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Salute Donna: i fattori di rischio di tumore al seno. Sedentarietà, sovrappeso e alimentazione scorretta

Per la salute della donna è molto importante controllare il seno con la prevenzione e la diagnosi precoce. Per prevenire il tumore al seno occorre inoltre tenere sotto controllo i fattori di rischio per la salute. Le ghiandole mammarie sono infatti soggette a continui cambiamenti in base al­l’ età, al peso, al numero di gravi­danze e allattamenti, all’ assunzione di ormoni e allo stile di vita. Se è vero che oggi il carcinoma mammario (tumore maligno al seno) è più diffuso (sono circa 40mila i nuovi casi registrati ogni anno in Italia), è anche vero che la percentuale di guarigione dal tumore maligno al seno è salita al 75%, con punte del 98% per i tumori di pochi millimetri di diametro.
Prevenzione del tumore al seno, tuttavia, non signifi­ca solo sottoporsi ai controlli periodici, ma significa anche tene­re sotto controllo tutti i fattori di rischio che aumentano il “rischio ge­nerico” comune a ogni donna (circa una su dieci, secondo le ultime sta­tistiche). E’ possibi­le fare molto più di quanto non si creda per prevenire l’ insorgenza della malattia: esami periodici, attività fisi­ca, alimentazione e altre preziose regole di vita sana. Ecco cosa fare.

SEDENTARIETà E POCA ATTIVITà FISICA AUMENTANO IL RISCHIO DEL TUMORE AL SENO

Oggi molte donne lavorano al computer tutto il giorno e non fanno attività fisica. Condurre una vita sedentaria è uno dei fattori che predispongo­no ai tumori in genere, compreso il tuomore al seno. Passare molto tempo al computer o in poltrona peggiora infatti l’ assetto ormona­le e non consente di “consumare” il colesterolo. Per chi conduce una vita troppo sedentaria a causa del lavoro, è bene quindi iscriversi in palestra e svolgere attività fisica.
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Terapie di cura per l’ infertilità: a Lugano, in Svizzera, il nuovo centro per la procreazione medico assistita

Dal 28 Maggio 2010 a Lugano, in Svizzera, ProCrea inaugura ufficialmente la nuova sede: un centro da 1.800 metri quadrati dove si rivolgono molte coppie italiane alla ricerca di un figlio. La nuova sede conta ben cinque piani dedicati alla fertilità con uno staff di 50 professionisti per un servizio e per delle cure personalizzate.
ProCrea è un centro di riferimento internazionale per la procreazione medico assistita: ProCrea è infatti il maggior centro di Medicina della Riproduzione della Svizzera. ProCrea ha trasformato l’ ex albergo Albatro in una moderna struttura sanitaria: una clinica per le coppie alla ricerca di un figlio, dotata di strumentazioni all’ avanguardia nella diagnostica e nell’ analisi molecolare. Nella nuova sede di Lugano è possibile sottoporsi a tutte le terapie, gli interventi e gli accertamenti relativi alla medicina della riproduzione.
Il centro ProCrea ha avuto negli ultimi anni uno sviluppo notevole che l’ ha portato a essere uno dei punti di riferimento per la Medicina della riproduzione in Svizzera e a livello internazionale, e questo ha richiesto uno spazio adeguato. Delle coppie straniere che scelgono i centri svizzeri per la procreazione (fecondazione) medico assistita, il 40% si rivolge a ProCrea alla ricerca di una gravidanza. Oltre l’ 80% delle coppie proviene dall’ Italia, ma ci sono anche coppie tedesche, francesi, russe ed arabe. ProCrea è, del resto l’ unico centro in Svizzera ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare: ProCreaLab permette di eseguire, in tempi brevi, analisi genetiche finalizzate allo studio dell’ infertilità con tecniche d’ avanguardia.
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Gravidanza e fecondazione assistita: per la diagnosi dell’ infertilità di coppia basta una sola giornata

gravidanza-e-fecondazione-assistita-per-la-diagnosi-dell-infertilita-di-coppia-basta-una-sola-giornataPer chi soffre di infertilità di coppia, ora la diagnosi è in dieci ore: da Sismer nasce un nuovo “programma riproduttivo” per azzerare i tempi di attesa e accompagnare chi ha problemi di concepimento verso una scelta consapevole.
Bastano dieci ore per aiutare le coppie infertili a trovare la strada migliore per avere un figlio. La novità arriva da Sismer (Società italiana di Studi di Medicina della Riproduzione) che ha messo a punto un preciso programma riproduttivo chiamato “One Stop Clinic”. Il programma coniuga, nell’ arco di una sola giornata, sia la fase diagnosi, sia quella di valutazione, per arrivare a sera con un quadro ben preciso di quello che è il benessere riproduttivo della coppia.
La vera novità è nella concentrazione degli esami e delle visite, lavorando molto sul “fattore tempo”. L’ orologio è infatti tra i principali nemici delle coppie che hanno problemi di infertilità (ne soffre all’ incirca una coppia ogni tre).
Occorre almeno un anno di rapporti di coppia liberi non protetti e costanti, senza avere alcun concepimento, per iniziare a parlare di infertilità. Inoltre l’ età della donna non gioca a favore di una gravidanza.
In una donna, già dopo i 30 anni inizia il calo di fertilità; a 40 anni circa, la fertilità è dimezzata rispetto a quando la donna aveva 25 anni. Nel momento in cui una coppia decide di richiedere un aiuto medico (Procreazione Medica Assistita – PMA), può scoprire che il problema non può essere risolto “subito”, ma che si deve affrontare un percorso di diagnosi e terapia, spesso a tappe, che può durare a lungo.

GLI ESAMI PER LA DIAGNOSI DELL’ INFERTILITA’ DI COPPIA: il percorso “One Stop Clinic”

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Nuove tecniche di fecondazione assistita contro l’ infertilità maschile: selezione degli spermatozoi sani

nuove-tecniche-di-fecondazione-assistita-contro-l-infertilita-maschile-selezione-degli-spermatozoi-saniRiguardo alla Procreazione Medica Assistita (PMA) per la cura dei problemi legati all’ infertilità e alla gravidanza, nuovi studi confermano la possibilità di selezionare gli spermatozoi. Al congresso ESHRE sono infatti state presentate due ricerche di SISMER: la luce polarizzata individua gli spermatozoi migliori da utilizzare in una procedura di fecondazione assistita, così le possibilità di successo di avere una gravidanza aumentano.
La luce polarizzata viene incontro ai problemi di infertilità maschile. Gli studi condotti da SISMER (Società Italiana di Studi di Medicina della Riproduzione) e presentati ad Amsterdam, alla venticinquesima assemblea annuale dell’ ESHRE (European Society of Human Reproduction and Embryology) hanno stabilito la possibilità di selezionare gli spermatozoi più sani e di miglior qualità sulla base della loro brillantezza, aumentando così le possibilità di successo in una procedura di fecondazione assistita. Infatti, non solamente la quantità limitata, ma anche la scarsa qualità degli spermatozoi interferisce negativamente sulla procreazione e sulla gravidanza.

INFERTILITA’ MASCHILE E FECONDAZIONE ASSISTITA

Erbeha Boudjema e Andor Crippa, biologi del laboratorio di concepimenti assistiti di SISMER, hanno condotto un primo studio con il microscopio a birifrangenza verificando che la diminuzione della brillantezza degli spermatozoi va di pari passo con le alterazioni del DNA spermatico. È noto che valori elevati di frammentazione del DNA spermatico comportano una compromissione della vitalità degli embrioni generati e, quindi, il mancato raggiungimento di una gravidanza o una frequenza maggiore di aborti spontanei.
Lo studio ha constatato l’ associazione tra ridotta brillantezza degli spermatozoi e valori alterati del DNA spermatico. La brillantezza è stata rilevata attraverso uno speciale microscopio a luce polarizzata, mentre la frammentazione del DNA spermatico è stata valutata con il test Tunel, esame consolidato specifico.
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Fecondazione Assistita all’ estero: i limiti della legge in Italia e in Europa. Infertilità, gravidanza e salute donna

fecondazione-assistita-all-estero-i-limiti-della-legge-in-italia-e-in-europa-infertilita-gravidanza-e-salute-donnaPer quanto riguarda il cosiddetto “Turismo Riproduttivo”, ovvero le coppie che vanno all’ estero per la fecondazione assistita, l’ Italia risulta essere la prima in Europa. Sono infatti stati presentati al congresso Eshre (European Society of Human Reproduction and Embryology) i dati dello studio condotto in collaborazione con Sismer (Società italiana di studi di Medicina della Riproduzione): è italiana una coppia su tre che va all’ estero alla ricerca della possibilità di avere un figlio. I dati sono stati presentati al venticinquesimo congresso annuale dell’ ESHRE ad Amsterdam.
Che molte coppie con prolblemi di fertilità si rivolgano a centri medici esteri è risaputo, ma in realtà fino ad ora non esisteva alcun dato certo sull’ entità del fenomeno, sulle caratteristiche delle coppie e sui motivi di questa scelta.
Lo studio condotto è il primo in grado di fornire queste informazioni in quanto i dati raccolti vengono direttamente dalle coppie, lo conferma Anna Pia Ferraretti, direttore scientifico di SISMER e membro della task force di ESHRE costituita per studiare su scala europea il fenomeno della migrazione all’ estero per risolvere i problemi riproduttivi.

LA RICERCA E I DATI SULLA FECONDAZIONE ASSISTITA ALL’ ESTERO: il fenomeno del “Turismo Riproduttivo”

La ricerca condotta sulla fecondazione assistita all’ estero si è basata sui questionari anonimi che sono stati consegnati alle coppie straniere presenti in 44 centri situati nei 6 Paesi europei in cui maggiormente emigrano le coppie (Spagna, Svizzera, Belgio, Slovenia, Repubblica Ceca e Danimarca). Il periodo di studio è durato un mese, periodo sufficiente per poter fare una proiezione sui dati annuali.
Dai risultati della ricerca è emerso che il totale delle coppie trattate in un mese nei centri contattati è stato di 1.230. Moltiplicando per 11 mesi, si può dire che ogni anno sono circa 13mila le coppie che “migrano” in Europa.
I centri che hanno partecipato allo studio rappresentano circa il 50% dei centri che ricevono coppie straniere. Si può quindi stimare che, a livello europeo, il fenomeno coinvolga tra le 20mila e le 25mila coppie all’ anno in questi 6 paesi; occorre ricordare che anche altri paesi (ed esempio, Grecia, Russia e Ucraina) ricevono coppie straniere. L’ entità del fenomeno è quindi ancora superiore.
Ma chi sono queste coppie ? Sono tutte coppie eterosessuali, sposate nella stragrande maggioranza (82%) o stabilmente conviventi (18%). L’ età media delle donne è di 37 anni e mezzo; il 27% ha meno di 35 anni, il 41% tra 35 e 40 anni, il 25% tra 40 e 44 anni e solo il 7% tra 45 e 50 anni.
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Fecondazione assistita, gravidanza e salute della donna: la legge 40 in Italia e il congelamento degli embrioni

fecondazione-assistita-gravidanza-e-salute-della-donna-la-legge-40-in-italia-e-il-congelamento-degli-embrioniLa Sentenza n 151/2009 della Corte Costituzionale ha rimesso al centro della tematica della fecondazione assistita la salute psicofisica della donna e le capacità professionali del medico. Il convegno nazionale sulla fecondazione assistita che si è svolto a Roma e intitolato “La Legge 40/2004 dopo la sentenza della Corte Costituzionale – il futuro della PMA in Italia”, ha visto la partecipazione dei maggiori esperti in tema di procreazione medico assistita (PMA).
Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, la legge 40 sulla procreazione assistita ha restituito il ruolo centrale alla salute della donna ed alla qualità delle procedure mediche.
Ora si parla di diritto alla salute della donna, e in Italia si tratta di una vera e propria conquista perché la Sentenza, con estrema chiarezza (e senza quindi possibilità di diverse interpretazioni) ha eliminato le rigidità e le direttive sanitarie pre-costituite imposte dalla legge 40. Da oggi anche i trattamenti per la infertilità hanno la dignità di ogni procedura medica: impostare un percorso terapeutico personalizzato che abbia come finalità il massimo della efficacia ed il minimo dei rischi per la salute fisica e psichica dei pazienti. Il tutto, in perfetto bilanciamento con la tutela della salute dei nascituri.
La Legge 40 aveva infatti in un certo modo omogeneizzato i trattamenti PMA (procreazione medica assistita) senza fare alcuna distinzione sulle procedure mediche utilizzate per la fecondazione e il trattamento dell’ infertilità, ora si parla invece di qualità delle strutture mediche e qualità delle procedure mediche.
Pur nel pieno rispetto della Legge 40, la sentenza impone da oggi una più corretta applicazione delle tecniche di procreazione medica assistita, lasciando al medico la autonomia e la responsabilità di decidere con il paziente sulle procedure migliori da seguire per raggiungere l’ obiettivo, ovvero, avere un figlio. Tutte le principali linee di innovazione internazionale nel campo della fecondazione assistita raccomandano infatti una maggiore personalizzazione delle terapie in base alle caratteristiche della coppia. La Legge 40 lo impediva, la sentenza lo impone.
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Gravidanza e fecondazione assistita: gravidanza dopo i quarant’ anni, fertilità, salute e rischi per il bambino

gravidanza-e-fecondazione-assistita-gravidanza-dopo-i-quaranta-anni-fertilita-salute-e-rischi-per-il-bambinoAnche in Italia sono sempre di più le donne che decidono di avere un figlio e di affrontare la gravidanza dopo i quarant’ anni. In questi casi le domande più comuni che le donne si pongono riguardano quali problemi aspettarsi in gravidanza dopo i quarant’ anni, come prepararsi alla gravidanza e come affrontare il dopo parto.
Oggi infatti per una donna si fa presto ad arrivare a quarant’ anni senza avere ancora realizzato il desiderio di avere un figlio: anni di studi all’ università, altro tempo e tanta pazienza per trovare un lavoro, evitare di avere un bambino appena assunte e magari non c’è neanche il contratto di lavoro che prevede la maternità perché si lavora a progetto. Oppure si è nel vortice della carriera e bisogna aspettare ancora per avere un bambino. Tutto slitta e la donna arriva ai quarant’ anni posticipando la gravidanza. Secondo un’ indagine dell’ Istituto Nazionale di Statistica, i bambini nati da donne quarantenni sono stati 27.938 già nel 2006 (per fare un paragone, nel 1995 erano 12.383).
La percezione dell’ età si è modificata con il prolungamento della vita media. Oggi ci si sente ragazze almeno fino ai 30 anni. Sono cambiati stili di vita, abitudini e il modo di vedere lunghezza e qualità della vita. Di conseguenza è mutata anche la concezione che abbiamo del corpo e della salute e si arriva alla prima gravidanza sempre più tardi. Le motivazioni più incisive di questa scelta sono di carattere sociale: l’ autonomia economica e abitativa si raggiungono tardi. C’è inoltre la volontà diffusa di posticipare la gravidanza e un figlio alla casa e al raggiungimento di uno status professionale più sicuro per garantire al bambino più possibilità economiche.

GRAVIDANZA DOPO I 40 ANNI: perché avere un bambino diventa più difficile.
Dopo i 40 anni il concepimento è più difficile e la ricerca del figlio non sempre dà risultati. Si stima che una coppia fertile a 20 anni possa concepire in 5 cicli, e dopo i 40 anni ne siano necessari in media 20, cioè un anno e mezzo. Ciò avviene perché si riduce il numero di cellule uovo fecondabili e le patologie uterine sono più probabili.
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L’ agopuntura per la fecondazione assistita, l’ infertilità, le mestruazioni irregolari

l-agopuntura-per-la-fecondazione-assistita-l-infertilita-le-mestruazioni-irregolariQuando si soffre di mestruazioni molto irregolari, ritardo mestruale o casi di infertilità, la cura della medicina convenzionale è la terapia ormonale. Ma un aiuto in più viene anche dall’ agopuntura. Per regolarizzare le mestruazioni irregolari sono necessarie diverse sedute di agopuntura da ripetere per qualche mese. L’ agopuntura riequilibra i livelli ormonali stimolando la produzione di estrogeni e l’ attività di ghiandole come l’ ipofisi, che orchestrano il ciclo mestruale. Inoltre l’ agopuntura ha un effetto secondario positivo per chi vuole un figlio: l’ agopuntura agisce su diversi fattori che ostacolano la maternità, inclusa l’ assenza di ovulazioni, i fibromi, la sindrome dell’ ovaio policistico.
Nei casi di infertilità, l’ agopuntura è di aiuto alle tecniche di fecondazione assistita e supporta la medicina convenzionale. Le donne che si sottopongono alla terapia con l’ agopuntura hanno più possibilità di portare a termine con successo una gravidanza con la fecondazione assistita (fecondazione in vitro).
L’ agopuntura può aiutare anche nello stimolare la produzione di uova nelle donne che non possono o non vogliono ricorrere a farmaci per stimolare l’ attività ovarica. Il limite di questo metodo è che l’ agopuntura stimola il rilascio e la crescita di un solo uovo, contro la produzione multipla indotta dai farmaci, che li rende basilari nella fecondazione assistita. Ecco perché l’ agopuntura per la fecondazione in vitro va abbinata alle terapie della medicina tradizionale e funziona come supporto.
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