proprietà germogli di soia

Dieta e menopausa: benefici della soia per la salute della donna in menopausa

Inserita in una sana alimentazione quotidiana, la soia attenua i sintomi della menopausa nelle donne. La soia è una pianta della famiglia delle leguminose. Nei Paesi asiatici la soia viene consumata da migliaia di anni come fagiolo o nei suoi derivati. Si sono accertati gli effetti positivi della soia sulla salute della donna in menopausa: rispetto alle donne occidentali, le donne appartenenti alle popolazioni asiatiche soffrono molto meno degli effetti tipici della menopausa, come le vampate e i disturbi dell’ umore. A mostrare questi sintomi tipici della menopausa sono infatti solo il 18% delle donne asiatiche contro il 70-80% delle donne occidentali.

La soia, se consumata regolarmente, ha una doppia azione benefica sull’ organismo: contiene antiossidanti (sostanze utili per combattere i radicali liberi che sono responsabili dell’ invecchiamento cellulare) ed è ricca di fitoestrogeni. Queste sostanze, una volta digerite ed entrate nel circolo sanguigno, svolgono le stesse funzioni degli ormoni estrogeni che vengono a mancare nella donna proprio in menopausa. Il modo migliore di consumare la soia è sotto forma di fagioli perché non essendoci lavorazione gli ormoni rimangono inalterati. Nella dieta quotidiana vanno bene anche i germogli di soia, il latte di soia, il tofu e il miso. La salsa di soia, invece, non è molto ricca di fitoestrogeni ed è molto salata. Altri alimenti ricchi di fitoestrogeni sono i semi di girasole, i semi di lino e il trifoglio rosso.
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Dieta da 1300 calorie ricca di Omega 3: pesce, legumi, frutta e verdura nella dieta per prevenire il tumore

Puntare sul pesce (ricco di Omega 3) nell’ alimentazione è importante anche per proteggersi dal tumore al seno nel caso delle donne. La prima regola da seguire per una sana dieta prevede il consumo quotidia­no di verdura e frutta fresche, ricche di antiossidanti (co­me la vitamina A, la vitamina C, la vitamina E, il selenio, il ferro e lo zinco), preziose sostanze ad azione antitumorale. Un altro suggerimento utile nalla dieta è puntare sul pesce: salmone, sardine e tonno contengono particolari grassi polinsaturi (gli Omega 3) in grado di prevenire i tumori. La carne va invece mangiata con moderazione nella dieta: la carne (soprattutto la carne rossa) può contenere sostanze ormo­nali che possono favorire l’ insorgere del tumore. Via libera invece ai legumi nella dieta: i legumi sono ricchi di proteine e di fibre che rallentano l’ assorbimento di zuccheri e di grassi. Ecco quindi il menù settimanale della Dieta da 1300 calorie al giorno ricca di Omega 3: questa dieta ipocalorica va seguita per 1 mese e consente di perdere 5-6 chili, dimagrire, tornare in forma e proteggere l’ organismo.

IL CONSIGLIO IN PIù: consumare la soia nell’ insalata (comprare i germogli di soia). La soia è ricca di fitoestrogeni: sostanze vegetali dalla struttura simile a quella degli ormoni femminili. Sostituendosi (anche se in misura minima) agli estrogeni prodotti dall’ organismo proteggono la salute del seno.
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Coltivare i germogli a casa col fai-da-te: germogli di soia, di legumi, di cereali, germogli di erbe di campo

I germogli freschi sono buoni nell’ insalata e gustosi nelle zuppe. Inseriti nell’ alimentazione quotidiana, i germogli freschi forniscono vitamine e sali minerali in quantità, utili per la salute e il benessere.

I germogli si possono acquistare al supermercato, ma si possono anche coltivare a casa con il fai-da-te. Oltre ai più noti e conosciuti germogli di soia (chiamati così “a sproposito”, perché in realtà i germogli di soia si ottengono dal fagiolo mungo), ci sono altre varietà di germogli, altret­tanto gustose e salutari: germogli di legumi, di cereali, di erbe di campo e perfi­no germogli di semi oleosi. Ogni germoglio contiene più minerali e vitamine del seme di origine e mangiarli è gustoso come un’ insalata di ver­dure appena colte.

Per coltivare i germogli a casa col fai-da-te, ecco alcuni consigli utili:
- dopo aver comprato i semi, lavali e mettili nel germogliatore con poca acqua (vedi foto in alto a sinistra; i nuovi modelli di germogliatori in plastica consentono di coltiva­re fino a tre tipi di germogli di­versi);
- cambia l’ acqua del germogliatore 2 volte al giorno per 3-5 giorni, fino a quando i germogli non raggiunge­ranno i 2-3 cm di lun­ghezza;
- raccogli i germogli, lavali e conservali in una vaschetta coperta con la pellicola alimentare in fondo al frigorifero, affinchè non subiscano sbalzi di temperatura;
- per consumare i germogli raccolti, lavati e asciugati, puoi aggiungerli a minestre, insalate e salse; in alter­nativa puoi aggiungere i germogli anche alla frittata.
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Ricette dietetiche light: ricetta spaghetti di soia con gamberi (o pollo) e verdure. Piatto unico da 410 calorie

Gli spaghetti della Cina sono preparati con la soia (non con il frumento) e quando li cuoci diventano lucidi e trasparenti. I fagioli mungo, detti anche vigna radiata, non sono altro che la soia verde, il prezioso legume che trova in Oriente numerosi im­pieghi (è utilizzato per preparare salse, paste, formaggio e i famosi spaghetti di soia). In Cina la “pasta” prodotta con leguminose come la soia era molto diffusa prima della dinastia Song, che governò il Paese dall’ anno mille fino a buona parte del XIII secolo e che cer­cò di incentivare la produzione di frumento. Oggi gli spaghetti di soia sono motto diffusi non solo in Cina e in altri Paesi orientali, ma anche in Occidente dove è presente la ristorazione cinese, general­mente cantonese. Essendo un cibo di sapore neutro, gli spaghetti di soia si possono abbinare a qualsiasi preparazione sia di carne, sia di pesce e anche vegetale (spaghetti di soia con le verdure). La caratteristica di questi spaghetti di soia (che una volta cotti assumono una caratteristica trasparenza) è assorbire molto liquido. Pertanto, se li fai saltare nell’ intingolo del pesce in umido o del brasato ne assorbiranno il sapore. Accompagnati da proteine animali (carne o pesce) gli spaghetti di soia rappresenta­no un piatto unico dietetico e light, mentre abbinati con i germogli di soia si possono servire come contorno. In genere gli spaghetti di soia vanno cotti per pochi minuti. Gli spaghetti di soia sono ottimi se preparati con i gamberi e le verdure: una ricetta light e dietetica per un ottimo piatto unico.
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Sintomi e cura secchezza vaginale nella donna. Terapie di cura e lubrificanti vaginali per rapporti sessuali

L’ insufficiente lubricazione vaginale (secchezza vaginale) è un problema più diffuso di quanto non si creda, soprattutto tra le donne over 40. L’ insufficiente lubricazione vaginale nella donna è quella sensazione di secchezza delle mucose genitali che causa un sottile fastidio e un disagio continuo. La scarsa idratazione delle parti intime, normalmente lubrificate, è una spia di un disequilibrio. Infatti la secchezza vaginale è una vera e pro­pria malattia che s’ instaura spesso gradualmente, nel corso degli anni, passando da una sensazione soggettiva di disagio ad un quadro di sintomi ben più fastidiosi come bruciore, prurito, difficoltà e dolore durante i rapporti sessuali (la cosiddetta dispareunia). E se è vero che molte donne, vittime dell’ imbarazzo, faticano a parlare dei propri disturbi al ginecologo, è altrettanto vero che sul problema della secchezza vaginale oggi si è fatta luce. Secondo i dati presentati nel corso
del cinquantesimo congresso dell’ Aogoi, l’ Associazione ostetrici ginecolo­gi ospedalieri italiani, soffrono di scarsa lubrificazione vaginale il 40% delle donne tra i 40 e i 49 anni. Ma anche le donne giovani pos­sono incorrere in questo problema. Il caso più tipico è infatti quello della ragazzina che si mette a dieta ferrea, sul filo dell’ anoressia. Questo errato comportamento alimentare si traduce spesso nelle ragazze molto giovani in un problema di mancanza del ciclo mestruale (amenorrea) e in un deficit cronico di estrogeni, la principale causa della secchezza vaginale.
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Dieta da 1550 calorie senza latte e derivati: dieta per dimagrire per chi soffre di intolleranza al lattosio

Per chi non ama i latticini e per chi soffre di intolleranza al latte e ai derivati del latte (intolleranza alimentare), ecco una dieta da 1550 calorie giornaliere per dimagrire senza mangiare latte e derivati: un menù senza formaggi, senza latte e senza latticini per perdere peso e tornare in forma. La dieta che dà i maggiori risultati è la dieta che meglio si adat­ta alle esigenze di ognuno. La Dieta senza latte e derivati è una dieta da 1550 calorie al giorno messa a punto dalla dottoressa Car­la Lertola (specialista in scienza dell’ alimentazione e dietetica; il suo studio è a Milano). Questa dieta è adatta sia a chi non ama i formaggi e il latte (e quindi non li mangia), sia a chi soffre di intolleranza alimentare al lattosio (intolleranza a latte e derivati). Ci sono infatti casi in cui è necessario fare a meno dei latticini. Chi è intollerante al lattosio, lo può verificare attraverso il breath test. Se nella dieta occorre eliminare del tutto i latticini, l’ ideale è sostitui­re le tre porzioni settimanali di formaggio con altre fonti proteiche. A colazione, al posto del latte vaccino va bene il latte di soia, mentre la quota di carboidrati può essere occasionalmente alter­nata con la frutta secca (ricca di calcio), da consumare anche al posto dello spuntino a base di carboidrati. Infine, per mantenere forti le ossa è necessario bere almeno un litro e mezzo di acqua ricca di calcio (tra i 200 e i 360 mg al litro).

SCHEMA MENù SETTIMANALE DIETA SENZA LATTE E DERIVATI: dieta da 1550 calorie al giorno per chi soffre di intolleranza alimentare al lattosio

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Rimedi naturali per il benessere della donna. Sindrome premestruale, menopausa, prevenzione tumore al seno

Per la salute e il benessere della donna, la natura offre molti rimedi naturali: alcune piante sono particolarmente benefiche proprio per le donne. Ecco quindi i rimedi naturali da acquistare in erboristeria per la salute e il benessere della donna.

PROPRIETà DELLA RODIOLA: UN RIMEDIO NATURALE PER MEMORIA E CONCENTRAZIONE

La rhodiola rosea è originaria del­la Siberia. Una volta veniva colti­vata principalmente per via del suo profumo simile a quello della rosa. Oggi, dopo lunghi anni di sperimentazione si è giunti ad am­mettere le straordinarie proprietà che le erano già da tempo ricono­sciute dalla tradizione popolare siberiana grazie ai suoi principi attivi come il rosavin. L’ estratto di rodiola favorisce la concentrazione, potenzia la capacità di percezione e stimola la me­moria. Preparati a base di questa pianta si possono trovare in farmacia e in erboristeria.

PROPRIETà DELLO YAMS (DISCOREA): BENEFICI ANTIETà

La radice di yams è contempora­neamente alimento e farmaco na­turale. Lo yams contiene una sostanza vegetale bioattiva antietà: la diosgenina che sti­mola la sintesi di DHEA (ormone prodotto dalle ghiandole surrenali che si trasforma in estrogeno) pro­pria dell’ organismo ed aiuta in questo modo il corpo a rallentare il processo d’ invecchiamento.
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Dieta Vegetariana: proteine, calcio e ferro dai vegetali. La dieta vegetariana contro colesterolo alto e tumore

Oggi sempre più persone scelgono di rinunciare alla carne e diventare vegetariani. Nell’ alimentazione quotidiana si può fare tranquillamente a meno della carne, inserendo nutrimenti importanti della carne attraverso altri cibi e sfatando molti luoghi comuni sulla dieta vegetariana.
Intorno alla dieta vegetariana c’è spesso poca chiarezza.
Per alimentazione vegetariana si intende solitamente quella “latto-ovo-vegetariana”, cioè una dieta che esclude tutti gli animali (d’ aria, di terra, d’ acqua) ma che non esclude i loro prodotti (latte e uova, miele). In realtà, il termine alimentazione “vegetariana” comprende varie tipologie a seconda delle scelte personali: dieta latto-ovo-vegetariana, dieta latto-vegetariana, dieta ovo-vegetariana e dieta “vegetariana stretta” o (nel linguaggio comune) dieta vegana. L’ American Dietetic Association, una delle più importanti associazioni di nutrizionisti del mondo, ha pubblicato nel 2009 (riconfermando la sua posizione del 2003 e del 1996) un documento che riporta la sua “posizione ufficiale sulle diete vegetariane”, il documento è basato su 256 articoli della letteratura scientifica degli ultimi anni. È posizione dell’ American Dietetic Association che le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete totalmente vegetariane o vegane, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale, e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie.
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Alimentazione e salute del fegato: evitare le malattie del fegato con una dieta equilibrata e un’ alimentazione sana

Il fegato ha una grande importanza nell’ organismo e gran parte della salute del fegato inizia dalla tavola, dall’ alimentazione e dalla dieta quotidiana. Il fegato è un filtro prezioso per l’ organismo: il fegato è una ghiandola posta nella parte destra dell’ addome, sotto le ultime costole della gabbia toracica. Quando il volume epatico del fegato supera il confine dell’ arco costale destro, si ha l’ epatomegalia (il fegato ingrossato), un quadro patologico molto diffuso causato da un’ alimentazione abbondante e da uno scorretto stile di vita. Un fegato sano pesa intorno ad 1 kg e mezzo in un uomo adulto, nella donna il fegato è più piccolo, con un peso inferiore. Il fegato è un enorme “filtro”, le cui cellule sono continuamente esposte al sangue proveniente da una grossa vena, la “vena porta”, che drena il sangue proveniente dall’ intestino, carico di elementi nutritivi, introdotti con l’ alimentazione quotidiana. Il cibo, dopo la sua trasformazione da sostanza complessa a sostanza semplice (digestione intestinale) si ferma nel fegato prima di diffondersi nell’ organismo. Il fegato è quindi un organo veramente instancabile: in una giornata di lavoro, infatti, il nostro fegato filtra un flusso sanguigno complessivo pari a circa 2.000 litri e produce anche fino a 1.000 ml di bile al giorno, concentrata nella colecisti per poi essere dirottata (attraverso il coledoco) nell’ intestino. Proprio per la sua natura di “filtro”, il fegato è particolarmente esposto ai danni che derivano da un’ alimentazione sbagliata, soprattutto da un eccesso di calorie e da un abuso di alcol. La salute del fegato inizia proprio dalle abitudini di una sana alimentazione quotidiana.
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Alimentazione sana e prevenzione del tumore: la Dieta anti-cancro. Alimentazione, salute e attività fisica

Molti tumori si possono prevenire con l’ alimentazione, esiste quindi una Dieta anti-cancro che, legata ad un sano stile di vita, aiuta nella prevenzione dei tumori. Si stima infatti che il 30% dei tumori sia ricollegabile ad una scorretta alimentazione (la stessa percentuale che esiste tra tabagismo e tumore). Se si stringe il campo ai soli tumori del tratto gastro-intestinale (tumore all’ esofago, allo stomaco e tumore al grosso intestino), la percentuale che collega queste tipologie di tumore all’ alimentazione scorretta arriva fino al 90%. Lo stile di vita svolge quindi un ruolo molto importante nel ridurre i rischi di ammalarsi di tumore. L’ 80% degli studi medici condotti nella prevenzione dei tumori rivela che un elevato apporto di frutta e verdura nella dieta quotidiana determina una diminuzione sostanziale del rischio di sviluppare il cancro e che le persone che non ne fanno uso rischiano di raddoppiare la possibilità di ammalarsi di diverse forme di tumore. Obesità (problemi di sovrappeso) e sedentarietà (scarsa o nulla attività fisica) aumentano di un altro 5% il rischio di tumore. Un’ alimentazione ricca in frutta e verdura associata ad un controllo calorico per evitare il sovrappeso costituisce un modo semplice ed efficace per ridurre il rischio di ammalarsi di cancro.

Il tumore è una malattia causata dal cattivo funzionamento della cellula che acquisisce caratteristiche che ne alterano la crescita così da permetterle di invadere i tessuti circostanti in un lasso di tempo piuttosto lungo. È proprio questo periodo di latenza che offre lo spazio alla prevenzione che una scelta alimentare adeguata permette di fare. Molti alimenti contengono molecole in grado di agire come farmaci antitumorali. La genisteina contenuta nella soia, per esempio, presenta una somiglianza con l’ estradiolo: l’ ormone estrogenico femminile, da cui il “fitoestrogeno” che è in grado di comportarsi in modo simile a un farmaco usato nel tumore della mammella.
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