Metatarsalgia: cure per il dolore all’ avampiede


Il sintomo della metatarsalgia è un dolore acuto nella parte anteriore del piede.
La metatarsalgia è molto comune nel giovane come nell’anziano. E’ caratterizzata da dolore plantare anteriore, in corrispondenza delle teste metatarsali del piede.
Le teste metatarsali, disposte normalmente ad arco, assicurano il buon funzionamento della fase finale del passo, ossia mantengono la corretta ammortizzazione.

Quando usare i plantari

Nel paziente giovane, le metodiche podologiche con i supporti plantari correttamente eseguiti possono riportare un giusto comfort nella routine e nella pratica sportiva.

Il piede deve appoggiare bene nelle aree che possono sopportare il carico. In caso contrario, il peso del corpo sovraccarica altre ossa e articolazioni che possono infiammarsi e provocare dolore.
Un corretto appoggio del piede serve per tenere la caviglia più verticale possibile, per non sforzare i muscoli che devono mantenere l’equilibrio.

Ovviamente, è sempre l’ortopedico a prescrivere l’uso del plantare, che deve essere poi preparato su misura in un negozio specializzato, dove è possibile eseguire l’analisi computerizzata dell’appoggio del piede.
Una volta realizzato il plantare, si procede gradualmente ad usarlo e, dopo qualche settimana, si effettua un controllo presso il tecnico che lo ha realizzato.

La tecnica migliore per la cura della metatarsalgia

Nell’anziano la metatarsalgia ha sintomi più gravi: dolore insopportabile con impossibilità alla deambulazione. In questo caso, la ricerca di calzature confortevoli diventa molto problematica.
Le teste metatarsali interessate si superficializzano: duroni e calli affliggono i pazienti.

La componente degenerativa, come la lacerazione del legamento intermetatarsale, causa la caduta della testa metatarsale con aggravamento del quadro clinico.
Le deformità dell’avampiede, come alluce valgo o dita a martello, peggiorano il quadro clinico, che ben difficilmente può essere corretto da un semplice plantare.

Occorre quindi l’intervento chirurgico: con due piccole incisioni mininvasive, si risolve il problema della metatarsalgia in breve tempo.
L’esperienza maturata attraverso la pratica delle tecniche percutanee mininvasive ha semplificato le metodiche tradizionali invasive.
Infatti, due minime incisioni a livello del confine testa collo metatarsale, con un minimo scollamento dei tessuti molli, permettono di praticare un taglio mirato dell’osso (in termine tecnico chiamato osteotomia).
Questo intervento provoca il riallineamento metatarsale e la successiva guarigione della testa metatarsale in posizione dorsalizzata, di quel tanto che assicura la scomparsa totale del dolore.
L’intervento chirurgico mininvasivo è veramente risolutivo, con pazienti soddisfatti dopo anni di terapie inefficaci e frustranti.

A chi rivolgersi:
Dottor Vincenzo Langerame
esperto nelle tecniche percutanee e mininvasive dell’avampiede
www.ortopedicolangerame.it


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