Dieta Vegetariana per bambini

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Tutti sanno che è meglio limitare il consumo di carne nella dieta, ma pochi hanno le idee chiare su come comportarsi con la dieta dei bambini.

I vegetariani sono in aumento in Italia e questa tendenza viene rafforzata grazie alla crescente consapevolezza del legame fra il consumo di carne (soprattutto la carne rossa) e l’insorgenza di malattie, tra cui alcuni tumori.
Ci sono poi persone che scelgono una dieta vegetariana per una sensibilità ambientale e animalista, per una scelta ideologica, etica, culturale o salutista. Si tratta sempre di scelte personali che possono essere più o meno condivise.

C’è un forte aumento di genitori che scelgono la strada vegetariana per i figli e ancora maggiore è l’incremento di vegani. Si tratta per lo più di famiglie istruite e molto bene informate. C’è poi il fenomeno dei genitori non vegetariani e non vegani che scelgono, dopo essersi documentati, l’alimentazione senza proteine animali per i figli, almeno per i primi anni di vita. In questi casi la scelta non è ideologica, ma solo salutistica.

Per quanto riguarda l’alimentazione dei bambini, la domanda che in molti si fanno è se un regime alimentare diverso da quello onnivoro sia in grado di fornire, ad un organismo in crescita, tutti i nutrienti di cui ha bisogno.
Consigliamo quindi di acquistare il libro del dottor Luciano Proietti (pediatra): “Figli vegetariani. Come allevare i figli dall’infanzia all’adolescenza con la dieta vegetariana e vegana”
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Le raccomandazioni dell’OMS sono note a tutti: almeno fino ai 6 mesi di vita, il bambino deve assumere solo latte materno.
Cosa raccomanda il dottor Luciano Proietti?

Dal punto di vista pediatrico, il bambino deve assumere un’alimentazione adeguata alle sue necessità fisiologiche. Più che di dieta vegetariana, quindi, sarebbe meglio parlare di alimentazione fisiologica a base vegetale, cioè quel regime alimentare che più si avvicina alla fisiologia del bambino.
Nei primi anni di vita il bambino è, a tutti gli effetti, biologicamente ancora un lattante ed ha bisogno di introdurre nutrienti il più vicini possibile a quelli del latte materno, cioè carboidrati, grassi, vitamine e pochissime fibre.
Un’alimentazione di questo tipo è un’alimentazione prevalentemente a base vegetale.
È proprio nei primi anni di vita che l’alimentazione deve essere a base vegetale se vogliamo che il bambino cresca bene e senza malattia (un po’ il contrario di quello che si pensa di solito). In questo modo cresce in modo fisiologico, né troppo, né poco, senza ammalarsi.


Nella pratica, cosa bisogna mettere nella dieta del bambino perché l’alimentazione sia fisiologica?
Finché il bambino è biologicamente un lattante, deve assumere latte materno o, in sua mancanza, il latte formulato con proteine vegetali (riso o soia), almeno 2-3 volte al giorno.
Pranzo e cena, poi, devono essere a base vegetale e devono apportare calorie. Il pranzo e la cena devono quindi essere a base di:

  • cereali (farine) con piccole quantità di legumi (che forniscono le proteine);
  • semi (mandorle, nocciole, sesamo sotto forma di creme come la crema di sesamo oppure bevande come latte di mandorla a base vegetale);
  • un po’ di frutta e verdura ma in quantità limitata (in quanto contiene fibra) e in parti liquide (brodo, centrifugato, succo) almeno fino ai tre anni di età;
  • il limone, che facilita l’assorbimento dei minerali come calcio e ferro.

Verso l’anno la pappa fatta con le farine diventerà solida (risotto, pastasciutta).

Bisogna evitare di dare proteine animali al bambino piccolo, in quanto acidificanti (e l’acidosi metabolica è alla base di qualsiasi malattia). L’acidosi metabolica si combatte con l’attività fisica, la vita all’aria aperta e una dieta prevalentemente vegetale.

Tanta frutta e verdura è indispensabile nell’alimentazione degli adulti. Ma il bambino piccolo è un lattante, non è un “adulto in miniatura”. Quanta fibra contiene il latte materno? Zero.
Quindi, se ad un lattante (il cui cibo principale è il latte) diamo la fibra, che riduce l’assorbimento di vitamine e sali minerali, provochiamo un’alterazione a livello intestinale: ecco che il bambino, dato che il suo intestino non è adatto a ricevere fibra, diventa stitico, cresce poco e va incontro ad anemia.
Per questo motivo, iniziando a dare frutta e verdura al bambino a 5-6 mesi come spesso succede, occorre poi inserire la carne omogeneizzata per l’apporto di ferro, perché altrimenti il bambino rischia l’anemia.

L’integrazione è necessaria in caso di alimentazione vegana. Finito l’allattamento, se il bambino non assume nessun cibo animale, può andare incontro alla carenza di vitamina B12, che va integrata da bambino come da adulto. Poi c’è l’integrazione necessaria per il nostro stile di vita, che è quella della vitamina D, di cui siamo tutti carenti perché stiamo poco all’aria aperta.


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