Tra le malattie a trasmissione sessuale (cioè attraverso rapporti sessuali non protetti dal profilattico), l’ HPV (papilloma virus) riguarda sia le donne che gli uomini. Nelle donne, il papilloma virus può portare al tumore al collo dell’ utero. Ma l’ HPV (papilloma virus) riguarda anche un numero sempre maggiore di uomini e rappresenta quindi anche una patologia maschile. Il 16% degli uomini risulta infatti positivo al test del papilloma virus e lo può trasmettere alla partner attraverso rapporti sessuali non protetti dal profilattico. La ricerca sui nuovi casi di HPV (papilloma virus) in Italia, presentata a Modena al congresso della Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (Siams), ha dato l’ avvio ad un progetto pilota per la vaccinazione dell’ uomo contro il papilloma virus (HPV). Il virus è pericoloso anche per gli uomini e può provocare cancro rettale e al pene (tumore al retto e al pene nell’ uomo). Il papilloma virus è anche responsabile di oltre il 40 % dei tumori oro-faringeo e alle tonsille. L’ HPV (papilloma virus) causa inoltre la condilomatosi genitale (verruche genitali da Hpv), che in Italia registra fra i 200 e i 250 mila nuovi casi all’ anno, sia negli uomini che nelle donne, e costituisce il 30% delle malattie sessualmente trasmesse. Il papilloma virus influisce anche in modo negativo sulla fertilità sia dell’ uomo che della donna (porta cioè all’ infertilità sia nell’ uomo che nella donna).
trasmissione malattie sessuali
Sintomi Papilloma Virus (HPV) e cura nell’ uomo e nella donna. Papilloma virus nell’ uomo e tumore al pene
Nuovi casi di Hiv in Italia tra i giovani dai 14 ai 24 anni. Rischio contagio Hiv e il vaccino Tat per l’ Aids
L’ Aids è una malattia a trasmissione sessuale dovuta al virus dell’ Hiv. L’ Aids (sindrome da immunodeficienza acquisita) rappresenta lo stadio clinico terminale dell’ infezione da parte del virus dell’ immunodeficienza umana Hiv. Anche se le campagne mediatiche sul rischio Hiv sono (purtroppo) diminuite, l’ Aids rimane un’ emergenza anche in Italia. La Giornata Mondiale contro l’ Aids, indetta ogni anno il 1 Dicembre, è un importante momento di informazione sulla tematica dell’ Aids e della salute. La scelta del 1 Dicembre per la Giornata Mondiale contro l’ Aids non è casuale: il primo caso di Aids è stato diagnosticato il 1 Dicembre 1981. A distanza di quasi 30 anni dall’ inizio dell’ epidemia non si sono ancora fermati i casi di contagio da Hiv e, purtroppo, di Aids si continua ancora oggi a morire. La medicina ha fatto certamente dei progressi per la cura dell’ Hiv grazie alle terapie antiretrovirali, che pur non permettendo la guarigione consentono almeno di tenere sotto controllo l’ infezione da Hiv. Ma l’ emergenza Aids resta. Anche nei paesi industrializzati come l’ Italia infatti, la maggioranza delle persone infette da Hiv non è consapevole di esserlo: il virus dell’ Hiv è inizialmente asintomatico e questo rappresenta una grave minaccia nella propagazione del virus. E’ molto importante sottoporsi al test per l’ Hiv in caso di rapporti sessuali a rischio non protetti da preservativo. L’ uso del profilattico è una precauzione imprescindibile per evitare scambi di virus e batteri attraverso i rapporti sessuali. I giovani oggi sono una delle categorie a più alto rischio di infezione da virus HIV. Negli ultimi anni sono aumentati i casi di nuove infezioni con virus HIV tra i giovani di età compresa tra i 14 e i 24 anni. Molti giovani, infatti, vengono contagiati dal virus dell’ Hiv proprio durante i primi rapporti sessuali non protetti da preservativo.
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Malattie a trasmissione sessuale: Papilloma Virus, Clamidia, Epatite B, Hiv e Aids, Herpes Genitale
Le malattie trasmesse sessualmente possono colpire chiunque abbia rapporti sessuali con persone a rischio non protetti dal preservativo. Nei rapporti a rischio di contagio, sono però le donne a correre il rischio maggiore. La cosa migliore è prevenire le malattie a trasmissione sessuale evitando i rappoari a rischio ed usando il profilattico. Sono infatti molte (e spesso poco conosciute) le malattie trasmesse per via sessuale: oltre al virus dell’ Hiv e all’ Aids, anche l’ epatite B, le verruche genitali, l’ herpes genitale, la clamidia e la tricomoniasi sono malattie a trasmissione sessuale. La maggior parte di queste malattie sono causate da microrganismi che riescono a penetrare attraverso i tessuti che circondano i genitali esterni, la vagina, l’ uretra, la bocca e l’ ano. Comportamenti sessuali a rischio e la comparsa di organismi resistenti, favoriscono questo tipo di infezioni a trasmissione sessuale. Le malattie trasmesse per via sessuale possono essere contratte anche tramite altre pratiche, come l’ uso comune delle stesse siringhe (contatto con sangue infetto). È invece più improbabile rimanere contagiati dal contatto con i sanitari (specie quelli pubblici) e le maniglie poco pulite: virus e batteri infatti non sopravvivono al contatto con l’ aria. Nel caso in cui in una coppia uno dei due partner abbia contratto una malattia a trasmissione sessuale, entrambi i partner devono necessariamente curarsi.
MALATTIE A TRASMISSIONE SESSUALE: LA DONNA è PIù A RISCHIO CONTAGIO
Donne e Vaccino contro il Papilloma Virus (HPV): malattie a trasmissione sessuale e tumore dell’ utero
La vaccinazione contro l’ HPV (papilloma virus) è molto importante per la salute della donna. Da alcuni anni è ormai accertato che il carcinoma del collo uterino (tumore dell’ utero) è associato alla presenza del virus HPV (virus umano del papilloma) nel 99,7% dei casi. In particolare, due ceppi del papilloma virus (16 e 18) ad alto rischio oncogeno (cioè ad elevato rischio di tumore al collo dell’ utero) sono presenti nel 70% dei tumori uterini. Ne deriva che, in assenza del virus HPV, non c’è rischio di tumore al collo dell’ utero, dato che il virus HPV è la causa stessa dello sviluppo del tumore.
Il virus HPV (papilloma virus) è trasmesso prevalentemente per via sessuale e per contatti intimi genitali. Per la salute della donna, è preferibile vaccinarsi contro l’ HPV il più precocemente possibile, prima dell’ esordio sessuale. L’ età iniziale per la vaccinazione contro l’ HPV (papilloma virus) è 9 anni. Tuttavia, tra i 13 e i 19 anni la vaccinazione contro l’ HPV è raccomandata. Il vaccino contro il papilloma virus è gratuito per le dodicenni. Dopo la prima dose di vaccino devono essere ripetute altre 2 dosi, a 2 e 6 mesi di distanza. Il vaccino contro il pailloma virus è sicuro, efficace e innocuo.
L’ associazione del vaccino contro il papilloma virus e del Pap test previene l’ 80% dei tumori del collo dell’ utero.
Dal virus dell’ Hiv ai sintomi dell’ Aids: i nuovi sieropositivi sono manager e ragazzini che non usano il preservativo
II virus dell’ Hiv miete ancora vittime, non solo in Africa ma anche a casa nostra e nei nostri “letti”.
L’ Aids c’è e si continua a diffondere anche nei Paesi Occidentali, compiici i “tradimenti di una notte” e la superficialità di tanti uomini “sani” che non usano precauzioni e preservativo. Sono infatti sempre più gli uomini eterosessuali “insospettabili” a contrarre il contagio del virus dell’ Hiv. Oggi l’ Aids non è un problema da “terzo mondo”, o confinato solo a chi si droga, come invece molti pensano in modo superficiale. La realtà è ben diversa.
In Italia i sieropositivi che hanno contratto il virus dell’ Hiv sono concentrati per un terzo in Lombardia (metà a Milano). Si intende per sieropositivi coloro che hanno contratto il virus Hiv ma che non hanno ancora sviluppato la malattia dell’ Aids. Le persone che hanno contratto il virus dell’ Hiv non hanno sintomi, ma sono in grado di trasmettere il virus agli altri. E gli uomini infetti dal virus dell’ Hiv in Italia sono il doppio delle donne.
I NUOVI SIEROPOSITIVI COL VIRUS DELL’ HIV: MANAGER E RAGAZZINI CHE NON USANO IL PRESERVATIVO (“scappatelle” e tradimenti)
Ma chi sono i nuovi sieropositivi che contraggono il virus dell’ Hiv ? Sono persone “normali”, eterosessuali e “insospettabili”: il manager e il ragazzino alle prime armi. Il 50% dei casi di Hiv in Italia riguarda uomini di 40-50 anni che, viaggiando spesso per lavoro, si concedono una “scappatella”. Oppure si tratta di ragazzini alle prime armi, che non vogliono usare il preservativo perché crea “difficoltà”. Queste persone hanno una cosa in comune: credono che le donne con cui hanno rapporti sessuali non protetti siano automaticamente sane. Come può infatti una bella ragazza, che ha un lavoro normale o che condivide lo stesso ambiente sociale essere malata ? Così come si pensa (erroneamente e superficialmente) che fare sesso occasionale solo per una volta senza preservativo, non necessariamente porti ad un contagio per Hiv.
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Contraccettivi: metodi anticoncezionali. Pillola, spirale, diaframma, profilattico. Sicurezza dei contraccettivi
I metodi anticoncezionali che impediscono la gravidanza indesiderata hanno avuto una grande evoluzione nel corso degli anni, grazie anche ad un diverso modo di intendere il sesso e il rapporto di coppia. L’ uso dei metodi contraccettivi si è infatti largamente diffuso in Occidente perché gli anticoncezionali sono diventati sicuri, efficaci ed innocui. Ogni metodo anticoncezionale ha però un diverso livello di sicurezza contro la gravidanza indesiderata e non tutti i contraccettivi proteggono dalle malattie a trasmissione sessuale.
CONTRACCETTIVI INTRAUTERINI – LA SPIRALE: un metodo anticoncezionale femminile da usare dopo i 30 anni
I contraccettivi intrauterini sono piccoli dispositivi di forme diverse, costituiti da un materiale flessibile e una cupoletta di metallo, che si collocano nella cavità uterina della donna. Hanno dei fili ad uno dei loro estremi, per controllarli ed estrarli facilmente in futuro.
SPIRALE: contaccettivo femminile. Come funziona, quanto dura e che sicurezza ha contro la gravidanza indesiderata
Di solito la spirale viene messa durante o subito dopo le mestruazioni, quando cioè si è certi di non essere in gravidanza. La spirale gisce su fronti diversi: fa sì che la cervice secerni più liquido, rendendo difficile l’ ingresso degli spermatozoi; altera il movimento delle tube di Falloppio, interferendo sull’ incontro delle cellule germinali femminili e maschili e se comunque si verifica la fecondazione, l’ endometrio impedisce l’ annidamento dell’ ovulo nell’ utero.
La durata della spirale come metodo contraccettivo oscilla tra i due e i cinque anni, ma deve essere comunque rimossa alcuni mesi prima della sua data di scadenza. L’ efficacia e la sicurezza della spirale come metodo contraccettivo è diventata maggiore negli anni, ma se fallisce e si verifica una gravidanza, le conseguenze per la donna posssono anche essere complicate, arrivando perfino a mettere a rischio la vita del feto e della madre.
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