Scompenso cardiaco: sintomi iniziali e cure

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Lo scompenso cardiaco è una malattia del cuore molto diffusa, soprattutto oltre i 65 anni di età, ma ancora oggi poco conosciuta. Per scompenso cardiaco si intende una condizione nella quale il cuore non è capace di distribuire il sangue in misura adeguata alle richieste metaboliche dei tessuti.
Ecco come riconoscerlo e prevenirlo.

Scompenso cardiaco: sintomi iniziali

I sintomi dello scompenso cardiaco sono semplici da individuare, ma bisogna “averli in mente” e, soprattutto, non sottovalutarli o scambiarli per normali conseguenze dell’avanzare degli anni.

Ecco una lista utile dei sintomi:

  • tosse persistente
  • mancanza di fiato
  • sentirsi affaticati dopo una o due rampe di scale
  • considerare faticoso conversare con amici oppure prepararsi al mattino
  • fare fatica a compiere normali gesti quotidiani
  • avere mani e piedi freddi o caviglie gonfie
  • depressione

Questi sintomi iniziali possono essere dei campanelli d’allarme che non devono passare inosservati.
Quando si parla di scompenso cardiaco, quindi, è molto importante riconoscere i sintomi e recarsi tempestivamente dal proprio medico: una diagnosi corretta e un eventuale trattamento precoce possono garantire una buona qualità della vita.

Scompenso cardiaco: cura

L’approccio tradizionale per la cura dello scompenso cardiaco si basa sull’utilizzo in combinazione di alcuni farmaci: diuretici, betabloccanti, ace-inibitori, antagonisti recettoriali dell’angiotensina, antagonisti dei mineralcorticoidi.
I farmaci vengono di solito somministrati con un dosaggio inizialmente basso e poi crescente.

Una nuova opzione terapeutica per lo scompenso cardiaco utilizza invece l’associazione di due molecole:

  1. il Valsartan, che è un antagonista dell’angiotensina, un ormone che aumenta la pressione;
  2. il Sacubitril, che blocca l’enzima che distrugge i protidi atriali.

Il risultato finale è che la quantità di queste sostanze, molto utili per il nostro organismo, tende ad aumentare.

Il farmaco è già passato attraverso il vaglio di un grande studio condotto su migliaia di pazienti, chiamato Paradigm-HF, che ne ha sancito sia la sicurezza sia l’efficacia. È importante precisare che la cura avviene senza aggiungere ulteriori farmaci alla terapia, ma sostituendo i precedenti.
I benefici sono notevoli: il rischio di ricovero e mortalità diminuisce del 10-20%, con un prolungamento medio della durata della vita.


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