Tiroidite autoimmune: di Hashimoto (ipotiroidismo), morbo di Basedow (ipertiroidismo-occhi sporgenti)

La tiroide è una ghiandola che si trova nella parte anteriore del collo. La sua funzione è di produrre alcuni ormoni, tra cui la tiroxina e la triiodotironina.
Queste sostanze entrano nel circolo sanguigno e partecipano al controllo di molti processi, in particolare alla regolazione della produzione di energia dell’ organismo, alla crescita delle cellule e dei diversi organi, allo sviluppo del cervello nel corso della vita fetale. Inoltre stimolano il metabolismo e aiutano a bruciare i grassi in eccesso.
Dipendono dal buon funzionamento della tiroide anche le funzioni cardiache, l’ acutezza mentale e la salute di pelle, capelli e unghie. Fondamentale per il corretto funzionamento della tiroide è lo iodio che entra a far parte della struttura chimica degli ormoni.


La tiroidite autoimmune è una malattia cronica della tiroide. Si dice autoimmune perché è caratterizzata dalla presenza nel sangue di anticorpi che si dirigono contro la tiroide.
Significa che il sistema di difese naturali dell’ organismo attacca la tiroide come se fosse un corpo estraneo, dando luogo ad una infiammazione che altera l’organo dal punto di vista della sua struttura e della funzionalità.

Le tiroiditi autoimmuni rappresentano una malattia molto frequente, che colpisce maggiormente le donne, soprattutto nell’ età media e avanzata.


La malattia è chiamata anche tiroidite di Hashimoto, dal nome del medico giapponese che per primo ha descritto un caso con caratteristiche peculiari.
Oggi viene più genericamente definita tiroidite autoimmune, in quanto esistono varianti che si differenziano per alcuni aspetti, ma che sono comunque accomunate dall’ alterazione immunitaria.

Cause della tiroidite autoimmune

Di questa malattia non si conoscono le cause scatenanti, ma ci sono diversi fattori che concorrono ad innescare la reazione autoimmune: una predisposizione genetica, fattori ormonali o ambientali.

A volte la tiroidite autoimmune può comparire dopo un’ infezione di diversa natura (di solito virale), che altera la struttura della tiroide e provoca una reazione del sistema di difesa dell’ organismo.

Sintomi della tiroidite autoimmune ed ipotiroidismo

Nelle fasi iniziali la malattia non provoca particolari sintomi né a livello della tiroide né a livello generale, perchè le alterazioni della struttura della ghiandola sono lievi e la produzione ormonale non viene alterata.
Ma, poiché di fatto l’ infiammazione non può essere arrestata con i farmaci, con il passare del tempo si osserva un graduale deterioramento della produzione ormonale.

Iniziali e lievi difetti di funzionamento della tiroide, individuabili solo attraverso il riscontro di minime alterazioni dei livelli ormonali nel sangue, spesso non determinano alcun sintomo, ma con il passare del tempo e con il progredire del danno della tiroide si arriva all’ ipotiroidismo conclamato.
L’ ipotiroidismo si manifesta con stanchezza eccessiva, difficoltà di concentrazione e rallentamento delle funzioni psichiche, sonnolenza, aumento progressivo e ingiustificato di peso, secchezza della pelle, ipersensibilità al freddo, perdita dei capelli e dei peli.
Quando si arriva a questa situazione, la tiroide è spesso atrofizzata, cioè molto ridotta di volume, perchè la maggior parte del tessuto della ghiandola è ormai distrutto.

Diagnosi della tiroidite autoimmune: i test medici

Per una diagnosi completa si devono effettuare gli esami del sangue in modo da ricercare i parametri caratteristici della tiroidite autoimmune, che sono gli anticorpi anti-tireoglobulina e anti-perossidasi.

E’ però indispensabile sottoporsi contemporaneamente ad un controllo della funzione tiroidea, che viene fatto sempre attraverso esami del sangue con il dosaggio del Tsh e della tiroxina (Ft4) e triiodotironina (Ft3).

Per valutare invece le alterazioni della struttura della tiroide è necessaria una ecografia, che evidenzia i cambiamenti della struttura del tessuto che la compone e l’ eventuale presenza di piccoli noduli o di aree infiammate.

Cura della tiroidite autoimmune: ipotiroidismo

La cura, che viene prescritta solo se si riscontrano alterazioni del funzionamento della ghiandola (cioè valori anomali di ormoni tiroidei), è l’ assunzione di tiroxina, cioè l’ ormone tiroideo.
Quest’ ormone si sostituisce a quello che la tiroide non riesce più a produrre adeguatamente, svolgendo le stesse funzioni.

Non esistono attualmente farmaci che bloccano invece la reazione autoimmune né si può in alcun modo prevenire questo tipo di malattia.
Nelle tiroiditi autoimmuni non è necessario intervenire chirurgicamente, proprio perché l’ organo tende per lo più a ridursi e non ad ingrandirsi.

Occhi sporgenti, morbo di Basedow e ipertiroidismo

Un’ altra forma di malattia autoimmune della tiroide è il morbo di Basedow. In questa malattia c’è una iperfunzionalità della tiroide, cioè un ipertiroidismo. I valori degli ormoni tiroidei nel sangue risultano quindi elevati.

Le manifestazioni e i sintomi dell’ ipertiroidismo sono affaticabilità, ansia, palpitazioni ed esoftalmo, cioè occhi sporgenti dalle orbite.
Sono frequenti anche l’ insonnia, il dimagrimento, i tremori, l’ intolleranza al calore.

Questo tipo di malattia viene curata con farmaci che diminuiscono l’ attività della tiroide e la quantità di ormoni tiroidei circolanti.





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