Contro il tumore al seno (la forma di tumore più frequente nella donna) può essere fatta una prevenzione primaria e una prevenzione secondaria. La prevenzione primaria comprende gli stili di vita da adottare per ridurre l’ incidenza del tumore al seno. La prevenzione secondaria è definita diagnosi precoce: non previene il tumore, ma permette di intervenire (qualora si formasse) su una massa tumorale di piccole dimensioni. La scoperta di un tumore nella sua fase iniziale consente infatti una cura meno aggressiva e offre maggiori possibilità di guarigione. In Italia, dove i tumori al seno sono più diffusi, vengono eseguiti gli screening di controllo attraverso l’ esame mammografico. Si tratta di una radiografia eseguita a ciascuno dei due seni. In assenza di fattori di rischio, a donne che non hanno sintomi, la mammografia al seno è consigliata dai 40 anni in poi una volta all’ anno.
I fattori di rischio del tumore al seno
I fattori di rischio che aumentano la probabilità di avere un tumore al seno (ma che non necessariamente portano alla comparsa di una malattia oncologica) sono: il tumore al seno in età giovanile in parenti di primo grado (mamma o sorella), non aver avuto figli, non avere allattato, avere avuto la prima mestruazione prima degli 11 anni o la menopausa dopo i 55, essere obese, avere una predisposizione genetica. La predisposizione viene accertata attraverso un esame che viene prescritto a chi ha avuto donne in famiglia con tumori al seno comparsi in giovane età. Attualmente un esame mammografico ogni 12 mesi è considerato sufficiente per poter intervenire precocemente su tumori al seno di ridotte dimensioni.
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E’ stata individuata nelle cellule staminali tumorali l’ origine dei diversi tipi di tumore al seno. E’ stato infatti scoperto un nuovo meccanismo nel processo di origine e sviluppo del tumore al seno: sono le cellule staminali del cancro (ovvero le cellule staminali tumorali) le responsabili dell’ insorgenza e del mantenimento dei tumori al seno, in particolare è il differente numero di cellule staminali tumorali a rappresentare l’ elemento determinante per spiegare la diversa aggressività dei differenti tipi di tumore al seno.
La Campagna Nastro Rosa per la prevenzione del tumore al seno, ideata nel 1989 negli Stati Uniti da Evelyn Lauder (Presidente di Estée Lauder Companies), nasce per ampliare l’ informazione sulla prevenzione nel campo della salute della donna. In particolare, la Campagna Nastro Rosa vuole sensibilizzare le donne sulla necessità di sottoporsi ad esami medici per prevenire il tumore del seno.
La prevenzione del tumore al seno comincia a 30 anni, con un calendario di controlli ed esami che oggi consente di eseguire una diagnosi precoce e di curare, fino alla completa guarigione, i tumori al seno scoperti sul nascere. Se è vero, infatti, che oggi ci si ammala di più, è altrettanto vero che si muore di meno (il 90 per cento dei tumori al seno operati in fase iniziale non mostrano recidive a dieci anni di distanza dall’ intervento). Un traguardo raggiunto proprio grazie alla doppia arma della prevenzione e della diagnosi precoce del tumore al seno.