La Sentenza n 151/2009 della Corte Costituzionale ha rimesso al centro della tematica della fecondazione assistita la salute psicofisica della donna e le capacità professionali del medico. Il convegno nazionale sulla fecondazione assistita che si è svolto a Roma e intitolato “La Legge 40/2004 dopo la sentenza della Corte Costituzionale – il futuro della PMA in Italia”, ha visto la partecipazione dei maggiori esperti in tema di procreazione medico assistita (PMA).
Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, la legge 40 sulla procreazione assistita ha restituito il ruolo centrale alla salute della donna ed alla qualità delle procedure mediche.
Ora si parla di diritto alla salute della donna, e in Italia si tratta di una vera e propria conquista perché la Sentenza, con estrema chiarezza (e senza quindi possibilità di diverse interpretazioni) ha eliminato le rigidità e le direttive sanitarie pre-costituite imposte dalla legge 40. Da oggi anche i trattamenti per la infertilità hanno la dignità di ogni procedura medica: impostare un percorso terapeutico personalizzato che abbia come finalità il massimo della efficacia ed il minimo dei rischi per la salute fisica e psichica dei pazienti. Il tutto, in perfetto bilanciamento con la tutela della salute dei nascituri.
La Legge 40 aveva infatti in un certo modo omogeneizzato i trattamenti PMA (procreazione medica assistita) senza fare alcuna distinzione sulle procedure mediche utilizzate per la fecondazione e il trattamento dell’ infertilità, ora si parla invece di qualità delle strutture mediche e qualità delle procedure mediche.
Pur nel pieno rispetto della Legge 40, la sentenza impone da oggi una più corretta applicazione delle tecniche di procreazione medica assistita, lasciando al medico la autonomia e la responsabilità di decidere con il paziente sulle procedure migliori da seguire per raggiungere l’ obiettivo, ovvero, avere un figlio. Tutte le principali linee di innovazione internazionale nel campo della fecondazione assistita raccomandano infatti una maggiore personalizzazione delle terapie in base alle caratteristiche della coppia. La Legge 40 lo impediva, la sentenza lo impone.
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fecondazione assistita gravidanza
Fecondazione assistita, gravidanza e salute della donna: la legge 40 in Italia e il congelamento degli embrioni
Gravidanza e fecondazione assistita: gravidanza dopo i quarant’ anni, fertilità, salute e rischi per il bambino
Anche in Italia sono sempre di più le donne che decidono di avere un figlio e di affrontare la gravidanza dopo i quarant’ anni. In questi casi le domande più comuni che le donne si pongono riguardano quali problemi aspettarsi in gravidanza dopo i quarant’ anni, come prepararsi alla gravidanza e come affrontare il dopo parto.
Oggi infatti per una donna si fa presto ad arrivare a quarant’ anni senza avere ancora realizzato il desiderio di avere un figlio: anni di studi all’ università, altro tempo e tanta pazienza per trovare un lavoro, evitare di avere un bambino appena assunte e magari non c’è neanche il contratto di lavoro che prevede la maternità perché si lavora a progetto. Oppure si è nel vortice della carriera e bisogna aspettare ancora per avere un bambino. Tutto slitta e la donna arriva ai quarant’ anni posticipando la gravidanza. Secondo un’ indagine dell’ Istituto Nazionale di Statistica, i bambini nati da donne quarantenni sono stati 27.938 già nel 2006 (per fare un paragone, nel 1995 erano 12.383).
La percezione dell’ età si è modificata con il prolungamento della vita media. Oggi ci si sente ragazze almeno fino ai 30 anni. Sono cambiati stili di vita, abitudini e il modo di vedere lunghezza e qualità della vita. Di conseguenza è mutata anche la concezione che abbiamo del corpo e della salute e si arriva alla prima gravidanza sempre più tardi. Le motivazioni più incisive di questa scelta sono di carattere sociale: l’ autonomia economica e abitativa si raggiungono tardi. C’è inoltre la volontà diffusa di posticipare la gravidanza e un figlio alla casa e al raggiungimento di uno status professionale più sicuro per garantire al bambino più possibilità economiche.
GRAVIDANZA DOPO I 40 ANNI: perché avere un bambino diventa più difficile.
Dopo i 40 anni il concepimento è più difficile e la ricerca del figlio non sempre dà risultati. Si stima che una coppia fertile a 20 anni possa concepire in 5 cicli, e dopo i 40 anni ne siano necessari in media 20, cioè un anno e mezzo. Ciò avviene perché si riduce il numero di cellule uovo fecondabili e le patologie uterine sono più probabili.
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L’ agopuntura per la fecondazione assistita, l’ infertilità, le mestruazioni irregolari
Quando si soffre di mestruazioni molto irregolari, ritardo mestruale o casi di infertilità, la cura della medicina convenzionale è la terapia ormonale. Ma un aiuto in più viene anche dall’ agopuntura. Per regolarizzare le mestruazioni irregolari sono necessarie diverse sedute di agopuntura da ripetere per qualche mese. L’ agopuntura riequilibra i livelli ormonali stimolando la produzione di estrogeni e l’ attività di ghiandole come l’ ipofisi, che orchestrano il ciclo mestruale. Inoltre l’ agopuntura ha un effetto secondario positivo per chi vuole un figlio: l’ agopuntura agisce su diversi fattori che ostacolano la maternità, inclusa l’ assenza di ovulazioni, i fibromi, la sindrome dell’ ovaio policistico.
Nei casi di infertilità, l’ agopuntura è di aiuto alle tecniche di fecondazione assistita e supporta la medicina convenzionale. Le donne che si sottopongono alla terapia con l’ agopuntura hanno più possibilità di portare a termine con successo una gravidanza con la fecondazione assistita (fecondazione in vitro).
L’ agopuntura può aiutare anche nello stimolare la produzione di uova nelle donne che non possono o non vogliono ricorrere a farmaci per stimolare l’ attività ovarica. Il limite di questo metodo è che l’ agopuntura stimola il rilascio e la crescita di un solo uovo, contro la produzione multipla indotta dai farmaci, che li rende basilari nella fecondazione assistita. Ecco perché l’ agopuntura per la fecondazione in vitro va abbinata alle terapie della medicina tradizionale e funziona come supporto.
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