Troppi parti cesarei in Italia: dati Oms

Quaranta bambini su 100 in Italia nascono con un parto cesareo, ma soprattutto nel Sud la media sale a 60 bambini su 100. Questi numeri sono in costante aumento e si discostano sempre di più dalle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).
L’Italia ha infatti il record in Europa per parti cesarei e siamo addirittura terzi nel mondo, dopo Brasile e Messico.

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L’Oms considera fisiologico un 15% di parti cesarei, ma secondo i dati forniti dall’Osservatorio nazionale della salute della donna (O.n.d.a.), la “maglia nera” va alla Campania che ha il 60,5% di parti cesarei, a seguire Sicilia (52,4%), Molise (48,9%) e Puglia (47,7%).
Più “virtuose” Friuli Venezia Giulia, Toscana e Lombardia (24-28%).

Perché l’Italia si allontana così tanto dalle medie europee e del resto del mondo per i parti cesarei?
L’anomalo numero di parti chirurgici in Italia dipende da una serie di fattori. In Italia si fa una medicina difensiva, che non è quella finalizzata esclusivamente al bene del paziente, ma è tesa a cercare di coniugare il bene del paziente con la salvaguardia del medico dal punto di vista penale.
Negli altri Paesi, Italia e Messico esclusi, l’errore medico prevede anche il procedimento civile e si risolve, laddove sia dovuto, con il risarcimento del danno.
In Italia, invece, l’errore medico è sempre materia penale. E, anche se si celebra un processo soltanto per il 3% degli eventi denunciati, per mettersi al riparo i medici si difendono più del necessario.
Il risultato è un aumento delle prescrizioni di esami spesso inutili o inappropriati e, nel campo della salute materno infantile, una crescita abnorme dei parti cesarei per evitare i rischi dei parti naturali, soprattutto nei casi in cui la struttura non si ritiene adeguata.


In Italia ci sono molti punti parto che praticano però pochi parti. Chi partorisce qui rischia di trovare ginecologi che non sanno più far nascere bambini naturalmente o strutture non attrezzate per affrontare le emergenze.
Per non affrontare i rischi di un parto naturale, si ricorre all’intervento chirurgico in maniera inappropriata. Inoltre per gli ospedali è più redditizio un parto cesareo, che ha tariffe incentivanti rispetto al parto naturale.
Questi numeri sono quindi il segno di problemi strutturali della Sanità.





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