Benefici della Salvia: proprietà digestiva e calmante. Controindicazioni della salvia nell’ alimentazione

La salvia (erba sacra o Salvia Officinalis), un’ erba usata anche in cucina nell’ alimentazione, appartiene alla famiglia delle Labiate. Tale famiglia botanica comprende oltre 3.000 vegetali dotati di spiccate azioni terapeutiche e proprierà benefiche. Oltre alla salvia, fanno parte della famiglia delle Labiate l’ issopo, la lavanda, la cardiaca, il marrubio, la melissa, il rosmarino, il timo, l’ origano e la menta. Le piante appartenenti alla famiglia delle Labiate, tra cui la salvia, sono dotate di azione antisettica, eupeptica, espettorante, diuretica, antiparassitaria, sedativa, vasoattiva e antireumatica. Il nome stesso dato alla salvia dagli antichi Romani, testimonia le virtù e le proprietà di questa pianta: il termine salvia ha la stessa radice del verbo salvare e della parola salus (salvezza, ma anche salute). Presso i Romani la salvia veniva raccolta con un rituale particolare, senza l’ intervento di oggetti di ferro, in tunica bianca e con i piedi scalzi e ben lavati. Prima e dopo i Romani, dagli Egizi alla farmacopea medioevale, la salvia è sempre stata apprezzatissima in erboristeria e non a caso Linneo le ha attribuito il nome di Salvia Officinalis. Tra i principali benefici, la salvia ha efficacia antisettica ed è anche digestiva e calmante. Secondo un’ antica tradizione, la Salvia Offianalis può anche essere utilizzata per curare un’ eccessiva sudorazione: si prepara un infuso a base di salvia e si praticano tamponamenti della zona da trattare.

CONTROINDICAZIONI DELLA SALVIA

La salvia, come d’ altra parte la maggioranza delle erbe utilizzate a scopi medicinali, non va assunta in dosi elevate e per periodi prolungati. Per quanto riguarda l’ uso della salvia in cucina, si raccomanda che in ambito culinario non venga posta a contatto con recipienti di ferro. La salvia è controindicata per i soggetti nervosi e gli ipertesi, è sconsigliata per le donne ai primi mesi di gravidanza e nel periodo dell’ allattamento, poiché inibisce la secrezione del latte.


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