Tatuaggi e allergie della pelle: rischi del tatuaggio. Evitare i tatuaggi all’ henné

Farsi decorare il corpo con i tatuaggi a scopo estetico è una scelta che può comportare alcuni rischi, ma basta applicare i giusti accorgimenti per evitarli.

Il potenziale cliente che in Italia o in qualsiasi luogo decida di sottoporsi ad un tatuaggio (soprattutto se si è all’estero) deve infatti farsi carico della propria salute, valutando l’ affidabilità del tatuatore attraverso una serie di parametri di igiene e sicurezza.

Tatuaggi e allergie della pelle

Quando si parla di tatuaggi si pensa al rischio di malattie serie come l’ epatite B, ma se ci si rivolge ad un tatuatore cosciente ed esperto, il pericolo non c’è. Infatti l’ epatite B è una malattia che si trasmette solo se il tatuatore utilizza strumenti non sterilizzati e già usati su una persona infetta.

Più concreta invece è l’eventualità di fenomeni di sensibilizzazione della pelle, con arrossamenti e vescicole. Queste reazioni cutanee sono spesso di origine allergica, scatenate dai colori usati per effettuare il tatuaggio, soprattutto quelli rossi e gialli.

Associazione tatuatori italiani: codice etico sanitario

L’ Associazione tatuatori italiani riuniti (A.t.i.r.) ha messo a punto un codice etico-sanitario al quale deve attenersi chi esercita questa professione:

- non tatuare minorenni, a meno che non sia presentato un assenso scritto da coloro che esercitano la patria potestà (genitori o tutore); è comunque vietato tatuare in ogni caso i minori di 14 anni e le persone che si trovano sotto effetto di alcol o di qualunque altra sostanza che renda anche parzialmente incapaci di intendere e di volere o che possa creare controindicazioni al tatuaggio; se il tatuatore stesso si trova sotto l’effetto di alcol o di qualunque altra sostanza che può diminuire o alterare le sue capacità, non deve assolutamente effettuare il tatuaggio;

- Il tatuatore è tenuto a sconsigliare o rifiutare l’ esecuzione di tatuaggi inadeguati o pericolosi per dimensioni, soggetto, zona cutanea sulla quale il cliente chiede siano eseguiti;

- il tatuatore deve informare sempre il cliente che il tatuaggio è indelebile ed eventualmente fargli firmare la dichiarazione di consapevolezza;

- il tatuatore ha l’obbligo di informare il cliente sui rischi di contrarre infezioni e malattie connesse alla pratica del tatuaggio, sui metodi adottati per la sterilizzazione degli strumenti, con le modalità descritte nel codice dell’ etica del tatuatore;

- il tatuatore non deve fingere esperienze e competenze professionali inesistenti ma deve sempre poter dimostrare la propria capacità professionale; il tatuatore deve infatti esporre in modo visibile nello studio il certificato di iscrizione all’ Associazione stessa e la copia del codice etico-sanitario;

- il tatuatore deve seguire tutte le norme igienico-sanitarie, comprese quelle previste dalle autorità locali dove svolge la propria attività, come l’uso di aghi e altri strumenti monouso, adottando tutti gli accorgimenti necessari per tutelare la salute del cliente; inoltre deve utilizzare sostanze coloranti sterili, atossiche e certificate dalle autorità sanitarie nazionali o estere;

- la zona di lavoro non deve essere accessibile a chiunque e deve essere separata dall’area estranea allo studio da almeno due porte, per evitare contaminazioni, inoltre deve essere sempre mantenuta pulita e igienizzata; nei locali è vietato fumare.

Come riconoscere l’ affidabilità del tatuatore

Chi intende farsi tatuare deve pensarci bene ed evitare tatuatori abusivi o inesperti. È quindi doveroso informarsi preventivamente sulla professionalità e la competenza del centro scelto e non farsi condizionare solo dal fattore economico, cercando di risparmiare sul costo della prestazione.
Per non finire in mani sbagliate ecco qualche semplice regola per essere certi di aver trovato il tatuatore giusto:

- esigere chiarimenti; il tatuatore deve essere disponibile a rispondere a tutte le domande del cliente e a far visionare (se richiesto) lo studio, gli strumenti usati per il tatuaggio, i sistemi di sterilizzazione e il relativo registro che riporta le date in cui è stata effettuata la disinfezione;

- firmare il consenso informato: è il documento che mette al corrente il cliente sui possibili inconvenienti del tatuaggio nel breve e lungo periodo, come arrossamenti, bruciore o allergie;

- scegliere una struttura idonea: nello studio ci devono essere aree separate per ogni tipo di attività (tatuaggio, piercing o altro); gli strumenti per il lavoro e la sterilizzazione devono essere riposti in una stanza a parte per motivi igienici, mentre la reception e la sala d’aspetto vanno divise dai laboratori, anche per ragioni di privacy;

- verificare che gli strumenti usati per effettuare il tatuaggio siano monouso: aghi, guanti, pinze o altro materiale devono essere usa e getta e la confezione deve essere aperta davanti al cliente perché possa rendersi conto che non è stato utilizzato prima da altri; devono essere monouso anche mascherina, camice e guanti indossati dal tatuatore;

- leggere le autorizzazioni: gli studi professionali devono avere esposte le autorizzazioni per l’attività rilasciate dalla Asl e l’inquadramento fiscale (per esempio la partita Iva), per dimostrare di essere in regola dal punto di vista fiscale;

- un buon tatuatore tiene uno schedario con l’elenco dei materiali utilizzati, che deve poter mostrare in caso di richiesta del cliente stesso.

Quando richiedere un risarcimento per un tatuaggio male eseguito

Come ci si può comportare se un tatuaggio è eseguito male? Bisogna tenere presente che soltanto un eventuale danno estetico causato da un tatuaggio male eseguito, in assenza di norme igienico-sanitarie o in luoghi non idonei, può dar luogo a un’ azione giudiziaria di risarcimento del danno. Se questo è il caso, sarà il giudice, dopo una consulenza medico-legale, a quantificare i danni subiti.

Evitare i tatuaggi temporanei all’ henné fatti in spiaggia: possono provocare allergia cutanea

I tatuaggi all’ hennè fatti spesso in spiaggia d’ estate sono disegni temporanei, ma spesso chi li esegue utilizza una sostanza, la parafenilendiamina, che viene aggiunta all’henné per aumentare la tonalità scura del tatuaggio stesso. Questa sostanza è responsabile di una forma di allergia che si manifesta con bruciore, prurito, eritema cutaneo e, nei casi più seri, con shock anafilattico: una reazione acuta che richiede l’immediato ricovero in ospedale.





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