Fecondazione assistita, gravidanza e salute della donna: la legge 40 in Italia e il congelamento degli embrioni
di Redazione
20/05/2009
La Sentenza n 151/2009 della Corte Costituzionale ha rimesso al centro della tematica della fecondazione assistita la salute psicofisica della donna e le capacità professionali del medico. Il convegno nazionale sulla fecondazione assistita che si è svolto a Roma e intitolato "La Legge 40/2004 dopo la sentenza della Corte Costituzionale - il futuro della PMA in Italia", ha visto la partecipazione dei maggiori esperti in tema di procreazione medico assistita (PMA).
Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, la legge 40 sulla procreazione assistita ha restituito il ruolo centrale alla salute della donna ed alla qualità delle procedure mediche.
Ora si parla di diritto alla salute della donna, e in Italia si tratta di una vera e propria conquista perché la Sentenza, con estrema chiarezza (e senza quindi possibilità di diverse interpretazioni) ha eliminato le rigidità e le direttive sanitarie pre-costituite imposte dalla legge 40. Da oggi anche i trattamenti per la infertilità hanno la dignità di ogni procedura medica: impostare un percorso terapeutico personalizzato che abbia come finalità il massimo della efficacia ed il minimo dei rischi per la salute fisica e psichica dei pazienti. Il tutto, in perfetto bilanciamento con la tutela della salute dei nascituri.
La Legge 40 aveva infatti in un certo modo omogeneizzato i trattamenti PMA (procreazione medica assistita) senza fare alcuna distinzione sulle procedure mediche utilizzate per la fecondazione e il trattamento dell' infertilità, ora si parla invece di qualità delle strutture mediche e qualità delle procedure mediche.
Pur nel pieno rispetto della Legge 40, la sentenza impone da oggi una più corretta applicazione delle tecniche di procreazione medica assistita, lasciando al medico la autonomia e la responsabilità di decidere con il paziente sulle procedure migliori da seguire per raggiungere l' obiettivo, ovvero, avere un figlio. Tutte le principali linee di innovazione internazionale nel campo della fecondazione assistita raccomandano infatti una maggiore personalizzazione delle terapie in base alle caratteristiche della coppia. La Legge 40 lo impediva, la sentenza lo impone.