente lo contiene. All’ origine del disturbo c’è una predisposizione familiare. Sono i tessuti, composti da un tipo di collagene particolarmente debole, ad aumentare le probabilità di soffrire di ernia inguinale.


L’ ernia inguinale colpisce soprattutto il sesso maschile. Ciò è dovuto a differenze anatomiche legate in particolare al canale inguinale, cioè il condotto che nell’ uomo ospita il funicolo spermatico collegando l’ interno della cavità addominale al testicolo, e nella donna il legamento rotondo dell’ utero (un piccolo cordone fibro-muscolare che limita la mobilità dell’ utero). A differenza del legamento rotondo dell’ utero, il funicolo spermatico dell’ uomo ha dimensioni più importanti e una struttura più complessa che, dal punto di vista anatomico, predispone alla comparsa dell’ ernia. Questo spiega la maggiore incidenza dell’ ernia inguinale nell’ uomo piuttosto che nella donna. Inoltre nei casi di ernie congenite, quelle che compaiano nei neonati o nei bambini piccoli, si può verificare anche un difetto di sviluppo del canale inguinale che porta alla fuoriuscita di una parte di intestino.

L’ ernia laparocele

C’è anche un tipo di ernia che si chiama laparocele e che ha origine sempre da un intervento chirurgico precedente: si verifica quando sono state praticate sull’ addome delle incisioni, più o meno grandi, oppure dei fori eseguiti per un intervento di laparoscopia. In corrispondenza della cicatrice dell’ intervento chirurgico, il tessuto si indebolisce, formando un buco attraverso il quale esce il sacco peritoneale con l’ intestino, in una misura che può variare da una piccola oliva fino a un’ anguria.

Sintomi dell’ ernia inguinale

I primi sintomi dell’ ernia inguinale possono essere:

  • gonfiore all’ esterno del ventre o una protuberanza più o meno grande
  • bruciore, dolore, fastidio
  • senso di peso e pressione all’ inguine.

Di solito la tumefazione e il volume dell’ ernia diventano più visibili nella posizione eretta o mentre si compie uno sforzo, che provoca un aumento della pressione interna. Non sempre però ci sono segnali fisici dell’ ernia inguinale: molte volte il malato avverte i sintomi, prova fastidio, ma non manifesta alcuna protuberanza. Altre volte il rigonfiamento non si vede perché magari è nascosto dall’ adipe (grasso in eccesso nella zona della pancia). In altri casi invece l’ ernia inguinale può non creare grossi problemi, oppure può provocare complicazioni, come la strozzatura: il pezzetto di intestino, fuoriuscito dalla parete addominale, non rientra più nella sua cavità.

Diagnosi dell’ ernia inguinale

Per la diagnosi medica dell’ ernia inguinale occorre valutare caso per caso. Nei casi evidenti, cioè quelli in cui l’ ernia è visibile, basta sottoporsi a una visita chirurgica. Nei casi invece in cui l’ ernia non si vede, è necessario fare una visita specialistica rivolgendosi a un medico esperto nella chirurgia dell’ ernia. In alcuni casi la visita medica può essere accompagnata da un’ ecografia o da una risonanza magnetica. C’è però da tener presente che, se da un lato l’ ecografia e la risonanza magnetica hanno una certa sensibilità nel rilevare le anomalie nella regione inguinale, dall’ altro non hanno una specificità: non è detto che le anomalie riscontrate siano poi associabili a vere ernie, soprattutto nei casi del cosiddetto “obscure groin chronic pain”, cioè il dolore inguinale cronico di oscura provenienza, malattia sempre più emergente.

LA VISITA CHIRURGICA
Consiste nell’ esaminare il malato in piedi. Infatti in presenza di ernia il sacco erniario tende (per gravità) a fuoriuscire, permettendo al medico di palpare la zona. Si passa poi alla visita dinamica, chiedendo alla persona di camminare, muoversi, tossire, in modo da far aumentare la pressione nella cavità addominale. La visita si conclude facendo sdraiare il malato sul lettino. Così facendo si controlla un’ altra delle caratteristiche dell’ ernia: la possibilità di riposizionarsi all’ interno della cavità addominale.

Cura dell’ ernia inguinale: l’ intervento chirurgico

L’ ernia non guarisce in maniera spontanea, pertanto l’ unica cura è di tipo chirurgico. L’ intervento viene eseguito da un chirurgo ed è personalizzato in base ad ogni singolo caso. Molto dipende dall’ età e dalle dimensioni dell’ ernia, ma in genere l’ operazione chirurgica si svolge in day surgery (il malato torna a casa in giornata), facendo un’ anestesia locale e praticando un’ incisione sull’ addome. Tutte le ernie primitive, cioè quelle mai operate, si risolvono eseguendo un intervento cosiddetto “golden standard” di routine, ma eseguito con tecniche innovative. Si isola l’ intestino uscito fuori e lo si riposiziona all’ interno della cavità addominale, riparando la parete con una rete di contenimento che non viene suturata, ma al massimo è incollata. L’ alternativa è la laparoscopia, ma in genere viene praticata per ernie un pò più complesse, già operate, o alle grandi ernie bilaterali plurirecidive.

In linea di massima, dopo un’ operazione chirurgica golden standard, il malato può andare al lavoro già il giorno dopo, riprendere una normale attività lavorativa sedentaria e fare una vita regolare. L’ unico accorgimento dopo l’ intervento chirurgico è di non compiere sforzi. A una settimana dall’ operazione, si esegue poi una visita di controllo e da quel momento la persona può riprendere anche l’ attività sportiva.





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