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Salute donna: cefalea, emicrania, mal di testa e dolore cronico. Terapie di cura per il dolore cronico

Sono 12 milioni le donne che nei Paesi occidentali sono afflitte da dolore cronico. I dati forniti dall’ Associazione Internazionale per lo Studio del Dolore (IASP) dimostrano che questo problema colpisce il 39,6% delle donne contro il 31% degli uomini. Il dolore è un “campanello d’ allarme”, sia perché è sintomo di una malattia che ne consente una diagnosi precoce, sia perché la percezione stessa del dolore rende capaci di distinguere i pericoli. In questi casi si parla di dolore utile. Il dolore “inutile”, invece, deriva dalla degenerazione della funzione primaria di “campanello d’ allarme”, che diventa sintomo prolungato. La donna soffre più intensamente a causa di differenze anatomiche, ormonali e fisiologiche. La farmacologia riveste un grande ruolo nel controllo delle sindromi dolorose, ma non è detto che gli stessi farmaci siano efficaci nelle donne come negli uo­mini, in particolare a causa degli ormoni. La donna è più soggetta a soffrire di dolore rispetto agli uomini perché maggiormente esposta a malattie acute e croniche, senza calcolare esperienze dolorose come la gravidanza, il ciclo mestruale o le emicranie quotidia­ne. Il dolore, persistente e cronico, genera uno stato fisico e psicologico tale per cui si può definire una “malattia” a tutti gli effetti. Oltre al dolore fisico e alla disabilità, il dolore cronico può portare a una condizione di depressione e distacco dalla vita quotidiana innescando una sorta di “circolo vizioso”.
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Ginnastica posturale del metodo Dorn e massaggio contro mal di schiena, dolori cervicali, mal di testa

Arriva dalla Germania il metodo Dorn che combatte mal di schiena e dolori cervicali. Seguito dal massaggio Breuss, il metodo Dorn serve a sciogliere le tensioni muscolari. Mal di schiena, cervicali e difetti di postura sono problemi molto comuni e per i quali di solito sembrano non esserci molte soluzioni. Ma la “medicina dolce” ha al suo attivo diverse tecniche che aiutano a tenere in forma la struttura portante della colonna vertebrale. Una di queste tecniche è il metodo Dorn: un’ interessante disciplina biona­turale ancora poco conosciuta in Italia, ma famosa in Germania (terra di origine del metodo Dorn) così come il massaggio Breuss a cui di solito si associa nella stessa seduta.

Il metodo Dorn è stato ideato negli anni ’70 da Dieter Dorn: un semplice contadino che, in seguito a un incidente, venne curato con successo da un vecchio guaritore. Incuriosito, Dieter Dorn imparò la tecnica dal vecchio guaritore, e la stessa tecnica è stata poi sviluppata scientifi­camente dall’ ortopedico Markus Hansen. Il principio del metodo Dorn è favorire il riallineamento della colonna vertebrale con pressioni ai lati della spina dorsale, mentre il paziente compie dei semplici movimenti con la testa, le gambe o le braccia, in piedi o da seduto. In questo modo si ha un allungamento della muscolatura profonda vertebra­le che, nel giro di un paio di mesi, con 4-5 sedute, porta al riallineamento della colonna vertebrale e alla diminu­zione dei dolori. Regalare elasticità alla colonna vertebrale e sconfiggere il mal di testa è quindi possibile con questa nuova disciplina super-soft.
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Il bruxismo da stress (digrignare i denti nel sonno) causa mal di testa, disturbi del sonno, denti sensibili

Il Bruxismo (l’ atto inconsapevole di digrignare i denti durante il sonno o serrare la mascella) è spesso causa di disturbi del sonno: ci si sveglia la mattina con un senso di stanchezza e si dorme male, oppure ci si alza con il mal di testa e con un dolore alla bocca. Per scoprire se si soffre di bruxismo, basta andare dal dentista: se gli inci­sivi sono consumati, questo è un sintomo del buxismo perché di notte (senza accorgersene) si digrignano i denti tanto da ero­dere lo smalto. Il disturbo del bruxismo capita spesso a chi è stressato. Contro il bruxismo, il dentista di solito consiglia un bite da indossare prima di andare a dormire: an­che se si stringono i denti, il bite “ammortiz­za” le tensioni. In due settimane con l’ uso del bite, si dorme meglio e ci si sveglia in piena forma. Inoltre, il dentista può insegnare dei semplici esercizi per decontrarre i muscoli: spesso non ci si rende conto, ma l’ azione di stringere e digrignare i denti si può fare incondizionatamente anche durante il giorno nel caso di persone molto nervose o sensibili allo stress. Soffrire di mal di testa mattutino, spesso è sintomo di un periodo di stress e tensione. In questi casi le mascelle si contraggono senza che ce ne accorgiamo, e si finisce col digrignare i denti. Questa costante contrazione del muscolo mastoideo può causare cefalea (mal di testa) al risveglio, con fitte alla fronte. Non solo: a lungo andare il digrignamento intacca lo smalto protettivo dei denti, facendoli diventare più sensibili e inclini a masticare male.
In questo caso il bi­te, da portare solo la notte, è una soluzione: non elimina il bruxismo, ma ne cancella gli effetti negativi dopo un paio di settimane.

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Dolore alle spalle: può essere sintomo di un dente mancante e di un problema alla masticazione dei denti

Notti in bianco, male alle spalle e grande stanchezza possono in realtà essere i sintomi di un problema di salute ai denti. Tanto che è nata una disci­plina che studia da vicino la ma­sticazione e ne corregge le disfunzioni: la gnatologìa. Denti, lingua e mascelle costituiscono infatti un meccanismo perfetto ma complesso, fatto di muscoli ed articola­zioni sempre in movimento: deglutiamo circa 1300 volte al giorno e 800 volte la notte. La masticazione inoltre è strategica per di­verse funzioni vitali (dalla digestione alla respirazione) ed è stret­tamente connessa alla colonna ver­tebrale: un’ alterazione della masticazione può ripercuotersi infatti sulla postura. Inoltre la masticazione coinvolge terminazioni nervose direttamente a contatto con il sistema nervoso centrale. Ecco perché, se c’è qualcosa che non va in bocca, si sente subito male anche in altre parti del corpo. I muscoli masticatori, l’ articola­zione tempore-mandibolare e i denti sono tra loro in delicato equilibrio: quando questo equilibrio si altera, le conseguenze possono essere dolorose. Una masticazione scorretta a lungo andare può por­tare a disturbi anche molto diversi tra loro, dal dolore alla mandibola che si irradia all’ orecchio, alla cefalea (mal di testa), all’ insonnia.

DOLORE ALLE SPALLE: PUò ESSERE IL SINTOMO DI UN MOLARE MANCANTE O DI UNA CATTIVA MASTICAZIONE DEI DENTI

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Rimedi omeopatici e agopuntura in gravidanza per il mal di testa: cure dolci per l’ emicrania in gravidanza

Durante la gravidanza non esiste soltanto il problema della nausea. Anche l’ emicrania è molto frequente soprattutto nel primo trimestre di gravidanza. Per una gravidanza serena, esistono dei rimedi dolci per il mal di testa che costituiscono una valida alternativa ai farmaci per le donne in “dolce attesa”. Un ottimo rimedio omeopatico per il mal di testa è ad esempio Lilium Tigrum 15 Ch: ne vanno assunti cinque granuli ogni due ore. Una donna in gravidanza può quindi rivolgersi ad un medico omeopata per farsi prescrivere cure dolci per il mal di testa. Per l’ attacco di emicrania forte e pulsante, tipo “testa che scoppia”, vanno bene anche i composti omeopatici a base di Menyanthes trifoliata (il cosiddetto trifoglio fibrino): ne vanno assunte 10 gocce tre volte al giorno. Sempre contro il mal di testa in gravidanza, sono utili anche 300 mg al giorno di magnesio, che regola il sistema nervoso. Anche l’ agopuntura funziona contro il mal di testa e non ha controindicazioni in gravidanza. Applicando degli aghi sia sulla testa che in altri punti più distanti, come le mani e i piedi, si riesce in poche sedute di agopuntura a stimolare le endorfine (antidolorifici naturali) e a normalizzare la serotonina, il principale mediatore chimico del mal di testa. La donna in gravidanza può quindi rivolgersi anche ad un esperto agopuntore per la cura del mal di testa.

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Mal di testa improvviso: sintomi emicrania e cura. Cefalea e mal di testa. Gli esami medici per la diagnosi

Se di colpo avverti un gran mal di testa con sintomi come una fitta improvvisa alla testa (da un lato o da entrambi del capo), seguita da un dolore pulsante, in 9 casi su dieci si tratta di emicrania: un tipo di mal di testa abbastanza diffuso (ne soffre circa il 10% della popolazione, soprattutto donne).

Il mal di testa può essere scatenato da uno squilibrio ormonale; l’ emicrania può colpire un lato o entrambi i lati del capo. È anche vero che un dolore acuto può segnalare in alcuni casi un problema più grave, come l’ ictus o un tumore al cervello, ma sono casi davvero rari.

In caso di attacchi di emicrania (mal di testa improvviso) abbastanza ricorrenti, è bene rivolgersi al medico per una diagnosi dell’ emicrania. Il medico può prescrivere farmaci specifici per la cura di questo tipo di cefalea; il medico può anche prescrivere degli esami clinici per escludere altre “complicazioni” (come tac e risonanza magnetica). Attenzione però: se l’ emicrania è seguita ad un colpo in testa recente, anche lieve, è bene in questo caso andare subito al Pronto Soccorso perchè potrebbe trattarsi di un’ iniziale emorragia da trauma.

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Sintomi sindrome premestruale: mal di testa, gonfiore e ritenzione idrica. I rimedi naturali della fitoterapia

SALUTE DONNA: SINTOMI DELLA SINDROME PREMESTRUALE

Molte donne soffrono della sindrome premestruale che può causare diversi fastidi: si va dalla cefalea (mal di testa ed emicrania) al gonfiore (pancia gonfia e ritenzione idrica soprattutto sulle gambe), dalla sindrome ansiosa-depressiva (sbalzi d’ umore) fino all’ aumento dell’ aggressività. La sindrome premestruale varia da donna a donna: prima del ciclo mestruale possono presentarsi diversi gradi di disturbo e diversi sintomi della sindrome premestruale. In base all’ intensità dei sontomi, la sindrome premestruale si classifica in grave (ne soffre circa il 20% delle donne) e media-lieve (ne soffre circa il 50% delle sonne).

CAUSE DELLA SINDROME PREMESTRUALE NELLA DONNA:
VARIAZIONI ORMONALI

Nella seconda fase del ciclo mestruale (cioè il periodo che precede il ciclo mestruale e in cui può verificarsi la sindrome premestruale) nella donna si registra un calo del progesterone che viene prodotto in questa fase del ciclo e ad una minore sensibilità del sistema GABAergico (sistema del cervello più coinvolto nella regolazione dell’ ansia e del tono dell’ umore). I sintomi della sindrome premestruale inoltre sono più marcati nelle donne dopo i 40 anni, periodo in cui nella donna cala la capacità di adattarsi alle variazioni ormonali.
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Disturbi del sonno: insonnia da ansia, apnea notturna, sonnambulismo, bruxismo (digrignare i denti nel sonno)

Dormire bene e fare un buon sonno è un bisogno primario per la salute e il benessere psicofisico. I metodi per ottenere un buon sonno non sono solo i farmaci: per dormire bene è importante anche uno stile di vita sano. Per il benessere psicofisico è importante la qualità del son­no: non è solo importante quante ore si dorme, ma quanto si dorme bene. Ci possono essere micro risvegli incoscienti che spesso si hanno nel corso della notte, legati a situazioni esterne, come un ambiente rumoroso, oppure legati a problemi del soggetto (ad esempio il mioclono notturno, i cosiddetti “scatti” alle gambe che provocano micro risvegli). Anche le apnee durante la notte disturbano il buon sonno: ogni apnea comporta un risve­glio e chi ne è soggetto può andare in apnea anche 40-50 volte per ogni ora di sonno. Questo vuol dire che si può arrivare anche a 400 risvegli (incoscien­ti) nel corso di una notte, e quindi anche se il son­no è durato 8 ore non potrà mai essere riposante. Va poi aggiunto che il dormire di più o dormire troppo a volte porta cefalea (mal di testa). Questo perché il sonno che si fa in più non è sonno profondo, ma è il sonno della fase REM: cioè il sonno paradosso, il sonno dei sogni, che rappresenta una vera e propria tempesta neuro­vegetativa (con pressione e battito cardiaco che variano in continuazione). Il sonno REM non è un sonno riposante.
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Stress da lavoro e rischi per la salute: disturbi del sonno, tachicardia, mal di testa, malattie del cuore

Oggi lo stress è sempre più legato al lavoro: lo stress è il secondo problema di salute legato al lavoro. Tra le principali categorie affette dallo stress da lavoro ci sono i controllori di volo, gli autisti degli autobus e gli insegnanti. Una percentuale compresa tra il 50% e il 60% di tutte le giornate lavorative perse è dovuta allo stress. Oggi lo stress rappresenta una delle patologie più diffuse nei paesi industrializzati, per i ritmi frenetici a cui siamo sottoposti, per la mole di impegni che non ci lascia abbastanza tempo per pensare a noi stessi e prenderci cura del nostro benessere. I rischi psico-sociali generati dalle condizioni di lavoro, oltre ad essere dannosi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, incidono in modo rilevante anche sull’ efficienza lavorativa.

COME NASCE LO STRESS DA LAVORO (cause dello stress)

Lo stress si manifesta quando le persone percepiscono uno squilibrio tra le richieste avanzate nei loro confronti e le risorse a loro disposizione per farvi fronte. Dal momento in cui il nostro organismo viene stimolato e deve rispondere a questa sollecitazione, esso mette in moto alcuni meccanismi specifici: occorre infatti uno sforzo di adattamento notevole per rispondere in modo adeguato ed efficace alle richieste, e ciò comporta un alto consumo “energetico” (psichico e fisico) per realizzare questo sforzo di adattamento. Dopo una prima fase di allarme (cioè di aumentata attenzione e tensione), l’ organismo cerca di contrastare la situazione stressante opponendo una resistenza agli effetti che questa situazione produce sul proprio equilibrio, ma ad un certo punto, nel tentativo di contrastarla, l’ organismo va in esaurimento, facendo così emergere gli effetti dello stress da lavoro.
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Sintomi e cura mal di testa: cefalea tensiva e mal di testa da stress, cefalea a grappolo, emicrania con aura

Sono moltissimi gli italiani che soffrono di emicrania e spesso è molto difficile liberarsi dal mal di testa. Molte persone infatti soffrono di cefalea in forma “ricorrente”, con diversi attacchi di mal di testa alla settimana. In particolare, la cefalea idiopatica è una patologia a sé stante, cronica o ricorrente, che l’ Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente inserito tra le prime dieci cause di disabilità, capa­ce cioè di minare la vita sociale e professionale degli italiani (quasi due terzi sono donne). Per la cura del mal di testa cronico o ricorrente oggi esistono farmaci e trattamenti più nuovi e mirati, che superano l’ efficacia dei comuni analgesici da banco. L’ importante è rivolgersi ad un centro specializzato per inquadrare il problema e capire a quale delle forme di mal di testa più diffuse si è soggetti.

CEFALEA TENSIVA: sintomi e cura (mal di testa da stress)

La più diffusa forma di mal di testa è la cosiddetta cefalea tensiva, caratte­rizzata da rigidità alla nuca, senso di peso alla testa (come una cap­pa opprimente), tensione alla fronte, occhi pesanti. Di durata variabile dai trenta minuti ai sette giorni, questa cefalea coinci­de spesso con momenti di stress e di superlavoro. Episodica o continua, è una forma di mal di testa che si associa spesso a blande forme di depressione. Per quanto riguarda le cause, la cefalea tensi­va non viene più attribuita soltanto alle contratture dei muscoli della testa e del tratto cervicale (tant’è che un tempo veniva definita cefalea muscolo-tensiva). A monte di questo tipo di mal di testa ricorrente ci sono meccanismi più complessi che interessano la regolazione del dolore a livello cerebrale.
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