Piatti tipici dell’ Emilia Romagna

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L’ Emilia Romagna, tra Appennini, pianura e mare, offre una straordinaria ricchezza di piatti con una cucina tipica fatta di cose semplici, saporite e sostanziose.

Piadina e squacquerone di Romagna Dop

Una coppia amata da tutti è la piadina con lo squacquerone, spesso farcita anche con erbe come la rucola e le piante dei campi. In Romagna, c’è la “cultura delle insalate”, cioè l’uso alimentare di piante raccolte lungo i fossi o nei campi, a seconda della stagione. Spesso vengono usate per farcire la piadina.

Lo spessore della piadina romagnola varia a seconda della zona di preparazione: di norma da Cesenatico verso Rimini la piadina è più sottile e stesa, mentre verso Ravenna e Faenza viene servita più spessa e ridotta nella dimensione.
La classica piadina romagnola ha un diametro che varia fra i 15 ed i 25 cm ed è spessa fra i 4 e gli 8 mm, la piadina riminese varia dai 23 ai 30 cm di diametro ma è più sottile (arriva al massimo a 3 mm di spessore).

Realizzata sul momento, in appositi chioschi detti piadinerie diffusi in tutta la Romagna, la piadina viene cotta su una lastra di pietra refrattaria chiamata “testo” che ha preso il posto della tradizionale teglia di terracotta (detta teggia in romagnolo).

Lo squacquerone di Romagna Dop è il degno compagno della piadina. È un formaggio dalle origini antiche della Romagna rurale: era consuetudine produrlo in inverno e servirlo con cavoli e piadina.
Oggi lo squacquerone è molto richiesto anche nel periodo estivo, abbinato con la tipica piada romagnola. A pasta molle (la sua caratteristica è la mollezza “squacquera”), dolce, senza buccia, di colore bianco madreperla, è ormai definitivamente sdoganato dalla stagionalità proprio per la sua versatilità in cucina e la richiesta di mercato.
L’abbinamento più classico rimane quello con la piada romagnola e una manciata di rucola, oppure con cavoli appena tiepidi.

La sfoglia emiliana: pasta fresca all’uovo

In Emilia Romagna la sfoglia è una vera istituzione. Di generazione in generazione, sono le nonne e le mamme ad insegnare come impastare, stendere e trattare la pasta all’uovo.
Sempre secondo la tradizione, la ricetta deve essere “smortadova“, cioè fatta di farina e uova, senza acqua. A questa caratteristica dobbiamo il colore giallo intenso di tagliatelle, tagliolini, quadrettini, maltagliati, strichetti, malfattini, garganelli e cappelletti.

Passatelli in brodo alla romagnola

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Parlando di Emilia Romagna, non si possono dimenticare i passatelli in brodo. I passatelli si preparano impastando parmigiano grattugiato, pangrattato, uova, noce moscata. Si taglia l’impasto in pezzi, che vengono schiacciati con un apposito attrezzo, facendo cadere i passatelli direttamente nel brodo di carne bollente. In meno di 5 minuti sono cotti e pronti da gustare.

Riviera Romagnola: piatti tipici di pesce

Sulla Riviera Romagnola, un classico della cucina povera sono i sardoncini. In Romagna le alici si chiamano così e si cuociono sulla griglia: si gustano nella piada calda insieme a radicchi e cipolla. In alternativa, i sardoncini vengono arrostiti su uno spiedino e mangiati a “scottadito”.

Un piatto che ha una versione differente per ogni porto, tra Cattolica e Cesenatico, è il brodetto. Per prepararlo occorre un ricco assortimento di pesce “spinoso” (anguilla, scorfano, triglia, cefalo, ecc.) più pesce azzurro. Lo si fa cuocere nella salsa di pomodoro, condendo con aceto, aglio, pepe e prezzemolo.

Un riminese Doc non rinuncia mai al tipico piatto che tutte le mamme sanno cucinare: gli strozzapreti coi cannelli. Si tratta di strisce di pasta fatta in casa, arrotolate su se stesse, cotte e condite con un sugo di pomodori e cannelli (o cannolicchi), molluschi che vivono infossati nella sabbia del litorale.

Fichi caramellati alla romagnola

Alla fine dell’estate, tutte le pentole di Romagna ribollono di fichi leggermente acerbi, che caramellano nello zucchero, profumato di limone. Dopo ore di cottura, vengono chiusi nei vasi di vetro, per poi unirsi a squacquerone, piadina e un bel bicchiere di Sangiovese.
Oggi i fichi caramellati sono una prelibatezza offerta anche ai turisti più buongustai, un tempo erano il dolce dei giorni di festa.


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