test villocentesi gravidanza

I test prima della gravidanza per le malattie ereditarie: fibrosi cistica, atrofia muscolo-spinale, sordità congenita

Sono tanti e sempre più richiesti i test genetici che offrono informazioni preziose sulle malattie ereditarie, anche su quelle nascoste. I test genetici oggi a disposizione si basano sulla medicina mo­lecolare: ogni molecola del nostro Dna, infatti, è come un “diario” degli eventi che accadranno. I nostri geni racchiudono pre­ziose informazioni sulla predisposizione (o la resistenza) alle malattie e sull’ eventuali­tà di trasmetterle ai figli. Grazie ai test genetici, da eseguire con esami ormai noti come la villocentesi in gravidanza, si possono diagnosticare ano­malie genetiche e malformazioni fetali. In particolare, i test dell’ amniocentesi e della villocentesi in gravidanza servono per diagnisticare la sindrome di Down (per ulteriori informazioni sui test dell’ amniocentesi e della villocentesi, leggere anche l’ articolo correlato, Cliccare qui: Sindrome di Down e gravidanza: i test di amniocentesi e di villocentesi. Diagnosi prenatale Sindrome di Down).

I test genetici possono anche essere eseguiti prima di programmare una gravidanza, per escludere di essere portatori di malattie trasmissibili. Dal 2000, il ricorso ai test genetici prenatali è au­mentato in Italia. I test genetici sono costosi (anche per il Servizio sanita­rio nazionale) e complessi, perciò devono sempre esse­re accompagnati dalla consulenza di un genetista che indirizzi la coppia verso gli esami davvero necessari e la aiuti a interpretarne l’ esito.
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Sindrome di Down e gravidanza: i test di amniocentesi e di villocentesi. Diagnosi prenatale Sindrome di Down

Sindrome di Down e gravidanza i test di amniocentesi e di villocentesi. Diagnosi prenatale Sindrome di DownLa sindrome di Down prende il nome dal medico Langdon Down, che nel 1866 la riconobbe per primo: chi soffre di sindrome di Down, ha 47 cromosomi nel nucleo di ogni cellula invece di 46. Il cromosoma in più che causa la sindrome di Down è il cromosoma numero 21: da qui nasce il termine “Trisomia 21″. Il fatto che la causa della sindrome di Down sia di tipo genetico, non vuol dire eredi­tario: la sindrome di Down è una patologia ereditaria solo nel 2% dei casi.
La conseguenza dell’ alterazione cromosomica della sindrome di Down porta ad un grado variabile di ritardo nello sviluppo mentale, fisico e motorio del bambino. La presenza della sindrome di Down è diagnosticabile nel neonato con un’ analisi cromosomica fatta su un prelievo di sangue, e attraverso una serie di caratteristiche riscontrabili dal pediatra, di cui la più nota è il taglio a mandorla degli occhi nei bambini con sindrome di Down.
Le probabilità di avere un bambino con sindrome di Down aumentano con l’ aumentare dell’ età della madre.

SINDROME DI DOWN E GRAVIDANZA: i test prenatali

Gli accertamenti prenatali (durante la gravidanza e prima della nascita del bambino) sono eseguibili senza necessità di ricovero ospedaliero, e sono di due tipi: diagnostici e statistici.
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Test in gravidanza e controlli medici: quando ricorrere ai test dell’ Amniocentesi e della Villocentesi in gravidanza

test-in-gravidanza-e-controlli-medici-quando-ricorrere-ai-test-dell-amniocentesi-e-della-villocentesi-in-gravidanzaMai come in gravidanza una donna che gode di buona salute viene sottoposta a una serie infinita di controlli, visite mediche ed esami diagnostici. I controlli servono oggi per avere l’ altissima probabilità che mamma e neonato sopravvivano in salute a eventi critici che possono verificarsi durante la gravidanza, il parto e nei primi mesi di vita del bambino.
Il primo trimestre di gravidanza è all’ insegna delle prime indagini e dei primi controlli medici per un buon inizio. Oltre alla misurazione di pressione arteriosa, emocromo, glicemia, transaminasi ed esame delle urine per indagare eventuali anemie, diabete, funzionalità del fegato e dei reni, sono indicati anche i test di coagulazione del sangue per prevenire il rischio trombosi, più alto in gravidanza.
Poi ci sono i test per sapere se ci sono state, in passato, o sono in corso alcune malattie infettive come la rosolia, la toxoplasmosi, il citomegalovirus, l’ epatite B o il virus dell’ HIV, che possono danneggiare lo sviluppo del feto in gravidanza o infettare il neonato.
A questo si aggiunge la verifica dei gruppo sanguigno e del fattore Rh materno: se è negativo e quello del padre e del bambino sono positivi, ci possono essere problemi di incompatibilità tra sangue materno e sangue fetale e può rendersi necessaria una terapia con immunoglobuline anti-fattore Rh positivo dopo il parto.
Nei due trimestri successivi della gravidanza, alcuni di questi controlli si ripetono; in particolare, l’ esame delle urine, l’ emocromo, la glicemia e i test per rosolia e toxoplasmosi se la mamma non è immune.
In vista del parto si aggiungono nuovi controlli per epatite B e HIV, più il tampone per lo Streptococco agalactiae che, se è presente, può essere trasmesso al bambino al momento della nascita e può provocargli un’ infezione grave, evitabile sottoponendo la mamma durante il parto ad un trattamento con antibiotico.
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