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Malattie ereditarie: prevenire la trasmissione della fibrosi cistica con il test genetico prima della gravidanza

Evitare la trasmissione della fibrosi cistica al proprio figlio è oggi possibile grazie allo screening genetico prima della gravidanza.

MALATTIE EREDITARIE PREVENZIONE DELLA FIBROSI CISTICA: IL TEST PRIMA DELLA GRAVIDANZA

La fibrosi cistica si può combattere oggi fin dal concepimento: fin dal momento in cui una coppia pensa di avere un figlio. Soprattutto le coppie che si rivolgono ad un centro medico per la procreazione medico assistita e per affrontare i problemi legati all’ infertilità vengono invitate a seguire un percorso di esami specifici: alcune forme di sterilità maschile sono infatti causate da una “lieve” fibrosi cistica che causa la mancanza dei dotti deferenti, cioè i canali nell’ apparato genitale dove transitano gli spermatozoi. Ma anche le coppie che non hanno problemi di infertilità possono eseguire il test genetico che serve a diminuire il rischio di diffusione di questa malattia, cercando di evitare che due portatori sani possano avere figli malati. La fibrosi cistica è infatti una malattia estremamente diffusa: basti pensare che, statisticamente, almeno una persona ogni 30 è portatrice sana di fibrosi cistica e ogni anno in Italia nascono quasi 200 bambini (una media di 4 ogni settimana) con una forma di fibrosi cistica. In media in Europa, ogni 2.500-3.000 neonati sani, uno è malato.
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I test prima della gravidanza per le malattie ereditarie: fibrosi cistica, atrofia muscolo-spinale, sordità congenita

Sono tanti e sempre più richiesti i test genetici che offrono informazioni preziose sulle malattie ereditarie, anche su quelle nascoste. I test genetici oggi a disposizione si basano sulla medicina mo­lecolare: ogni molecola del nostro Dna, infatti, è come un “diario” degli eventi che accadranno. I nostri geni racchiudono pre­ziose informazioni sulla predisposizione (o la resistenza) alle malattie e sull’ eventuali­tà di trasmetterle ai figli. Grazie ai test genetici, da eseguire con esami ormai noti come la villocentesi in gravidanza, si possono diagnosticare ano­malie genetiche e malformazioni fetali. In particolare, i test dell’ amniocentesi e della villocentesi in gravidanza servono per diagnisticare la sindrome di Down (per ulteriori informazioni sui test dell’ amniocentesi e della villocentesi, leggere anche l’ articolo correlato, Cliccare qui: Sindrome di Down e gravidanza: i test di amniocentesi e di villocentesi. Diagnosi prenatale Sindrome di Down).

I test genetici possono anche essere eseguiti prima di programmare una gravidanza, per escludere di essere portatori di malattie trasmissibili. Dal 2000, il ricorso ai test genetici prenatali è au­mentato in Italia. I test genetici sono costosi (anche per il Servizio sanita­rio nazionale) e complessi, perciò devono sempre esse­re accompagnati dalla consulenza di un genetista che indirizzi la coppia verso gli esami davvero necessari e la aiuti a interpretarne l’ esito.
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Gravidanza e salute del neonato: screening neonatale, test di Apgar, ecografia alle anche, prove di udito

Subito dopo la nascita, oggi vengono effettuati i primi Test al neonato: si tratta di esami di routine che si fanno ai bam­bini appena nati per valutare lo stato di salute generale. Ecco quindi una guida per le donne in gravidanza e per le future mamme.

IL TEST DI APGAR PER VALUTARE LA SALUTE DEL NEONATO

Il primo e più importate esame medico che viene fatto al neonato subito dopo la nascita è l’ indice di Apgar: si tratta della valutazione di una serie di parametri che, attra­verso un punteggio, fornisce una stima della salute del neonato. L’ indice di Apgar prende il nome da un’ anestesista statunitense che lo mise a punto negli anni ’50 e ancora adesso è un test riconosciuto e utilizzato dai neonatologi di tutto il mondo. Nell’ indice di Apgar, ogni let­tera che costituisce il nome di questo Test indica uno dei parametri va­lutati. Ciascun parametro può avere un punteggio che va da 0 a 2.

La A indica l’ aspetto della cute (la lettera A sta per “appearance”):
- se la pelle del neonato è di colore roseo o ros­siccio il punteggio è 2;
- se la pelle del neonato è tendente al blu, solitamente lo è per problemi di respirazione o cardiaci, e si ha 1 punto;
- se la pelle del enonato è bianco pallida si attribuisce un punteggio 0.
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Salute donna in gravidanza: diabete gravidico, test e dieta ipoglicemica per la salute della donna

Il 5% delle donne in gravidanza, tra la 24esima e la 28esima settimana, va incontro al cosiddetto diabete gravidico, causato dagli ormoni placentari che rendono meno efficace l’ azione dell’ insulina (l’ ormone secreto dal pancreas per metabolizzare gli zuccheri).

In questo periodo della gravidanza, è quindi importante fare il cosiddetto esame della minicurva da carico. Durante l’ esame, la donna fa tre piccoli prelievi di sangue per misurare la glicemia a digiuno, dopo un’ ora e dopo due ore aver bevuto 75 ml di glucosio.

Se i valori sono “sballati” si prescrive una dieta ipoglicemica, tarata sulle 1800 calorie giornaliere, che “taglia” gli zuccheri semplici (come i dolci e la frutta zuccherina) e che dev’ essere seguita fino alla fine della gravidanza, pena il rischio che il bambino nasca con un peso superiore ai 4,5 chili o vada incontro a sofferenza durante il travaglio.

Conclusa la gravidanza l’ allarme rientra, ma chi ha avuto il diabete gravidico è più a rischio di “ricadute” dopo i 50 anni.

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Le fasi della gravidanza: i cambiamenti fisici della donna e gli stati d’ animo durante il periodo della gravidanza

Le fasi della gravidanza i cambiamenti fisici della donna e gli stati d animo durante il periodo della gravidanzaI nove mesi di attesa durante la gravidanza costituiscono un percorso di cambiamento importante per la donna. Per ogni donna l’ inizio di una gravidanza (soprattutto se si tratta della prima gravidanza) è l’ inizio di un viaggio impegnativo che prepara la donna alla grande trasformazione da figlia a madre e all’ incontro con il proprio bambino.
Durante il periodo della gravidanza la donna subisce una modificazione ormonale che comporta un aumento della sua sensibilità: in gravidanza la donna avverte di più le emozioni (che appaiono come dilatate), siano esse paura, rabbia, tristezza, malinconia, piacere, gioia. Durante la gravidanza è come se la donna vedesse il mondo con gli occhi sensibili e stupiti del bambino; proprio questa “regressione” permette in seguito alla donna di identificarsi col proprio bambino, e quindi di comprenderlo e di indovinarne i bisogni anche se espressi attraverso un semplice vagito. Tale regressione alle emozioni, se da un lato permette alla madre di sintonizzarsi con il bambino, dall’ altro comporta la comparsa di stati d’ animo e comportamenti quali: la necessità di essere accudita e coccolata, le famose voglie, una certa fragilità legata anche a sbalzi d’ umore, un riavvicinarsi alla propria madre.

LE FASI DELLA GRAVIDANZA: gli stati d’ animo della donna e i cambiamenti fisici

IL PRIMO TRIMESTRE DELLA GRAVIDANZA
Durante il primo trimestre di gravidanza la donna è impegnata nell’ accettazione della gravidanza stessa. Anche nel caso in cui la gravidanza è stata programmata e attesa insieme al proprio partner, nella donna si innescano alcuni processi di ambivalenza accettazione-rifiuto. La donna cambia forma, peso e di conseguenza cambia anche il rapporto con il proprio corpo e con l’ ambiente circostante. La pancia è l’ elemento distintivo della gravidanza e su di essa possono nascere le nuove paure della donna: potrò continuare a piacere ? Tornerò come prima ? Sono paure molte comuni pre le donne in gravidanza.
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Sindrome di Down e gravidanza: i test di amniocentesi e di villocentesi. Diagnosi prenatale Sindrome di Down

Sindrome di Down e gravidanza i test di amniocentesi e di villocentesi. Diagnosi prenatale Sindrome di DownLa sindrome di Down prende il nome dal medico Langdon Down, che nel 1866 la riconobbe per primo: chi soffre di sindrome di Down, ha 47 cromosomi nel nucleo di ogni cellula invece di 46. Il cromosoma in più che causa la sindrome di Down è il cromosoma numero 21: da qui nasce il termine “Trisomia 21″. Il fatto che la causa della sindrome di Down sia di tipo genetico, non vuol dire eredi­tario: la sindrome di Down è una patologia ereditaria solo nel 2% dei casi.
La conseguenza dell’ alterazione cromosomica della sindrome di Down porta ad un grado variabile di ritardo nello sviluppo mentale, fisico e motorio del bambino. La presenza della sindrome di Down è diagnosticabile nel neonato con un’ analisi cromosomica fatta su un prelievo di sangue, e attraverso una serie di caratteristiche riscontrabili dal pediatra, di cui la più nota è il taglio a mandorla degli occhi nei bambini con sindrome di Down.
Le probabilità di avere un bambino con sindrome di Down aumentano con l’ aumentare dell’ età della madre.

SINDROME DI DOWN E GRAVIDANZA: i test prenatali

Gli accertamenti prenatali (durante la gravidanza e prima della nascita del bambino) sono eseguibili senza necessità di ricovero ospedaliero, e sono di due tipi: diagnostici e statistici.
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Test in gravidanza e controlli medici: quando ricorrere ai test dell’ Amniocentesi e della Villocentesi in gravidanza

test-in-gravidanza-e-controlli-medici-quando-ricorrere-ai-test-dell-amniocentesi-e-della-villocentesi-in-gravidanzaMai come in gravidanza una donna che gode di buona salute viene sottoposta a una serie infinita di controlli, visite mediche ed esami diagnostici. I controlli servono oggi per avere l’ altissima probabilità che mamma e neonato sopravvivano in salute a eventi critici che possono verificarsi durante la gravidanza, il parto e nei primi mesi di vita del bambino.
Il primo trimestre di gravidanza è all’ insegna delle prime indagini e dei primi controlli medici per un buon inizio. Oltre alla misurazione di pressione arteriosa, emocromo, glicemia, transaminasi ed esame delle urine per indagare eventuali anemie, diabete, funzionalità del fegato e dei reni, sono indicati anche i test di coagulazione del sangue per prevenire il rischio trombosi, più alto in gravidanza.
Poi ci sono i test per sapere se ci sono state, in passato, o sono in corso alcune malattie infettive come la rosolia, la toxoplasmosi, il citomegalovirus, l’ epatite B o il virus dell’ HIV, che possono danneggiare lo sviluppo del feto in gravidanza o infettare il neonato.
A questo si aggiunge la verifica dei gruppo sanguigno e del fattore Rh materno: se è negativo e quello del padre e del bambino sono positivi, ci possono essere problemi di incompatibilità tra sangue materno e sangue fetale e può rendersi necessaria una terapia con immunoglobuline anti-fattore Rh positivo dopo il parto.
Nei due trimestri successivi della gravidanza, alcuni di questi controlli si ripetono; in particolare, l’ esame delle urine, l’ emocromo, la glicemia e i test per rosolia e toxoplasmosi se la mamma non è immune.
In vista del parto si aggiungono nuovi controlli per epatite B e HIV, più il tampone per lo Streptococco agalactiae che, se è presente, può essere trasmesso al bambino al momento della nascita e può provocargli un’ infezione grave, evitabile sottoponendo la mamma durante il parto ad un trattamento con antibiotico.
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