Tumore ovaio nella donna, endometrio e tumore collo dell’ utero. Sintomi, diagnosi, cura

Ovaio, collo dell’ utero, endometrio: sono questi gli organi della donna colpiti da tumori più di frequente. Il tumore dell’ ovaio resta quello più difficile da prevenire e curare nella donna, sia per l’ assenza di sintomi sia per la sua aggressività.

La battaglia contro i tumori ginecologici si può vincere, ma è importante conoscere le “armi” a disposizione. Nelle donne, i tumori che colpiscono gli organi riproduttivi sono tra i più diffusi e temuti. Negli ultimi anni però, sono avvenuti cambiamenti significativi nella lotta a questo tipo di malattie. Grazie a strumenti di prevenzione, a nuovi esami di diagnosi precoce e ai grandi passi compiuti dalla ricerca verso la scoperta di nuovi farmaci, la lotta ai tumori ginecologici sta andando avanti. Le donne però devono conoscere tutti gli strumenti a loro disposizione per fare soprattutto prevenzione. Il primo passo da compiere quindi è quello verso una corretta informazione: ecco cosa è bene sapere.

Tumore dell’ ovaio nella donna

Purtroppo, nei due terzi dei casi il tumore dell’ ovaio nella donna viene diagnosticato in stadio già avanzato. Non esistono test (come Pap-test, Hpv-test per il collo dell’ utero) in grado di individuare lesioni pretumorali che permettano di bloccare la malattia sul nascere, e inoltre il tumore ovarico ha forme anche molto diverse tra loro. Pochi tumori nascono nell’ ovaio, come da una cisti che diventa maligna, e possono essere individuati a uno stadio iniziale. Nel 70% dei casi invece, i tumori si sviluppano nella parte terminale della tuba di Falloppio e sono molto aggressivi, tendono cioè a invadere da subito gli organi circostanti come l’ intestino, il fegato, la milza. La pillola anticoncezionale usata per 15 anni riduce il rischio di tumore all’ ovaio.

In questo ambito la ricerca medica sta compiendo molti passi avanti. Attraverso un esame del sangue fatto sulle donne a maggiore rischio che hanno ereditato il gene Brca1 mutato, il progetto di ricerca punta a individuare i markers tumorali sierici che segnalano la presenza di tumori occulti, cioè ancora piccolissimi. Se i risultati di questa ricerca saranno confermati, si avrà il primo strumento di diagnosi precoce del tumore ovarico, da estendere poi a tutte donne. Questi markers sono stati già utilizzati con esito positivo nella diagnosi precoce del tumore al seno e del tumore al polmone. La ricerca è effettuata dall’ unità di Ginecologia Oncologica dell’ Istituto europeo di oncologia (Ieo; sito internet: www.ieo.it) diretto dalla Professoressa Nicoletta Colombo e dal professar Mario Sideri, direttore dell’ unità di Ginecologia preventiva dello Ieo.

Cura del tumore all’ ovaio

Le cure più moderne in ambito oncologico prevedono l’ utilizzo di farmaci biologici, in associazione alla chemioterapia. A dare i migliori risultati nel trattamento del tumore ovarico sono stati finora gli antiangiogenici:per crescere e diffondersi, il tumore all’ utero ha bisogno di formare nuovi vasi che gli diano nutrimento e gli antiangiogenici bloccano quest’ attività. Il più importante di questi farmaci appartiene alla categoria degli anticorpi monoclonali. I farmaci biologici però non sono in grado di guarire il tumore all’ ovaio, ma consentono di tenerlo a bada per un periodo più lungo. Ecco perché vengono usati in associazione alla chemioterapia, che serve a distruggere le cellule malate e a bloccare la crescita del tumore. Al momento gli antiangiogenici non sono rimborsati dal Servizio sanitario nazionale per il carcinoma ovarico (tumore dell’ ovaio): per ricevere gratuitamente il farmaco bisogna rientrare nell’ ambito di studi cimici.

Intanto, lo Ieo ha avviato sperimentazioni anche su una nuova molecola: l’ ombrabulin. Mentre gli antiangiogenici inibiscono la formazione di nuovi vasi, l’ ombrabulin distrugge quelli già presenti. Per la cura del tumore dell’ ovaio, gli antiangiogenici e l’ ombrabulin vanno utilizzarli insieme, associandoli sempre alla chemioterapia.

Le cellule staminali su cui punta la sperimentazione sono le “cellule madri” del tumore, quelle che causano le metastasi e sono responsabili della mancata guarigione. L’ obiettivo è riuscire a distruggere la cellula staminale tumorale, che è quella in grado di autorigenerarsi e rigenerare il tumore. Trovare il modo di isolarla e colpirla, significa scongiurare la possibilità di recidive. I farmaci oggi a disposizione sono in grado di distruggere velocemente la grande massa di tumore, ma non assicurano l’ eliminazione del “focolaio”, della cellula staminale che può rigenerare la malattia.

Tumore del collo dell’ utero nella donna e papilloma virus (HPV)


Il tumore del collo dell’ utero, o della cervice uterina (cioè della parte inferiore dell’ organo che si collega alla vagina) ha origine virale. È lo Human papilloma virus, conosciuto anche come Hpv, a infettare le mucose dell’ utero e a dare origine a questo tumore. Il virus si trasmette attraverso i rapporti sessuali e quindi la popolazione più a rischio è quella giovanile, soprattutto tra i 14 e i 21 anni, e raggiunge il suo picco tra i 20 e 25 anni. L’ infezione da papilloma virus nella maggior parte dei casi non dà sintomi, tanto che la maggior parte delle donne che la contrae non si accorge di averla.

Cura tumore del collo dell’ utero

Anche in questo caso, per la cura del tumore del collo dell’ utero gli studi si concentrano sui farmaci antiangiogenici. La chirurgia è poco invasiva: il tumore del collo dell’ utero è in genere confinato, non si estende ad altri organi come avviene per il tumore dell’ ovaio. Solo in alcuni casi c’è la necessità di associare all’ intervento chirurgico per l’ asportazione del tumore anche un ciclo di radioterapia o chemioterapia.

Prevenzione del tumore al collo dell’ utero: Pap-test e Hpv-test

Per il tumore del collo dell’ utero esistono programmi di screening che permettono di prevenire e individuare il tumore nella fase iniziale. Questo tipo tumore si manifesta con alterazioni precancerose, da cui poi ha origine il tumore del collo dell’ utero. Con il vaccino per l’ Hpv (papilloma virus), si riesce a prevenire la formazione del tumore, mentre con il Pap-test e l’ Hpv-test è possibile individuare precocemente la lesione precancerosa. Dal 2008 in Italia la vaccinazione per l’ Hpv (papilloma virus) è raccomandata e gratuita in tutte le strutture pubbliche per le ragazzine di 11 anni. Pap-test e Hpv-test sono raccomandati a tutte le donne, soprattutto dopo i 30 anni.

Per ulteriori informazioni leggere anche l’ articolo correlato, cliccare sui link qui sotto:
DONNE E VACCINO CONTRO IL PAPILLOMA VIRUS (HPV)
Donne e Vaccino contro il Papilloma Virus (HPV)

Tumore dell’ endometrio nella donna

Il tumore dell’ endometrio (la parete di rivestimento dell’ utero) è tra i più diagnosticati e rappresenta la quasi totalità dei tumori che colpiscono il corpo dell’ utero. Il tumore dell’ endometrio colpisce soprattutto le donne anziane, con un picco dopo i 60 anni, generalmente nelle donne in menopausa.

Diagnosi e cura del tumore dell’ endometrio

Il tumore dell’ endometrio si scopre subito e si asporta con la chirurgia. Quando compare, il tumore si manifesta con un sanguinamento anomalo che permette di intervenire immediatamente con l’ asportazione dell’ utero (isterectomia), dopo aver eseguito un’ ecografia e una biopsia. A differenza di altri tumori ginecologici, il tumore dell’ endometrio non è “silenzioso” e nel momento in cui viene diagnosticato risulta spesso al suo stadio iniziale e confinato all’ utero. Al momento non ci sono farmaci promettenti o farmaci biologici utili a debellare il tumore dell’ endometrio, per cui l’ unica cura è l’ intervento chirurgico.





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