Sintomi insufficienza renale: diagnosi, cura e dieta per l’ insufficienza renale

Scoprire per tempo l’ insufficienza renale e prevenire i danni ai reni è utile a scongiurare anche infarto ed ictus.

I reni sono organi molto importanti per la salute del nostro organismo: i reni servono a mantenere costante la composizione chimica del sangue, a regolare il numero di globuli rossi e a mantenere il bilancio dei liquidi corporei, intervengono nella regolazione della pressione arteriosa e contribuiscono al metabolismo osseo.
Per poter svolgere in modo ottimale queste attività, i reni filtrano ogni giorno circa 180 litri di sangue e, attraverso le urine, eliminano le sostanze di scarto. È proprio per favorire questo lavoro di smaltimento che è consigliato bere ogni giorno almeno 2 litri di acqua naturale.

Il diabete, l’ipertensione e l’obesità possono causare problemi ai reni. Nel caso di un danno renale, se non si interviene tempestivamente, i reni diventano sempre meno efficienti, fino a che rimane da fare solo la dialisi: un rene esterno che depura il sangue e lo restituisce pulito al corpo.
Molte persone in Italia hanno un danno renale cronico, e alcuni hanno una forma così avanzata da dover ricorrere alla dialisi. Una volta diagnosticato un danno renale cronico, la prognosi può essere severa: nel caso di un residuo di funzionalità renale pari al 40%, c’è un rischio di incorrere in un problema cardiovascolare come infarto o ictus 10 volte maggiore rispetto a chi ha una normale funzionalità renale. Questo perché esiste una stretta correlazione tra rene e cuore, ormai ampiamente dimostrata dagli studi clinici.

Salute dei reni e fattori di rischio: pressione alta, diabete e fumo di sigaretta

I fattori di rischio che possono compromettere la salute dei reni sono soprattutto l’ipertensione, il diabete e il fumo di sigaretta.

La pressione alta fa scattare infatti un pericoloso circolo vizioso: si aggrava l’insufficienza renale, che a sua volta fa alzare ancora di più i valori della pressione arteriosa, in un continuo tentativo da parte dell’organismo di adattarsi a questi dannosi cambiamenti.

Altrettanto pericoloso è il diabete che può alterare le strutture dei reni deputate alla funzione di filtro del sangue e provocare come conseguenza la perdita della funzione renale.

Ultimo, ma non meno importante fattore di rischio, è il fumo di sigaretta: fumando, entrano nell’organismo sostanze dannose e -attraverso il sangue- arrivano ai reni che provvedono alla depurazione. Non tutte le scorie del fumo di sigaretta però riescono ad essere eliminate, e negli anni contribuiscono al danno ai reni.

Calcoli renali e cistite peggiorano l’ insufficienza renale

Ci sono alcuni disturbi che possono contribuire al peggioramento dell’insufficienza renale. Attenzione dunque se si soffre di calcolosi renale. I calcoli, se non vengono espulsi, poco alla volta rovinano i reni, fino ad impedirne il corretto funzionamento.
Trovate maggiori informazioni sui calcoli renali qui: Sintomi e cura dei calcoli renali

Non vanno poi sottovalutate le infezioni delle vie urinarie, come la cistite. Se questa infezione si ripete più volte durante l’anno, può mettere a dura prova l’attività dei reni. In questi casi è bene quindi rivolgersi al nefrologo (il medico specialista delle malattie renali).

Sintomi insufficienza renale

E meglio rivolgersi al medico se compare uno di questi disturbi perché può essere uno dei primi sintomi di un’ insufficienza renale:
1- le urine da qualche tempo sono di colore scuro o rosso sangue oppure hanno un cattivo odore;
2- negli ultimi mesi è aumentato notevolmente il volume urinario, cioè la quantità di pipì che viene effettuata ogni volta, soprattutto durante la notte;
3- è apparso un gonfiore localizzato soprattutto a livello degli arti inferiori.

Diagnosi insufficienza renale: esami medici

Come forma di prevenzione all’ insufficienza renale, i medici consigliano di controllare la pressione arteriosa ed effettuare un’analisi delle urine tutti gli anni soprattuto dopo i 50 anni, anche se si sta bene.

Ci sono poi nuovi esami medici che vanno effettuati soprattutto da chi è più a rischio. Grazie ad una semplice analisi del sangue, si possono infatti effettuare tre nuovi test: i tre biomarcatori cistatina C, Ngal e Bnp si misurano attraverso un esame del sangue, da effettuare la mattina a digiuno.
La cistatina C è una proteina che viene prodotta normalmente dal corpo e che è filtrata dai glomeruli renali (rete di capillari sanguigni del rene, in cui il sangue si depura di acqua e sali minerali). Al termine di tutti i passaggi, se non ci sono problemi ai reni della cistatina C non rimangono tracce. In caso contrario, cioè se i reni non funzionano bene, la sostanza rimane in circolo e segnala appunto la presenza di un danno ai reni, anche minimo.
Altrettanto precisa nel suo compito di indicatore della malattia renale è la Ngal (Neutrophil gelatinase associated lipocalin): è una piccola proteina presente in minime quantità nell’organismo sano, ma la sua concentrazione aumenta da cento a mille volte in caso di problemi al rene. La sua attività è talmente rapida da riuscire a segnalare la presenza di un danno ai reni già a distanza di due ore dalla sua comparsa.
Il terzo marker che agisce da allarme è la Bnp (B-Natriuretic peptide): viene utilizzato già da tempo come indicatore di scompenso cardiaco, gli studi però hanno rilevato che può essere impiegato anche nella diagnosi di malattia renale. Questa sostanza aumenta anche nel sangue dei malati sottoposti a dialisi, e proprio per questa sua caratteristica può essere utilizzata per monitorare l’efficacia di questo trattamento e correggerlo in caso di necessità, prima ancora che si manifestino ulteriori danni al malato.

Questi tre nuovi indicatori non relegano in un angolo gli altri valori, che servono sempre per arrivare a una diagnosi completa. L’analisi delle urine è quindi fondamentale e si esegue con un campione raccolto la mattina al risveglio. Quando si sta bene, accanto ad ogni valore c’è la scritta “negativo” oppure “assente”. In caso di malattia renale invece risultano le voci “positivo” oppure “tracce” nei valori relativi ad albumina, proteine, globuli rossi e globuli bianchi.
L’ altro esame è sul sangue e serve per verificare i valori di creatinina e di acido urico. La creatinina è una sostanza che deriva dal metabolismo dei muscoli in una quantità mantenuta costante solo quando i reni sono sani. L’acido urico è invece una sostanza di scarto del metabolismo delle proteine, che viene eliminata dall’organismo in gran parte con le urine.

Se dagli esami medici risulta un danno renale, anche minimo, bisogna agire senza perdere tempo, vista la velocità di peggioramento dell’insufficienza renale. Il nefrologo mette sempre a punto un piano terapeutico personalizzato: è un lavoro da effettuare in team, cioè medico di famiglia, diabetologo, cardiologo, nutrizionista e medico dello sport. La persona va quindi tenuta sotto stretto controllo e soprattutto nel primo periodo va monitorata con scadenze ravvicinate. Questo monitoraggio è importante fino a quando non si è raggiunta una stabilizzazione dei diversi disturbi e di conseguenza della malattia renale. È fondamentale in parallelo correggere gli errori nello stile di vita: quindi smettere di fumare, dimagrire in caso di sovrappeso e obesità, fare attività fisica. Altrimenti è inevitabile un peggioramento della situazione: svolgere regolare attività fisica e perdere peso in caso di sovrappeso e obesità protegge anche i nostri reni.

Insufficienza renale e dieta

Quando viene diagnosticata un’insufficienza renale, non sempre è necessario seguire una dieta rigorosa: tutto dipende dalla gravità della malattia.
Se l’ insufficienza renale è in fase iniziale, in genere è sufficiente la correzione degli errori alimentari, ciò significa seguire le regole base della dieta mediterranea: frutta e verdura tutti i giorni, poche proteine animali (cioè poca carne, poche uova e pochi formaggi), metodi di cottura sani (alla piastra, al vapore o bollitura, al forno), poco sale.
Per correggere la propria alimentazione è utile acquistare il libro sulla dieta mediterranea pubblicato dal clinico-nutrizionista Professor Pietro Antonio Migliaccio, trovate maggiori informazioni qui: Manuale di Nutrizione Umana-Tra presente e futuro

Questo tipo di regime alimentare va ovviamente adattato in caso di altre malattie, in particolare in caso di diabete oppure di ipertensione, e va calibrato in termini di apporto calorico se il malato è in obesità o in sovrappeso e deve dimagrire.
La dieta cambia poi se l’insufficienza renale è più avanzata: l’obiettivo diventa quello di alleggerire il più possibile il lavoro a carico dei reni, in modo da proteggerli ed evitare un peggioramento della malattia. È per questa ragione che viene calibrato l’apporto di proteine e negli stadi avanzati d’insufficienza renale vengono inseriti alimenti aproteici (alimenti dietetici con un contenuto di proteine inferiore o uguale all’1%, sono acquistabili in farmacia).

Se la dieta viene seguita scrupolosamente, i miglioramenti sono pressoché immediati, rilevabili anche dagli esami medici. Per questo è necessario che il malato venga costantemente seguito dal nefrologo e dal dietologo, che prescrivono la dieta più adatta cercando anche di andare incontro alla persona, ai suoi gusti, alle sue abitudini.

Il trapianto renale

Ogni anno molte persone vengono sottoposte a trapianto renale. La carenza di organi ha portato allo sviluppo di un programma di donazione da vivente, anche prima di iniziare la dialisi. In particolare, la soluzione più recente è quella del trapianto da donatore Abo-incompatibile: cioè da donatore vivente che non sarebbe idoneo a causa del gruppo sanguigno. Questa situazione in passato precludeva il trapianto di rene, dal momento che l’organo sarebbe stato rigettato dal ricevente. Per ovviare a questo problema, oggi il malato può essere sottoposto a una terapia desensibilizzante. Il trattamento viene iniziato alcuni giorni prima dell’intervento e rimuove in modo selettivo solo gli anticorpi che si attiverebbero nel corso del trapianto.
In Italia la tecnica è stata eseguita per la prima volta al Centro trapianti di Parma, che ha già all’attivo diversi interventi. Sulla base di questa esperienza, altri centri hanno avviato un loro programma, tra questi: l’Ospedale Cisanello di Pisa, l’Ospedale Molinette di Torino e l’Azienda ospedaliera di Padova.

Trovate inoltre maggiori informazioni sulla donazione di organi in Italia qui:
Donazione di organi, sangue, cellule staminali in Italia

Gli ospedali a cui rivolgersi in caso di insufficienza renale

CATANIA
Policlinico ospedaliero S. Luigi.
Unità operativa di nefrologia e dialisi
tel. 095-7593721

FIRENZE
Ospedale S.M. Annunziata
Struttura complessa di nefrologia e dialisi.
tel. 055-6936223

GENOVA
Ospedale San Martino.
Istituto di nefrologia.
tel. 010-5552305

LECCO
Ospedale Manzoni.
Dvisione di nefrologia e dialisi.
tei 0341-489850

MILANO
Ospedale San Raffaele.
Divisione di nefrologia, dialisi e ipertensione.
tel. 02-26433006

NAPOLI
Università Federico II.
Dipartimento di nefrologia e dialisi.
lei 081-7462151

TORINO
Ospedale Regina Margherita.
Nefrologia, dialisi e trapianto renale pediatrico.
tel. 011-3134444

ROMA
Policlinico Umberto I
Struttura complessa di nefrologia e dialisi.
tel. 06-4457130





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