virus hiv aids contagio

I test prima della gravidanza per le malattie ereditarie: fibrosi cistica, atrofia muscolo-spinale, sordità congenita

Sono tanti e sempre più richiesti i test genetici che offrono informazioni preziose sulle malattie ereditarie, anche su quelle nascoste. I test genetici oggi a disposizione si basano sulla medicina mo­lecolare: ogni molecola del nostro Dna, infatti, è come un “diario” degli eventi che accadranno. I nostri geni racchiudono pre­ziose informazioni sulla predisposizione (o la resistenza) alle malattie e sull’ eventuali­tà di trasmetterle ai figli. Grazie ai test genetici, da eseguire con esami ormai noti come la villocentesi in gravidanza, si possono diagnosticare ano­malie genetiche e malformazioni fetali. In particolare, i test dell’ amniocentesi e della villocentesi in gravidanza servono per diagnisticare la sindrome di Down (per ulteriori informazioni sui test dell’ amniocentesi e della villocentesi, leggere anche l’ articolo correlato, Cliccare qui: Sindrome di Down e gravidanza: i test di amniocentesi e di villocentesi. Diagnosi prenatale Sindrome di Down).

I test genetici possono anche essere eseguiti prima di programmare una gravidanza, per escludere di essere portatori di malattie trasmissibili. Dal 2000, il ricorso ai test genetici prenatali è au­mentato in Italia. I test genetici sono costosi (anche per il Servizio sanita­rio nazionale) e complessi, perciò devono sempre esse­re accompagnati dalla consulenza di un genetista che indirizzi la coppia verso gli esami davvero necessari e la aiuti a interpretarne l’ esito.
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Ragazze minorenni e pillola del giorno dopo. Adolescenti e rischio trasmissione delle malattie sessuali

Sempre più ragazze minorenni ricorrono alla pillola del giorno dopo. Per quanto riguarda il sesso, molti adolescenti improvvisano e rischiano. Tra i teenager italiani del nuovo secolo, il 27% non usa alcun anticoncezionale e la percentuale sale al 35% tra le sole ragazze. Sono i medici degli ospedali a lanciare l’ allarme: in ospedale, ogni week end arrivano a decine ragazzine impaurite a chiedere la pillola del giorno dopo, mentre si moltiplicano le malattie sessuali tra i giovanissimi. Invece di prevenire, gli adolescenti si affidano sempre di più alla contraccezione di emergenza (la pillola del giorno dopo) che negli ultimi anni ha visto un vero e proprio boom. C’è molta disinformazione tra gli adolescenti di oggi per quanto riguarda i metodi anticoncezionali e i rischi delle malattie a trasmissione sessuale nei rapporti senza uso del preservativo. In questa disinformazione, anche le istituzioni hanno la loro parte di “colpa”: in Italia mancano corsi di educazione sessuale nelle scuole, corsi che invece sono comuni in Europa. Il boom del ricorso della pillola del giorno dopo da parte di molte ragazze minorenni è dovuto anche al fatto che molti genitori non sono in grado di parlare ai figli di anticoncezionali e di sesso sicuro. Si arriva alla contraccezione di emergenza di massa in Italia perché non esiste educazione sessuale pubblica e perché la vecchia generazione non usa molto preservativi o pillola anticoncezionale. Così i teenager si arrangiano: nel 22% del casi si affidano al coito interrotto, nel 27% al preservativo e solo il 18% alla pillola anticoncezionale. Spesso i giovani si sentono immuni da rischi, non hanno il senso delle conseguenze dei loro gesti. E così, oltre al ricorso alla pillola del giorno dopo, sono proprio i più giovani a pagare l’ irresponsabilità: i nuovi casi di Hiv in Italia riguardano proprio i giovani dai 14 ai 24 anni.
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Nuovi casi di Hiv in Italia tra i giovani dai 14 ai 24 anni. Rischio contagio Hiv e il vaccino Tat per l’ Aids

L’ Aids è una malattia a trasmissione sessuale dovuta al virus dell’ Hiv. L’ Aids (sindrome da immunodeficienza acquisita) rappresenta lo stadio clinico terminale dell’ infezione da parte del virus dell’ immunodeficienza umana Hiv. Anche se le campagne mediatiche sul rischio Hiv sono (purtroppo) diminuite, l’ Aids rimane un’ emergenza anche in Italia. La Giornata Mondiale contro l’ Aids, indetta ogni anno il 1 Dicembre, è un importante momento di informazione sulla tematica dell’ Aids e della salute. La scelta del 1 Dicembre per la Giornata Mondiale contro l’ Aids non è casuale: il primo caso di Aids è stato diagnosticato il 1 Dicembre 1981. A distanza di quasi 30 anni dall’ inizio dell’ epidemia non si sono ancora fermati i casi di contagio da Hiv e, purtroppo, di Aids si continua ancora oggi a morire. La medicina ha fatto certamente dei progressi per la cura dell’ Hiv grazie alle terapie antiretrovirali, che pur non permettendo la guarigione consentono almeno di tenere sotto controllo l’ infezione da Hiv. Ma l’ emergenza Aids resta. Anche nei paesi industrializzati come l’ Italia infatti, la maggioranza delle persone infette da Hiv non è consapevole di esserlo: il virus dell’ Hiv è inizialmente asintomatico e questo rappresenta una grave minaccia nella propagazione del virus. E’ molto importante sottoporsi al test per l’ Hiv in caso di rapporti sessuali a rischio non protetti da preservativo. L’ uso del profilattico è una precauzione imprescindibile per evitare scambi di virus e batteri attraverso i rapporti sessuali. I giovani oggi sono una delle categorie a più alto rischio di infezione da virus HIV. Negli ultimi anni sono aumentati i casi di nuove infezioni con virus HIV tra i giovani di età compresa tra i 14 e i 24 anni. Molti giovani, infatti, vengono contagiati dal virus dell’ Hiv proprio durante i primi rapporti sessuali non protetti da preservativo.
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Malattie a trasmissione sessuale: Papilloma Virus, Clamidia, Epatite B, Hiv e Aids, Herpes Genitale

Le malattie trasmesse sessualmente possono colpire chiunque abbia rapporti sessuali con persone a rischio non protetti dal preservativo. Nei rapporti a rischio di contagio, sono però le donne a correre il rischio maggiore. La cosa migliore è prevenire le malattie a trasmissione sessuale evitando i rappoari a rischio ed usando il profilattico. Sono infatti molte (e spesso poco conosciute) le malattie trasmesse per via sessuale: oltre al virus dell’ Hiv e all’ Aids, anche l’ epatite B, le verruche genitali, l’ herpes genita­le, la clamidia e la tricomoniasi sono malattie a trasmissione sessuale. La maggior parte di queste malattie sono causate da micror­ganismi che riescono a penetrare attraverso i tessuti che circondano i genitali esterni, la vagina, l’ ure­tra, la bocca e l’ ano. Comportamenti sessuali a rischio e la comparsa di organismi resistenti, favoriscono questo tipo di infezioni a trasmissione sessuale. Le malattie trasmesse per via sessuale possono essere contratte anche tramite altre pratiche, come l’ uso comune delle stesse siringhe (contatto con sangue infetto). È invece più improbabile rimanere contagiati dal contatto con i sanitari (specie quelli pubblici) e le mani­glie poco pulite: virus e batteri infatti non sopravvivono al contatto con l’ aria. Nel caso in cui in una coppia uno dei due partner abbia contratto una malattia a trasmissione sessuale, entrambi i partner devono necessariamente curarsi.

MALATTIE A TRASMISSIONE SESSUALE: LA DONNA è PIù A RISCHIO CONTAGIO

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Dal virus dell’ Hiv ai sintomi dell’ Aids: i nuovi sieropositivi sono manager e ragazzini che non usano il preservativo

II virus dell’ Hiv miete ancora vittime, non solo in Africa ma anche a casa nostra e nei nostri “letti”.
L’ Aids c’è e si continua a diffondere anche nei Paesi Occidentali, compiici i “tradimenti di una notte” e la superficialità di tanti uomini “sani” che non usano precauzioni e preservativo. Sono infatti sempre più gli uomini eterosessuali “insospettabili” a contrarre il contagio del virus dell’ Hiv. Oggi l’ Aids non è un problema da “terzo mondo”, o confinato solo a chi si droga, come invece molti pensano in modo superficiale. La realtà è ben diversa.

In Italia i sieropositivi che hanno contratto il virus dell’ Hiv sono concen­trati per un terzo in Lombardia (metà a Milano). Si intende per sieropositivi coloro che hanno contrat­to il virus Hiv ma che non hanno ancora sviluppato la malattia dell’ Aids. Le persone che hanno contratto il virus dell’ Hiv non hanno sintomi, ma sono in grado di trasmettere il virus agli altri. E gli uomini infetti dal virus dell’ Hiv in Italia sono il doppio delle donne.

I NUOVI SIEROPOSITIVI COL VIRUS DELL’ HIV: MANAGER E RAGAZZINI CHE NON USANO IL PRESERVATIVO (“scappatelle” e tradimenti)

Ma chi sono i nuovi sieropositivi che contraggono il virus dell’ Hiv ? Sono persone “normali”, eterosessuali e “insospettabili”: il manager e il ragazzino alle prime armi. Il 50% dei casi di Hiv in Italia riguarda uomini di 40-50 anni che, viaggiando spes­so per lavoro, si concedono una “scappatella”. Oppure si tratta di ragazzini alle prime armi, che non vogliono usare il preservativo perché crea “difficoltà”. Queste persone hanno una cosa in comune: credono che le donne con cui hanno rapporti sessuali non protetti siano automaticamente sane. Come può infatti una bella ragazza, che ha un lavoro normale o che condivide lo stesso ambiente sociale essere malata ? Così come si pensa (erroneamente e superficialmente) che fare sesso occasionale solo per una volta senza pre­servativo, non necessariamente porti ad un contagio per Hiv.
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