Zone di viaggio a rischio malaria: contagio-sintomi. Profilassi antimalarica: farmaci

Vacanze da sogno in luoghi incontaminati possono lasciare un brutto ricordo: la malaria è la più nota malattia tropicale. L’ unico modo per viaggiare tranquilli è quello di informarsi con precisione.

Contagio e sintomi della malaria

La malaria è una malattia endemica trasportata da una zanzara. Il suo nome è legato ad una vecchia credenza secondo cui i miasmi (esalazioni nocive) e l’ aria stagnante delle paludi erano la causa dell’ infezione, da cui appunto il nome” mal-aria”. Oggi sappiamo che il responsabile della malaria è un parassita, il Plasmodium, del quale si conoscono quattro diverse varianti: vivax, ovale, malariae e il temuto falciparum.
A trasportare il microrganismo è la zanzara Anofele femmina: un insetto che predilige le aree più calde e umide del pianeta, le stesse che oggi sono spesso le più ambite dai turisti.

Insidiandosi tra le ghiandole salivari dell’ anofele, il parassita della malaria sfrutta la zanzara come vettore per spostarsi da una persona all’ altra. Una volta entrato nel corpo umano attraverso la puntura dell’ insetto, il Plasmodio entra in circolo, raggiunge il fegato ed inizia a riprodursi. La sua numerosa progenie si riversa nel sangue e intaccare i globuli rossi distruggendoli. A questo punto compaiono sintomi come febbre alta e brividi a intermittenza.
Il tempo di incubazione è variabile: in generale i sintomi compaiono da 9 a 14 giorni dopo la puntura, ma a volte anche dopo oltre un mese. Se non si interviene subito, la malaria può degenerare coinvolgendo il sistema nervoso centrale, provocando coma e quindi morte.

Zone di viaggio a rischio malaria

Tra le zone endemiche a rischio malaria ci sono molte zone dell’ Asia, dell’ Africa centrale, dell’ America latina e centrale, dell’ Oceania e delle isole caraibiche.
Per questo è sempre consigliabile una profilassi antimalarica: prima, durante il viaggio e al ritorno. Il minore o maggiore rischio dipende dal Paese, dall’ area specifica che si visita, dalla stagione, dalle condizioni degli ambienti in cui ci si muove e si alloggia.

Sono più pericolose le stagioni molto umide e le zone dove c’è abbondanza di acqua dolce o salmastra. E non va dimenticato che il rischio malaria è legato alla presenza di persone potenzialmente infette: dove ci sono tante zanzare, ma pochi indigeni, come può accadere in un parco naturale, si può stare più tranquilli che in un mercato affollato dove si trovano meno zanzare.

Profilassi antimalarica con farmaci e misure antipuntura

Oggi ci sono diversi farmaci per la profilassi antimalarica. Tra i più noti c’è la clorochina: farmaco che va utilizzato soprattutto nei Paesi dove non si è stabilita una specifica resistenza a questo principio attivo.
Nelle zone di clorochino-resistenza è consigliabile ricorrere ad altri farmaci, come il proguanil (che si può anche assumere insieme alla clorochina e che -in una recente formulazione- si trova associato all’ atovaquone), la meflochina o l’ antibiotico doxiciclina.

Questi farmaci possono però avere effetti collaterali tra cui nausea, vomito, diarrea, dolore addominale; in alcuni casi anche vertigini, ansia, disturbi neuropsichici.
In particolare, la meflochina ha controindicazioni per chi fa immersioni subacquee, è necessario quindi informarsi bene -prima della partenza- sulla profilassi antimalarica più adatta.

Bisogna inoltre rispettare tempi e dosi di somministrazione anche dopo il rientro a casa.
Per ogni episodio febbrile, forti dolori alla cervicale e alle ossa che insorgono durante il viaggio è necessario eseguire lo specifico esame del sangue. Anche dopo il rientro, per circa un paio di mesi, occorre stare attenti e, in caso di dubbio, consultare un medico, segnalando di essere stati esposti al rischio malaria.
Gli antimalarici garantiscono infatti una protezione nell’ 80-90% dei casi.

Per evitare la puntura della zanzara Anofele è bene vestirsi di colori chiari, coprendosi il più possibile, e usare sulla pelle esposta sostanze repellenti per gli insetti. Inoltre è preferibile trattare con insetticida le stanze in cui si dorme, preferendo quelle con zanzariere anche sul letto, che possono -volendo- essere trattate con insetticida.





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