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Scoperta e curata una nuova forma di tumore maligno all’ occhio: tumore alla ghiandola lacrimale dell’ occhio

Il chirurgo oculoplastico Francesco Bernardini di Genova ha descritto per la prima volta sulla rivista Ophtalmology una forma molto aggressiva di tumore alla ghiandola lacrimale dell’ occhio. Grazie alla pubblicazione, la scoperta sarà ora divulgata fra gli specialisti di tutto il mondo. La scoperta pubblicata su Ophthalmology, la più prestigiosa rivista scientifica al mondo per oculisti, riguarda un nuovo tumore dell’ orbita oculare. Si tratta di una forma di tumore molto aggressiva che interessa la ghiandola lacrimale dell’ occhio, localizzata nell’ orbita oculare. E’ un tumore maligno dell’ occhio subdolo e molto aggressivo che si presenta con sintomi come abbassamento della palpebra (ptosi), visione doppia (diplopia) e dolori oculari (dolori all’ occhio). Si tratta di una forma tumorale alla ghiandola lacrimale (la ghiandola che deve tenere costantemente lubrificato l’ occhio), descritta dal dottor Francesco Bernardini (chirurgo oculoplastico di Genova) con la collaborazione di Oscar Croxatto (patologo oculare di fama mondiale di Buenos Aires). Il dottor Francesco Bernardini, che ha alle spalle anni di studio e perfezionamento continuo sia in Italia sia negli Stati Uniti, è anche un revisore di Ophthalmology che valuta o meno la validità dei testi da pubblicare.
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Cura della Ptosi congenita nei bambini: difetto della palpebra degli occhi che non si apre completamente

cura-della-ptosi-congenita-nei-bambini-difetto-della-palpebra-degli-occhi-che-non-si-apre-completamenteLa ptosi infantile è un disturbo che si verifica quando un bambino nasce con una o due palpebre degli occhi “basse”. La soluzione alla ptosi infantile è chirurgica e l’ intervento va effettuato entro i 5-6 anni di età.
La ptosi infantile nei bambini si verifica quando la palpebra dell’ occhio non si apre completamente; in questi casi è necessario l’ intervento di un chirurgo: la pstosi infantile è infatti un disturbo da curare prima dei 6 anni di età per non correre il rischio di avere danni irreversibili alla vista del bambino.
Nella ptosi infantile può capitare che una o entrambe le palpebre degli occhi non funzionino a dovere e quindi non si sollevino completamente. Il disturbo si chiama ptosi congenita e colpisce il neonato dalla nascita.
La ptosi congenita non è da mettere in relazione a traumi da parto o a malattie neurologiche sistemiche, ma è causata da una distrofia localizzata del muscolo elevatore della palpebra che non funziona e ostruisce meccanicamente l’ asse visivo impedendo un normale sviluppo della vista. Può colpire un occhio solo oppure entrambi gli occhi. In quest’ ultimo caso i bambini sono costretti a sollevare il mento per poter avere una visuale migliore. Inoltre, in quasi tutti i bambini, la ptosi arriva a determinare anche un difetto visivo: l’ astigmatismo.

CURA DELLA PTOSI INFANTILE CONGENITA: L’ INTERVENTO CHIRURGICO NEI BAMBINI ENTRO I 5 ANNI

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