cause depressione

Cause dell’ insonnia e rimedi naturali: oli essenzieli e aromaterapia, sport e alimentazione sana

Arrivare a casa stanchi, stressati e non riuscire a dormire a causa dell’ insonnia è un disturbo che riguarda circa dodici milioni di persone in Italia. Le cause dell’ insonnia possono essere molte: il cambio di sta­gione, l’ ansia e gli stress lavorativi, solo per citarne alcune. Banditi ansiolitici e sonniferi vari che a parte “sopire” il problema di una notte non risol­vono il problema alla radice, i rimedi naturali contro l’ insonnia che abbiamo a dispo­sizione, insieme a uno stile di vita salutare, possono risultare deci­sivi. Come prima cosa è bene comprendere la natura della difficoltà a dormire sereni. Si possono distinguere tre tipi d’ insonnia:
- INSONNIA INIZIALE
, caratterizzata da una difficoltà ad addormentarsi, a cui può seguire un sonno anche prolungato, ma abitualmente insoddisfacente;
- INSONNIA CENTRALE, in cui ci si addormenta normalmente, salvo un sus­seguirsi di numerosi e (a volte) prolungati risvegli;
- INSONNIA TERMINALE (spesso conseguenza dell’ insonnia centrale), che consiste in un mancato ripristino del sonno dopo un risveglio precoce notturno (ovvero, non si riesce più a riprendere sonno).

DISTURBI DEL SONNO: LE CAUSE DELL’ INSONNIA

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Liberarsi dalle fobie con la psicoterapia: superare la fobia sociale (paura di mostrarsi in pubblico)

I sintomi delle fobie possono essere molti e diversi: il cuore batte forte (tachicardia), si hanno crampi allo stomaco, la testa comincia a girare e solo un pensiero caratterizza mente ed azioni (“Devo andare via da qui, mi sento morire, ho pau­ra”). Certamente senza paura non sa­remmo capaci di sopravvivere perché la paura è il nostro “dispositivo” d’ allarme naturale. Però in mol­te persone questo meccanismo non funziona in modo sano e provoca una distorsione nella percezione di una minaccia o di un rischio. In questi casi di parla di fobia: una paura estrema e irrazio­nale per qualcosa con cui la maggior parte delle altre persone si confronta serenamente. Si può provare terrore al pensiero di venire a contatto con un animale innocuo come un ragno, o al compiere un’ azione come quella di prendere un ascensore o la metropolitana. Una fobia molto diffusa è quella sociale, caratterizzata dalla pau­ra di agire in modo imbaraz­zante e umiliante di fronte ad al­tre persone e venire per questo giudicati in modo negativo. Chi soffre di questo disturbo di solito tende ad evitare molte situazioni sociali, in particolare se si tratta di parlare in pubblico o mangiare, bere in pubblico, te­lefonare, proprio per il timore che si scatena nell’ essere osser­vati mentre si sta facendo qual­cosa. Soprattutto provoca ansia il mostrare agli altri i segni del proprio disagio (rossore in viso, tremare, sudare, balbettare o non riuscire a parlare).
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Sintomi della depressione: apatia, insonnia, pessimismo, perdita o aumento di peso, ansia e agitazione

La depressione porta spesso all’ apatia, all’ insonnia e al pessimismo. Il termine depressione indica un particolare stato d’ animo definito solitamente come tristezza, malinconia o abbattimento. La tristezza è un aspetto della vita, ma quando supera certi limiti per intensità e durata e quando modifica profondamente l’ esistenza della persona, allora può essere un sintomo di depressione. In molti casi la depressione deriva da problemi di tipo affettivo che portano ad uno stato di tristezza e di abbattimento dell’ umore. Una situazione di questo tipo, se viene vissuta in modo prolungato nel tempo, può portare ad altri disturbi associati alla depressione, come una difficoltà nello svolgere le attività lavorative e quotidiane, stati di inquietitudine e agitazione, disturbi dell’ appetito e della digestione. Chi soffre di depressione prova prevalentemente sentimenti spiacevoli come colpa, rimorso, nostalgia o disperazione, ed ha una visione negativa del mondo e di se stesso. La depressione è caratterizzata dall’ assenza di emozioni positive sia per il presente che per gli avvenimenti passati, associata alla difficoltà di progettare il proprio futuro.

I SINTOMI più comuni della depressione, che portano il medico e lo psicoterapeuta alla diagnosi della depressione, sono principalmente i seguenti:
1- umore depresso per la maggior parte del giorno: quasi ogni giorno, la persona si sente triste e vuota; nei bambini e negli adolescenti l’ umore può essere irritabile;
2- marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte le attività svolte per la maggior parte del giorno;
3- significativa perdita di peso, senza essere a dieta, o significativo aumento di peso;
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Sintomi Depressione e Cura: le donne sono più a rischio depressione. Attacchi di panico, fobie e depressione

Un italiano su quattro soffre di depressione: in Italia, un adulto su quattro nel corso della vita è interessato da un episodio di depressione maggiore, le donne risultano più a rischio degli uomini (il 12,8% delle donne italiane è colpito da depressione contro il 5,9% degli uomini). Secondo l’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) la malattia della depressione rappresenterà nel 2020 la seconda causa di disabilità nel mondo, dopo le patologie cardiache. La depressione sta quindi diventando un problema serio che coinvolge famiglie e mondo del lavoro e non si tratta di un problema di facile soluzione: una persona depressa su 3 lo è ancora dopo un anno di terapia di cura, una su 10 deve continuare la terapia di cura per la depressione dopo 5 dal primo episodio, oltre la metà delle persone colpite da depressione grave ha una ricaduta nell’ arco della sua esistenza. Oltre alla depressione, l’ insorgere di altre malattie croniche (come ipertensione, diabete e tumore) peggiora la qualità di vita, la salute e il benessere delle persone.

Le terapie di cura per la depressione, non alleviano immediatamente i sintomi della depressione: il malato può avvertire prima gli effetti collaterali dei farmaci, come quelli gastrointestinali e sul sonno, ma anche disturbi della sfera sessuale e un aumento di peso che spesso portano all’ interruzione del trattamento. Per questo la ricerca è orientata su approcci terapeutici innovativi per la cura della depressione grave, che offrano una risposta più rapida e più ampia.
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Fitoterapia e depressione: le proprietà dell’ Iperico come antidepressivo naturale

fitoterapia-e-depressione-le-proprieta-dell-iperico-come-antidepressivo-naturaleL’ Iperico, una pianta del benessere molto usata in Fitoterapia, è chiamato anche “erba di San Giovanni” perché fiorisce at­torno al solstizio d’ estate. L’ Iperico è una pianta che regala vitalità e buonu­more: lo ha scoperto, oltre alla tradizione, anche la scienza moderna che in tempi recenti ha eletto l’ iperico come miglior antidepressivo naturale.
Flavonoidi, iperforina e ipericina sono le sostanze isolate nell’ iperico e utilizzate nei rimedi naturali della Fitoterapia. Queste sostanze contenute nell’ iperico favoriscono infatti un’ azione antidepres­siva che è docu­mentata da numerosi studi scientifici. Gli estratti di Iperico agiscono a livello cerebrale, favorendo la secrezione di serotonina: l’ ormone del benessere.

L’ ESTRATTO SECCO DI IPERICO COME ANTIDEPRESSIVO (nei casi di depressione non grave, dovuta a stress, stanchezza e cali d’ umore)

II modo migliore di assu­mere l’ iperico e fruttarne le proprietà, è sotto forma di estratto secco titolato allo 0,3% in ipericina (si compra in erboristeria o nei centri specializzati).
Se ne prendono da 300 a 900 mg al giorno suddivisi in
tre assunzioni e in cure prolunga­te di almeno sei settimane
, me­glio se sotto controllo medico.
Dato che l’ efficacia dell’ iperico si manifesta per gradi, è bene non interrompere la cura.

LA TISANA DI IPERICO

Si può usa­re anche la tisana di iperico, più blanda rispetto all’ estratto secco. Per una cura a base di tiana, bere due tazze al giorno.

PRECAUZIONI D’ IMPIEGO DELL’ IPERICO: ad alte dosi l’ iperico è fotosensibilizzante, cioè può provocare reazioni allergiche del­la pelle se ci si espone al sole, in persone di fototipi chiari. Per una terapia naturale a base di iperico, è bene preferire i mesi autunnali e invernali, evitando la primavera e l’ estate (stagioni in cui ci si espone di più al sole).

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Crisi economica e disoccupazione: perdere il lavoro mette a rischio la salute con depressione e stati d’ ansia

crisi-economica-e-disoccupazione-perdere-il-lavoro-mette-a-rischio-la-salute-con-depressione-e-stati-d-ansiaL’ attuale crisi economica, il precariato, l’ aumento della disoccupazione e la perdita del lavoro non mettono a rischio solo la condizione economica della persona, ma anche la salute e il benessere.

LA RICERCA STATUNITENSE SUI RISCHI PER LA SALUTE DOVUTI ALLA PERDITA DEL LAVORO

Uno studio condotto da ricercatori statunitensi della University at Albany di New York ribadisce con dati alla mano che perdere il proprio lavoro a causa di un licenziamento o della chiusura dell’ azienda comporta un maggior rischio d’ incidenza di svariati disturbi come: ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari e disturbi di natura psicologica.
La ricerca statunitense è stata condotta su un campione di 8125 impiegati statunitensi effettuata da Kate Strully e dai suoi colleghi del Dipartimento di Sociologia della University at Albany e pubblicata sulla rivista Demography.
Dall’ analisi dei dati è emerso che rispetto agli impiegati che mantengono ben saldo il proprio posto di lavoro, coloro che perdono il lavoro a causa della chiusura della propria azienda hanno una probabilità maggiore dell’ 83% di veder peggiorata la propria condizione di salute. La probabilità aumenta invece del 43% nel caso di licenziamento imposto dal datore di lavoro.
Avere un lavoro rappresenta una condizione essenziale per il mantenimento del benessere fisico e psicologico. Perdere il lavoro comporta infatti, oltre al danno finanziario ed economico, la privazione di un proprio status sociale che contribuisce al mantenimento di una buona salute psicofisica.

GIOVANI: UNA FASCIA A RISCHIO DEPRESSIONE E STATI D’ ANSIA PER LA PERDITA DEL LAVORO E PER IL PRECARIATO

In un articolo apparso sulla rivista British Medical Journal, Danny Dorling della University of Sheffield in Inghilterra, sottolinea come la fascia più a rischio siano i giovani che tendono ad accusare la perdita del lavoro in maniera più accentuata rispetto agli adulti, riportando maggiormente sintomi d’ ansia o disturbi di natura depressiva.
Ed è proprio sui giovani che, secondo Danny Dorling, dovrebbero concentrarsi gli sforzi della società moderna in un periodo di forte crisi economica come quello attuale.
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