sintomi depressione

Cause dell’ insonnia e rimedi naturali: oli essenzieli e aromaterapia, sport e alimentazione sana

Arrivare a casa stanchi, stressati e non riuscire a dormire a causa dell’ insonnia è un disturbo che riguarda circa dodici milioni di persone in Italia. Le cause dell’ insonnia possono essere molte: il cambio di sta­gione, l’ ansia e gli stress lavorativi, solo per citarne alcune. Banditi ansiolitici e sonniferi vari che a parte “sopire” il problema di una notte non risol­vono il problema alla radice, i rimedi naturali contro l’ insonnia che abbiamo a dispo­sizione, insieme a uno stile di vita salutare, possono risultare deci­sivi. Come prima cosa è bene comprendere la natura della difficoltà a dormire sereni. Si possono distinguere tre tipi d’ insonnia:
- INSONNIA INIZIALE
, caratterizzata da una difficoltà ad addormentarsi, a cui può seguire un sonno anche prolungato, ma abitualmente insoddisfacente;
- INSONNIA CENTRALE, in cui ci si addormenta normalmente, salvo un sus­seguirsi di numerosi e (a volte) prolungati risvegli;
- INSONNIA TERMINALE (spesso conseguenza dell’ insonnia centrale), che consiste in un mancato ripristino del sonno dopo un risveglio precoce notturno (ovvero, non si riesce più a riprendere sonno).

DISTURBI DEL SONNO: LE CAUSE DELL’ INSONNIA

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Sintomi colpo di calore d’ Estate. A rischio bambini, anziani, persone obese o in sovrappeso, sportivi

Quando fa molto caldo, la ventilazione è scarsa e l’ umidità è alta, il rischio di andare incontro al colpo di calore è tutt’ altro che raro. In queste condizioni, infatti, soprattutto se non si è ben idratati, si fa più fatica a sudare e quindi a disperdere il calore accumulato. Il meccanismo della termoregolazione s’ inceppa e la temperatura corporea continua a salire, fino a superare i 39-40°. Per quanto riguarda i SINTOMI del colpo di calore, la pelle è calda, asciutta e arrossata, i bat­titi cardiaci del cuore accelerano (tachicardia), compaiono nausea, mal di testa e annebbiamento della vista e, nei casi più seri, compare anche uno stato confusio­nale e la perdita di coscienza. L’ intervento per il colpo di calore deve essere tempestivo, altrimenti si rischia di compromettere il funzionamento di organi vitali come il cuore, i reni e i polmoni. Se si sospetta un colpo di calore, quindi, chi è vicino alla persona deve chiamare il 118 e, in attesa, mettere in pratica le seguenti mosse di primo soccorso.

REGOLE DI PRIMO SOCCORSO PER IL COLPO DI CALORE

SISTEMARE L’ INFORTUNATO AL FRESCO

Per raffreddare l’ organismo, la prima cosa da fare è spostare l’ infortunato in un luogo fresco e possibilmente ventilato. Per esempio, se il colpo di calore è avvenuto in spiaggia, la persona dev’ essere sistema­ta all’ ombra, sdraiata su un asciugamano o su un lettino con le gambe sollevate. Se necessario, fare aria aiutandosi con un venta­glio o un giornale.
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Sintomi della depressione: apatia, insonnia, pessimismo, perdita o aumento di peso, ansia e agitazione

La depressione porta spesso all’ apatia, all’ insonnia e al pessimismo. Il termine depressione indica un particolare stato d’ animo definito solitamente come tristezza, malinconia o abbattimento. La tristezza è un aspetto della vita, ma quando supera certi limiti per intensità e durata e quando modifica profondamente l’ esistenza della persona, allora può essere un sintomo di depressione. In molti casi la depressione deriva da problemi di tipo affettivo che portano ad uno stato di tristezza e di abbattimento dell’ umore. Una situazione di questo tipo, se viene vissuta in modo prolungato nel tempo, può portare ad altri disturbi associati alla depressione, come una difficoltà nello svolgere le attività lavorative e quotidiane, stati di inquietitudine e agitazione, disturbi dell’ appetito e della digestione. Chi soffre di depressione prova prevalentemente sentimenti spiacevoli come colpa, rimorso, nostalgia o disperazione, ed ha una visione negativa del mondo e di se stesso. La depressione è caratterizzata dall’ assenza di emozioni positive sia per il presente che per gli avvenimenti passati, associata alla difficoltà di progettare il proprio futuro.

I SINTOMI più comuni della depressione, che portano il medico e lo psicoterapeuta alla diagnosi della depressione, sono principalmente i seguenti:
1- umore depresso per la maggior parte del giorno: quasi ogni giorno, la persona si sente triste e vuota; nei bambini e negli adolescenti l’ umore può essere irritabile;
2- marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte le attività svolte per la maggior parte del giorno;
3- significativa perdita di peso, senza essere a dieta, o significativo aumento di peso;
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Disturbi del sonno: insonnia da ansia, apnea notturna, sonnambulismo, bruxismo (digrignare i denti nel sonno)

Dormire bene e fare un buon sonno è un bisogno primario per la salute e il benessere psicofisico. I metodi per ottenere un buon sonno non sono solo i farmaci: per dormire bene è importante anche uno stile di vita sano. Per il benessere psicofisico è importante la qualità del son­no: non è solo importante quante ore si dorme, ma quanto si dorme bene. Ci possono essere micro risvegli incoscienti che spesso si hanno nel corso della notte, legati a situazioni esterne, come un ambiente rumoroso, oppure legati a problemi del soggetto (ad esempio il mioclono notturno, i cosiddetti “scatti” alle gambe che provocano micro risvegli). Anche le apnee durante la notte disturbano il buon sonno: ogni apnea comporta un risve­glio e chi ne è soggetto può andare in apnea anche 40-50 volte per ogni ora di sonno. Questo vuol dire che si può arrivare anche a 400 risvegli (incoscien­ti) nel corso di una notte, e quindi anche se il son­no è durato 8 ore non potrà mai essere riposante. Va poi aggiunto che il dormire di più o dormire troppo a volte porta cefalea (mal di testa). Questo perché il sonno che si fa in più non è sonno profondo, ma è il sonno della fase REM: cioè il sonno paradosso, il sonno dei sogni, che rappresenta una vera e propria tempesta neuro­vegetativa (con pressione e battito cardiaco che variano in continuazione). Il sonno REM non è un sonno riposante.
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Sintomi Depressione e Cura: le donne sono più a rischio depressione. Attacchi di panico, fobie e depressione

Un italiano su quattro soffre di depressione: in Italia, un adulto su quattro nel corso della vita è interessato da un episodio di depressione maggiore, le donne risultano più a rischio degli uomini (il 12,8% delle donne italiane è colpito da depressione contro il 5,9% degli uomini). Secondo l’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) la malattia della depressione rappresenterà nel 2020 la seconda causa di disabilità nel mondo, dopo le patologie cardiache. La depressione sta quindi diventando un problema serio che coinvolge famiglie e mondo del lavoro e non si tratta di un problema di facile soluzione: una persona depressa su 3 lo è ancora dopo un anno di terapia di cura, una su 10 deve continuare la terapia di cura per la depressione dopo 5 dal primo episodio, oltre la metà delle persone colpite da depressione grave ha una ricaduta nell’ arco della sua esistenza. Oltre alla depressione, l’ insorgere di altre malattie croniche (come ipertensione, diabete e tumore) peggiora la qualità di vita, la salute e il benessere delle persone.

Le terapie di cura per la depressione, non alleviano immediatamente i sintomi della depressione: il malato può avvertire prima gli effetti collaterali dei farmaci, come quelli gastrointestinali e sul sonno, ma anche disturbi della sfera sessuale e un aumento di peso che spesso portano all’ interruzione del trattamento. Per questo la ricerca è orientata su approcci terapeutici innovativi per la cura della depressione grave, che offrano una risposta più rapida e più ampia.
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Crisi economica e disoccupazione: perdere il lavoro mette a rischio la salute con depressione e stati d’ ansia

crisi-economica-e-disoccupazione-perdere-il-lavoro-mette-a-rischio-la-salute-con-depressione-e-stati-d-ansiaL’ attuale crisi economica, il precariato, l’ aumento della disoccupazione e la perdita del lavoro non mettono a rischio solo la condizione economica della persona, ma anche la salute e il benessere.

LA RICERCA STATUNITENSE SUI RISCHI PER LA SALUTE DOVUTI ALLA PERDITA DEL LAVORO

Uno studio condotto da ricercatori statunitensi della University at Albany di New York ribadisce con dati alla mano che perdere il proprio lavoro a causa di un licenziamento o della chiusura dell’ azienda comporta un maggior rischio d’ incidenza di svariati disturbi come: ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari e disturbi di natura psicologica.
La ricerca statunitense è stata condotta su un campione di 8125 impiegati statunitensi effettuata da Kate Strully e dai suoi colleghi del Dipartimento di Sociologia della University at Albany e pubblicata sulla rivista Demography.
Dall’ analisi dei dati è emerso che rispetto agli impiegati che mantengono ben saldo il proprio posto di lavoro, coloro che perdono il lavoro a causa della chiusura della propria azienda hanno una probabilità maggiore dell’ 83% di veder peggiorata la propria condizione di salute. La probabilità aumenta invece del 43% nel caso di licenziamento imposto dal datore di lavoro.
Avere un lavoro rappresenta una condizione essenziale per il mantenimento del benessere fisico e psicologico. Perdere il lavoro comporta infatti, oltre al danno finanziario ed economico, la privazione di un proprio status sociale che contribuisce al mantenimento di una buona salute psicofisica.

GIOVANI: UNA FASCIA A RISCHIO DEPRESSIONE E STATI D’ ANSIA PER LA PERDITA DEL LAVORO E PER IL PRECARIATO

In un articolo apparso sulla rivista British Medical Journal, Danny Dorling della University of Sheffield in Inghilterra, sottolinea come la fascia più a rischio siano i giovani che tendono ad accusare la perdita del lavoro in maniera più accentuata rispetto agli adulti, riportando maggiormente sintomi d’ ansia o disturbi di natura depressiva.
Ed è proprio sui giovani che, secondo Danny Dorling, dovrebbero concentrarsi gli sforzi della società moderna in un periodo di forte crisi economica come quello attuale.
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