Oggi sempre più donne dopo il parto scelgono di far conservare il sangue prelevato dal cordone ombelicale, ricco di cellule staminali identiche a quelle del neonato. Dopo il parto infatti, il cordone ombelicale del neonato è molto prezioso perchè è ricco di cellule staminali che in futuro possono essere dei “salvavita” per il bambino. Le cellule staminali sono al centro delle ricerche più promettenti in medicina, e quindi possono rivelarsi davvero preziose: potenzialmente, le cellule staminali hanno tutte le caratteristiche per essere impiegate con successo nella terapia di gravi malattie degenerative, per ricostituire tessuti e organi deteriorati. Ad oggi le applicazioni delle cellule staminali cordonali sono la terapia delle malattie del sangue e del sistema immunitario in età pediatrica. Grazie alle cellule staminali si curano più di 70 malattie. Gli studi più avanzati riguardano la leucemia, ma anche altre patologie del sangue (anemie), le malattie autoimmuni (tutti i casi in cui il corpo attacca le sue cellule) e del metabolismo. Tra le applicazioni più recenti, le cellule staminali vengono usate per la cura del retinoblastoma (tumore degli occhi) e del neuroblastoma (tumore del cervello). A seconda dei casi, i medici iniettano nel paziente malato cellule staminali cordonali allogeniche (da terzi) o autologhe (proprie).
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ricerca cellule staminali
Cellule staminali da cordone ombelicale dopo il parto: conservazione delle cellule staminali del neonato
La ricerca Telethon sulle cellule staminali: la proteina Wnt. Cellule staminali e cura di Alzheimer e Parkinson
Nei laboratori dell’ Istituto Telethon di Genetica e Medicina di Napoli è stata scoperta una proteina è in grado di favorire la riprogrammazione in staminali di cellule già differenziate. Si tratta di una ricerca tutta italiana che ha portato alla scoperta di un nuovo meccanismo per riprogrammare le cellule adulte e renderle simili alle cellule staminali: la chiave sta in una proteina chiamata Wnt già nota per essere coinvolta in numerose fasi dello sviluppo dei vertebrati e degli invertebrati. I ricercatori hanno preso diversi tipi di cellule adulte (fibroblasti, cellule del timo e precursori di cellule neuronali) e le hanno fuse con cellule staminali embrionali in presenza della proteina Wnt. Dopo questa “manipolazione”, le cellule adulte hanno perso le loro caratteristiche tipiche e ne hanno invece acquisite altre, simili a quelle delle cellule staminali: si sono cioè trasformate in cellule poco differenziate (pluripotenti) e in grado di dare origine a cellule di tessuti diversi da quello di partenza. La vera novità, però, sta nella grande capacità di Wnt di promuovere questa sorta di “riprogrammazione”. La scoperta, su cui la Fondazione Telethon ha già depositato un brevetto, apre prospettive molto interessanti in tutti i campi della medicina rigenerativa, cioè nella terapia di cura di tutte quelle patologie in cui si ha una degenerazione irreversibile dei tessuti (come ad esempio malattia di Alzheimer, morbo di Parkinson e cardiopatie).
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Tumore al Seno e Cellule Staminali Tumorali: la ricerca medica sulle cause e sulla cura del tumore al seno
E’ stata individuata nelle cellule staminali tumorali l’ origine dei diversi tipi di tumore al seno. E’ stato infatti scoperto un nuovo meccanismo nel processo di origine e sviluppo del tumore al seno: sono le cellule staminali del cancro (ovvero le cellule staminali tumorali) le responsabili dell’ insorgenza e del mantenimento dei tumori al seno, in particolare è il differente numero di cellule staminali tumorali a rappresentare l’ elemento determinante per spiegare la diversa aggressività dei differenti tipi di tumore al seno.
La scoperta è il frutto di una ricerca diretta dai Professor Pier Paolo Di Fiore e Pier Giuseppe Pelicci e condotta al Campus IFOM-IEO di Milano da scienziati dell’ IFOM (IFOM Fondazione Istituto FIRC di Oncologia Molecolare), dell’ IEO (Istituto Europeo di Oncologia) e dell’ Università degli Studi di Milano.
CELLULE STAMINALI TUMORALI E TUMORE AL SENO
I vari tipi di tumore al seno presentano caratteristiche estremamente diverse, che ne influenzano l’ aggressività, il decorso clinico, ed infine la prognosi. La nuova scoperta dimostra che in realtà questa eterogeneità è riconducibile al differente contenuto in cellule staminali tumorali. In particolare i casi più aggressivi sono quelli in cui il tessuto tumorale è più ricco di queste cellule. Le cellule staminali tumorali rappresentano una piccola frazione della massa tumorale, esse tuttavia sono le reali responsabili della nascita e dello sviluppo di un tumore perchè sono capaci di duplicarsi praticamente senza limiti.
Proprio queste cellule staminali tumorali determinano la crescita del tumore. In modo simile a quanto accade per le cellule staminali normali nel fisiologico processo di generazione dei tessuti, le cellule staminali tumorali rappresentano la vera causa della proliferazione del tessuto tumorale. Le cellule staminali tumorali, purtroppo, sono anche in molti casi capaci di resistere alla chemioterapia ed alla radioterapia, determinandone il fallimento. Da qui la loro pericolosità e l’ importanza di far luce sulle caratteristiche biologiche delle cellule staminali tumorali per comprendere a fondo i processi tumorali.
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Le cellule staminali ricavate dal grasso corporeo di soggetti adulti per la rigenerazione dei tessuti
Le cellule staminali rappresentano il futuro della medicina, e le ricerche sul tessuto adiposo (grasso corporeo) attualmente in corso nei laboratori della Swiss Stem Cell Bank (SSCB) a Lugano, in Svizzera, lo testimoniano.
La Swiss Stem Cell Bank sta infatti concentrando i progetti di ricerca sulle cellule staminali mesenchimali ottenute dal tessuto adiposo per la rigenerazione dei tessuti. Il tessuto adiposo (il grasso corporeo che tanto non ci piace) è infatti al centro di cinque progetti di ricerca della criobanca svizzera. Gli studi si concentrano sulle cellule staminali mesenchimali che possono essere ricavate proprio dal grasso corporeo e sul loro utilizzo nella rigenerazione dei tessuti. Da alcuni anni, la comunità scientifica discute sull’ efficacia delle cellule staminali mesenchimali nell’ ambito della rigenerazione dei tessuti. Sono cellule che possono essere isolate dai tessuti adulti, non ponendo quindi alcun problema di tipo etico e, normalmente, in quantità più o meno abbondante a seconda del tessuto da cui provengono.
Il tessuto adiposo da liposuzione, in particolare, sembra essere una fonte estremamente ricca di cellule staminali mesenchimali: queste possono essere isolate in condizioni di sterilità e risultano essere particolarmente versatili e promettenti nella medicina rigenerativa.
LA RICERCA SULLE CELLULE STAMINALI MESENCHIMALI OTTENUTE DAL GRASSO CORPOREO PER LA RIGENERAZIONE DEI TESSUTI
Trattando con cellule definite multipotenti, quindi capaci di differenziarsi in cellule di tipo diverso, dal tessuto adiposo è possibile così ottenere cellule del tessuto osseo, della cartilagine, del tessuto adiposo stesso, muscolo scheletrico e cellule neurali.
Se tutte queste premesse dovessero trovare una conferma, ci troveremmo davanti ad una fonte importante di staminali, vista la facile reperibilità e l’ abbondanza del tessuto adiposo.
SSCB (Swiss Stem Cell Bank) sta operando su tre fonti: innanzitutto la selezione delle cellule staminali mesenchimali che si trovano nel grasso. Lo scopo è sviluppare una tecnologia innovativa in grado di separare e concentrare le cellule staminali adulte provenienti dal tessuto adiposo attraverso un sistema “chiuso”, in totale sicurezza affinché si possa selezionare un prodotto cellulare di alta qualità.
In secondo luogo, lavorando sulla grande esperienza di raccolta delle staminali cordonali, SSCB sta studiando le condizioni ideali per poter conservare queste cellule. Una volta prelevate potrebbero essere utilizzate a scopo clinico in una vasta casistica di patologie legate alla medicina rigenerativa per uso autologo, cioè a beneficio dell’ individuo stesso a cui sono state prelevate.
Molte le applicazioni: dalla rigenerazione ossea a quella delle cicatrici, fino alla rigenerazione di cartilagine.
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