Vitiligine: trapianto, fototerapia, dermocosmesi

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La vitiligine è una malattia della pelle che presenta chiazze di colore bianco latte o rosa pallido, irregolari e caratterizzate da assenza di pigmento. Le parti più colpite dalla vitiligine sono mani, viso, avambracci, zona genitale. Anche i peli possono perdere il colore, pur mantenendo però intatta la loro struttura.

Nel 95% dei casi, la vitiligine si manifesta prima dei 40 anni, il più delle volte tra i 10 e i 30 anni.
Per diagnosticare questa malattia si usa la luce di Wood, di colore nero, che illumina le zone del corpo carenti di melanina.

Vitiligine: cause scatenanti

Come mai queste macchie bianche della pelle non presentano pigmenti? La risposta è nei melanociti che, nelle persone colpite da vitiligine, sono di un numero ridotto (in questo caso si parla di macchie ipocromiche), o del tutto assenti (acromiche).

Non ci sono ancora certezze sulle cause della vitiligine, ma la malattia può avere un’origine autoimmune: le difese dell’organismo, anziché attaccare le minacce esterne, attaccano per errore una parte del corpo stesso.
Anche la predisposizione genetica e lo stress possono essere causa della vitiligine.

Inoltre, alcune sostanze chimiche (come i fenoli, l’idrochinone e il monobenziletere di idrochinone) possono dare origine alla malattia nelle persone predisposte.
Le aziende in cui si lavora a contatto con queste sostanze sono quelle automobilistiche, l’industria chimica, fotografica e quelle di ceramiche.

Cura della vitiligine

Una delle soluzioni di cura per la vitiligine consiste nel trapianto di melanociti coltivati in laboratorio, partendo da una piccola parte di tessuto sano. Questo trattamento è però indicato esclusivamente per chi presenta macchie stabilizzate e di ampiezza limitata.

Tra i rimedi più usati attualmente, invece, ci sono i corticosteroidi che, nelle prime fasi della malattia, possono incentivare la ripigmentazione della cute, riducendo l’infiammazione che causa la perdita di melanina.
Molto usata è anche la fototerapia con raggi Uvb a banda stretta che stimola la produzione di melanina ed è in grado di ridurre la risposta immunitaria locale (anche se, su zone come mani e piedi, non è molto efficace).
In entrambi i casi, i risultati possono variare da persona a persona e non sempre sono all’altezza delle aspettative.


Infine, anche la dermocosmesi viene in aiuto di chi soffre di vitiligine, offrendo prodotti che attenuano la differenza di colore fra la zona di pelle colpita e quella circostante. E’ consigliato comunque l’utilizzo di creme con alto grado di protezione: le parti del corpo interessate dalla vitiligine sono facilmente ustionatili.
Attenzione quindi al sole.

Se si aspetta un bambino, è bene consultare un dermatologo per sapere se ci si può sottoporre a terapie per la vitiligine (come quella a base di raggi ultravioletti che possono rappresentare un rischio per il feto).


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